venerdì 30 marzo 2012

Imbrocchiamola! A Fa' la cosa giusta

Care, Cari
venerdì 30 marzo, ore 18.30, presso l'Auditorium Novamont di Fa' la cosa giusta (30 marzo-1°aprile), siete tutti invitati alla prima Assemblea degli Attori di "Con stile. Cambio vita a Milano", la nuova campagna cittadina promossa da Acli, Arci e Legambiente, con il Comune di Milano, per cambiare stili di vita e di mobilità nella nostra città.
Insieme al Sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, e all'Assessore al Benessere, Chiara Bisconti, interverranno i rappresentanti dei promotori della campagna: Gianbattista Armelloni (Acli), Mattia Palazzi ed Emanuele Patti (Arci), e Andrea Poggio (Legambiente), Miriam Giovanzana (Fa' la cosa giusta).
L'Assemblea sarà l'occasione per incontrare gli attori e tutti coloro che sono interessati a diventarlo, condividere le prossime azioni di cambiamento, lanciare le prime tre comunità fisiche su mobilità, consumi e rifiuti - ciclo di vita dei prodotti - e consumi alimentari.

Da gennaio ad oggi 367 tra cittadini, circoli, negozi, famiglie hanno sottoscritto il patto di cittadinanza per una Milano sostenibile e aderito ai primi impegni. A Fa' la cosa giusta vogliamo raddoppiare!
Chi ancora non avesse aderito alla campagna può iscriversi su constile.milano.it oppure venire a trovarci presso gli stand delle associazioni promotrici, nel padiglione 4 di Fieramilanocity!

Da venerdì a domenica lo stand di Legambiente (PA 03) ospiterà una serie di incontri per cambiare in green le proprie abitudini.

Venerdì 30 Marzo
Ore 11-12 Andiamo a scuola senz'auto a cura di Luca Petitto, Legambiente
Ore 14-15 Fuori Treno Verde a cura di Gianna Le Donne, Legambiente
Ore 15.30-16.30 Riduco, riuso, prima ancora che rifiuto a cura di Teresa Borgonovo, Legambiente

Sabato 31 Marzo
Ore 11-12 Imbrocchiamola. Prova di degustazione a cura di Lorenzo Baio, Legambiente
Ore 15-16 Coltiviamo l'orto sul balcone a cura di Gianni Gaggiani, Grow the Planet
Ore 17-18 La mobilità che vorrei: i servizi della Centrale di Mobilità con Marco Menichetti, Legambiente

Domenica 1 Aprile
Ore 11-12 Abitare sano. Clima e benessere dentro casa a cura di Paolo Artoni, Legambiente
Ore 15-16 In città si può vendere un'auto a famiglia a cura di Andrea Poggio, Legambiente
Ore 17-18 Consumi elettrici, accendi il risparmio a cura di Andrea Poggio, Legambiente

Il programma completo con gli appuntamenti di tutte le associazioni promotrici su constile.milano. it

Potete confermare la vostra presenza agli incontri, scrivendo all'indirizzo email: info@constile.milano.it o telefonando al numero: 02.97699301

giovedì 29 marzo 2012

Regolamentate finalmente i sistemi di trattamento dell'acqua destinata al consumo umano

Con il decreto 7 febbraio 2012, n.25 vengono finalmente date le "disposizioni tecniche concernenti apparecchiature finalizzate al trattamento dell'acqua destinata al consumo umano (G.U. Serie Generale n. 69 del 22 marzo 2012)"

Scarica il decreto: www.normativasanitaria.it

La cooperazione internazionale e il nostro sviluppo locale

Venerdì 30 marzo - Ore 16.30 - 19.00 Rho, CentRho, piazza San Vittore
Aperitivo con prodotti delle cascine locali


I temi che tratteremo:
La Sicurezza alimentare per noi, per tutti nel mondo
Le prospettiva per i nostri territori che giungono dalla cooperazione internazionale
Un Distretto Rurale dell'Olona, l'importanza dell'agricoltura nei nostri Comuni, i temi Expo anche per noi
Il cibo può essere solo di qualità;
Contro l'accaparramento e l'uso sconsiderato del suolo
La ristorazione scolastica per nutrirsi e stare insieme bene Legautonomie Lombardia
Via S. Pellico, 1
20121 Milano
Te. 02 8692667; fax 02 877181
www.lombardia@legautonomie.it
lombardia@legautonomie.it

mercoledì 28 marzo 2012

Cattivi odori e schiuma nel Lura. Disposte le analisi dell’acqua

Cattivi odori e schiuma nel Lura. È quello che hanno scoperto i volontari di Legambiente nei giorni scorsi nel tratto saronnese del torrente. Situazione che ha portato alcune persone, che stavano effettuando la pulizia della zona boschiva, ad avere anche diversi giramenti di testa. Stanno tutti bene, ma sul posto sono stati anche chiamati i tecnici del comune e il neo-assessore all’ambiente Roberto Barin.

Sono state disposte le analisi dell’acqua, ma la situazione non è piaciuta al comune: «Abbiamo chiuso tutti gli scarichi abusivi che erano presenti sul territorio saronnese – ha spiegato Barin -, ora sappiamo che ci sono diversi scarichi a monte, nelle aree del comasco, che devono essere sanati. Se ne deve occupare la provincia di Como a cui abbiamo già chiesto ufficialmente di intervenire per controllare la propria area. Serve sistemare il torrente, altrimenti tutti gli sforzi che sta facendo il comune di Saronno saranno inutili».
TUTTE LE NEWS DI SARONNO

Fonte: Varesenews - articolo di Manuel Sgarella 28/03/2012

I SOMMELIER DELL’ACQUA

Marzo 2012 Comunicato stampa


DEGUSTAZIONE AL BUIO ALLE SCUOLE ELEMENTARI DI MORTARA:

SOLO IL 34 % DEGLI “ASSAGGIATORI” DISTINGUE L’ACQUA DEL RUBINETTO DA QUELLA MINERALE

… invece il’60% di chi ha preferito l’acqua del rubinetto… pensava fosse minerale…

La prova del gusto è chiara e trasparente: pescando l’acqua da caraffe anonime e affidandosi al palato è quasi impossibile distinguere l’acqua di rubinetto dalle acque minerali; lo dimostra il singolare test effettuato da “il Colibrì”, Circolo Lomellino di Legambiente, in collaborazione con le scuole elementari di Mortara .

Durante la “Giornata Mondiale dell’Acqua” (22 marzo) gli attivisti del Colibrì hanno invitato gli studenti di sei classi (le terze) alla prova del “nove”: in un Paese che consuma enormi quantità d’acqua minerale è possibile riconoscere al palato quale è di rubinetto e quale no?

IL TEST :

Ai “sommelier dell’acqua” è stato chiesto di assaggiare il contenuto di tre caraffe (di cui una conteneva l’acqua del rubinetto, la caraffa 1 per la curiosità di chi ha eseguito il test, e le altre acqua minerale) e di esprimere un giudizio di “palato” scegliendo quella più buona e cercando anche di identificare quale delle tre caraffe contenesse l’acqua del rubinetto.

I RISULTATI :

Il 66% ha identificato come acqua del rubinetto quella che invece era minerale

e solo il 34% ha identificato giustamente la brocca con l’acqua del rubinetto

Per quanto invece riguarda le preferenze,

· il 34,00 % ha preferito l’acqua della brocca “1” (rubinetto)

· il 37,00 % ha preferito l’acqua della brocca “2” (minerale)

· il 29,00 % ha preferito l’acqua della brocca “3” (minerale)

Altri dati interessanti:

· il’60% delle persone che hanno preferito l’acqua di rubinetto …pensava fosse minerale

(quindi pensano che l’acqua del rubinetto non possa essere buona, infatti credono che quella preferita sia minerale… e si sbagliano)

Ma cosa voleva dimostrare questo test? Per prima cosa sfatare la convinzione che l’acqua in bottiglia è più buona di quella che esce dal rubinetto, ma contestualmente anche mettere in evidenza l’enorme impatto ambientale rappresentato dal mercato delle minerali, un impatto che deriva dalla grande quantità di imballaggi prodotta (circa 5 miliardi di bottiglie di plastica ogni anno) e da un assurdo peregrinare delle bottiglie; per trasportare l’acqua minerale prodotta ogni anno servono infatti quasi 300 mila Tir.

Ogni italiano consuma circa 172 litri di acqua minerale in un anno e questo vuol dire in media 90 bottiglie di plastica ed una trentina di vetro. Contando l’Italia circa 60 milioni di abitanti si calcolano quasi 5,5 miliardi di bottiglie di plastica da smaltire ogni anno, per non parlare degli spostamenti, molto spesso del tutto irrazionali, dovuti al trasporto su gomma delle bottiglie. L’acqua minerale viene venduta spesso in luoghi molto lontani dalle zone di produzione e se un camion può trasportare circa 26.500 litri (17.667 bottiglie da 1,5 litri) per questa operazione sono necessari ogni anno circa 300.000 viaggi (dati Legambiente Nazionale).

Un particolare ringraziamento alla Responsabile educazione ambientale, Graziella Toia, alle sue aiutanti Claudia e Mari, alla Direttrice Didattica, alle maestre, al personale delle scuole e naturalmente ai 139 studenti che si sono prestati a questo momento di gioco e di istruzione, infatti prima delle “prove” è stata fatta una presentazione didattica su “Acqua, Bene Comune” e si è parlato anche dell’utilizzo dell’acqua del rubinetto nelle mense scolastiche per stimolare gli studenti ad un “Consumo consapevole”

Circolo Legambiente “il Colibrì”

N.B. : I dati del sondaggio sono a disposizione di che volesse richiederli

lunedì 26 marzo 2012

Parte la Carovana sul Serio


Nata da un'idea "global" diffusa, praticata e tipica di un' associazione ambientalista fa con uno slogan e un principio ormai diffusissimo e utilizzato da tanti "pensare globalmente, agire localmente". Pensata, tradotta, sostenuta e realizzata da alcuni dei circoli territoriali locali della Legambiente presenti nel territorio del Serio (Bergamo,Cologno,Urgnano, Ghisalba, Calcio).
Obiettivo ambizioso ma necessario, creare e costruire nel territorio del bacino del Serio un "contratto di fiume", modello di pianificazione e gestione promossa dell’UE per migliorare e rendere più belli i fiumi e il loro territorio.Carovana come percorso in itinere che parte da un punto preciso di analisi e consapevolezza della situazione, per condividere nei prossimi anni con tutti/e i cittadini/e, le associazioni e le Istituzioni locali (comuni, provincia, parchi, regione) attività e iniziative. Presentare il "bello e brutto" e fare proposte,denunce,segnalazioni utili e opportune per preparare e realizzare un futuro prossimo migliore per l'ambiente e la qualità della vita.
"C'era un bivio nel bosco, io ho scelto la strada meno battuta. E questo ha deciso della
mia vita" – B. Russel
“niente è più certo del cambiamento” B. Dylan

Dal 1 Settembre 2011 Legambiente ha avviato l'osservatorio ambientale sul Serio
per:
• vigilare, segnalare, denunciare
• lanciare proposte ed iniziative
• informare e coinvolgere gli enti,
cittadini,associazioni, istituzioni
• raccogliere documenti per costruire un archivio storico

Partecipa e fatti sentire,insieme è meglio e più bello:

osservatorio@carovanasulserio.net
c/o Circolo Agora’ Legambiente
via Buonarotti,14 Cologno al Serio
tel./fax 035-896800
rif.Antonella 335-1043715
rif.Giovanni 348-7924618
rif.Fabio 349-4410707
info@carovanasulserio.net
www.carovanasulserio.net


venerdì 23 marzo 2012

Giornata Mondiale dell’Acqua 2012 Metropolitana Milanese apre acquedotti, canali sotterrane e depuratori

In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua 2012 Metropolitana Milanese apre al pubblico un impianto di potabilizzazione, un impianto fognario e i due depuratori a servizio della città di Milano.

Scopo dell’iniziativa è far conoscere ai cittadini il processo industriale attraverso il quale l'acqua del sottosuolo viene captata, potabilizzata, distribuita ai nostri rubinetti, raccolta nei condotti fognari e depurata prima del rilascio nell’ambiente.

Gli impianti coinvolti nell’iniziativa saranno quattro:

§ l’impianto di potabilizzazione Armi, in viale Cassiodoro 14;

§ l’impianto fognario Bonomelli, in piazza Bonomelli;

§ il depuratore di San Rocco, in località Ronchetto della Rane;

§ il depuratore di Nosedo, in via Dionigi 90.

Le visite agli impianti saranno guidate e gratuite e rispetteranno i seguenti giorni e orari di apertura:

§ giovedì 22 e venerdì 23 marzo dalle 9.30 alle 12.30

§ domenica 25 marzo dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30

Per i ragazzi delle elementari e delle medie sarà allestito - presso l’impianto Armi - il “Laboratorio Volante” dove i nostri tecnici saranno a disposizione per spiegare come si svolgono le analisi di controllo dell’acqua del rubinetto.

Alleghiamo la locandina dell’iniziativa, che vi chiediamo di darne diffusione.

Per ulteriori informazioni: www.metropolitanamilanese.it

Dossier “Acqua: Lombardia in riserva”

Milano, 21 marzo 2012 Comunicato stampa

22 marzo: giornata mondiale dell'acqua

Dossier “Acqua: Lombardia in riserva”

Inizio anno estremamente preoccupante per gli accantonamenti idrici: ritorna la siccità? Con poca acqua aumenterà l'inquinamento nei fiumi e nei laghi minori

Poca neve e ghiacciai al minimo storico: si squaglia l'assicurazione estiva per la cerealicoltura di pianura. Sull'acqua in agricoltura è ora di avviare l'adattamento al cambiamento climatico

Sono trascorsi solo settanta giorni dall’inizio del 2012 e all’appello in Lombardia mancano già 2 miliardi di metri cubi di acqua piovana e di neve. Nei primi tre mesi di quest’anno ha piovuto meno della metà del 2011 e se le condizioni non cambieranno e non arriveranno abbondanti piogge e neve è molto probabile che la Lombardia andrà incontro a una stagione di forte carenza di risorse idriche sia in montagna che in pianura, e in particolare nella parte agricola della nostra regione. Sono questi i primi dati che emergono dal dossier di Legambiente “Acqua: Lombardia in riserva”, presentato questa mattina durante una conferenza stampa a cui hanno partecipato Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia, Luca Bonardi, Servizio Glaciologico Lombardo, Claudio Smiraglia, del Comitato Glaciologico Italiano, Guglielmina Diolaiuti, Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università Statale di Milano, Daniele Bocchiola, Ricercatore per il DIIAR del Politecnico di Milano e il dirigente Sviluppo Modellistica Ambientale di Arpa, Mauro Valentini.

Alla vigilia della giornata mondiale dedicata all'acqua, il quadro delle disponibilità idriche quest'anno appare dunque estremamente critico, salvo evoluzioni meteoclimatiche che però, al momento, non si intravedono all'orizzonte.

“La mancanza di precipitazioni è un fenomeno che si sta ripetendo con preoccupante frequenza nell'ultimo decennio, in parallelo con gli effetti del riscaldamento globale – segnala Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia – meno pioggia e meno neve invernale significa meno acqua nei fiumi. Le conseguenze per l'ecologia fluviale possono essere severe, perchè minori apporti significano maggior concentrazione di inquinanti: per limitare i danni è urgente mettere in campo azioni per rendere più efficiente la captazione e la depurazione delle acque di scarico”.

A preoccupare l'associazione sono in particolare le prevedibili conseguenze per l'agricoltura: alla base della fertilità della Pianura Padana, senza eguali in Europa, c’è sempre stata, infatti, la grande disponibilità d’acqua garantita dai grandi laghi prealpini e dai bacini idroelettrici. Da soli, i laghi prealpini lombardi rappresentano il più grande “capitale” d’acqua dolce di Italia, con un volume complessivo pari a 120 miliardi di metri cubi di acqua, di cui una piccola parte (circa 1,1 miliardi di metri cubi) è quella soggetta a regolazione grazie alle dighe poste sugli emissari. Ed è proprio in questi giorni, che precedono il disgelo estivo, che normalmente i laghi prealpini accumulano acqua in vista della stagione delle irrigazioni dei campi. Quest’anno però mancano al conteggio oltre 240 milioni di metri cubi d’acqua nei bacini dei grandi laghi. Non va meglio nei bacini d'alta quota, formati dalle dighe che alimentano le centrali idroelettriche, dove il disgelo non è ancora iniziato. Le dighe poste nelle Alpi Lombarde creano bacini lacustri dalla capacità complessiva di ben 671 milioni di metri cubi, e la loro ricarica inizia con l'arrivo del disgelo in alta quota: questo inverno sono più a secco del solito, con un deficit che Legambiente stima in 60 milioni di metri cubi.

A destare la maggior preoccupazione non sono però i 300 milioni di metri cubi d'acqua che mancano all'appello nei laghi, bensì la scarsità di neve nei bacini montani che li alimentano: l'inverno è stato particolarmente avaro di precipitazioni nevose nell'arco alpino lombardo, ed in particolare nei settori orientali, secondo le stime di ARPA, l'attuale inverno si colloca al livello minimo degli ultimi sette anni, con un deficit di neve accumulata pari a oltre un miliardo di metri cubi: in queste condizioni è difficile immaginare un recupero, viste anche le previsioni meteo delle prossime settimane e l'imminenza della stagione calda.

Dunque, nel bilancio idrico d’inizio primavera, la Lombardia si presenta con 2 miliardi di acqua caduta in meno con piogge e nevicate, 300 milioni di acqua mancante in grandi laghi e invasi prealpini, 1 miliardo di metri cubi in meno nelle nevi montane, con una situazione particolarmente critica nei bacini orobici e nella montagna bresciana. Ma non è ancora tutto: a destare grande preoccupazione è il dato della riduzione delle masse dei ghiacciai perenni.

Nella nostra regione ci sono 203 ghiacciai che ricoprono oltre 9000 ettari di territorio. Ma le conseguenze della sfavorevole fase climatica stanno profondamente modificando l’ambiente dei ghiacciai della Lombardia. Secondo i dati della Società Glaciologica Lombarda, nel quinquennio 2007-2011 i ghiacciai lombardi hanno subito una perdita equivalente a 653 milioni di metri cubi d’acqua, mai più riformatasi. L’annata orribile per i ghiacciai è stata il 2007 quando essi hanno perso 177 milioni di metri cubi di acqua: anche nell'inverno precedente, come quest'anno, si era verificato un forte deficit di nevicate. Con i ghiacciai viene meno un apporto idrico che, anche se limitato, ha da sempre costituito la 'assicurazione estiva' per l'agricoltura lombarda, considerato che la fusione dei ghiacciai si verifica nel momento di massimo fabbisogno idrico per la cerealicoltura della padana. Secondo gli esperti dell’Università di Milano però l'equilibrio tra fusione estiva e formazione invernale di nuovo ghiaccio si è spezzato e i ghiacciai sono destinati a una rapida estinzione. Negli ultimi 5 anni ci siamo già giocati il 20% delle riserve glaciali, e se i ritmi saranno questi la scomparsa dei ghiacciai lombardi è questione di pochi anni: quelli necessari a fare i conti con una climatologia sempre meno favorevole per l'agricoltura cerealicola lombarda.

Il settore agricolo lombardo è di gran lunga il principale utilizzatore d’acqua, in Lombardia, dove la percentuale di acque lombarde destinate al solo comparto irriguo-agricolo, al netto degli usi energetici, arriva all’ 84% del totale (dati Regione Lombardia). Gli altri usi significativi sono l’uso civile con l’11% e l’uso industriale 5%. Per questo l'agricoltura lombarda deve mettere in campo strategie di adattamento al nuovo contesto climatico: “Le risorse economiche della politica agricola comunitaria devono essere prioritariamente investite per mettere l'agricoltura lombarda, eccessivamente esigente di risorse idriche, in condizioni di affrontare periodi sempre più ricorrenti di siccità – conclude Di Simine – questo significa modificare gli orientamenti colturali privilegiando colture meno esigenti nella stagione estiva, favorire il risparmio idrico nelle tecniche irrigue e il riutilizzo delle acque depurate. Si tratta di un cambiamento epocale per una agricoltura storicamente impostata su una disponibilità idrica garantita, ma non è più rinviabile”.

Il dossier completo è scaricabile dal sito http://lombardia.legambiente.it

L’Ufficio stampa Legambiente Lombardia Mario Petitto 02 87386480

Guardiani di Fiume: pulizia del Lura


PULIAMO IL LURA
Domenica 25 MARZO 2012
Ore 9.30
presso il Parco Lura – ritrovo al ponte di via C. Marx
Ambiente Saronno Onlus – Circolo di Legambiente
Protezione Civile di Saronno
Commissione Lura
organizzano nell’ambito della Giornata del Verde Pulito 2012 un
intervento di pulizia del torrente Lura.
Al termine delle operazioni di pulizia sarà offerto un rinfresco.
In caso di maltempo la manifestazione sarà rinviata a data da destinarsi.

giovedì 22 marzo 2012

Legambiente Lombardia firma il Contratto di Fiume Lambro Settentrionale


Con la speranza che il Contratto di Fiume diventi uno strumento importante e reale di pianificazione programmata e condivisa, che unisca gli attori del territorio in un comune impegno che vada nel senso di risolvere le problematiche che coinvolgono il bacino del Lambro.

L'appuntamento, organizzato dalla DG Ambiente, Energia e Reti e da ERSAF, ha rappresentato il momento di ufficializzazione dell’adesione al nuovo Contratto di Fiume.

In apertura di lavori, la presentazione dell'AQST Lambro Settentrionale è stata curata da Franco Picco, Direttore Generale Ambiente, Energia e Reti di Regione Lombardia. Il suo intervento è stato seguito da un approfondimento di Viviane Iacone, Dirigente Struttura Pianificazione Acque, Regolazione Servizi e Garante Direzione Generale Ambiente, Energia e Reti di Regione Lombardia.

Sono intervenuti anche l'Assessore all'Ambiente, Energia e Reti, Marcello Raimondi e l'Alessandro Colucci, Assessore ai Sistemi Verdi e Paesaggio (foto) e, udite udite, anche il Presidente di Regione Lombardia, Roberto Formigoni.

La Cerimonia è proseguita con la ratifica del Contratto di Fiume Lambro Settentrionale. Vi hanno preso parte la maggior parte degli 83 firmatari che hanno ufficializzato la loro adesione, tra i quali, lo ricordiamo, sono presenti tutte le province – Como, Lecco, Lodi, Milano, Monza Brianza - e buona parte dei comuni situati sull’asta del fiume, a garanzia di una copertura quasi continuativa del territorio attraversato dal corso d’acqua. Tra questi ovviamente anche Legambiente Lombardia nella figura del suo presidente Damiano Di Simine.


Con una punta d'orgoglio segnaliamo che a tutti i firmatari è stata consegnata una copia del documentario Ciar cumè l'acqua del Lamber prodotto da Legambiente e realizzato da Federica Orrù, Elena Maggioni e Carlotta Marrucci.

Il Lambro su MonzaBrianzaTv Lunedì sera una serata-evento

Monza - Una trasmissione tutta dedicata al Lambro. Una serata-evento che vuole celebrare la stipula del contratto di fiume che potrebbe sancire la rinascita del Lambro. Lunedì sera andrà in onda «Chiara come l'acqua del Lambro», una nuova trasmissione che parte lunedì 19, alle 21, su MonzaBrianzaTv. Quattro servizi e un documentario cercheranno di raccontare il Lambro, la sua storia e il suo futuro. Il documentario è stato realizzato da Legambiente, si intitola «Ciar cum'è l'acqua del Lamber» ed è stato realizzato da tre giovani registe che hanno lavorato per un anno interno lungo il corso d'acqua. Poi ci saranno alcuni servizi, curati dalla redazione del Cittadino e di Monzabrianza.tv che racconteranno il fiume e le persone che lo vivono. Si entrerà all'interno del depuratore di San Rocco per vedere come funziona, si cercherà di capire che cos'è il contratto di fiume (82 enti sigleranno kartedì mattina a Milano questo contratto, una sorta di accordo per cercare di restituire, attraverso interventi mirati, dignità al fiume). Ci sarà una chiacchierata con le registe e, infine, si ascolteranno le parole delle persone che vivono il fiume, che lo amano e che cercano di proteggerlo dall'inquinamento e dall'indifferenza.
L'appuntamento è per lunedì sera, alle 21, su MonzaBrianzaTv, canale 618 del digitale terreste. Il programma si può seguire anche in straming cliccando qui.

Fonte: Il cittadino di Monza e Brianza

Napolitano in Liguria: “Fondi per i Comuni colpiti e nuove norme per i disastri ambientali”

Vernazza. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, oggi ha fatto visita a Vernazza, rispondendo anche ad alcune domande dei cronisti sui possibili interventi dello Stato per aiutare i luoghi colpiti pesantemente dalle alluvioni. Napolitano commenta così la situazione: “Servono fondi per tutti i Comuni colpiti”.

Il presidente della Repubblica per raggiungere Vernazza da La Spezia ha scelto di viaggiare un normale treno regionale di linea in regolare servizio. Il Capo dello Stato è partito alle 12 dalla stazione spezzina a bordo di un “Vivalto” a due piani (il numero 24492) per un tragitto di circa venti minuti. Gli è stata riservata una carrozza, nelle altre quattro vetture del convoglio viaggiano turisti e pendolari. Il presidente, è arrivato in aereo a Pisa e da qui in auto ha raggiunto la stazione della Spezia dove è stato accolto da decine di persone che lo hanno applaudito a lungo.

Il Capo dello Stato ha salutato più volte la folla poi, accompagnato dall’amministratore delegato di Trenitalia, Mauro Moretti, ha preso posto sul primo vagone del treno di linea. Prima della partenza per Vernazza, il presidente Napolitano si é affacciato al finestrino e ha saluto ancora decine di persone che assiepavano la banchina per applaudirlo

“In Italia, per fare vera prevenzione contro i disastri ambientali servono norme nuove, più che risorse”: è quanto ha detto il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, al convegno sull’emergenza ambientale. In particolare, secondo Burlando è necessario “avere la possibilità di intervenire sul territorio, ad esempio nei boschi, qualora non vengano mantenuti adeguatamente puliti dai proprietari contro gli incendi”.

Servono poi norme per interventi idrogeologici a monte, “per evitare ad esempio che tutte le soluzioni dei mali diventino gli scolmatori”. Il presidente ha ricordato che il convegno organizzato a Vernazza “nasce da una idea del Presidente Napolitano, che in un lungo colloquio sui problemi economici della regione ha voluto una informazione dettagliata sui danni della alluvione”.

Burlando ha annunciato che due società, Iren e Erg, si sono offerte di preparare gratuitamente un progetto per portare a Vernazza la rete del gas metano da Volastra, distante 11 chilometri. Per la rete sono già pronti i finanziamenti.

Fonte: Genova24.it scritto da Redazione il 21 marzo 2012

AMBIENTE: GHIACCIAI LOMBARDIA A MINIMO STORICO

AMBIENTE: GHIACCIAI LOMBARDIA A MINIMO STORICO LEGAMBIENTE,EQUILIBRIO SPEZZATO,RISCHIO ESTINZIONE IN POCHI ANNI (ANSA) - MILANO, 21 MAR - Spia di riserva accesa per l'acqua in Lombardia. È l'allarme lanciato da Legambiente, secondo cui nel bilancio idrico d'inizio primavera, la regione si presenta con 2 miliardi di metri cubi di precipitazioni in meno, 300 milioni di metri cubi mancanti tra grandi laghi e invasi prealpini e 1 miliardo di metri cubi in meno nelle nevi montane, con una situazione «particolarmente critica nei bacini orobici e nella montagna bresciana». È quanto denuncia l'associazione ambientalista nel dossier 'Acqua: Lombardia in riservà presentato oggi a Milano. «A destare grande preoccupazione - si legge nel dossier - è il dato della riduzione delle masse dei ghiacciai perenni». In Lombardia se ne contano 203, e, secondo i dati della Società Glaciologica Lombarda, nel quinquennio 2007-2011 hanno subito una perdita equivalente a 653 milioni di metri cubi d'acqua, mai più recuperati. L'annata orribile per i ghiacciai lombardi è stata il 2007, quando le superfici bianche hanno perso l'equivalente di 177 milioni di metri cubi di acqua. Anche nell'inverno precedente, così come è avvenuto quest'anno, si era verificato un forte deficit di nevicate. Con i ghiacciai - spiega Legambiente - viene meno un apporto idrico che, anche se limitato, ha da sempre costituito la 'assicurazione estivà per l'agricoltura lombarda, considerato che la fusione dei ghiacciai si verifica nel momento di massimo fabbisogno idrico per la cerealicoltura della padana. Secondo gli esperti dell'Università di Milano, però, l'equilibrio tra fusione estiva e formazione invernale di nuovo ghiaccio si è spezzato e i ghiacciai sono destinati a una rapida estinzione. «Negli ultimi 5 anni - spiega Legambiente - ci siamo già giocati il 20% delle riserve glaciali e, se i ritmi saranno questi la scomparsa dei ghiacciai lombardi è questione di pochi anni: quelli necessari a fare i conti con una climatologia sempre meno favorevole per l'agricoltura cerealicola lombarda».
Fonte: ANSA - VE 21-MAR-12 18:25 NNN

mercoledì 21 marzo 2012

Acqua, l’Italia rischia siccità e multe per mala gestione. Esce Ambiente Italia 2012


Scarichi inquinanti, depurazione e artificializzazione dei corsi d’acqua: problemi irrisolti del Belpaese. Massimi consumi in agricoltura: oltre il 50% dei prelievi totali. Legambiente: “Tariffazione progressiva contro gli sprechi e Green economy dell’acqua per sviluppo e nuova occupazione: 450 mila occupati in 10 anni”

Italia è tra i paesi più ricchi di risorse idriche: 2.800 metri cubi per abitante l’anno, pari ad una disponibilità teorica di circa 52 miliardi di metri cubi, distribuiti in tutta la penisola con disponibilità reale massima nell’area del Nord-Est (1.975 metri cubi per abitante l’anno) e minima in Puglia (220 mc/abitante/anno). La quota media disponibile in tutte le regioni è comunque di almeno 400 metri cubi per abitante, cioè dieci volte superiore alla quota disponibile nei paesi del sud del Mediterraneo. Nonostante ciò, abbiamo problemi di scarsità idrica nei mesi caldi, al Sud come anche al Nord.
Il settore agricolo è di gran lunga il principale utilizzatore d’acqua (almeno 20 miliardi di metri cubi l’anno, valore che alcuni ritengono ampiamente sottostimato); seguono il settore civile con 9 miliardi/anno, l’industria con circa 8 miliardi/anno e la produzione di energia con circa 5 miliardi/anno. Il prelievo eccessivo (oltre 40 dei 52 miliardi di metri cubi disponibili) provoca problemi di qualità delle acque superficiali e sotterranee, perché questo sfruttamento non permette la circolazione idrica naturale necessaria a mantenere vivo l’ecosistema e a diluire gli inquinanti nei fiumi e nelle falde. Quantità e qualità in questo caso vanno di pari passo e per questo bisogna puntare ad aumentare le portate negli alvei e nelle falde, se vogliamo raggiungere entro il 2015 il “buono stato di qualità” dei corpi idrici, previsto dalla Direttiva quadro (2000/60/CE),

Ma questo prelievo è davvero necessario? Per uso civile utilizziamo 152 metri cubi per abitante l’anno, molto più di Spagna (127 m3), Regno Unito (113 m3) e Germania (62 m3). Il settore agricolo poi, incide tantissimo perché l’irrigazione è in gran parte basata su tecniche vecchie e inefficienti: gli esperti che hanno collaborato ad Ambiente Italia 2012 ritengono che un miglioramento delle tecniche irrigue permetterebbe un risparmio dell’ordine del 30%. Ulteriori riduzioni sarebbero possibili scegliendo colture e varietà più resistenti alla siccità e soprattutto combattendo le produzioni eccedentarie e gli sprechi alimentari.

In occasione della prossima giornata mondiale dell’acqua (giovedì 22 marzo), Legambiente anticipa il tema con la presentazione di ‘Acqua bene comune, responsabilità di tutti’, edizione 2012 del rapporto annuale Ambiente Italia di Legambiente e Istituto Ambiente Italia, edito da Edizioni Ambiente, con una conferenza stampa che ha visto la partecipazione di Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, di Giulio Conte dell’Istituto di Ricerche Ambiente Italia, di Stefano Ciafani vicepresidente nazionale di Legambiente e di Paolo Carsetti, del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua.

"Il referendum del giugno scorso rappresenta un punto di svolta e di non ritorno, senza possibilità di equivoci – ha dichiarato Vittorio Cogliati Dezza -. La maggioranza degli italiani ha dichiarato che l'acqua è un bene comune e come tale va gestita. Ma se il referendum dà una chiara indicazione sulla direzione da seguire, ancora non ci dice cosa bisogna fare per risanare e qualificare tutto il ciclo dell'acqua. Questo è il problema che il paese ha davanti e questa è anche una battaglia storica degli ambientalisti. Non basta preoccuparsi solo del segmento consumi potabili. Con Ambiente Italia 2012 abbiamo voluto offrire elementi di riflessione a trecentosessanta gradi che possano far fare dei passi avanti alle politiche di gestione della risorsa idrica, per capire dove sono i punti di maggior sofferenza e rischio del sistema".

Nel nostro Paese rimangono ancora irrisolti gli annosi problemi relativi agli scarichi inquinanti civili e industriali, ai depuratori mal funzionanti, all’artificializzazione dei corsi d’acqua. Delle 549 stazioni di monitoraggio censite nell’annuario 2010 dell’Ispra, solo il 52% raggiunge o supera il “buono stato” (e si tratta dei tratti montani dei corsi d’acqua), il 35% delle stazioni è appena sufficiente e quasi un quarto delle stazioni presenta uno stato scarso o addirittura pessimo.

“E questa situazione si verifica non solo nelle aree dove mancano fognature e depuratori ma anche dove la rete è funzionante già da anni – sostiene Giulio Conte –. E’ evidente la necessità di intervenire nel settore idrico non solo completando l’infrastruttura di base dove ancora manca, ma anche diffondendo approcci e tecniche innovativi: sanitari a basso consumo, sistemi per la raccolta della pioggia e il riuso delle acque grigie. E occorre ripensare la pianificazione territoriale e urbanistica per ridurre l’artificializzazione e l’impermeabilizzazione dei suoli che fanno confluire nelle fogne le acque meteoriche che vanno a sovraccaricare inutilmente i depuratori”.

Bisogna poi favorire il riutilizzo delle acque reflue depurate in agricoltura e nei cicli industriali, modificando il decreto del ministero dell’Ambiente che prevede limiti alla carica batterica eccessivamente restrittivi (1000 volte più dell’Oms). Per tutto ciò saranno necessari enormi investimenti e una rimodulazione delle tariffe per coniugare l’efficienza del servizio con la tutela della risorsa. Per Legambiente la nuova tariffa dovrà garantire gratuitamente 50 litri d’acqua pro capite al giorno, oltre i quali va definita una tariffazione progressiva che scoraggi i grandi consumi e gli sprechi.

Gli interventi e gli investimenti necessari a migliorare la gestione dell’acqua nel nostro paese possono rappresentare oggi anche una risposta efficace e duratura alla crisi economica in corso, oltre che alle esigenze di crescita e sviluppo del paese. Ambiente Italia 2012 ha stimato gli effetti occupazionali di una politica volta ad accelerare gli investimenti nel settore idrico, con interventi che riguardano sia il settore il Servizio Idrico Integrato che il sostegno all’iniziativa privata, attraverso l’inclusione degli interventi idrici nel “bonus del 55% per le ristrutturazioni edilizie ed altre misure di sostegno.
Attraverso investimenti che graverebbero in minima parte (meno del 10%) sul bilancio pubblico (visto che i costi sarebbero coperti dalle tariffe idriche e da investimenti che beneficiano solo in parte di sostegno pubblico), a fronte di un investimento totale di poco più di 27 miliardi di euro in 10 anni, dei quali 16 miliardi di euro addizionali rispetto a quelli di spesa tendenziale, si avrebbe la creazione di poco meno di mezzo milione di unità di lavoro in 10 anni, tra occupazione diretta e indiretta (in altri termini 45.000 posti di lavoro l’anno per 10 anni), senza considerare l’occupazione indotta dalla spesa dei redditi da lavoro e capitale generati dalla nuova occupazione.
In conclusione, l’acqua in Italia costa troppo poco, negli usi civili come in agricoltura o nell’industria, e per questo se ne consuma troppa. Assicurato l’accesso universale al servizio e la fornitura minima per tutti, il prezzo dell’acqua va fissato tenendo conto che si tratta di un bene scarso, probabilmente destinato a scarseggiare sempre più anche a causa dei cambiamenti climatici, da consumarsi parsimoniosamente, attraverso un sistema tariffario che scoraggi gli sprechi e recuperi risorse per migliorare il servizio.

Il rapporto Ambiente Italia poi, come ogni anno, presenta numerosi dati relativi agli indicatori ambientali e socio economici capaci di fotografare il nostro paese: in negativo dobbiamo segnalare la mobilità, con tutte le sue conseguenze in termini di traffico, inquinamento, stress e qualità della vita. Quella delle persone è ancora basata sul mezzo automobilistico privato (80,6% degli spostamenti totali), seguito, ma a grande distanza, dall’autobus (12,1%), treno (5,2%) e aereo (1,7). Siamo anche il più grande paese europeo con la più elevata quantità procapite di mobilità motorizzata (quasi 12 mila passeggeri km/abitanti l’anno) e con un tasso di motorizzazione sempre decisamente superiore alla media: 605 auto ogni mille abitanti contro le 473 dell’Unione Europea, le 510 della Germania, le 500 della Francia e le 470 del Regno Unito. Il trasporto merci poi si continua ad effettuare per il 90% sulla strada (il dato europeo è pari al 46%).
L’inquinamento atmosferico delle città rimane problematico. Ossidi di azoto, ozono troposferico, ma soprattutto PM10 continuano a soffocare le nostre città. A fine febbraio 2012, già 27 capoluoghi della nostra Penisola avevano esaurito i 35 superamenti annuali del limite medio giornaliero di emissioni (50 µg/m3) per la protezione della salute umana previsti della normativa vigente (Dm 60/2002; Dlgs. 155/2010). Situazioni particolarmente critiche si registrano ancora nelle grandi città e in Pianura Padana.
Aumenta drammaticamente la produzione dei rifiuti (+6% dal 2000 al 2009), mentre cala nel resto d’Europa (media pari a -2%) con punte pari a -9% in Germania e Regno Unito, dove evidentemente la riduzione dei rifiuti è una sfida realmente affrontata dai Governi attraverso la leva economica, e non il pallino dei soli ambientalisti. Aumenta la povertà relativa (famiglie con spesa media inferiore alla soglia calcolata come media procapite): se nel 2005 le persone povere rispetto alla popolazione erano il 13,1%, nel 2010 sono il 13,8% (da 7.577 a 8.272) e il tasso di occupazione (nel 2010) è il più basso d’Europa (56,9%) a spese soprattutto delle donne (46,1%). Anche la spesa per la ricerca e lo sviluppo è bassissima: 1,27% del Pil (nel 2009), cioè superiore solo a quella della Polonia (0,68%) e ben lontana dal 3,96 della Finlandia, ma anche dal 2,21 della Francia, tanto per fare qualche esempio.
Rispetto alle attività produttive, calano le aree coltivate: erano 17.562.000 ettari nel 2005, sono 13.908.000 nel 2009.
Si confermano stabilmente sostanziose le licenze ecolabel rilasciate per prodotto: 25% del totale europeo mentre aumenta la superficie agricola biologica o in conversione, pari all’8,9% della superficie agricola utilizzata (Sau), e gli allevamenti biologici: erano 1.384.907 capi nel 2001, sono 3.628.713 nel 2010.
Aumenta anche l’estensione delle foreste (+21% dal 1990 al 2010) e si confermano in buona salute le aree protette di interesse ambientale, con 2.269 siti di interesse comunitario e 600 zone di protezione speciale (dato 2011).
Rispetto alle emissioni di CO2 in Europa, il miglioramento dell’efficienza energetica e lo sviluppo delle rinnovabili, insieme alle limitazioni imposte dalla crisi economica, hanno determinato per l’Italia una riduzione del 5,4%, rendendo facilmente raggiungibile l’obiettivo del -6,5% richiesto dal Protocollo di Kyoto.

Fonte: Ufficio stampa Legambiente (06.86268376 – 79 – 99 – 53) - 20/03/2012