mercoledì 24 giugno 2009

Operazione Po



Con questa campagna Legambiente pone al centro della sua azione la tutela e la salvaguardia del fiume Po, attraverso un'iniziativa simbolica ma importante per richiamare l'attenzione verso il principale corso d'acqua italiano, ormai avvezzo alla cronaca purtroppo solo durante le piene o nei periodi di crisi idrica.

Il Po è il più importante e sfruttato fiume d'Italia ma su di esso non è mai stata realizzata una politica unitaria e convincente, a scala di bacino idrografico, sulla gestione dell'assetto idrogeologico: si è così assistito alla proliferazione di enti ed istituzioni anche locali che con scarsi risultati cercano di far fronte alle piene e ai momenti di scarsa portata.
Operazione Po ha come obiettivo l'avvio di misure concrete che affrontino decisamente i problemi del grande fiume a partire dall'avvio delle azioni necessarie a tutelare la sicurezza idraulica delle città e dei paesi situati sulle sue sponde e a perseguire il risanamento e la qualità delle sue acque, nonché la valorizzazione delle grandi risorse naturali, paesaggistiche, culturali che possono sostenere la rinascita economica e garantire un futuro migliore per le popolazioni rivierasche
Il viaggio inizia lungo le rive e sulle acque degli affluenti e nell'asta principale del grande fiume in Piemonte e Lombardia, raggiungendo Piacenza e Isola Serafini, da dove riparte alla volta di Cremona, per poi discendere il fiume nel Parmense, nel Reggiano, nel Mantovano e Ferrarese, fino alla foce dove il Po di Tolle e al mare. I mezzi impiegati sono i più vari: all'inizio, canoe, kayak e piccole imbarcazioni, poi le house boat - che rappresentano l'ideale per una navigazione turistica lenta e confortevole - e, in aggiunta, biciclette che permettono esplorazioni e slanci oltre le rive del fiume.

Per saperne di più su programmi e iniziative visita il sito www.legambienteonline.eu

Il Big Jump



Big Jump sull’Olona

Il progetto "Big Jump" vuole indurre i cittadini a riconquistare la conoscenza dei propri fiumi, torrenti e laghi e rilanciare il forte legame fra le persone a queste importanti matrici ambientali. Questo grande progetto è espressione diretta della direttiva quadro sulle acque 2000/60 della Comunità europea.
Il "Big Jump" prevede numerose iniziative sui principali bacini idrici Europei. Fra queste: gare di nuoto transfrontaliere; tuffi nei principali fiumi europei; eventi educativi sul tema della qualità delle acque dei fiumi o eventi di ripristino dell’ambiente fluviale.
Il progetto si concluderà nel 2015 con la "Giornata europea di nuoto nel fiume " in tutti i grandi bacini fluviali europei dove i limiti di qualità imposti dalla direttiva comunitaria saranno stati raggiunti. Questa sarà la celebrazione della ritrovata Vita dei fiumi.
Big Jump è una campagna europea promossa da Rivers Network (occidentale) e numerosi altri partner ed è stato avviato dal suo presidente Roberto Epple.

Domenica 12 luglio 2009 in località Molini di Gurone, nel comune di Malnate, alle ore 11.30 si terrà il “grande salto” nell’Olona organizzato dal circolo di Legambiente di Varese e aperto a tutti. Sarà l’occasione per parlare delle condizioni precarie del bacino che a pochi anni dalla scadenza imposta dalla normativa europea, il 2015, presenta ancora delle condizioni qualitative pessime. L’evento si inserisce a livello europeo nel progetto Big Jump e a livello nazionale nella campagna Operazione Po di Legambiente. Per i partecipanti è previsto un aperitivo “post-tuffo”. Per saperne di più su programmi e iniziative visita il sito www.rivernet.org


venerdì 12 giugno 2009

Acqua del rubinetto contaminata in tutta Italia? L'informazione non generi allarmi ingiustificati


Legambiente e Altreconomia insorgono dopo le informazioni divulgate dalle pagine nazionali del Corriere della Sera del 12 maggio, dove un giornalista, Mario Pappagallo, noto anche come autore
di libri sulle acque minerali, si è preso la responsabilità di diffondere dati che, se confermati, dovrebbero determinare la dichiarazione dello stato di grave emergenza sanitaria in tutto il
Paese. Secondo l'autore infatti, uno studio dell'università di Napoli avrebbe rilevato che in campioni d'acqua prelevati da 50 città di 17 regioni italiane si sarebbero riscontrati pericolosi inquinamenti da organoalogenati (sostanze che si formano per reazione tra sostanze organiche e cloro impiegato per la disinfezione dell'acqua ma che ben di rado raggiungono concentrazioni preoccupanti per la salute) e addirittura un endemico stato di contaminazione fecale.
A seguito della pubblicazione di questi dati è scattata un'interrogazione parlamentare, firmata dal senatore del Partito Democratico Roberto Della Seta, che chiede al Ministro della Salute di assumere lo studio divulgato dal Corriere per far luce sulla sussistenza di un simile allarme. Nell'articolo contestato si fa riferimento ad uno studio (che però non risulta mai essere stato pubblicato) di Massimiliano Imperato, docente di Idrologia e Idrogeologia dell’università di Napoli e Direttore del Ceram (Centro europeo di ricerca acque minerali), da cui emergerebbero elementi di criticità igienico-sanitaria nelle abitazioni, dovuti soprattutto alla presenza di contaminanti di natura chimica (composti organo-alogenati e trialometani, che si formano a seguito dei trattamenti di clorazione ma che difficilmente raggiungono concentrazioni realmente preoccupanti) e microbiologica, con un campione su 4 contaminato da batteri fecali. Secondo Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente, e Pietro Raitano, direttore della rivista
Altraeconomia: “Tali dati appaiono sorprendenti e poco attendibili ma, se fossero confermati,
configurerebbero una situazione di gravissimo allarme sanitario, e determinerebbero una urgenza di intervento da parte delle autorità preposte”.
A rendere poco credibili i dati pubblicati sono le informazioni raccolte presso importanti gestori
idrici italiani dai quali non emergono evidenze di contaminazioni fecali nelle acque immesse in rete. Ad esempio nella città di Milano vengono effettuate circa 28.500 analisi all'anno dai laboratori del gestore del servizio idrico, dall'ASL e dall'ARPA, e in nessun caso di analisi ufficiale è risultata una positività alla presenza di batteri indicanti contaminazione fecale, tanto che la relazione 2008 dell'ASL milanese sulla qualità delle acque monitorate in oltre 500 analisi si conclude con l'affermazione: “è possibile definire buona la qualità dell'acqua erogata a Milano, con parametri di potabilità non inferiori alle acque minerali”. Dove sta la verità dunque: nelle migliaia di analisi che i gestori della rete idrica pubblica conducono ogni anno o nei dati pubblicati dal Corriere della Sera?
È la domanda che pongono Legambiente e Altreconomia che aggiungono: “delle due l'una: o è arrivato il momento di sigillare i rubinetti dell'acqua nelle nostre case, e allora intervenga il Ministero della Salute, oppure siamo in presenza di una bufala, fabbricata ad arte, casualmente nell'interesse dei produttori di acqua minerale, e allora deve intervenire la magistratura: chi è responsabile di un ingiustificato allarme è bene che ne risponda nelle sedi appropriate. Da parte nostra continueremo a bere l'ottima 'acqua del sindaco' che arriva nelle case di milioni di italiani attraverso gli acquedotti, e a non fidarci di quella imbottigliata”.

Comunicato stampa congiunto Legambiente - Altreconomia del 15/05/2009

TAVOLO ARIA: INCENTIVI DI REGIONE LOMBARDIA NON GARANTISCONO RIDUZIONE INQUINAMENTO

Milano, 15 Ottobre 2019                                        Comunicato stampa TORNANO A SALIRE I LIVELLI DI POLVERI SOTTILI NELL’ARI...