venerdì 21 agosto 2009

Bandiera verde per la regolamentazione delle concessioni idroelettriche


Lombardia
BANDIERA VERDE
a: AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE SONDRIO
Motivazione: per aver portato a compimento, sul terreno istituzionale, il percorso avviato e animato dalla grande mobilitazione popolare per le acque di Valtellina e Valchiavenna: ora il sistema di regole per le concessioni idroelettriche è un modello di riferimento
DESCRIZIONE
Nel 2007 Legambiente premiava con la Bandiera Verde il grande impegno e la competenza con cui associazioni e comitati di Valtellina e Valchiavenna, riuniti nella sigla dello IAPS (Intergruppo Acque Provincia di Sondrio), stavano alimentando una grande vertenza popolare, forte di 45.000 firme raccolte a difesa di un patrimonio di acque depredato nel corso di un secolo di sfruttamento idroelettrico e soggetto ad un'aggressione speculativa con le derivazioni idriche per i cosiddetti 'piccoli salti'. In pratica, grazie ad un utilizzo disinvolto di regimi incentivanti, i pochi corsi d'acqua che non erano stati sfruttati dalle grandi concessioni (anche e soprattutto per ragioni di non convenienza economica) erano divenuti appettibili, portando a nuove derivazioni che comportano severi danni ambientali a fronte di benefici energetici assolutamente marginali. Ricordavamo due anni fa i numeri dello sfruttamento idroelettrico in provincia di Sondrio: 310 opere di captazione, 71 grandi e medi impianti di produzione, 500 Km di condotte, 800 Km di elettrodotti e 56 dighe con una capacità di accumulo di oltre 400 milioni di metri cubi: in pratica uno sfruttamento intensivo delle acque per la produzione di energia idroelettrica in grado di coprire ben il 90% del totale delle portate disponibili, per una produzione energetica provinciale che, da sola, copre il 46% della potenza installata in Lombardia. In un simile quadro generalizzato di sfruttamento, lo IAPS ha efficacemente coordinato l'opposizione popolare al rilascio indiscriminato di ulteriori concessioni e si è reso interlocutore delle istituzioni nella istanza di moratoria. L'azione di IAPS ottenne l'attivazione delle sedi parlamentari producendo, per iniziativa del Sen. Giovanni Confalonieri, l'introduzione di un articolo della Legge Finanziaria 2007 in virtù del quale si fissò la moratoria biennale delle concessioni in Provincia di Sondrio. L'amministrazione provinciale ha raccolto il forte e chiaro segnale giunto dalla mobilitazione popolare, portando nelle interlocuzioni istituzionali con i Ministeri, la Regione e l'Autorità di Bacino del Po le motivate istanze dello IAPS. Nei giorni scorsi, il 22 luglio 2009, il percorso istituzionale si è concluso, con un risultato storico: con atto approvato e siglato dalla Autorità di Bacino del Po la salvaguardia dei corsi d'acqua nei confronti delle captazioni è divenuta esecutiva, non più come moratoria temporanea, ma come vero e proprio atto di pianificazione, posto in salvaguardia nelle more della definitiva approvazione del Piano Territoriale: un piano che la Provincia deve approvare al più presto riguadagnando il troppo tempo perduto finora. A consolidare il risultato vi è il supporto di un compendioso volume di dati e analisi tecniche, assemblato da un qualificato lavoro di squadra degli uffici provinciali in dialogo costante con i tecnici dell'Autorità di Bacino e dei Ministeri, che fa sì che il risultato raggiunto risulti inattaccabile non solo sul piano normativo ma anche su quello delle basi conoscitive. La bandiera verde alla Provincia di Sondrio saluta l'introduzione di un regime esemplare di salvaguardia di un bacino imbrifero montano, che si candida a diventare esperienza pilota per l'intero arco alpino. Ma vuole anche riconoscere l'efficacia di una pratica della politica che riconosce e dà il giusto valore alla partecipazione e alla sollecitazione dal basso, una pratica che in molte occasioni, nella stessa provincia e soprattutto sui temi ambientali, non ha ricevuto analoga considerazione.

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