mercoledì 27 febbraio 2013

“La sostenibilità comincia dall’uso dell’acqua a casa e in città”

Il progetto WE-RE propone esempi virtuosi di uso dell’acqua per aumentare la diffusione di buone pratiche  dentro e fuori la propria casa. Il  progetto  WE-RE,  inizia  il  suo  percorso  sulla  città  di  Sesto,  con  il  primo  appuntamento  dedicato all’approfondimento della risorsa Acqua il 28 febbraio alle ore 21.00 presso la sala del Camino in via Puricelli Guerra.

In questa serata aperta dall’Assessora Elena Iannizzi del Comune di Sesto S.G, insieme a vari esperti
tra cui – Rosario Lembo del Comitato Italiano Contratto Mondiale sull’acqua, Giulio Conte di Ambiente Italia e Valter Molinaro, di Coop Lombardia, si entrerà nel vario e ampissimo mondo dell’acqua  per concentrarsi  su  proposte  efficaci  per  la  costruzione  di  città  sostenibili  e  migliorare l’azione  dei  cittadini.  Ricordiamo  che  in  Lombardia  c’è  ancora  una  media  di  300  litri  giornalieri  di consumo d’acqua per persona, tra le quantità più alte d’Italia.

La serata è aperta alla cittadinanza e in particolare ai partecipanti al Progetto We-Re nei condomini
selezionati per le attività.

Il progetto è promosso da ACCESSO Coop. Soc. in partenariato con Deafal ONG, Bioecoservizi,
Caffè Corretto, CICMA Onlus.
In collaborazione con Città Possibili srl e Ortobello ROAD e con il contributo della Fondazione Cariplo, del Comune di Sesto San Giovanni e di Coop Lombardia Comitato Soci zona Sesto San Giovanni.
Per informazioni e iscrizioni scrivere a: ubc@contrattoacqua.it, oppure accesso@accessocoop.it.

Nevediversa 2013. A piedi tra i villaggi della Muggiasca

Il Circolo Legambiente Lario Sponda Orientale e il CAI di Bellano propongono domenica 3 marzo 2013 una escursione facile ad anello (dislivello 500 mt) a partire da Vendrogno passando per Noceno, salita tra i boschi di castagno fino a Camaggiore, balconi sul Lario che vogliamo mantenere liberi da impianti e ritorno passando per Tedoldo, Mornico, Sanico e San Grato. Sosta alla piccola azienda agricola La Madonnina per eventuali acquisti di formaggi di capra e mucca.

Per godere in buona compagnia dei luoghi e dei panorami senza lasciare tracce pesanti e per contribuire alla difesa della loro speciale naturalità. Per gustare anche il buon cibo che lì si produce.


Ore 8.30 Ritrovo a Bellano, piazza Tommaso Grossi, per salire con il minor numero di auto a Vendrogno (parcheggio) da dove è prevista la partenza della camminata alle ore 9.  Ritorno a Vendrogno previsto per le 13.

E’ possibile pranzare all’agriturismo Gulliver (25 euro, metà per i bambini), prenotando al momento dell’iscrizione.

Iscrizioni entro il 28 febbraio 2013

Legambiente: Costanza Panella: 339.62.96.123 lario.lombardia@legambiente.org

CAI: Antonio Rusconi: 348.92.98.520 - antonio.rusconi@caibellano.it

Nel documento di Piano del PGT di Vendrogno presentato dall’amministrazione comunale si prevede la possibilità di intervenire nella piana di Camaggiore con strutture turistico ricettive non meglio specificate.

L’area, lambita da un PLIS proposto, occupata in parte da una torbiera, è di grande interesse ambientale e deve essere tutelata per le caratteristiche peculiari che meritano una valorizzazione compatibile con l’ambiente.

Recentemente è stato proposto un progetto di “sfruttamento turistico energetico” di quella zona, fortunatamente non realizzatosi, che prevedeva, tra l’altro, un impianto di risalita al Muggio.

Camaggiore e la Val Varrone rientrano in un ambito paesaggistico individuato dal Piano Territoriale Regionale. Il Piano Territoriale della Provincia inserisce la zona nell’Ambito paesaggistico “Il Monte Muggio”, indicando tra gli Indirizzi di tutela: “Difesa della naturalità [l’intera zona è indicata nella Cartografia dei piani come di massima naturalità] … Salvaguardia del valore di eccezionalità costituito dai belvedere panoramici prealpini … evitando un eccessivo affollamento di impianti e insediamenti. … Controllo e sostegno dell’economia montana … Tutela degli alpeggi … Limitazione dello sviluppo di impianti e nuovi demani sciabili …”

I suggerimenti del documento di Piano indicano giustamente nel turismo sostenibile legato alle attività agro-pastorali la prospettiva per un futuro migliore della Muggiasca.

Presentazione della proposta di costituzione di parco agro-paesaggistico



 Venerdì 1 Marzo alle ore 21, a Parabiago, presso la Biblioteca Civica – via Brisa 1

L’Associazione “N.O.I. per la città” di Parabiago, che fa parte del Comitato Olona Bozzente Lura del Movimento SALVIAMO IL PAESAGGIO, in collaborazione con Salviamo il Paesaggio Inveruno

                                      organizza un incontro pubblico

in cui verrà illustrata la proposta di costituire un nuovo  parco agro-paesaggistico che unisca i 5 PLIS (Parchi Locali di Interesse Sovracomunale) a nord ovest della Provincia di Milano in una soluzione di continuità che idealmente possa connettersi con il Parco Ticino, la Dorsale Verde ed arrivare all’Oasi del WWF.

La proposta è in linea con la legislatura europea, nazionale e regionale in materia ambientale, paesaggistica e agricola,  che ha quali idee forti :
- la tutela ambientale e paesaggistica del territorio ed il risparmio dello stesso dai processi di uso indiscriminato a scopo edificatorio e delle infrastrutture;
- l’accorpamento delle aree protette per una gestione più efficace e meno onerosa;
- la partecipazione dei cittadini alle attività decisionali

Solo la mancanza di volontà politica da parte delle istituzioni competenti locali ha impedito sinora la collaborazione e le sinergie tra esperienze confinanti ed omogenee, spesso a scapito della reale tutela di un territorio con le medesime caratteristiche :elevata conurbazione, vocazione agricola degli spazi vuoti, elevata infrastrutturalità, rete idrografica naturale e artificiale e con potenzialità di sviluppo economico in senso turistico e agro-alimentare.

 Alla serata aperta a tutti, saranno invitati Comitati locali, liste civiche, Associazioni  e singole persone dei paesi interessati, al fine di creare un Comitato di Cittadinanza intercomunale  che possa portare avanti il progetto e costituire l’interfaccia con le Istituzioni.


Associazione “N.O.I. per la città” www.noiperlacitta.it  del Comitato Olona Bozzente Lura del Movimento SALVIAMO il PAESAGGIO http://www.salviamoilpaesaggio.it                                                                        
SALVIAMO il PAESAGGIO INVERUNO -           
https://www.facebook.com/salviamoilpaesaggio.perinveruno –

Schiuma nelle acque del grande malato "Ora intervengano Regione e Provincia"

Fagnano Olona, 27 febbraio 2013 - Il fiume Olona va salvato: lo sostengono i sindaci del territorio attraversato dal corso d’acqua che si confrontano con la mancanza di fondi per gli interventi necessari. Nei giorni scorsi è comparsa di nuovo schiuma nel tratto tra Fagnano Olona e Solbiate Olona, fenomeno che si sta ripetendo troppo spesso negli ultimi tempi e che non fa che aumentare l’allarme nella zona. Sulla vicenda interviene il sindaco di Fagnano Olona Marco Roncari pronto a sollecitare il prossimo governo regionale sulla delicata questione. «L’attenzione da parte di noi sindaci del territorio è sempre stata alta – dice Roncari - adesso è la Regione che deve saper cogliere le opportunità offerte dai bandi europei per i fondi altrimenti l’Olona resterà in queste condizioni. Il problema principale in alcuni casi sono i depuratori che vanno rifatti».

Il primo cittadino fagnanese è pronto a interpellare il prossimo governo lombardo perché intervenga nei tentativi di risanamento del fiume perché i sindaci da soli non possono fare nulla. Il fiume è inquinato, c’è molto da fare per recuperarlo ma al momento è tutto fermo per mancanza di finanziamenti (servono 80 milioni di euro). Nel frattempo si attende che parta l’Ato (l’Ambito territoriale ottimale) che a livello provinciale dovrà gestire il ciclo completo dell’acqua e potrà anche bussare alle porte giuste per ottenere fondi. Sulla vicenda torna anche Flavio Castiglioni, presidente del circolo di Legambiente della Valle Olona.

«Abbiamo chiesto un impegno forte ai candidati prima delle elezioni - afferma - Il prossimo governo della Regione non dovrà stare a guardare, servono azioni, basta parole. Basta promesse e basta rimpalli di responsabilità. Serve prima di tutto un progetto vero, strutturato, che indichi con chiarezza come intervenire e che renda possibile mettere nero su bianco i costi. Questo progetto non c’è. Allora si muova la Provincia di Varese. Senza aspettare l’Ato, sia la Provincia a coordinare un progetto di risanamento del fiume in modo da sapere una volta per tutte che cosa si deve fare».

L'esponente di Legambiente ricorda gli interventi urgenti. È necessario, chiude Castiglioni, «migliorare il funzionamento dei depuratori, migliorare le reti fognarie da parte dei Comuni e individuare e bloccare gli scarichi “canaglia” che sversano nel fiume, perché c’è ancora troppa gente che scarica ciò che vuole». Dalla Valle Olona il messaggio ai politici è chiaro: chi governerà la Lombardia, ma anche chi siederà in consiglio regionale, deve intervenire per risanare uno dei fiumi più importanti del territorio, grande malato da decenni.

Fonte: Il Giorno.it articolo di Rosella Formenti del 27 febbraio 2013

lunedì 25 febbraio 2013

Inaugurazione delle case dell'acqua a Milano

MILANOBLU HA IL PIACERE DI INVITARLA ALL’INAUGURAZIONE DELLE
5 CASE DELL’ACQUA DI MILANO

Acqua fresca, liscia e gasata a disposizione di tutti per una città sempre più sostenibile
può intervenire liberamente a questi appuntamenti:

1 marzo ore 16, parco Formentano (largo Marinai d’Italia)
2 marzo ore 11, parco Chiesa Rossa (via Chiesa Rossa, via San Domenico Savio, via Cassoni)
2 marzo ore 14.30, via Giovanni Battista Morgagni
2 marzo ore 16.30, parco Nicolò Savarino - ex Bassi (in via Livigno, via Guerzoni)
3 marzo ore 10.30, giardino Cassina de’ Pomm (via Zuretti, via M. Gioia - ang. Cassoni)

Condomini Con Stile. A che punto siamo?

Lunedì 25 Febbraio 2013

Differenziata dieci e lode, raccolta delle pile esauste e dell'olio di frittura, sharing di piccoli elettrodomestici. La "rivoluzione verde" di due condomini milanesi iscritti a Con Stile.



Vivere insieme, per vivere meglio. E' il sogno di molte famiglie milanesi, la formula che ispira tanti progetti di cascine rurali e di edifici in cohousing che sono sorti in città. Forme di vicinato "elettivo", nate per rispondere ad un bisogno di condivisione e di sostegno reciproco, che la vita in condominio sembrerebbe incapace di soddisfare. Ma davvero è così?

Due condomini milanesi iscritti a Con Stile stanno provando a mettere in campo piccoli accorgimenti per rendere la convivenza tra dirimpettai più solidale e anche più attenta all'ambiente.
Siamo andati a conoscerli.

Al civico 14 di via Fogazzaro "tutto è partito lo scorso autunno con una festa di vicinato nel cortile comune", racconta Angela Castoldi, una residente, "alcuni di noi non si conoscevano proprio, o non erano mai andati più in là del saluto sulle scale". Festa_Condominio_FogazzaroDall'incontro conviviale all'azione collettiva, il passo è stato breve.
"I rifiuti sono il nostro punto dolente", spiega Angela, "l'anno scorso abbiamo pagato più di 500 euro di multe all'Amsa!" Così le famiglie, una quindicina, si sono organizzate per migliorare la raccolta. I cassonetti per il vetro, la plastica, la carta e il cartone sono stati radunati in un'area apposita al centro del cortile, suddivisi per tipo di materiale, e muniti di cartelli per spiegare cosa ci si può buttare e cosa no. Come dire, niente più scuse per i disattenti.
Il passo successivo, e più ambizioso, sarà la raccolta condominiale dell'olio da cucina usato: andrebbe consegnato all'isola ecologica per non danneggiare l'ambiente e poterlo riciclare, ma quanti invece lo versano nel lavandino? "Da noi le famiglie hanno Raccolta olio usatocominciato a raccoglierlo in flaconi di detersivo usati, ora dovremmo acquistare un contenitore condominiale e prendere accordi con Amsa per lo smaltimento".
Da via Fogazzaro andiamo in piazza della Repubblica. Due passi, e raggiungiamo una bella palazzina di inizio secolo in via San Gregorio al 49.
Anche qui sui cassonetti sono stati applicati cartelli esplicativi, è apparso un tornapile in portineria e si è cominciato a raccogliere l'olio della frittura. "Ci organizzeremo con un ristorante vicino per il ritiro", spiega Alfrida Mondini, che nel palazzo è conosciuta per l'abilità a riciclare i materiali di scarto più disparati, trasformandoli in raffinati accessori di arredamento.
Saliamo con lei fino all'ultimo piano, dove i condòmini hanno ricavato un deposito per lo scambio di attrezzi e piccoli elettrodomestici (nella foto). Gli scaffali si stanno via via riempiendo. C'è chi ha messo a disposizione il trapano, chi l'affettatrice e la gelatiera, chi ancora il battiscopa elettrico o la torcia. "Davvero non c'è ragione di comprarne uno a testa", commenta Alfrida, e come darle torto? Considerato quante volte utilizziamo certi utensili per il fai-da-te, meglio farseli prestare.

Dalla condivisione degli attrezzi a quella degli spazi. Il condominio di via San Gregorio ha la fortuna di poter disporre anche di un cortile ampio e ben protetto. Non si vedono auto parcheggiate, bene. Ma i bambini, sono ammessi?
Domandiamo se le nuove regole comunali sul gioco nei cortili abbiano già trovato applicazione nel regolamento del palazzo.
Alfrida mi guarda sorpresa. "Regolamento? Macché. Qui i bambini hanno sempre giocato".

Fonte: Sito Con Stile a Milano

sabato 23 febbraio 2013

Direttiva Nitrati: come previsto, si avvia la procedura che rischia di portare l'Italia sotto infrazione comunitaria


Nel rosario di violazioni, un'altra perla nera per l'Italia: eppure l'inquinamento idrico continua ad essere sottovalutato in Lombardia

Sul tavolo degli imputati l'agrozootecnia padana, ma non è l'unica colpevole: a quando l'avvio di un programma di investimenti  in un settore fognario deficitario e vetusto?

L'avvio della procedura che porterà al deferimento dell'Italia alla Corte di Giustizia Europea è un atto dovuto dopo che il Parlamento, a dicembre, ha approvato un articolo di legge che sospende per un anno l'efficacia della direttiva europea sui nitrati, con riferimento in particolare ai limiti di spandimento di liquami e fertilizzanti nelle cosiddette 'zone vulnerabili'.
La vicenda rischia di innescare uno scontro sociale non troppo diverso da quello già visto per le quote latte, in cui le astuzie di una minoranza di agricoltori sono state pagate, pesantemente, da tutti i contribuenti italiani. Uno scenario che per Legambiente è da scongiurare, partendo dal fatto che le direttive europee sono fatte per essere applicate. Ma anche riconoscendo le ragioni sostenute dal mondo agricolo, oggi sul tavolo degli imputati.
"Non c'è dubbio, il carico zootecnico presente in alcune province della Lombardia è insostenibile in rapporto alle superfici effettivamente coltivate, e questo deve far riflettere non solo sulla messa a norma degli spandimenti di liquami, ma a anche sulla necessaria conversione di una parte degli allevamenti suini e bovini a una zootecnia più qualificata e a produzioni agricole maggiormente diversificate" dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia.
Ma se l'agrozootecnia è indiscutibilmente la responsabile principale dei carichi azotati che pervengono ai fiumi lombardi e, in ultima istanza, al fiume Po, sulle falde la situazione è più complessa, e chiama in causa prima di tutti lo stato vetusto e inadeguato dell'infrastruttura fognaria e depurativa, in primo luogo nelle province pedemontane. "Lo scontro con il mondo agricolo rischia di mettere in ombra l'assoluta urgenza di attuare investimenti troppo a lungo rinviati, che riguardano i completamenti delle opere per la depurazione idrica, ma anche gli adeguamenti della rete fognaria, che nelle zone di alta pianura è un vero colabrodo che disperde in falda liquami civili e industriali. Si tratta di investimenti per molti miliardi di euro, divenuti prioritari e urgenti per la salvaguardia della risorsa idrica da cui tutti i lombardi dipendono. Ma è anche una straordinaria opportunità per decine di migliaia di lavoratori delle imprese che si occupano di infrastrutture civili, da tempo ferme al palo a causa dei vincoli di bilancio degli enti locali".
Da Legambiente dunque un invito, rivolto in primo luogo ai futuri amministratori regionali, a disinnescare un potenziale conflitto distruttivo con il mondo agricolo, che sarebbe comunque perdente (anche perchè le sanzioni, in caso di infrazione, sono a carico delle misure di sostegno all'agricoltura) e a privilegiare la ricerca di soluzioni condivise ai problemi posti dall'attuazione della direttiva, che - non dimentichiamolo - è stata promulgata per la tutela del territorio e della risorsa idrica e per la salvaguardia della salute umana.


Ufficio stampa Legambiente Lombardia

martedì 19 febbraio 2013

Presentata la relazione d’inizio mandato del Presidente Alessandro Folli Da qui al 2018 il miglioramento della rete irrigua, la difesa del suolo e un incremento della multifunzionalità

Giovedì 7 febbraio, nel corso del Consiglio d’Amministrazione di ETVilloresi, così come previsto dallo Statuto Consortile, il Presidente Alessandro Folli ha presentato, d’intesa con il Comitato Esecutivo, la relazione d’inizio mandato.

Un provvedimento strategico, che tratteggia i punti forti e gli obiettivi dell’Ente per i prossimi anni. A cominciare da “comunicazione e trasparenza”, ossia comunicare efficacemente l’operato del CdA e le attività del Consorzio, a garanzia di trasparenza sugli atti e sulle attività del CdA e del Consorzio stesso.

Nel documento si mette in evidenza, inoltre, la necessità di una graduale messa a regime del nuovo Piano di classifica, introducendo meccanismi di progressiva perequazione dei contributi consortili.  Altro punto importante è il Bilancio, con una particolare attenzione all’equilibrio tra entrate e uscite in previsione del biennio 2013-2014, che sarà caratterizzato da numerosi interventi per lo sviluppo di opere rilevanti. Ulteriore punto qualificante del Rapporto, il processo di ammodernamento della struttura di ETVilloresi. In linea con quanto avviato nello scorso mandato, si provvederà a un ulteriore adeguamento della struttura organizzativa, anche per far fronte alle numerose e nuove competenze affidate al Consorzio, sempre nel segno dell’efficacia e dell’ottimizzazione delle risorse umane e professionali presenti.

Un impegno importante sarà quello riservato alla conoscenza della rete e del territorio. Uno studio approfondito del reticolo fluviale principale e minore sarà, infatti, la base per tutte le attività di programmazione in ambito di manutenzione e recupero di canali ammalorati. Da qui anche l’opportunità di un potenziamento del Sistema Informativo Territoriale per aumentare il grado di conoscenza della rete e della realtà territoriale circostante.

Tra gli altri obiettivi evidenziati, il miglioramento dell’efficienza della rete irrigua e l’incremento della multifunzionalità dei canali con uno sviluppo ulteriore delle funzioni non strettamente irrigue di ETVilloresi.

In linea con questa “filosofia” ETVilloresi sarà infatti impegnato nell’incrementare le forme diversificate di utilizzo della risorsa idrica, a partire da quella energetica, per arrivare allo sviluppo di nuove modalità, quali la valorizzazione anche in chiave turistica dei Canali.

Si pensi, in particolar modo, all’intervento in atto presso le Dighe del Panperduto con Ostello, Museo delle Acque Italo-Svizzere e navigazione. Oppure, ancora, il Museo della Bonifica di Chignolo Po. Tutto ciò si pone in linea complementare, oltre che sinergica, con le attività collegate ad Expo 2015.

Da ultimo, tra gli obiettivi di mandato vi sono la valorizzazione della funzione territoriale e ambientale dei canali con in evidenza il progetto V’Arco Villoresi e il completamento dell’Anello Verde Azzurro dell’Expo 2015; l’incremento della funzione di difesa del suolo, tramite attività mirate a conseguire il controllo e la gestione unitaria dei sistemi idraulici complessi; infine, favorire l’acquisizione di nuove funzioni in modo tale che ETVilloresi possa connotarsi sempre più per il suo ruolo di supporto tecnico e amministrativo agli enti preposti alla concessione, tutela e controllo delle risorse idriche, garantendo così una più equa e razionale utilizzazione delle medesime risorse.



venerdì 15 febbraio 2013

Avviso: lavori di messa sicurezza idrulica nel nodo Lambro - Martesana

Da alcuni giorni si può notare un drastico cambiamento di colore dell'acqua condotta dal naviglio della Martesana. Questo colore poco piacevole è dovuto al fatto che, per operare un intervento di messa in sicurezza idraulica del fiume Lambro, l'Agenzia interregionale per il fiume Po ha dovuto deviare parzialmente le acque di questo disgraziato fiume nel Naviglio. Per quanto non piacevole, questo intervento è comunque necessario. Il problema ora è capire fino a quando rimarremo in stato di emergenza...

giovedì 14 febbraio 2013

Serate sulla riqualificazione fluviale per le associazioni di volontariato

Il Parco Valle Lambro dedica, all'interno della azioni previste nel Contratto di Fiume Lambro Settentrionale, delle serate sulla riqualificazione fluviale aperte alle associazioni di volontariato che operano nei comuni rivieraschi.
Nel merito le serate avranno due caratteristiche:
1) riguarderanno tutti i fiumi per i quali è attivo il Contratto di Fiume e quindi saranno aperte alle associazioni delle altre valli,
2) sarà un vero e proprio corso dove verranno illustrate le tecniche e le soluzioni adottate in altri contesti al fine di consegnarci uno strumento poi applicabile sul nostro territorio.
I temi saranno quelli da voi indicati:
a) qualità dell'acqua e recupero delle capacità autodepurative
b) aree di esondazione e laminazione controllata
c) riqualificazione vs. fruizione
- 21 febbraio a Seveso: Introduzione alla riqualificazione fluviale; Qualità delle acque; Capacità auto depurative del fiume con il Prof. Bruno Boz.
- 7 marzo a Cadorago: Riqualificazione fluviale e rischio idraulico; Aree di esondazione e laminazione con Marco Monaci.
- 14 marzo a Triuggio: Approccio critico alla fruizione; Riqualificazione e fruizione con Giancarlo Gusmaroli.
Per informazioni:

lunedì 11 febbraio 2013

Visita all’acquedotto di Milano per conoscere l’acqua cittadina

A Milano ci sono 29 centrali dell’acquedotto distribuite su tutto il territorio. Sono vere e proprie “fabbriche dell’acqua”, cioè centrali nelle quali si produce l’acqua che beviamo! La visita, che durerà circa un’ora, lunedì 25 febbraio 2013 alle ore 10:00, è rivolta ai gestori dei locali aderenti al progetto L'Abbiamo Imbroccata (www.labbiamoimbroccata.it) per far conoscere loro i processi che portano ad avere la sicurezza e la bontà dell’acqua servita. Durante la visita osserveremo: la sala macchine, le pompe, i filtri a carbone attivo (o un altro impianto di potabilizzazione), le vasche di accumulo e i pozzi di estrazione.

Dove: Acquedotto Armi - via Cassiodoro, 14, Milano (M1, Buonarroti)

L’evento si inserisce nel progetto L’Abbiamo Imbroccata che promuove la conoscenza e sensibilità al consumo dell’acqua di rubinetto presso locali, aziende e amministrazioni
Info: www.labbiamoimbroccata.it - www.imbrocchiamola.org

Per info: Lorenzo Baio o Cristina Montonati - Legambiente Lombardia
e-mail: l.baio@legambiente.org - 0287386480

È necessario prenotarsi entro giovedì 21 febbraio.

venerdì 8 febbraio 2013

A nord ovest di Expo: La natura si fa strada tra Vanzago e le terre dell'Olona


                                                             

Partono due progetti per ricostruire le connessioni ecologiche nel rhodense di Legambiente, WWF con i Comuni di Rho, Pregnana, Pogliano e Vanzago con il contributo di Fondazione Cariplo

 
Individuare e tutelare le possibili 'linee di collegamento" ecologiche tra i pochi sistemi naturali sopravvissuti in uno dei territori più urbanizzati d'Italia, il Rhodense e l'alto milanese è l’obiettivo dei due progetti presentati oggi a Rho, resi possibili dal contributo di Fondazione Cariplo, che vedono come co protagonisti Legambiente e WWF insieme agli enti locali (Comuni di Rho, Pregnana, Pogliano e Vanzago).

Legambiente in particolare lavorerà al ripristino delle connessioni lungo il fiume Olona e i territori circostanti, per individuare corridoi ecologici e varchi paesaggistici che consentano di realizzare un ideale collegamento dall'area milanese fino alle foreste pedemontane, restituendo dignità ad un corso d'acqua che ha subito fin troppe aggressioni e cementificazioni.
Il WWF invece collaborerà al ripristino delle connessioni ecosistemiche tra la Riserva Naturale del bosco Oasi WWF di Vanzago e il Parco delle Groane, che incrocia l'Olona immediatamente a nord dell'abitato di Rho. L’area è individuata da Regione Lombardia come 'corridoio prioritario', oggi puramente teorico, nel sistema di infrastrutture verdi che va sotto il nome di Rete Ecologica Regionale. 

Uno dei punti di forza che le due associazioni portano nei progetti è l’attuazione di un percorso definito attraverso il coinvolgimento di tutti gli attori (istituzionali, tecnici, associativi, ecc.) attivi sul territorio, secondo una modalità partecipativa di condivisione delle informazioni, delle visioni future e dei processi di attuazione. Lo studio di fattibilità del corridoio ecologico, infatti, per raggiungere la piena applicabilità degli interventi pianificati, non può non tenere conto dei pareri e delle indicazioni della comunità locale. 
"Dalla collaborazione tra associazioni ambientaliste ed enti locali desideriamo che nasca un grande masterplan di interventi, capaci di restituire una qualità paesaggistica ed ecologica ad un territorio che ha subito ogni possibile aggressione, non ultime quelle legate alle opere connesse all'evento di Expo 2015" dichiarano i presidenti regionali di WWF e Legambiente, Paola Brambilla e Damiano Di Simine "la sfida è ambiziosa e molto dipenderà dalla volontà degli enti locali di attuare le progettazioni che definiremo insieme a loro, ai tecnici e ai cittadini delle comunità direttamente interessate".

7 febbraio 2013 

Ufficio Stampa

WWF Italia tel 0283133233 – 329 8315718
Legambiente tel 02 87386480


                    






giovedì 7 febbraio 2013

Consumo di suolo, fenomeno riconosciuto ora nella sua gravità

Milano, 5 febbraio 2013                                                                              Comunicato stampa


Nella classifica delle regioni del rapporto Ispra la Lombardia in testa, nel 2010, per erosione di territorio
Legambiente chiede ai candidati l'impegno a portare in aula nella prossima legislatura regionale la proposta di legge contro il consumo di suolo targata cigno verde.

“Da parte di chi oggi si candida a governare la regione ci aspettiamo un impegno forte e chiaro a portare avanti provvedimenti che introducano una legge per la tutela del suolo, come ad esempio la proposta di iniziativa popolare che avevamo consegnato alla precedente amministrazione regionale, insieme a 13mila firme di cittadini lombardi, ma che non è mai approdata alla discussione del Consiglio” - dichiara il presidente di Legambiente Lombardia Damiano Di Simine a commento dei dati divulgati oggi dall’ISPRA sul consumo di suolo che indicano la Lombardia tristemente in testa nella classifica delle regioni che erodono territorio per far posto a nuovo cemento.

Numeri, quelli del rapporto ISPRA, che confermano il quadro di conoscenze su una materia che fino a pochi anni fa, prima che Legambiente lo denunciasse come grave emergenza ambientale, non era nemmeno considerata un problema. Il consumo di suolo è entrato anche nel vocabolario della politica, ma finora alle parole non hanno fatto seguito fatti concreti. E le analisi scientifiche su area vasta devono ora fare spazio a rilievi su una scala più adeguata a incidere sulle cause del degrado, che avviene a livello di decisioni urbanistiche prese da migliaia di comuni che non rinunciano ad utilizzare un bene comune qual è il suolo come generatore di rendite private e di entrate improprie attraverso l'uso perverso delle entrate da oneri. A ciò si aggiunge il fatto che continua a mancare in Italia, come in gran parte degli altri Paesi europei, una legislazione che tuteli il suolo, riconoscendone il carattere di bene comune, come tale risorsa fondamentale per il benessere dell'intera comunità nazionale.

“L'Italia e l'Europa dal dopoguerra a oggi hanno consumato suolo svuotando le città di residenze e servizi per spargerli nella campagna - aggiunge Damiano Di Simine - un paradosso, reso possibile dall'accesso generalizzato all'auto di proprietà, che però oggi si rivela con tutti i limiti e i costi ambientali, energetici ed economici dello sprawl insediativo e della congestione da traffico. Per fermare il consumo di suolo dobbiamo tornare ad investire sulle città, anziché assecondare, come si è fatto per decenni, la rendita speculativa delle espansioni urbane. E' questo il nuovo e positivo paradosso contemporaneo: per fermare il consumo di suolo dobbiamo riscoprire la nostra passione per la bellezza delle città come luogo di vita, oltre che di relazione, di lavoro e di produzione culturale. Ma ciò non sarà possibile fino a che non disporremo di norme che scoraggino efficacemente le speculazioni su terreni liberi”.

E proprio il tema del suolo sarà al centro dell'incontro di venerdì 8 febbraio, alla Stecca degli Artigiani di Milano, quando Legambiente metterà i candidati “alla prova dell'ambiente” nell'ambito del progetto Lombardia Sostenibile 2.0 (www.lombardiaduepuntozero.it). Sono stati invitati a parlare i candidati dei diversi schieramenti che si presentano per le elezioni regionali. A loro l'associazione chiederà quali saranno le nuove norme per difendere il suolo della Lombardia nel caso fossero eletti a governare la nostra regione e molti altri impegni per la tutela della nostra terra.

L'Ufficio stampa Legambiente Lombardia 02 87386480

martedì 5 febbraio 2013

La buona terra di Lombardia




Lombardia sostenibile 2.0
 
Proposte di legge e impegno dei candidati:
A quando una legge per la tutela dei suoli e il rilancio delle città?

Venerdì, 8 febbraio 2012, ore 9.30 – Sala Stecca degli Artigiani,
via De Castillia 26, M2 Gioia

La tutela del territorio è presente nei programmi e nelle proposte di chi si candida a governare?
L'ultimo ventennio ha lasciato un forte segno su una delle terre più generose del continente: la terra lombarda, la sua pianura coltivata, i paesaggi montani, i grandi laghi, i paesaggi urbani hanno subito una trasformazione senza precedenti. Le forze di un mercato altamente speculativo hanno agito in modo sregolato, infliggendo vaste ferite al paesaggio ed erodendo le superfici agricole per lasciarsi alle spalle spazi urbani destrutturati.
Abbiamo perso, in modo irreversibile, porzioni rilevanti delle superfici produttive e forestali, dimenticando che il suolo è la risorsa naturale più strategica per il benessere dell'intera comunità. E le città si sono smembrate in uno sconfinato e irrazionale sparpagliamento.
Da alcuni anni il problema è stato colto nella sua gravità divenendo oggetto di proposte legislative, nazionali e regionali, per fermare il consumo di suolo. Tutte proposte scivolate in fondo alle priorità. Eppure la cura del territorio e delle città rappresenta una grande sfida contemporanea, che chiede poche regole chiare e un forte indirizzo qualitativo per il settore delle costruzioni.
Il rinnovo delle assemblee legislative porterà con sé anche un efficace impegno alla tutela e alla valorizzazione del territorio, o rivedremo il teatrino del 'vorrei ma non ora'? La Lombardia ha già ceduto molto spazio alla tristezza di paesaggi senz'anima, non c'è altro tempo da perdere.


Interventi di:
Damiano Di Simine, Legambiente Lombardia
Claudio De Albertis, presidente ANCE Assimpredil
Ettore Prandini, presidente Coldiretti Lombardia

Le proposte di legge nazionali per difendere il suolo e la bellezza:
Monica Frassoni – candidata SEL al Senato
Ermete Realacci – candidato PD alla Camera
Ilaria Borletti Buitoni – candidata Lista Monti alla Camera

Nuove regole per difendere il suolo di Lombardia:
invitati al confronto i candidati consiglieri regionali
Luca Agnelli – Lega Nord
Andrea Boitani - Lombardia con Ambrosoli
Roberta Capotosti - Fratelli d'Italia
Chiara Cremonesi – SEL
Edoardo Croci – Lombardia Civica
Bruno Dapei – PDL
Diana De Marchi - PD
Andrea Di Stefano – Etico a Sinistra
Renato Plati – M5S
Stefano Zamponi - Italia dei Valori

Conclusione ore 13.00

lunedì 4 febbraio 2013

INVITO CONFERENZA STAMPA



Rho, Villa Burba, Corte Rustica - Sala Convegni
giovedì 7 febbraio 2013, ore 14.30


Presentazione dei progetti sulla sostenibilità ambientale finanziati da Fondazione Cariplo  
·         L’Olona entra in città: ricostruzione del corridoio ecologico fluviale nel tessuto metropolitano denso: Comune di Rho - capofila e Legambiente - partner;
·         Connessione ecologica dal Bosco di Vanzago al Parco delle Groane: Comune di Pogliano - capofila e Comuni di Rho, Vanzago, Pregnana e il WWF - partners
 
Parteciperanno:

  • Pietro Romano, Sindaco del Comune di Rho
  • Gianluigi Forloni, Assessore a Ecologia, ambiente e mobilità, Verde pubblico e arredo urbano, Cimiteri e contratti di quartiere del Comune di Rho
  • Vincenzo Magistrelli, Sindaco del Comune di Pogliano Milanese
  • Roberto Nava, Sindaco di Vanzago
  • Angelo Bosani, Assessore all’Urbanistica ed Ecologia del Comune di Pregnana Milanese
  • Damiano Di Simine, Presidente Legambiente
  • Antonio Bossi, Ufficio Educazione WWF Italia
  
Ufficio Stampa

Comune di Rho: Paola Cupetti tel. 02 93332 523, fax 02 93332 503, paola.cupetti@comune.rho.mi.it