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giovedì 10 marzo 2022

ECOFORUM ECONOMIA CIRCOLARE V EDIZIONE: PREMIATI I COMUNI RIFIUTI FREE 2021

 

ECOFORUM ECONOMIA CIRCOLARE V EDIZIONE: PREMIATI I COMUNI RIFIUTI FREE 2021 

 

318 i comuni virtuosi, 30 nuovi in classifica. Nessun comune capoluogo ancora Rifiuti Free, ma Mantova si avvicina con 85kg abitante/anno. Milano sotto il 65% della raccolta differenziata, ma resta la prima metropoli in Italia. 377 i comuni che non raggiungono il 65% di differenziata. Male la provincia di Sondrio con percentuali ferme agli anni ‘90

 

Presentato il dossier Comuni Ricicloni 2021. Scaricabile qui

 


Milano, 10 Marzo 2022 – Il 2020 è stato un anno sconvolgente, emergenziale, difficile. Eppure, nonostante il repentino cambiamento di abitudini che sia i cittadini sia le amministrazioni si sono trovati ad affrontare, la raccolta differenziata dei rifiuti si è affermata come una pratica consolidata, che nemmeno la pandemia ha fermato. Il ricorso al sacco indifferenziato per i dispositivi sanitari durante il lockdown ha influito molto poco sulla quantità di rifiuti prodotti dai lombardi nel 2020 e non vi è stato alcuno stop al processo di gestione dei rifiuti. 

 

Il sistema nel suo complesso, dunque, ha retto. È il quadro che emerge dalla 28^ edizione del dossier Comuni Rifiuti Free – Comuni Ricicloni, il rapporto di Legambiente Lombardia sui dati 2020 forniti O.R.S.O di Arpa Lombardia. Sono 318 i comuni virtuosi, che entrano nella classifica per avere un residuo secco non superiore a 75kg abitante anno. In leggera inflessione rispetto all’anno precedente, in cui i comuni erano 323: il 21% dei comuni lombardi pari al 17% dei cittadini lombardi, percentuali in linea con gli anni precedenti (vd. tabella 1). In classifica, per la prima volta anche 30 comuni, un dato importante come segnale di attenzione verso la prevenzione dei rifiuti. 

 

Sebbene le città capoluogo raggiungano quasi tutte, e alcune addirittura superino abbondantemente il 65% di raccolta differenziata, rimango indietro solo Milano, che sfiora il 63%, unica tra le grandi città italiane con questo risultato, e Sondrio ferma invece sotto il 55%. Per quantità indifferenziato residuo, tra le città, solo Mantova riesce ad avvicinarsi al parametro Rifiuti Free con 85Kg abitante anno di indifferenziato e una percentuale di raccolta differenziata all’83% (vedi tabella 2).

 

Da segnalare invece le difficoltà di 377 comuni lombardi che rimangono purtroppo sotto la soglia del 65% di raccolta differenziata: 135 in provincia di Pavia su 186 comuni e 70 su 77 comuni per quella di Sondrio, quest’ultima con percentuali di raccolta ferme, in alcuni comuni della provincia, agli anni ’90 del secolo scorso (vd. tabella 3).

 

«Continuare su questa strada è necessario per abbassare ulteriormente la quantità di rifiuti, elevare la qualità delle frazioni differenziate e avviare un processo di economia circolare – sottolinea Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia -  

La priorità della Lombardia nei prossimi anni dovrà essere quella di portare tutti i territori, anche i più difficili come quelli montani, verso gli obiettivi europei e regionali. Un’ambizione che possiamo mettere in campo trovando le giuste soluzioni, visto il grande lavoro fatto finora in questa direzione».

 

Comuni Ricicloni sono stati premiati da Barbara Meggetto e dall’Assessore all’Ambiente di Regione Lombardia Raffaele Cattaneo nell’ambito della quinta edizione di Ecoforum RifiutiLombardia, tenutasi oggi a Palazzo Reale. L’evento organizzato da Legambiente Lombardia, con il patrocinio di Regione Lombardia, Comune di Milano e ANCI Lombardia con la collaborazione di ARPA Lombardia e il supporto di A2A, è l’annuale appuntamento che si prefigge di promuovere progetti multidisciplinari con i diversi stakeholder nazionali e internazionali, mettendo in relazione diverse realtà tra istituzioni, imprese, università, istituti di ricerca per farle dialogare e dare una spinta ai processi di innovazione in corso, spesso isolati e disaggregati. Diverse aziende ospiti al forum, infatti, si collocano nel campo dell’innovazione, sia per la produzione sia per il recupero di materia. Utile e necessaria è la presenza delle istituzioni pubbliche, che devono fornire un quadro normativo e di pianificazione al passo con i tempi e orientato ad una transizione ecologica efficace.

 

«Attraverso Ecoforum rifiuti abbiamo scelto di mettere in rete esempi d’innovazione industriale, aziende, enti pubblici e imprese sociali, tutte impegnate con successo nella gestione sostenibile dei rifiuti, nel riuso e nel riciclaggio. Realtà sul territorio capaci di vedere gli scarti non come un problema ma come una risorsa, investendo su un modello produttivo che dimostra come l’economia circolare sia una strada già segnata da tempo per accelerare la transizione ecologica del nostro paese – sottolinea Andrea Causo, direttore di Legambiente Lombardia –. La sfida per il futuro della gestione dei rifiuti nella nostra regione è legata non solo alla capacità dei comuni e delle aziende di gestire al meglio i rifiuti ma anche alla possibilità di incentivare impianti in grado di recuperare e riutilizzare in maniera efficiente sempre più materiali».

 

Partner della V edizione sono stati Eurosintex, Iterchimica, Itelyum, Nespresso e Gruppo Saviola. La diretta dell'evento è disponibile sul canale Youtube di Legambiente Lombardia.

 

‍tabella 1. Comuni Rifiuti Free per provincia

‍tabella 2. Performance dei capoluoghi di provincia

‍tabella 3. Comuni sotto la soglia del 65% di raccolta differenziata


Ufficio stampa Legambiente Lombardia 

Silvia Valenti

ufficiostampa@legambientelombardia.it

3498172191

martedì 15 dicembre 2020

Dossier Comuni Ricicloni: 323 i comuni lombardi Rifiuti Free


Legambiente: «Prevenzione e riduzione le sfide ancora aperte 

per una Lombardia Rifiuti Free»

 


LINK AL DOSSIER COMUNI RICICLONI

LINK AL PROGRAMMA DI ECOFORUM 2020


Milano, 15 dicembre 2020


Una Lombardia che prosegue il percorso verso l’economia circolare e il riciclo dei rifiuti. È questo il quadro che emerge dalla XXVII edizione del dossier Comuni Ricicloni redatto da Legambiente sulla base dei dati messi a disposizione da Arpa Lombardia. Aumentano, infatti, le esperienze virtuose e cresce la raccolta differenziata. Nonostante questo, ancora molto rimane da fare per la riduzione dei rifiuti in tutta la Lombardia.  

Sono 323 su 1507 i Comuni Rifiuti Free – con una cinquantina di “new entry” rispetto all’anno precedente – che hanno raggiunto il traguardo dei 75 kg/abitante anno di residuo secco indifferenziato e che entrano nella classifica di Comuni Ricicloni 2020. Questi rappresentano il 21,4% dei comuni lombardi e vedono coinvolti 1 milione e 731 mila abitanti, cioè il 17,1% della popolazione regionale che concorre altresì al raggiungimento del 72,2% di raccolta differenziata. 

In vetta alla classifica Rifiuti Free si collocano le province di Bergamo con 57 comuni e Mantova e Brescia entrambe con 49 comuni, seguite da Cremona con 44, la città Metropolitana di Milano con 43, Varese con 41 e Monza Brianza con 24. Chiudono la classifica la provincia di Como con 7 comuni, Lodi con 4, Pavia e Lecco con 2 e Sondrio con solo un comune. Purtroppo da questo quadro rimangono ai margini tutti i capoluoghi di provincia, che pur vantano punte di raccolta differenziata fino all’88% come a Mantova, non riescono ancora ad abbassare la soglia di residuo secco indifferenziato. 


«Rispetto all’anno scorso cresce in Lombardia  il  numero dei Comuni Rifiuti Free, esperienze virtuose importanti per la capacità di ridurre i rifiuti e di aumentare la quantità di raccolta differenziata a livello locale – dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia -. Prevenzione, riduzione e recupero di materia sono obiettivi che devono guidare le amministrazioni per andare oltre gli obiettivi europei del pacchetto sull’economia circolare che stabilisce il 55% di riciclo dei materiali al 2025. La Lombardia può e deve alzare ulteriormente l’asticella per  cogliere l’opportunità di trasformare sempre di più i rifiuti in risorse.»

Sono dunque i Comuni lombardi che concorrono a costruire il risultato regionale con il 72% di raccolta differenziata. La Lombardia produce poco più di 4.800mila tonnellate di rifiuti urbani di cui 3.487mila differenziati, avviati al recupero e al riciclo, e 1.353mila tonnellate indifferenziate. Ad oggi, il 55% dei rifiuti differenziati viene effettivamente riciclato. Una percentuale che potrebbe aumentare se le oltre 800mila tonnellate di scarti da riciclo e da selezione, avviate prevalentemente negli inceneritori in dotazione in regione, potessero subire una variazione al ribasso, aumentando la qualità della raccolta e le possibilità di trasformazione negli impianti di riciclaggio già presenti nel nostro territorio.


«Con Ecoforum Rifiuti abbiamo scelto di mettere in rete esempi dinnovazione industriale, aziende, enti pubblici e imprese sociali, tutte già impegnate con successo nella gestione sostenibile dei rifiuti, nel riuso e nel riciclo investendo su un nuovo modello produttivo che dimostra come il passaggio dalleconomia lineare a quella circolare sia una strada non solo percorribile, ma già in atto – spiega Andrea Causo, direttore di Legambiente Lombardia –. Un’occasione per mostrare le opportunità che l’economia circolare offre ad attori pubblici e privati. Da questo punto di vista, i fondi che arriveranno anche in Lombardia con il Next Generation EU rappresentano un’occasione da non sprecare per mettere in campo scelte virtuose e dare ulteriore slancio all’economia circolare nella nostra regione.»

Ecoforum è stato anche l’occasione per presentare il progetto ECCO – Economie Circolari di COmunità –, un progetto dedicato all’economia circolare coordinato da Legambiente e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali che mira a diminuire la produzione di rifiuti e incentivare i cittadini ad adottare stili di vita sostenibili, formare i giovani verso i green jobs e stimolare l’imprenditoria giovanile nel settore dell’economia circolare. Il tutto dando alle attività una forte valenza di carattere sociale grazie al coinvolgimento di persone socialmente deboli e coinvolgendo disoccupati e neet. Un progetto che a Milano trova realizzazione a Cascina Nascosta, una “cascina delle sostenibilità" in Parco Sempione che mira a diventare un laboratorio urbano dedicato allambiente, alla natura e al benessere sociale. 

 


Ecoforum Lombardia è reso possibile grazie al patrocinio di Regione Lombardia, Anci Lombardia e Arpa Lombardia

Con il sostegno di A2A Ambiente, Assocarta, FaterSmart, Itelyum, Nespresso.

Media partner: La Nuova Ecologia (https://www.lanuovaecologia.it/)

giovedì 10 dicembre 2020

Ecoforum rifiuti Lombardia - 15 dicembre 2020

 


Diminuire la produzione di rifiuti, aumentare la capacità di enti locali e di imprese di rinnovarsi, mettendo al centro l’economia circolare
ECOFORUM RIFIUTI LOMBARDIA è alla sua quarta edizione ed è un appuntamento annuale dedicato all'economia circolare.
Una giornata di confronto, a cui partecipano aziende, associazioni, scuole e istituzioni, in cui si parla di gestione dei rifiuti, buone pratiche, innovazioni tecnologiche e nuove prospettive nell'ambito della circular economy e della sostenibilità.
Durante l'incontro, verranno premiati i "Comuni Ricicloni" lombardi individuati dal XXVII rapporto realizzato da Legambiente Lombardia in collaborazione con l'Osservatorio Rifiuti Sovraregionale di Arpa Lombardia. L'evento è organizzato da Legambiente Lombardia Onlus, e sarà on line sulla pagina Facebook e sul canale Youtube dell'associazione.

lunedì 11 novembre 2019

L’architettura della nuova mobilità

Milano 11 novembre 2019                                                                                                           Comunicato stampa

Da Helsinki a Milano, da Firenze a Delft passando per Napoli dove si trova la stazione Toledo premiata come la più bella d’Europa alla green station di Potenza, ecco alcuni esempi internazionali ed europei
che fanno scuola ridisegnando e riqualificando spazi urbani, vie e piazze delle città

Legambiente Lombardia: “Le stazioni hanno un ruolo sempre più centrale nella riqualificazione urbana, per questo è necessario recuperare l’aspetto sociale di luoghi vissuti ogni giorno da migliaia di persone, rendendo l’esperienza della loro fruizione più piacevole, sostenibile, sicura non solo nei grandi snodi centrali delle città, ma soprattutto nelle periferie, troppo spesso divenute luoghi di degrado abbandonati”


Milano, Helsinki (Finlandia), Delft (Paesi Bassi), Firenze, ma anche Napoli e Potenza, solo per citarne alcune, ma cosa hanno in comune queste città così diverse tra di loro per storia e geografia? Il fatto di ripensare e ridisegnare le proprie città partendo dagli spazi pubblici legati alla mobilità. Una sfida sempre più importante per rendere i centri urbani non solo aree più sostenibili e smart, ma anche luoghi più accoglienti, vivibili, più sicuri e belli e per Legambiente ciò rappresenta uno step importante anche per fronteggiare i cambiamenti climatici che proprio sulle aree urbane hanno forti impatti. In questa partita legata alla sostenibilità e al ripensare le città, l’architettura può dare un importante contributo accompagnando questi processi in forme originali e articolate, attraverso progetti che trasformano in primis le stazioni superando il concetto di semplici luoghi di transito, ma anche quartieri, strade, piazze e che contribuiscono a un cambio diffuso degli stili di vita e di spostamento delle persone. 

A dimostrarlo sono già diverse città sparse per il mondo che hanno raccolto questa sfida che unisce ambiente, mobilità e architettura: da Milano dove si stanno, ad esempio, ripensando interi quartieri intorno a nodi strategici della mobilità urbana scelti attraverso concorsi  e dove la mobilità è sempre più sharing e sostenibile a Delft, città dei Paesi Bassi, dove nel 2015 è stata inaugurata la nuova stazione ferroviaria firmata Mecanoo Architecten che unisce passato, presente e futuro regalando ai viaggiatori un “piccolo viaggio nella storia”. Tra le sue peculiarità c’è il soffitto della stazione composto da una fitta sequenza di strisce ondulate su cui è riportata un'enorme mappa antica della città, risalente al 1877, nei colori del bianco e del celebre 'azzurro di Delft'. Per passare in Filandia, a Helsinki, dove il quartiere Pasila è pronto ad assumere un nuovo importante ruolo nella nuova dimensione territoriale della città. Il progetto presentato nel 2009 da Cino Zucchi Architetti è un piano dettagliato dell’area, della stazione ferroviaria di Pasila (che si trova a pochi chilometri dal centro della città, in un punto accessibile sia al trasporto ferroviario che a quello stradale) che mette al centro della progettazione il risparmio energetico e la sostenibilità ambientale e che può essere considerato come il più importante per la trasformazione della capitale finlandese.
Dall’Italia arriva l’esperienza di Firenze dove il sistema dei tram, in particolare quello tramvia (Linea T1 e T2), sta cambiando il modo di vivere la città, con un successo crescente di passeggeri e attraverso spazi sottratti alle auto. Lo descrivono anche stazioni e piazze che si riempiono di persone, perché accoglienti, belle e quindi sicure come Napoli con il successo internazionale della sua metropolitana per la capacità di coinvolgere artisti e architetti nei progetti di inserimento urbano, e con la stazione di Toledo premiata come la più bella d’Europa. Come in Trentino, dove la rete di piste ciclabili realizzata in questi anni sta diventando uno straordinario volano per il turismo, che ha permesso di rilanciare l’accessibilità. E poi ci sono le tante stazioni e spazi urbani dove, grazie a nuovi progetti di stazioni scelti attraverso concorsi internazionali e interventi di street art, si sta realizzando una rigenerazione diffusa di edifici e quartieri. Tra le nuove stazioni quella di Napoli Afragola disegnata da Zaha Hadid.

Storie internazionali ed europee che Legambiente ha raccontato oggi da Milano nel corso del convegno internazionale “L’architettura della nuova mobilità” organizzato insieme a Ferrovie dello Stato Italiane, main sponsor dell’evento, e che ha visto confrontarsi esperti del settore, del mondo politico e istituzionale, architetti e progettisti. Tra le persone che, oltre al Presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani, a Carlo De Vito Presidente di FS Sistemi Urbani (Gruppo FS Italiane) e a Roberto Morassut Sottosegretario Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, sono intervenute nella prima sessione coordinata da Leopoldo Freyrie Presidente Fondazione Riuso: anche Carlo Ratti MIT, Director Senseable city lab, Fedele Canosa Mecanoo architecten, Cino Zucchi Architetto Politecnico di Milano.
Nella seconda sessione della giornata, coordinata da Edoardo Zanchini vicepresidente nazionale di Legambiente, sono intervenuti: Nicola Russi OMA Laboratorio permanente, Sara Venturoni Direttore Stazioni di RFI, Stefano Giorgetti Assessore mobilità Comune di Firenze, Roberta De Risi e Alessia De Michele, architetti, autrici della guida Napoli metro per metro. Sergio Deromedis della Provincia di Trento, Paola Bafile Nuova Acropoli CosiMIpiace.it la Street art, Marco Caffi Direttore GBC Italia e Marco De Biasi ScamBioLoGiCo.

Legambiente ricorda che oggi le città stanno vedendo cambiamenti enormi e sempre più ne vedranno in un Pianeta impegnato per fermare i cambiamenti climatici. Per questo le aree urbane devono diventare le protagoniste di un cambiamento che le veda sempre più protagoniste trasformandosi in veri e propri laboratori innovativi mettendo al centro l’architettura, la rigenerazione urbana, la mobilità sostenibile creando un nuovo sistema di spazi pubblici ma anche reti ciclabili in grado di garantire una quota crescente di spostamenti pedonali e in bici fortemente integrati con il trasporto pubblico e con le diverse forme della sharing mobility. L’architettura della nuova mobilità, la rigenerazione urbana, gli ecoquartieri, la riqualificazione energetica degli edifici, soni gli ingredienti indispensabili per avviare una trasformazione sostenibile delle città.

Città e stili di mobilità – In molte capitali europee l’automobile non è il mezzo preferito per andare al lavoro. In 17 delle 31 città riportate nella tabella ricavata dai dati Eurostat pubblicata su Ecosistema Urbano 2019  (PAG.67), ad esempio, meno della metà degli abitanti si serve della macchina come veicolo principale degli spostamenti quotidiani casa-lavoro. Si guida pochissimo a Copenaghen, Parigi, Budapest, Amsterdam, Vienna, Helsinki, Stoccolma e Oslo. Quasi ovunque è molto diffuso l’uso del trasporto pubblico: è la modalità prescelta da 16 città su 31 e si muove così oltre la metà dei residenti a Berlino, Madrid, Parigi, Vienna. Si pedala moltissimo com’è noto a Copenaghen e Amsterdam. Pochissimo a Sofia, Tallin, Atene, Bucarest e Roma. In Italia, invece, l’auto rimane il mezzo prediletto per gli spostamenti.
Nel nostro Paese ci sono ancora 38 milioni di auto private (corrispondenti al 17% dell’intero parco circolante continentale) che soddisfano complessivamente il 65,3% degli spostamenti. Eppure il 75% degli spostamenti sono inferiori a dieci chilometri e il 25% è addirittura più breve di due chilometri. Moltissimi abitanti dei centri urbani, in pratica, potrebbero rinunciare all’automobile per i loro tragitti di tutti i giorni come avviene in molte città europee dove si guida pochissimo. L’Italia è, quindi, uno dei Paesi europei con il più alto tasso di motorizzazione (con una media di circa 65 auto ogni 100 abitanti). Una delle sfide da mettere in campo è quella di rendere l’auto privata l’ultima delle soluzioni possibili per gli spostamenti dei cittadini, per far ciò per Legambiente è indispensabile che in Italia vi sia un cambio di passo veloce e decisivo che sappia guardare anche a quelle buone pratiche già in atto nel Paese ma anche nelle altre città del mondo in termini di mobilità sostenibile, architettura ecosostenibile, efficienza energetica e verde urbano.

“Il nostro Paese – dichiara Stefano Ciafani, Presidente nazionale di Legambiente - con il suo patrimonio di città storiche può diventare protagonista di una rivoluzione diffusa e di un rinascimento urbano sempre più moderno, sostenibile e all'avanguardia. Una rivoluzione in parte già in atto e che sta consentendo di raggiungere risultati fino ad oggi impensabili. La rigenerazione urbana e l’architettura sono due strumenti importanti attraverso le quali le città, dove si concentra gran parte della popolazione, possono migliorare e riqualificarsi contrastando allo stesso tempo lo smog. Per questo oggi abbiamo voluto raccontare storie ed esperienze internazionali che indicano la strada da percorrere”.

“Le nuove stazioni ferroviarie sono e saranno uno dei fulcri dello sviluppo urbanistico delle città”, ha sottolineato Carlo De Vito Presidente di FS Sistemi Urbani (Gruppo FS Italiane). “Cuore delle smart city, le stazioni favoriscono sempre più accessibilità e multi-modalità. Sono hub intermodali per le persone, non più luoghi solo di transito, di arrivo e di partenza, ma piazze urbane, con le diverse attività, centri di aggregazione che esprimono valore culturale, sociale ed economico a basso impatto ambientale. In questo contesto le stazioni dell’alta velocità hanno segnato il ritorno, dopo 50 anni, della grande architettura ferroviaria. Progettate da importanti architetti vincitori di Concorsi internazionali indetti da FS Italiane sono tornate a essere un elemento trainante per la riqualificazione architettonica del tessuto urbano circostante. Dalla stazione Roma Tiburtina progettata da ABDR Architetti Associati e Paolo Desideri, a quelle di Napoli Afragola disegnata da Zaha Hadid, Reggio Emila AV Mediopadana di Santiago Calatrava, Torino Porta Susa ideata dal Gruppo francese Arep (di Jean-Marie Duthilleul e Etienne Tricaud) con Silvio D’Ascia e Agostino Magnaghi, Bologna Centrale AV di Arata Isozaky. Al Sud, in attesa di realizzazione, la stazione di Striano progettata da Philippe Samyn”.

Se come dimostrato le stazioni hanno un ruolo sempre più centrale nella rigenerazione urbana, diventa necessario recuperare l’aspetto sociale di questi luoghi vissuti ogni giorno da migliaia di persone: “La riqualificazione delle stazioni deve avere lo scopo non solo di migliorare l’aspetto funzionale della mobilità – sottolinea Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – ma anche di rendere l’esperienza della fruizione più piacevole, sostenibile e sicura, non solo nei grandi snodi centrali delle città, ma soprattutto nelle periferie, troppo spesso divenute luoghi di degrado abbandonati. Le stazione dunque potrebbero avere nuove funzioni di coordinamento della mobilità grazie alla promozione di servizi integrati, come per esempio le velostazioni, punti nevralgici per migliorare la mobilità a 360 gradi”.

Tra le altre storie presentate oggi c’è quella del progetto COSIMIPIACE, patrocinato negli anni dal Comune di Milano, è frutto di una collaborazione storica di Nuova Acropoli con Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane) iniziata nel 2011 con la finalità di trasformare spazi urbani anonimi e grigi, in spazi colorati nei quali l’arte pittorica possa essere veicolo di valori e spunto di riflessione, trasformandoli in vere gallerie d’arte e rendendoli così luoghi di bellezza e di incontro nel contesto cittadino.
E poi c’è il progetto per il recupero e la riqualificazione degli scali ferroviari di Milano Farini (468.301 m²) e San Cristoforo (140.199 m²). Nell’ottobre del 2018 è stato lanciato il “Concorso Farini” che si inserisce nell’Accordo di Programma sottoscritto nel 2017 dal Comune di Milano, Regione Lombardia, Ferrovie dello Stato Italiane (con Rete Ferroviaria Italiana e FS Sistemi Urbani) e COIMA SGR. Il concorso è stato vinto da OMA e Laboratorio Permanente. Verde e sostenibilità sono il cuore del progetto. 
Da Potenza, infine, l’esperienza di Scambiologico, la prima green station italiana nata grazie all’intesa sottoscritta da Legambiente, Ferrovie dello Stato Italiane e Rete Ferroviaria Italiana per il recupero delle stazioni impresenziate in diversi territori in Italia. LoGiCo sta per “locale”, “giusto” e “condiviso”: i tre pilastri che costituiscono la così detta sharing economy e che ben sintetizzano i principi su cui è stato trasformato questo “non luogo” in luogo.

Save the date - Ecoforum 2019


sabato 11 maggio 2019

RISORSE IDRICHE IN LOMBARDIA: SOLO 27% DEI FIUMI E 53% DEI LAGHI E’ IN BUONO STATO ECOLOGICO

Varese, 11 Maggio 2019                                                                                                                  Comunicato stampa

L’Olona risulta tra i corpi idrici più compromessi della Lombardia: se ne è parlato a Castellanza nel convegno “Il fiume Olona ai tempi dei cambiamenti climatici”
Legambiente: “L’Italia rischia sanzione europee pesanti. Non si può più aspettare, la Lombardia è cronicamente in ritardo nella risoluzione del problema”

I corpi idrici lombardi sono malati cronici. È un quadro a tinte fosche quello che emerge dai dati presentati nel Piano di Tutela ed Uso delle Acque da Regione Lombardia, secondo il quale solo il 27% dei fiumi, il 53% dei laghi e il 17% dei corpi idrici sotterranei raggiungono attualmente l’obiettivo “buono” come richiesto dalla Direttiva Acque (2000/60/CE), la normativa europea nata per impedire il deterioramento dello stato dei corpi idrici dell’Unione europea. Tutti gli altri sono rimandati al 2021 o al 2027.
Il fiume Olona, che rientra nel complesso bacino Lambro-Seveso-Olona, non fa eccezione. Questo corso d’acqua, anche se negli ultimi dieci anni ha fatto degli importanti progressi, rimane uno dei corpi idrici più compromessi della regione. Seppure nel passato la situazione di criticità fosse dettata da attività industriali che riversavano nel fiume acque reflue non depurate, attualmente risulta sempre più evidente che il carico inquinante residuo sia di origine civile. Mentre la quota attribuibile agli scarichi illegali è oramai sostanzialmente irrilevante, infatti, molto significativa è la pressione derivante dalle acque trattate dai depuratori o rilasciate dagli sfioratori di piena.
Queste tematiche sono state al centro dell’incontro pubblico “Il fiume Olona ai tempi dei cambiamenti climatici”, organizzato presso la Biblioteca Civica di Castellanza (Va), al quale hanno partecipato enti pubblici e di monitoraggio, associazioni del terzo settore, gestori del Servizio Idrico Integrato. Presenti alla serata il Sindaco di Castellanza Mirella Cerini, il consigliere comunale di Castellanza Flavio Castiglioni che ha moderato l’incontro, il responsabile del settore Acqua di Legambiente Lombardia Lorenzo Baio, Pietro Genoni e Anna Brambilla e Elena Caprioli di ARPA Lombardia, Viviane Iacone dell’ufficio prevenzione rischi naturali e risorse idriche di Regione Lombardia, Franco Brumana dell’associazione Amici dell'Olona, il presidente e amministratore delegato del Gruppo Cap Alessandro Russo, il presidente della società Alfa Srl Paolo Mazzucchelli, Mario Clerici di Contratti di fiume, Stefania Mazzaracca dell’Istituto Oikos, Raul Dal Santo del Parco dei Mulini, Gianluigi Forloni del Comune di Rho e Valentina Minazzi del circolo Legambiente Varese. Durante il convegno si è cercato di dare risposte a due questioni fondamentali: la sfida ancora aperta di riuscire a rispettare la scadenza del 2027 per riportare il fiume Olona allo stato di qualità “buono”, dopo la proroga da parte dell’Europa e la capacità del territorio del bacino di sopportare eventi meteorologici sempre più estremi.
«Il 2027 e le successive sanzioni europee sono dietro l’angolo – ha ricordato Lorenzo Baio, settore acqua di Legambiente Lombardia –. L’Italia e la Lombardia, cronicamente in ritardo, stanno inseguendo le scadenze comunitarie che prevedono gli interventi necessari al risanamento. Non possiamo più aspettare, né pensare che basti fare il minimo sforzo. Piuttosto, l’impresa è di quelle che fanno tremare le gambe. Le sfide, da sempre rimandate, sono legate alla creazione di sistemi di collettamento e depurazione efficienti, alla riconquista da parte dei territori della naturalità e della fruizione dolce, al miglioramento morfologico e alla restituzione di spazi al fiume perché vengano ripristinate le sue capacità autodepurative e gestiti al meglio i fenomeni meteorologici estremi. Solo così potremo dire di aver visto rinascere davvero il fiume Olona».
La tavola rotonda, che ha visto coinvolti i relatori, è stata l’occasione per approfondire le problematiche legate alle pressioni antropiche significative ancora presenti, l’attenzione per la qualità delle acque non solo per rispettare i limiti normativi, ma, soprattutto, per salvaguardare i corpi idrici ricettori. Sono stati illustrati anche gli strumenti di adattamento ai cambiamenti climatici nella Città Metropolitana di Milano e gli interventi puntuali di riqualificazione ambientale che possano portare benefici al fiume Olona, in termini di paesaggio, qualità delle acque e fruizione del territorio, creando una “cultura del fiume”, come stanno facendo alcuni progetti con il sostegno di Fondazione Cariplo.
«Non possiamo non guardare agli avvenimenti giudiziari di questi giorni come una sconfitta della buona gestione della “res publica”. In provincia di Varese è stato portato alla luce un sistema politico e amministrativo inquinato, che ha causato solo danni e ritardi al nostro fiume – ha dichiarato Flavio Castiglioni, rappresentate dei circoli Legambiente della Valle Olona. Ora confidiamo che la magistratura metta fine a questo apparato di malaffare, ma è necessario un decisivo cambiamento di passo e che si possa quindi ripartire, contando sulle persone oneste che hanno a cuore l’interesse comune e non quello privato».
A tal proposito durante la serata si è dato spazio anche al concetto di “citizen science”, con la possibilità che la società civile sia da stimolo e aiuto grazie ad attività di “monitoraggio in continuo” del territorio e una responsabilizzazione dei cittadini su temi ambientali.

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Ufficio stampa Legambiente Lombardia
Silvia Valenti
Cel. 3498172191
Tel. 02 87386480

SICCITA’: SCORTE IDRICHE AI MINIMI STORICI, MANCANO 2 MILIARDI DI METRI CUBI D’ACQUA

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