giovedì 28 aprile 2011

Biciclettata sul Brembo


8 maggio, biciclettata "sull'acqua" nel Plis del Basso Brembo.
Per i più pigri si informa che il percorso “tra acqua e cultura materiale”. Si svolge su strade asfaltate e sterrate per circa 16 km.
Per maggiori informazioni rivolgersi alla sede del parco nei seguenti orari:
Mercoledì e venerdì dalle ore 14.30 alle ore 16.30 oppure scrivendo ad info@parcobassobrembo.it

martedì 26 aprile 2011

"Il ruolo dei Parchi nella riqualificazione del fiume Lambro"

Il seminario organizzato dal Parco Media Valle Lambro dal titolo "Il ruolo dei Parchi nella riqualificazione del fiume Lambro" si terrà martedì 3 maggio 2011 dalle 14.30 alle 17.30 nella sala Pertini di villa Casati, via Mazzini 9, sede del Municipio di Cologno Monzese.

L'incontro è una tappa del percorso di accreditamento del Parco Media Valle Lambro, nel "Contratto di fiume Lambro settentrionale", a referente, per la Regione Lombardia, del sottobacino LS-AP2 comprendente i comuni di: Monza, Sesto SG, Cologno M, Nova M, Cinisello B, Muggiò, Brugherio, Cernusco SN, Carugate.

Scarica il volantino

mercoledì 20 aprile 2011

Convegno: Più Compost, meno Nitrati

Informazioni per i Consorzi agricoli, tecnici agricoli e agricoltori

Giovedì 28 aprile 2011, ore 20.45
Auditorium M. Rigoni Stern c/o Cittadella della Cultura

Via Ferrario 53 – Agrate Brianza

Intervengono: Lino Longobardi e Gianrico Sangalli, Fondazione Idra Corrado Boccoli, Coordinamento per lo sviluppo sostenibile Niccolò Mapelli, Tecnico Agronomo Massimo Centemero, Consorzio italiano compostatori Massimo Pelti, Cem Ambiente

Nel corso del Convegno verrà presentata la guida “Più compost, meno Nitrati” utile ad avvicinare gli agricoltori a un sempre maggior utilizzo del compost come fertilizzante in agricoltura. Il Manuale sarà distribuito gratuitamente durante la serata.Prendiamo l'occasione, oltre che per invitarvi al convegno, per chiedervi di diffondere attraverso vostri canali di comunicazione la locandina in allegato e il link al sito del progetto http://www.acquaecompost.it. Vi ringrazio anticipatamente

scarica la locandina

Alessandro Mottadelli
Fondazione Idra
Via Mazzini, 41 - 20059 Vimercate
039.6859664
alessandro.mottadelli@fondazioneidra.it
www.fondazioneidra.it

Acqua pubblica: Regolamento Ministero Salute mette a rischio le “Case dell’acqua”


Roma, 19 aprile 2011 Comunicato stampa

Legambiente: “Rivedere norma per coniugare sicurezza cittadini e sostenibilità. Evitare un nuovo regalo a società imbottigliatrici di minerali”

Con le “Case dell’acqua” in un anno in circolazione 620 mila bottiglie in meno

La sicurezza sanitaria dei consumatori è certamente prioritaria ma il regolamento messo a punto dal Ministero della Salute, che configura le “Case dell’acqua” (distributori pubblici di acqua anche gasata) come “somministrazione di bevande” equiparandole, di fatto, ai bar o altri esercizi commerciali e dunque sottoponendole alla stessa tipologia di controlli e procedure, rischia seriamente di compromettere la sopravvivenza di un progetto che fino ad oggi ha trovato ampio consenso tra i cittadini e indubbi vantaggi economici e ambientali. A poco meno di due mesi dal referendum sull’acqua del 12 e 13 giugno, Legambiente lancia l’allarme sui punti di distribuzione gratuita, ripreso anche in Parlamento con l’interrogazione dei senatori Ferrante e Della Seta che hanno chiesto ai Ministeri della Salute e dell’Ambiente di rielaborare la premessa del suddetto regolamento in modo che l’interpretazione non possa essere equivocata a scapito delle Case dell’acqua, e non crei problemi d’attuazione da parte degli enti locali.

“Con le ‘Case dell’acqua’ – ha dichiarato il responsabile scientifico di Legambiente Stefano Ciafani - i cittadini usufruiscono di un servizio pubblico in più, che fa apprezzare sia la qualità dell’acqua sia l’economicità. Parliamo anche di un concreto esempio di sostenibilità, grazie al quale stanno cambiando le abitudini di migliaia di persone che in questo modo risparmiano e danno una mano all’ambiente, diminuendo la produzione e la circolazione di plastica e, quindi, le emissioni di CO2 in atmosfera”.

Legambiente ricorda, infatti, che ogni singola “Casa” eroga all’incirca 2.500 litri ogni giorno, che equivalgono a circa 1.700 bottiglie in plastica da un litro e mezzo. In un anno, quindi, prelevando l’acqua presso questi punti si risparmia l’uso di circa 620 mila bottiglie, che in termini di mezzi pesanti circolanti per il trasporto delle confezioni d’acqua significa 65 tir in meno su strade e autostrade. Inoltre approvvigionandosi a una “Casa dell’acqua”, ogni anno, si evita di produrre (e smaltire) 20 tonnellate di Pet e, di conseguenza, si risparmiano 35 tonnellate di petrolio che corrispondono a 30 tonnellate di CO2 e 350 chilogrammi di monossido di carbonio.

“Oltre all’aspetto ambientale – ha aggiunto Ciafani – in questo progetto c’è anche un valore sociale importante visto che molti di questi punti di erogazione sono diventati anche punti di aggregazione, elementi del nuovo paesaggio urbano, luoghi di diffusione della comunicazione tra Comune e cittadini”.

L’impatto della filiera delle acque in bottiglia invece è molto rilevante: infatti l’imbottigliamento di 12,4 miliardi di litri di acqua comporta ogni anno l’uso di circa 350 mila tonnellate di Pet, con un consumo di 700 mila tonnellate di petrolio e l’emissione di circa 1 milione di tonnellate di CO2 equivalente in atmosfera. Inoltre solo il 35% degli imballaggi in plastica sono raccolti in modo differenziato e avviati al riciclaggio: il restante 65% finisce in discarica o al recupero energetico. Infine, solo il 15% delle bottiglie di acqua minerale viaggia su ferro, il restante 85% viaggia sui tir con conseguente consumo di gasolio e produzione di CO2 e polveri sottili.

“Quello che chiediamo – ha concluso Ciafani è che si valutino attentamente tutti gli aspetti prima di imbrigliare le Case dell’acqua nell’estrema burocrazia che, in nome della salute pubblica, rischia di compromettere un progetto molto valido favorendo in modo del tutto ingiustificato l’industria dell’imbottigliamento delle acqua minerali”.

L’ufficio stampa Legambiente (06.86268379-76-53-99)

martedì 19 aprile 2011

De profundis per il nucleare italiano: è finito l'incubo

Milano, 19 aprile 2011

Comunicato stampa


Ora non ci sono più scuse: puntiamo sulle rinnovabili e sull'efficienza ”


Legambiente Lombardia esulta per la pietra messa dal Governo sul piano nucleare: un passo indietro che chiude definitivamente le porte allo spettro di un ritorno dell'atomo in Italia, ora che in tutto il mondo è chiaro che questa risorsa energetica è non solo pericolosa, ma anche non economica.

“Da oggi non ci sono più scuse per evitare le vere sfide per affrancarsi dalla dipendenza energetica dalle fonti fossili - dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia - la Lombardia adesso deve puntare tutto sui due principali generatori di energia: il sole e l'innovazione. Ci siamo liberati dalla presenza oppressiva delle potenti lobby legate al business nucleare, abbiamo un lungo cammino da percorrere per ridurre i consumi energetici attraverso l'efficienza e il risparmio, e per sostituire le fonti energetiche tradizionali con quelle che attingono direttamente dall'energia del sole. Non c'è altro tempo da perdere”.


L'Ufficio stampa Legambiente Lombardia 02 87386480 – 349 1074971

II forum di informazione pubblica per l’elaborazione del Piano di Bilancio idrico

L’Autorità di bacino del fiume Po indìce il

II forum di informazione pubblica

per l’elaborazione del Piano di Bilancio idrico

21 aprile 2011, ore 9.30

Sala Aurea

Camera di Commercio

Via Verdi, 2

Parma

Prosegue il processo di partecipazione pubblica per l’elaborazione del Piano di Bilancio Idrico del distretto idrograico del fiume Po.

Terminata la consultazione sul documento “Calendario, programma di lavoro e misure consultive per l’elaborazione del Piano di bilancio idrico” si apre la fase di partecipazione attiva al fine di definire il quadro conoscitivo di riferimento del Piano e di condividere le strategie e i contenuti per il documento “Valutazione globale provvisoria dei problemi relativi al bilancio idrico, significativi a livello di distretto idrografico del fiume Po”.

Nel corso del II Forum di informazione pubblica ,che si terrà il giorno 21 aprile 2011 presso la Sala Aurea della Camera di Commercio di Parma, verranno quindi illustrate le principali criticità a scala di distretto idrografico, descritti i quadri conoscitivi per le acque superficiali e sotterrane e presentato il modello per il bilancio idrico.

In allegato si trasmette il programma definitivo del Forum.

La partecipazione al Forum é aperta a tutti ma per esigenze logistiche vi chiediamo di segnalare la Vostra adesione utilizzando il seguente indirizzo di posta elettronica: partecipo.bilancioidrico@adbpo.it.

Le attività di partecipazione attiva proseguiranno con la serie di incontri tematici sugli usi della risorsa e sui problemi del bilancio idrico, secondo il calendario pubblicato nella sezione dedicata


Passeggiata nel parco Sorgenti del Torrente Lura

Domenica 22 maggio 2011

Ritrovo ore 14.00 - Campo Sportivo di Gironico (Via al Pascolo)

locandina della passeggiata
Come è ormai tradizione, il Parco Sorgenti del torrente Lura organizza anche quest'anno un'interessante passeggiata nel verde e lungo i sentieri dei nostri boschi.

In occasione della ricorrenza del 150° anniversario dell'Unità d'Italia il percorso ci porterà a conoscere i luoghi in cui ha dimorato Giuseppina Raimondi, seconda moglie di Giuseppe Garibaldi, la storia e le suggestive leggende che aleggiano intorno a questi personaggi.


Al termine verrà offerta una dolce merenda in compagnia offerta dal Parco.


Per ulteriori informazioni:
Ufficio Operativo del Parco
tel. 031 494353 - 494326

orari di apertura:
lunedì 15.00 - 17.00
giovedì 11.30 - 12.30

lunedì 18 aprile 2011

Primavera in canto. Birdwatching nella Valle della Bevera

Nell’ambito del Progetto Cariplo “Studio di fattibilità per l’istituzione del PLIS Valle della Bevera”, domenica 8 maggio 2011 si svolge una mattinata dedicata all'osservazione degli uccelli. "Primavera in canto, Birdwatching nella Valle della Bevera" è il titolo della manifestaizone che si aprirà alle ore 08:30, a cura del Gruppo Insubrico di Ornitologia.

Ritrovo alle ore 8:30 c/o Piamo di Bisuschio, al parcheggio della stazione ferroviaria.

Serata per parlare del referendum dell'acqua


19 APRILE 2011
PARLIAMO DI ACQUA
Con Roberto Fumagalli, comitato italiano per l'acqua
Ore 21 aula consigliare
Piazza della Resistenza, Pessano con Bornago (MI)


martedì 12 aprile 2011

Gli indiani in guerra per «l'oro blu»

USA: le oltre 500 nazioni stanno combattendo nelle aule dei tribunali

La sfida con le autorità americane per il possesso delle riserve d'acqua di fiumi e laghi

WASHINGTON – Nell'età dell'effetto serra i pellerossa americani hanno scoperto di possedere un nuovo tesoro, anzi il tesoro del futuro: l'acqua dei fiumi e dei laghi delle loro riserve, un bene preziosissimo. Ma come accadde nell'Ottocento alle loro terre, i bianchi – questa volta delle metropoli, non i coloni e le giubbe blu – tentano d'impossessarsene. Dopo più di un secolo è un'altra guerra tra il potere bianco e le oltre 500 nazioni indiane riconosciute legalmente in America, per fortuna mediata dal Ministero degli interni o combattuta nelle aule dei tribunali. Da cui però i pellerossa, attualmente vincenti, rischiano alla fine di uscire sconfitti.

RISERVE - Un caso esemplare è quello delle tribù Choctaw e Chiakasaw della regione di Tuskahoma nell'Oklahoma, lo stato che a cavallo del 1900 fu un paradiso del petrolio. Le due tribù, che vi furono trasportate 175 anni dalle giubbe blu, di fatto in esilio, rivendicano la proprietà del grande Lago Sardis, famoso per la pesca. Ma tre città, Oklahoma city, la capitale dello stato, Edmond, e la lontana Fort Worth nel Texas chiedono di usarne l'acqua. Il comune di Edmond, in particolare, ha già deciso di emettere obbligazioni di cento milioni di dollari complessivi per costruire un acquedotto dal lago Sardis alla città. Le tre città obiettano che le due tribù non risiedono in una riserva perché nel 1900 il territorio fu diviso in tanti piccoli appezzamenti per le loro famiglie, e quindi non hanno il monopolio del lago. Gregory Pile, il capo della tribù Choctaw, ribatte che non fa alcuna differenza, che una sentenza della Corte suprema americana del 1903 sancisce l'uso esclusivo delle loro acque da parte degli indiani. Aggiunge che da quando un fiume del posto, il Jarford, fu bloccato da una diga, il lago è essenziale al sostentamento delle due tribù.

COLORADO - Il Ministero degli interni sta mediando, ma sinora senza molto successo. Secondo Daniel McCool, un giurista dell'Utah, un altro stato dove sono in corso dispute del genere, più la terra su surriscalderà e meno i tribunali daranno ragione ai pellerossa. Sino ad ora, ha spiegato McCool, l’America ha riconosciuto a 36 tribù il controllo delle acque delle loro riserve, e sta promuovendo un compromesso tra 18 altre tribù e numerose città. «Ma questa tendenza si invertirà», ha ammonito «se si rischierà la siccità nelle metropoli come è già successo a Los Angeles». McCool ha citato il ricorso di due comuni, Bloomfield e Aztec, contro l’assegnazione di parte delle acque del fiume Colorado alla grande nazione dei Navajos.

MINIERA - L'esito del braccio di ferro dell'Oklahoma influirà sugli altri in atto nell'Utah appunto, nel Nuovo Messico, nel Nevada, in California e in altri stati del sud ovest americano, resi famosi in tutto il mondo dai film western del regista John Ford con l’attore John Wayne. Per le riserve pellerossa dove oggi è particolarmente abbondante, l'acqua potrebbe diventare una miniera d'oro, come lo è per qualcuna il petrolio e per qualcun'altra il gioco d’azzardo nei loro casinò. Ma per le riserve dove l'acqua è appena sufficiente, doverla condividere con una città che ne ha urgente bisogno sarebbe un dramma.

Fonte: Il Corriere della Sera - articolo di Ennio Caretto del 12/04/2011

Una serata per conoscere il nostro corso d'acqua, il torrente Bozzente: dagli aspetti ambientali ed idrogeologici ai progetti di riqualifica.

L'Associazione Il Gelso di Gerenzano vi invita:

mercoledì 27 alle ore 21 presso l'auditorium "G. Verdi" di via
Manzoni a Gerenzano

Una serata per conoscere il nostro corso d'acqua, il torrente
Bozzente: dagli aspetti ambientali ed idrogeologici ai progetti di
riqualifica.

Intervengono:
Dott. Sergio Canobbio - DISAT università Milano Bicocca;
Dott. Mario Ceriani - DG Ambientale, Energia e Reti Regione
Lombardia.

lunedì 11 aprile 2011

«Chiazze d'olio e pesci morti nella roggia Grande»

SAN MARTINO. Amianto e idrocarburi. Pesci morti e chiazze d'olio sull'acqua della roggia Grande. Sono i dettagli che si scoprono a scorrere le indagini sulla Prescav, il cementificio a metà strada tra San Martino e Cava Manara. I primi problemi alcuni cittadini li avevano segnalati già nel 2004: «Il primo a denunciare le chiazze di olio che si vedevano nella roggia è stato Nicola Rizzi - ricorda Marisa Morini, che da anni segue la vicenda -. Ha fatto segnalazioni dovunque, ma non ha mai ricevuto risposte». Marisa Morini abita nei pressi della Prescav dal 2007. Da allora conserva pile e pile di documenti legati a questa vicenda: «Nel 2006 l'azienda è entrata in crisi - ricorda -, e gli operai che rischiavano di rimanere a casa hanno denunciato le condizioni in cui lavoravano». Due aree, una interna alla fabbrica, l'altra esterna, vengono poste sotto sequestro. Sentiti dagli investigatori, gli operai parlano: «Sotterravano di tutto la dentro». Subito scattano le indagini. Il Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri fa delle analisi. L'ipotesi è che per anni la Prescav abbia inquinato la roggia Grande, il corso d'acqua che attraversa Cava Manara e San Martino. «Bastava guardare la superficie dell'acqua - dice ancora Marisa Morini -. Ogni volta che si mettevano a lavorare apparivano gli idrocarburi». Sono stati anni difficili per le sessanta famiglie che vivono intorno alla fabbrica, ferma dall'estate del 2009. Anni di denunce e spese legali. Nel frattempo un'area è stata dissequestrata: sopra quello spiazzo di terreno ora sorge il Centro veneto del Mobile. «Da qualche tempo l'acqua della roggia Grande è pulita - conclude Morini -. Ora aspettiamo solo che si pronunci la Procura: le indagini dovevano già essere chiuse, e invece dal tribunale non si sa ancora niente». La prossima settimana in Comune ci sarà un incontro tra la nuova proprietà e il sindaco: «Si sono impegnati a partire col risanamento dell'area e l'abbattimento delle costruzioni abusive entro aprile - spiega Vittorio Barella, sindaco di San Martino -. Se non rispetteranno gli accordi andremo in tribunale».

Fonte: La Provincia pavese - articolo di Gabriele Conta del 15/03/2011

In 70mila attendono i risarcimenti - depuratori «fantasma», chiesto rimborso da 35 milioni di euro

PAVIA. Circa 35 milioni di euro da restituire agli utenti pavesi per canoni di depurazione versati ma non dovuti, proprio perchè in quei Comuni i depuratori non ci sono mai stati. I soldi, sollecitati dall'Ato ai gestori, non sono arrivati. Ora le associazioni dei consumatori chiedono il commissariamento degli stessi gestori.

Con una sentenza del 2008 la Corte Costituzionale ha stabilito che non era dovuto in ogni caso il corrispettivo di depurazione se gli utenti della zona non erano serviti dal relativo impianto, ovvero se la zona era scoperta. In quel momento erano 72 i Comuni privi di depuratore: in tutto 71mila famiglie sul territorio. E il corrispettivo versato, ma non dovuto e quindi da rimborsare da parte dei gestori (soprattutto Asm), ammontava, e ammonta, a circa 500 euro per famiglia. Calcolo che porta a un credito complessivo di circa 35 milioni di euro.

«Il governo con una legge aveva bloccato tutto quanto rimandando a un decreto ministeriale, datato settembre 2009 ma pubblicato nel febbraio del 2010, per stabilire quali quote andassero restituite agli utenti e per dilazionare le somme in cinque anni - spiegano Federconsumatori Pavia, Movimento consumatori, Cittadinanza Attiva, Adoc e Adiconsum -. Il governo, inoltre, poneva a carico degli utenti anche gli eventuali oneri di progettazione in corso d'opera e altri adempimenti burocratici. Presupposto del meccanismo individuato per la restituzione era l'obbligo di ricognizione degli ambiti scoperti, ai quali dovevano provvedere gli erogatori. Dati che dovevano essere comunicati all'Ato (Ambito territoriale ottimale) che diventava il centro regolatore della materia».

«In provincia di Pavia i Comuni, o le località, sprovvisti di depuratore erano, al momento della sentenza almeno 72, a cui si dovevano aggiungere i molti ambiti montani che spacciano le fosse Imof per depuratori - proseguono le associazioni di tutela dei consumatori pavesi -. Si trattava del 39% della popolazione che non era coperta dal servizio, e che ciò nonostante per anni ha dovuto pagare i corrispettivi». E precisano: «Dalla pubblicazione del decreto ministeriale, su nostra richiesta, l'Ato provinciale ha per ben tre volte sollecitato i gestori a trasmettere la documentazione richiesta per poter attivare le procedure di rimborso. L'Ato, a quanto ci risulta, ha anche inviato l'atto di diffida che però è rimasto lettera morta, al pari delle altre richieste. In sostanza i gestori, che in provincia di Pavia non sono pochi, hanno nelle loro casse soldi degli utenti che non restituiscono. E ora la Regione, per completare la beffa, emana un circolare che stabilisce come si restituiscono le quote e specifica che il tutto deve partire da una richiesta dell'utente. Sì, ma quali utenti? Se non abbiamo la ricognizione degli ambiti, chi sono gli aventi diritto?».

Le associazioni dei consumatori hanno deciso di intervenire con forza. «Chiediamo i commissari ad acta - concludono - per sopperire alle carenze dei gestori che chiameremo in responsabilità». Intanto sull'argomento prende posizione anche l'Ato. Il presidente, Delio Todeschini, ne parlerà martedì in giunta. «Il compito dell'Ato era quello di definire la somma da restituire agli utenti sulla base della documentazione che i gestori erano tenuti a trasmetterci - spiega Todeschini -. Ma quei documenti non ci sono mai arrivati. Nonostante le disposizioni di legge e i relativi solleciti, non si riesce a ottenere il risultato sperato. Tutto ciò ci lascia quantomeno perplessi».

Fonte: La Provincia pavese -
articolo di Donatella Zorzetto del 28/03/2011

mercoledì 6 aprile 2011

«SALVIAMO I NOSTRI TORRENTI»

Il Comitato Premanese

«SALVIAMO I NOSTRI TORRENTI»


INVITA

TUTTI I CITTADINI, LE ASSOCIAZIONI, GLI AMMINISTRATORI REGIONALI, PROVINCIALI E COMUNALI


A


CENTRALI

IDROELETTRICHE


Quale destino per il nostro torrente?

Quale futuro per il nostro territorio?


Aggiornamenti e proposte sul problema delle captazioni idroelettriche in alta Val Varrone

Venerdì 8 aprile 2011

Ore 21.00

presso il

PALAZZETTO COMUNALE

di

PREMANA


Con la partecipazione dei rappresentanti

del «Comitato Acque Comasche»



NON MANCARE

La consapevolezza è presupposto per ogni scelta ponderata.

INCENDIO CORTEOLONA: PATTEGGIAMENTO E RITO ABBREVIATO CON CONDANNE A PENE CHE VANNO DA DUE A QUATTRO ANNI DI RECLUSIONE

Milano, 17 Maggio 2019                                                                       Comunicato stampa   ...