sabato 28 febbraio 2015

Pulizia dell'Oasi del Bosco di Montorfano - come è andata?

Oggi, sabato 28 febbraio, mattinata di impegno civile ed ambientale all'Oasi di Montorfano a Melegnano. Un nutrito gruppo di volontari, circa una trentina, di cui una buona rappresentanza di giovani, hanno risposto al richiamo delle associazioni ambientaliste: WWF, Legambiente e il Bradipo. Con guanti, sacchi e pettorine, hanno sfidato il sonno e dimentichi dei conforts casalinghi hanno pulito gran parte dell'area verde limitrofa alla Vettabbia e al Lambro. Tanti i rifiuti raccolti nelle tre ore di lavoro: scarpe, lavandini, pneumatici, tubi, ma soprattutto assorbenti e teli di plastica sminuzzati e "spalmati" su alberi ed arbusti. Oltre trenta i sacchi portati via dalla MEA (Melegnano Energia Ambiente) a fine lavori.
All'evento, con grande piacere degli organizzatori, si sono aggiunti anche alcuni volontari della cooperativa Eureka e l'assessore Lorenzo Pontiggia del comune di Melegnano. Insomma una prova che il volontariato esiste e può fare davvero la differenza!

Un ringraziamento a tutti coloro che c'erano. E alcune foto ricordo.











L’evento è il secondo appuntamento della Carovana del Lambro del progetto “VOLARE”, finanziato da Fondazione Cariplo e promosso dal Comune di San Giuliano Milanese con un pool di partner (Comuni di San Donato Milanese e Melegnano, Istituto Nazionale di Urbanistica e Legambiente Lombardia) che mira a esplorare le condizioni e gli interventi sviluppabili per ripristinare la connessione ecologica lungo il corridoio fluviale.

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venerdì 27 febbraio 2015

Chiudere gli inceneritori come occasione di innovazione nella filiera dei rifiuti in Lombardia Da Busto Arsizio al 'distretto dei fumi', in Lombardia è l'ora della ristrutturazione

Milano, 27 febbraio 2015                               Comunicato stampa

Gli unici investimenti possibili sono quelli per la sostituzione degli inceneritori con impianti per il riciclaggio e la valorizzazione dei materiali ottenibili dal rifiuto”
A Busto Arsizio il Consiglio di Amministrazione della società ACCAM, che incenerisce i rifiuti del Varesotto e Alto Milanese, è chiamato a decidere sulla dismissione del suo impianto che, in assenza di interventi di ammodernamento, costituisce una bocca da fuoco che divora ogni anno più di 100.000 tonnellate di materiali di scarto restituendo oltre 20.000 tonnellate di ceneri e scorie, emissioni in aria e solo una piccola parte dell'energia prodotta dalla combustione trasformata in elettricità. In un'altra parte della Lombardia, in terra bergamasca, la cementeria di Calusco d'Adda chiede l'autorizzazione a bruciare oltre 100.000 tonnellate/anno di combustibile derivato da rifiuti in sostituzione dell'alimentazione attuale costituita dal micidiale fondo di raffineria noto come Pet-coke. Ma quella cementeria è circondata, nel raggio di meno di 25 km, da una selva di ben 6 inceneritori (Valmadrera in provincia di Lecco, Desio in Brianza, Trezzo nel milanese e, in provincia di Bergamo, Dalmine, Bergamo e Filago, quest'ultimo destinato a rifiuti industriali): un 'distretto dei fumi' in grado di bruciare oltre 500.000 tonnellate di rifiuti urbani e derivati, ma, vista la continua riduzione della produzione di rifiuti urbani indifferenziati, in realtà la capacità di questi forni è saturata in buona parte, oltre il 40%, da rifiuti rastrellati dall'industria. Quello di Busto è invece l'unico inceneritore della provincia di Varese, ma a soli 20 km c'è il colosso Silla2, in grado di bruciare da solo 550.000 tonnellate annue di rifiuti.
Cosa c'è in comune tra queste due storie? Semplice: ci dicono che in Lombardia ci sono troppi inceneritori in rapporto alle reali necessità di smaltimento. La produzione di rifiuto indifferenziato è crollata, dal 2000 al 2013, di oltre 650.000 tonnellate, e il trend continua ad essere negativo. Merito del crescente successo delle raccolte differenziate e dei buoni risultati del riciclaggio dei materiali, e negli ultimi anni anche della riduzione complessiva di rifiuti, perchè i lombardi stanno imparando - anche per effetto della crisi - a gestire e ridurre i loro scarti domestici: gli stili di vita ecologici delle famiglie lombarde hanno prodotto il cambiamento. Inoltre si sono sviluppate sempre di più tecnologie per il trattamento del rifiuto residuo che, anzichè finire direttamente in un inceneritore, viene lavorato e trasformato in un più remunerativo combustibile da utilizzare in sostituzione di combustibili più inquinanti da stabilimenti come, appunto, le cementerie. Ma mentre sul versante della produzione di rifiuti le politiche virtuose continuano a dispiegare i loro effetti, sul versante del trattamento dei rifiuti permane una rigidità impiantistica rappresentata da ben tredici forni con una potenza di fuoco sufficiente a incenerire 2,5 milioni di tonnellate annue di rifiuti. Macchine costose che per portare un margine economico alle loro aziende devono funzionare sempre a pieno regime, e quindi disporre di rifiuto indifferenziato prodotto nelle case e negli uffici dei lombardi. Peccato che già oggi ne manchi all'appello qualcosa come 1 milione di tonnellate, una vera voragine nelle previsioni di produzione di rifiuti destinata, fortunatamente per tutti, a crescere ancora.
“In Lombardia, dopo aver chiuso la gran parte delle discariche che fino agli anni '90 costituivano il destino principale dei rifiuti, è arrivato il momento di spegnere gli inceneritori - dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia - sono del tutto incomprensibili le resistenze ad un cambiamento diventato urgente: ostinarsi a considerare gli inceneritori come degli asset produttivi, specie quelli meno efficienti e più bisognosi di manutenzione straordinaria come Busto o Desio, equivale ad investire in titoli tossici. Le aziende che gestiscono inceneritori devono affrontare una fase di profonda ristrutturazione industriale e riposizionare i propri investimenti. Le ristrutturazioni non sono mai indolori, ma non farle o rinviarle significa intraprendere la via del declino: questo vale oggi per Accam a Busto, domani per AEM di Cremona e a seguire per gli altri gestori, come BEA di Desio, REA di Dalmine o SILEA di Lecco; decidere oggi di puntare sulla piena operatività degli inceneritori significa impegnare tempo e denaro su una strada senza uscita anzichè concentrare le risorse verso l'innovazione di processo con tecnologie e impianti che consentono il massimo di valorizzazione di tutte le frazioni derivate dal rifiuto”.

L'ufficio stampa Legambiente Lombardia 0287386480

giovedì 26 febbraio 2015

RADDOPPIO DEL TRAFORO DEL FREJUS

Torino, 25 febbraio 2015                                                                                                                                                                                               COMUNICATO STAMPA
CIPRA Italia esprime forte preoccupazione per il possibile aumento di transito in palese contrasto con il protocollo Trasporti

Il Frejus: un raddoppio camuffato, così fu definita la canna di sicurezza dagli ambientalisti, fin dal lontano 2008. Ora il dubbio è diventato certezza e come se non bastasse si punta ad uno strabiliante aumento di traffico. Addirittura al di là una qualsiasi realistica stima per il futuro. “La realizzazione della seconda canna (destinata al transito) rappresenta già di per sé una palese violazione dell'articolo 11 comma 1 del Protocollo trasporti (Le Parti contraenti si astengono dalla costruzione di nuove strade di grande comunicazione per il trasporto transalpino). Inoltre non va dimenticato che è in atto una riduzione del traffico merci Italia - Francia da più di 30 milioni di tonnellate del 1995 a 22,4 milioni di tonnellate nel 2012 (dati ALPINFO) e non ci sono elementi plausibili per dimostrare un'inversione di tendenza.” ricordano Federica Corrado Presidente di CIPRA Italia e Vanda Bonardo responsabile trasporti per CIPRA Italia. Ciò nonostante secondo SITAF nel 2019, quando sarà aperta al traffico la seconda galleria, quella nata come galleria di servizio, potranno passarne 1 milione e 51mila all'anno, 2800 al giorno in media, con un tetto massimo consentito di 4200 transiti quotidiani, a fronte degli attuali 1826. “A tale proposito CIPRA Italia esprime tutta la sua contrarietà – dichiarano Corrado e Bonardo - ricordando che deve essere prioritario un contingentamento delle merci su gomma che transitano nelle Alpi, per arrivare ad un trasferimento di una quota sempre più crescente al ferro e al trasporto su nave, come previsto dal Protocollo Trasporti della Convenzione sulle Alpi. Non si capisce per quale motivo l’Italia voglia a tutti i costi costruire una nuova ferrovia merci Torino Lione se poi, nei fatti, non è concretamente disposta a perseguire il trasferimento delle merci su ferro



CIPRA Italia – La Segreteria

mercoledì 25 febbraio 2015

Architettura dell’Acqua a Milano: dai sistemi di gestione storici al ruolo di Metropolitana Milanese


10 – 11 Aprile 2015 - Politecnico di Milano Campus Leonardo
Edificio 3 Aula Osvaldo De Donato (S 0.1)
Piazza Leonardo da Vinci N. 32 Milano

si richiede cortesemente l’iscrizione tramite il Form:
https://www.eventi.polimi.it/iscrizioni.php?id_evento=1397&lang=it
 

“IL BOSCO HA BISOGNO DI TE”

 Associazione Circolo di Opinione Il Prisma,
Associazione Libera Caccia Pregnanese,
Liceo E. Majorana di Rho

con il patrocinio del Comune di Pregnana Milanese

organizzano

DOMENICA 1 MARZO 2015 - XV GIORNATA ECOLOGICA

PROGRAMMA

RITROVO     ore 8,30 retro Municipio, Via Manzoni

INIZIATIVA   PULIZIA  DI  ALCUNE  AREE  VERDI  (Lungo  il  fiume
Olona tra i Mulini Cecchetti e Prepositurale – zone del
Fontanile e attorno a Via delle Industrie)

RINFRESCO FINALE


TUTTI I CITTADINI SONO INVITATI

Per informazioni e adesioni, Ufficio Ecologia del Comune (Tel. 02 93967218)

In caso di maltempo l’iniziativa verrà rinviata a DOMENICA 8 MARZO

Progetto VOLARE - ValOrizzare il fiume LAmbro nella Rete Ecologica regionale Sabato 28 febbraio 2015 pulizie del Lambro a Melegnano, con Puliamo il Fiume e Puliamo l’Oasi di Montorfano

Milano, 25 febbraio 2015                                                            Comunicato stampa


Appuntamento per la stampa alle ore 11, nei pressi del Ponte Cappuccina in via Verdi a Melegnano
Entrano nel vivo le attività del progetto “VOLARE - ValOrizzare il fiume LAmbro nella Rete Ecologica regionale”. Sabato 28 febbraio, spazio alla pulizia generale delle sponde del fiume Lambro e dell’Oasi protetta di Montorfano con l’iniziativa “Puliamo il Fiume e Puliamo l’Oasi”. I volontari, coordinati dai referenti del circolo Legambiente Arcobaleno, WWF Sud Milano e Associazione il Bradipo, si sono dati appuntamento alle 9.30 nei pressi del Ponte Cappuccina in via Verdi a Melegnano, da qui daranno inizio ai lavori, con guanti e rastrelli, per dare una bella pulita da sporcizia e rifiuti. Al termine delle attività sarà offerto un piccolo rinfresco con i prodotti della Cascina Santa Brera.
L’evento è il secondo appuntamento della Carovana del Lambro del progetto “VOLARE”, finanziato da Fondazione Cariplo e promosso dal Comune di San Giuliano Milanese con un pool di partner (Comuni di San Donato Milanese e Melegnano, Istituto Nazionale di Urbanistica e Legambiente Lombardia) che mira a esplorare le condizioni e gli interventi sviluppabili per ripristinare la connessione ecologica lungo il corridoio fluviale. II territorio del Lambro sud milanese è infatti intersecato da potenti fasci infrastrutturali, che ne interrompono la continuità ecologica e rendono indispensabile affrontare azioni riparatorie a diverse scale, da quella del paesaggio a quella, minuta, dei nodi e delle interruzioni lungo i corridoi ecologici e fluviali. La posta in gioco è alta e riguarda anche la qualità ambientale e insediativa di un quadrante strategico dell'area metropolitana: l'opportunità attivata da Fondazione Cariplo attraverso il bando 'connessioni ecologiche' traguarda proprio questo orizzonte strategico, a cui devono essere vincolate anche le progettualità legate alle nuove infrastrutture come la TEM, che aumentano la frammentazione del territorio e che pertanto devono restituire naturalità attraverso gli irrinunciabili e appropriati interventi di compensazione ecologica, a cui il progetto intende fornire un contributo per gli aspetti di corretta attuazione e indirizzi di gestione. “Gli allarmi circa la indisponibilità di risorse per le compensazioni dovute dalla TEM ci preoccupano e ci indignano: la TEM costituisce un credito ecologico giustamente reclamato dal territorio che subisce l'infrastruttura. Per questo ci aspettiamo che Regione e Area Metropolitana si facciano garanti dell'effettiva realizzazione degli interventi ecologici di compensazione da parte di TE Spa, diversamente il credito rischia di diventare inesigibile traducendosi in danno permanente per le attuali e future generazioni”.
L'Ufficio stampa Legambiente Lombardia Mario Petitto 02 87386480 – 3939283998
Ufficio Comunicazione del Comune di San Giuliano Milanese tel 02 98207216

lunedì 23 febbraio 2015

Convegno Lambro pulito, Lambro sicuro

Sabato 7 marzo 2015 il Parco Regionale della Valle del Lambro e il Circolo Legambiente di Monza propongono un convegno pubblico a Monza sulla sicurezza idraulica e sulla qualità delle acque del fiume. L’intento è quello di valutare e valorizzare le possibilità che il Contratto di Fiume, e altre iniziative locali, potrebbero offrire per migliorare la sicurezza idraulica, la qualità delle acque del Lambro e dell’ambiente circostante.

Puliamo il fiume, puliamo l'oasi

Sabato 28 febbraio 2015 appuntamento di pulizia dell'Oasi Bosco di Montorfano a Melegnano - 1° tappa della nuova Carovana del Lambro.

Scarica il volantino
Scarica tutte le informazioni del progetto

venerdì 20 febbraio 2015

giovedì 19 febbraio 2015

Seveso. Chiude il depuratore di Varedo: una buona notizia per Milano

Milano, 19 febbraio 2015                                                                                       Comunicato stampa

Gli scarichi inquinati di 145.000 abitanti della Brianza non finiranno più nel torrente che sfocia nel sottosuolo milanese, ma verranno depurati dall'impianto di Pero

E sulle rive del Seveso da domani un’area dismessa in più? Legambiente rilancia la proposta di usare le aree dismesse per il controllo delle piene



Chiude un depuratore del Seveso e, per una volta, non è una cattiva notizia. Infatti, dopo anni di problemi e criticità legate alla pessime prestazioni dell’impianto, da oggi verrà chiuso uno dei maggiori scarichi nel torrente,  quasi 2000 mc/h di acque pesantemente inquinate di 9 grandi comuni della Brianza occidentale (145.00 abitanti tra Varedo, Bovisio Masciago, Barlassina, Cesano Maderno, Seveso, Lentate sul Seveso, Meda e Cabiate) che non finiranno più nel torrente Seveso, ma confluiranno nel grande ed efficiente depuratore di Pero, e da lì nel deviatore Olona.

Per Legambiente si tratta di un evento importante: anche se l'intervento non è certo risolutivo rispetto allo stato pessimo in cui versano le acque del torrente, si tratta comunque di un tassello fondamentale della road map verso il risanamento, con benefici che saranno evidenti per tutti i comuni - da Paderno Dugnano a Milano - attraversati dal corso d'acqua. Più modesto, ma apprezzabile, il contributo alla riduzione delle onde di piena del Seveso: si tratta, in tempo di pioggia, di una portata di 2100 m3/h che prenderà un'altra strada rispetto al corso d'acqua che finisce nello scatolare di Via Ornato e da lì al sottosuolo del capoluogo lombardo.
“Questa è una grande opera in cui non ci sono politici accalcati per tagliare nastri davanti alle telecamere dei maggiori network televisivi, ma per una volta è una infrastruttura utile, di quelle che servono davvero al Paese - dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia - le infrastrutture del sistema idrico sono infatti quelle su cui la Lombardia accusa un maggior ritardo rispetto agli altri territori europei, ma producono più lavoro e più benessere di tante autostrade che devastano il territorio e di cui sappiamo che servono solo a chi le realizza”.

Tra gli altri benefici dell'opera, vi sarà quello di allontanare le sanzioni dell'Unione Europea per la mancata realizzazione delle opere di depurazione e collettamento degli scarichi imposte da una direttiva risalente al lontano 1991. Ma con la dismissione, l'area del depuratore di Varedo, oltre tre ettari di terreno disposti sulle rive del Seveso, rischia di diventare un'area dismessa in più, che si somma all'enorme sedime abbandonato dell'adiacente stabilimento ex-SNIA. Una dismissione che potrebbe diventare un'opportunità, questa sì rilevante sul contenimento delle piene del Seveso, su cui Legambiente rilancia una proposta già fatta a suo tempo. “Le aree dismesse di Varedo occupano un’estensione di oltre 250.000 metri quadri, a ridosso del torrente e in un contesto di saturazione urbanistica pressoché completa. Si tratta di aree pesantemente contaminate da decenni di attività dell'industria chimica, per le quali la bonifica profonda è sicuramente imprescindibile, ma possono diventare una piccola Ruhr brianzola, un parco fluviale in cui realizzare un grande progetto di paesaggio post-industriale ove trovino posto anche interventi per la moderazione delle piene, restituendo spazio al fiume laddove oggi giacciono le strutture del depuratore, creando bacini per il contenimento delle acque di piena in grado di dare risposte più efficaci rispetto anche alle vasche di Senago. Sicuramente si tratta di interventi molto onerosi, soprattutto per la necessità di bonificare i terreni, ma i benefici sarebbero immensi, per la comunità di Varedo e per tutti i comuni rivieraschi del Seveso, Milano inclusa”.

L’Ufficio stampa Legambiente Lombardia 0287386480

giovedì 12 febbraio 2015

Bando di ammissione al corso di formazione per aspiranti Guardie Ecologiche Volontarie (GEV)

Diventa una GEV, partecipa al bando del Comune di Milano!!!

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“Miglioramento delle condizioni ecologiche, biologiche e idro-morfologiche del Fiume Tresa”.

La Provincia di Varese è lieta di invitarvi il giorno 6 marzo 2015 al convegno “Miglioramento delle condizioni ecologiche, biologiche e idro-morfologiche del Fiume Tresa”.

Nel corso del convegno verranno illustrati gli interventi di deframmentazione del corridoio ecologico del Fiume Tresa che hanno ripristinato la connessione dei laghi Maggiore e di Lugano. Sarà questa l’occasione per riflettere sulla problematica della frammentazione fluviale, sull’efficacia degli interventi di deframmentazione e sulla conservazione del patrimonio ittico.

L’incontro avrà inizio alle ore 9 e si concluderà alle ore 13.
Si terrà presso l’Aula Magna del Centro di Formazione Professionale del Comune di Luino, Viale delle Rimembranze 7 (Luino, VA).
In allegato trovate il programma dettagliato della mattinata.

Siete pregati di diffondere la notizia dell’evento e il programma a chi pensiate possa essere interessato.

Chi fosse interessato a partecipare è pregato di registrarsi preventivamente, inviando un’e-mail (con indicazione di nome, cognome ed ente di appartenenza) alla segreteria scientifica del convegno: silvia.quadroni@uninsubria.it

 Rimaniamo a disposizione per eventuali chiarimenti e vi aspettiamo numerosi,

Cordiali Saluti
Per la segreteria organizzativa
Dott.ssa Silvia Quadroni

Università degli Studi dell’Insubria
Dipartimento di Scienze Teoriche e Applicate
Via JH Dunant 3
21100 Varese

martedì 3 febbraio 2015

IL CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE RITORNA A PUSIANO A FEBBRAIO IL CAMPIONAMENTO ANNUALE DELL’ACQUA


Campionamento dell’acqua, monitoraggio dello stato di salute dell’intero bacino lacustre, valutazione degli interventi di risanamento compiuti nell’ultimo anno e non da ultimo l’aggiornamento dello status attuale della fauna ittica.

Giovedì 5 febbraio sarà una giornata importante per il Lago Pusiano che, come succede ormai da oltre trent’anni, avrà come ospiti d’eccezione i ricercatori del CNR, il Consiglio nazionale delle ricerche, l’Ente pubblico nazionale italiano sottoposto alla vigilanza Ministero dell’Istruzione, della Ricerca e dell’Università, che ha il compito di svolgere, promuovere, diffondere, trasferire e valorizzare attività di ricerca scientifica e tecnologica nei principali settori di sviluppo delle conoscenze e delle loro applicazioni per lo sviluppo tecnologico, economico e sociale.

Egirent metterà a disposizione del personale CNR-IRSA il proprio staff e le imbarcazioni necessarie per compiere tutti i rilevanti necessari per giungere ad un quadro esauriente che possa fornire importanti informazioni sullo stato di salute del Pusiano.

Saranno presenti alla giornata anche i membri del Centro Studi Biologia e Ambiente (C.S.B.A.) di Erba, composto da idrobiologi e tecnici ambientali il cui mandato affidato da Egirent è quello di raccogliere dati ed effettuare osservazioni ambientali sul Lago di Pusiano per approfondire ed arricchire le conoscenze di queste importanti acque situate fra le Province di Lecco e di Como.

Il campionamento del Lago Pusiano rappresenta un altro importante tassello per verificare il lavoro eseguito da Egirent in questi mesi e dà la possibilità di poter disporre di dati certificati, sui quali costruire importanti progetti di sviluppo.

L’ennesimo buona notizia per il Lago Pusiano è rappresentato dai dati emersi nel corso dei rilevamenti avvenuti nel 2014: uno dei punti più importanti del rilevamento dello scorso anno riguarda le concentrazioni di fosforo totale con livelli medi pressochè dimezzati rispetto alle ultime misurazioni. La dimostrazione che il lavoro svolto sul Lago Pusiano sta dando i suoi ottimi frutti.


Attualmente, il database relativo al Lago è costituito dall’insieme delle informazioni di tipo fisico-morfometrico, idrologico, climatico, chimico e limnologico raccolte dalla metà degli anni Settanta ad oggi. Le informazioni presenti nella banca dati rappresentano un’ampia collezione di dati presenti nelle pubblicazioni e rapporti nonché dati originali desunti dalle attività scientifiche e tecniche condotte in oltre 30 anni sul Lago di Pusiano da parte dell’IRSA.

 Fonte: Comunicato Stampa