giovedì 31 gennaio 2019

Zone umide e cambiamenti climatici


2 FEBBRAIO: GIORNATA MONDIALE DELLE ZONE UMIDE

MILANO 31 GENNAIO 2019                                                                                               COMUNICATO STAMPA



Iniziative a Varese, Lecco, Brescia e Pavia per far conoscere ai cittadini l’importanza di questi ecosistemi, tra i più a rischio del pianeta

Al via gli interventi del progetto Sistema Olona per la salvaguardia della biodiversità locale

Legambiente: “La nuova legge non ha destinato risorse adeguate alla loro valorizzazione e la delibera della Giunta regionale che definisce gli ambiti territoriali delle aree protette non fa nulla per incentivare le connessioni tra aree umide e Parchi regionali sostenendo la loro unicità”

La Giornata Mondiale delle Zone Umide (https://www.worldwetlandsday.org/) è una ricorrenza istituita nel 1997 e celebrata annualmente il 2 febbraio, in occasione dell'anniversario dell'adozione della Convenzione sulle zone umide d’importanza internazionale, firmata a Ramsar in Iran il 2 febbraio 1971. La giornata ha l’obiettivo di aumentare la consapevolezza sul ruolo fondamentale che svolgono questi ambienti, come laghi, paludi, torbiere e specchi d’acqua, che accolgono la più grande biodiversità della Terra, sono fulcro di importanti rotte migratorie e che ci aiutano a far fronte ad eventi meteorologici estremi. Queste aree, però, sono ecosistemi particolarmente sensibili all’impatto dei cambiamenti climatici ed è pertanto importante mantenere alta l’attenzione sulla loro integrità e salvaguardia.

«Le Riserve delle aree umide in Lombardia sono 5, per una superficie pari a circa 4.000 ettari. Una ricchezza di biodiversità garantita da un fitto sistema irrigo minore, composto da rogge e centinaia di fontanili – spiega Marzio Marzorati, responsabile Area Parchi di Legambiente Lombardia –. Tuttavia sono aree particolarmente delicate e minacciate sia dal cambiamento climatico che dalle attività antropiche invasive che consumano suolo e le pratiche agricole aggressive sul territorio per l’uso di pesticidi. Negli ultimi 30 anni una perdita di biodiversità nelle zone umide è stata enorme, le comunità vegetali si sono ridotte drasticamente, è diminuito il numero di specie e si sono impoveriti gli habitat: boschi, siepi e prati. Purtroppo Regione Lombardia non sostiene come dovrebbe le aree umide – prosegue Marzorati –. La nuova legge non ha destinato risorse adeguate alla loro valorizzazione, scarse sono anche le iniziative di promozione e divulgazione. La recente delibera della Giunta regionale che definisce gli ambiti territoriali delle aree protette non fa nulla per incentivare le connessioni tra aree umide e Parchi regionali sostenendo la loro unicità».

Le aree umide sono ambienti che hanno una funzione fondamentale per garantire le risorse acqua e di cibo e lo di stoccaggio del carbonio, ma sono anche luoghi di gande bellezza e pertanto fruibili e visitabili in ogni stagione, compresa quella invernale, per svolgere escursioni naturalistiche e birdwatching. A questo scopo Legambiente promuove diverse iniziative nel weekend e invita i cittadini a conoscere queste aree. I circoli di Legambiente, da sempre impegnati nella valorizzazione del territorio attraverso i Centri di Educazione Ambientale, la Rete Natura e il Servizio di Vigilanza Ambientale, quotidianamente portano avanti esperienze di tutela e conservazione della biodiversità, grazie alle quali contribuiamo alla protezione di questi habitat complessi e delicati.

Esempio ne è il progetto Sistema Olona che, grazie al sostegno di Fondazione Cariplo e all’ampia rete di partner del progetto nella provincia di Varese tra cui il PLIS Rile-Tenore-Olona, mira alla sistemazione delle sponde del fiume, alla riqualificazione della vegetazione, al miglioramento dei sottopassi per la fauna e al ripristino di aree umide legate al fiume nonchè a ridurre l’impatto delle grandi infrastrutture che tagliano la Pianura Padana. Il progetto sperimenta sistemi bypass delle ferrovie e impianti anti-collisione innovative per evitare il fenomeno del “roadkill”, ossia l’impatto tra veicoli e fauna.

«Il progetto Sistema Olona – dichiara Lorenzo Baio, settore acqua di Legambiente Lombardiacapitanato da Istituto Oikos, cofinanziato da Fondazione Cariplo e che coinvolge un ampio partenariato territoriale, prevede la realizzazione di aree umide completamente nuove per offrire siti riproduttivi e rifugi ad anfibi e libellule. In parallelo, verranno migliorati composizione e struttura di piccole aree boscate con la piantumazione di essenze locali che possano contrastare la presenza delle specie aliene. Sono piccoli passi per ripristinare ambienti persi nel tempo per colpa di una urbanizzazione selvaggia e in assenza di una reale pianificazione».

Partiranno proprio nelle prime due settimane di febbraio gli interventi nei Comuni di Cislago e Rescaldina, nel Parco Locale di Interesse Sovracomunale del Bosco del Rugareto, una zona chiave per la protezione della biodiversità locale. Il progetto prevede la realizzazione di due piccole aree umide completamente nuove per offrire un sito riproduttivo e di rifugio per rane, rospi e libellule. Inoltre sarà migliorata la struttura del bosco con la piantumazione di essenze locali che possano contrastare la presenza delle specie aliene, una vera piaga per la biodiversità locale.

Agli interventi tecnici si affiancano iniziative di sensibilizzazione rivolte a tutti i cittadini: sabato 23 febbraio alle ore 10.30 presso la Biblioteca di Rescaldina sarà presentato il progetto Sistema Olona, con la partecipazione dei sindaci di Rescaldina e Cislago; sabato 16 marzo 2019 alle ore 10.30 la Biblioteca di Rescaldina ospiterà un laboratorio gratuito per famiglie dal titolo “Costruiamo insieme mangiatoie e rifugi per insetti e uccelli”. Infine passeggiate guidate gratuite alla scoperta della ricchezza naturale del territorio: si parte domenica 24 marzo con ritrovo alle ore 8.45 a Castiglione Olona nel parcheggio di piazzale Cattaneo e sabato 6 aprile con ritrovo alle ore 14.30 in via Nenni per passeggiare nelle aree verdi di Rescaldina.

Sistema Olona è un progetto di Istituto Oikos, finanziato da Fondazione Cariplo e cofinanziato dal PLIS Rile-Tenore-Olona con quote derivanti da interventi realizzati nell’ambito del Contratto di Fiume Olona-Bozzente-Lura, in accordo con Regione Lombardia, con partner Legambiente Lombardia, PLIS Valle del Lanza, Comune di Vedano Olona, PLIS RTO, Parco del Medio Olona, Comune di Locate Varesino, Parco Bosco del Rugareto, Comune di Gerenzano e il supporto di Università dell’Insubria, Ferrovie Nord spa, PLIS Parco dei Mughetti, Idrogea Servizi srl, Studio Tu.G.A., Studio F.A. Natura.

GLI EVENTI DELLA GIORNATA MONDIALE DELLE ZONE UMIDE
Il circolo locale di Varese, in collaborazione con il Comune di Varese e i partner del progetto Corridoi Insubrici il cui capofila è il Parco Campo dei Fiori, promuove per sabato 2 febbraio dalle 14 una passeggiata alla scoperta dagli habitat interessati dal progetto, con visita guidata all’area: si parte da Bizzozero, viale Verri capolinea E (in caso di maltempo l’evento sarà rimandato a sabato 9 febbraio alla stessa ora). A Provaglio d'Iseo (Bs) i volontari del circolo Legambiente Franciacorta in collaborazione con Associazione Il Viandante, Amici della Riserva, la Schiribilla e Monte Alto promuovono per sabato 2 febbraio una giornata di cura del territorio a Provaglio d’Iseo: si inizia alle 9.30 con ritrovo alla stazione di Provaglio per una mattinata di pulizia delle torbiere, mentre nel pomeriggio dalle 14.30 accompagnati da esperti sarà possibile visitare la Riserva delle Torbiere, per scoprire le bellezze dell’inverno e la delicatezza di questo ecosistema, purtroppo minacciato da corpi idrici e sfioratori che ne riversano acque inquinate. A Lecco il circolo Lario Sponda Orientale domenica 3 febbraio accompagnerà attraverso la Riserva Naturale Pian di Spagna e il lago Mezzola per approfondire la conoscenza ambientale e storica della zona umida grazie alla presenza di una guida esperta e dei volontari di Legambiente. Sarà una giornata di osservazione dell’avifauna, di passeggiate nel canneto, di visite guidate e attività di educazione ambientale. L’appuntamento è alle 10 alla stazione di Dubino per camminare insieme verso la Poncetta. A Pavia il circolo Legambiente Lomellina propone per sabato 16 febbraio un’escursione a Valpometto per conoscere e valorizzare le zone umide con una visita guidata alle 3 zone del parco, Valpometto, Fontanetto e Tombone, durante la quale verranno illustrate la flora e la fauna presenti nel parco, si osserverà una risorgiva e il suo ecosistema e con le foto naturalistiche scattate durate l’escursione verrà allestita una mostra.



Ufficio stampa Legambiente Lombardia
Silvia Valenti
Mob. 3498172191

Rapporto Pendolaria: analisi del trasporto pubblico in Lombardia


MILANO, 30 GENNAIO 2019                                                                                                     COMUNICATO STAMPA

AUMENTANO I VIAGGIATORI CHE SCELGONO IL TRENO: NECESSARIO SPOSTARE GLI INVESTIMENTI REGIONALI DA AUTOSTRADE A FERROVIE

Legambiente: “Purtroppo sono sempre troppi i disservizi e i disagi vissuti dai pendolari quotidianamente.  Aspettiamo una svolta che stenta ad arrivare"  

Ripensare il sistema attraverso una più capillare intermodalità per consentire ai territori periferici della regione una migliore connessione con la metropoli, pena l’isolamento

A questo link è disponibile il dossier nazionale Pendolaria: https://www.legambiente.it/sites/default/files/docs/pendolaria_2018.pdf

Da 11 anni il rapporto Pendolaria di Legambiente presenta una fotografia della situazione del trasporto pubblico in Italia che, anno dopo anno, racconta attraverso numeri e storie, come sta cambiando la mobilità nelle città e nelle regioni.

In Lombardia i passeggeri che utilizzano la rete ferroviaria si attestano su 750.000 (vd. Tab. 1 Rete ferroviaria regionale), con punte di 800mila nei giorni feriali, e sono ben 15 le linee lombarde tra le 30 più frequentate in Italia per numero di passeggeri giornalieri (vd. Tab. 2 Linee più frequentate). Dati che fanno pensare a una Lombardia proiettata verso una mobilità più sostenibile, ma che in realtà nascondono disservizi e i disagi quotidiani per i pendolari. Per questo stupisce ancora di più come Regione Lombardia continui a sostenere nuove autostrade, che drenano soldi pubblici che potrebbero essere destinati al trasporto pubblico locale e a quello ferroviario.  

«Già l’anno scorso avevamo sottolineato quanto la situazione fosse arrivata al limite per la congestione delle linee, in un sistema ferroviario troppo stressato. Ad oggi però non sembra che gli interventi correttivi  si stiano dimostrando efficaci – dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia –. I comitati pendolari, che ringraziamo per il costante e tenace monitoraggio delle proprie linee, lamentano disservizi e treni soppressi nelle fasce orarie più affollate della mattina dalle 6 alle 8 e della sera dalle 18 alle 20, troppo spesso senza avvisi o servizi sostitutivi, situazioni che si ripetono frequentemente rendendo il viaggio verso il luogo di lavoro e il ritorno a casa una vera Odissea, in particolare sulle linee secondarie».

È questo, ancora una volta, il prezzo che devono pagare i pendolari per le riduzioni del servizio, messe in atto con l’entrata in vigore del nuovo orario invernale, dove si contano oltre 150 treni soppressi e/o sostituiti con bus. Tra le modifiche più significative al servizio si annoverano le linee Brescia-Cremona, Brescia-Casalmaggiore-Parma, Milano-Lecco-Sondrio, Milano-Cremona-Mantova, Pavia-Stradella, Pavia-Alessandria, Pavia-Vercelli, Pavia-Codogno, Iseo-Rovato e Seregno-Carnate, che cessano di essere operative e vengono sostituite da bus. Anche le linee suburbane S1, S6, S9 e S11 hanno subito variazioni, con la sconnessione del servizio passante di corse serali e la riduzione del servizio festivo.

Per questo appare ancora più urgente procedere con investimenti che non solo permettano di mantenere il livello di servizio su Milano, ma aumentino l’offerta fuori dai poli attrattori della grande città. Per Legambiente è urgente trovare una soluzione per le linee Brescia-Parma e Brescia-Casalmaggiore, così come è necessario provvedere al raddoppio della Albairate-Mortara per spostare su ferro molti pendolari di Abbiategrasso e Vigevano che scelgono l'automobile su strade congestionate piuttosto che affrontare viaggi incerti sull'anacronistica ferrovia che collega le due città a Milano. Investimenti da mettere in campo ma per i quali, al momento, non sono previste coperture. O il potenziamento della linea Seregno-Saronno che potrebbe essere la vera Pedemontana, permettendo di connettere l'aeroporto di Malpensa con Bergamo. In questo modo, potrebbe essere ripensata anche l'ipotesi della nuova tratta ferroviaria tra Gallarate e Malpensa che distruggerebbe il territorio prevalentemente del varesotto.

«Sono alcune solo alcune delle linee che necessitano di essere migliorare o collegate per rendere il servizio ferroviario lombardo all'altezza delle aspettative di chi vuole lasciare l'auto e optare per uno stile di vita più sostenibile. Purtroppo ci spiace ancora una volta dover rimarcare che la nostra regione viaggia a due velocità, in cui crescono le differenze tra chi ha accesso a servizi sempre più efficienti e competitivi che collegano Milano con le altre città, e al contempo storie di persone nel resto della regione, costrette ad aspettare treni sempre più vecchi, lenti e soggetti a guasti, in stazioni che sono un monumento al degrado in un dedalo di barriere architettoniche per i disabili» commenta Barbara Meggetto.

TRAM E METROPOLITANE
Il dossier Pendolaria prende in considerazione anche le buone pratiche, come per esempio la scelta dell’elettrico per modernizzare il parco mezzi delle aziende di trasporto locale. Un esempio è l’attivazione a Bergamo dal febbraio 2018 da parte dell’azienda locale ATB di una linea completamente elettrica realizzata in tempi record: 18 mesi tra progettazione, appalti e cantieri. Dodici autobus elettrici, con 180 km di carica giornaliera ciascuno ed una frequenza media di 15 minuti, attraversano il centro città lungo un percorso in parte preferenziale, collegando i quartieri periferici e permettendo la connessione con altri mezzi di trasporto: bike sharing, tram, altre linee autobus, parcheggi di interscambio.
Milano si posiziona in vetta rispetto al numero di utenti della metropolitana e con un ampio margine rispetto alle altre città italiane, arrivando a 496 milioni di passeggeri annui, più che in tutte le altre linee metro nelle altre città ed in continua crescita. A Milano l’età media dei treni della metropolitana è di 13 anni, inclusi i revamping dei treni “storici” che vedono un piano di ammodernamento continuo ed un programma che ne prevede la sostituzione in pochi anni e per l’autunno 2019 è programmata la consegna di 12 nuovi treni. Nella classifica delle città a maggior utilizzo di trasporto pubblico figurano anche altre due città lombarde: Brescia e Bergamo (vd. Tab. 3 Passeggeri annui per metropolitane ed autobus/tram nelle principali aree urbane italiane).



Tab. 1 Rete ferroviaria regionale
Regione
Estensione della rete ferroviaria regionale
Numero viaggiatori/giorno
Numero abbonati
Gestori
Lombardia
1.920
750.000
265.000
Trenord

Tab. 2 Linee più frequentate
Linea ferroviaria
Numero viaggiatori/giorno
Saronno-Milano-Lodi
65.000
Treviglio-Milano-Varese
57.000
Milano-Seveso-Mariano/Camnago
41.000
Treviglio-Milano-Novara
40.000
Laveno-Varese-Saronno-Milano
38.000
Rho-Milano-Como-Chiasso
37.000
Milano-Pavia-Alessandria
36.000
Milano-Brescia-Verona
32.000
Saronno-Seregno-Milano-Albairate
32.000
Milano-Saronno-Como
28.000
Milano-Carnate-Lecco
28.000
Milano-Malpensa
25.000
Bergamo-Carnate-Milano
24.000
Milano-Seveso-Asso
22.000
Milano-Lecco-Sondrio-Tirano
21.000

Tab. 3 Opere incompiute
Infrastruttura
Bacino d’utenza
Costi
(mln di euro)
Finanziamenti disponibili (mln di euro)
Elettrificazione Brescia-Parma
500.000
120
0
Raddoppio Albairate (MI)-Mortara (PV)
350.000
390
7
Potenziamento Seregno-Bergamo
235.000
1.000
83
Linea M4 metro Milano
2.500.000
1.850
1.850
Riqualificazione tramvia Milano-Limbiate
1.500.000
98,22
97
Quadruplicamento Pavia-Milano Rogoredo
4.000.000
1.056
115
Quadruplicamento Chiasso-Monza
3.000.000
1.412
0
Raddoppio Milano-Codogno-Cremona-Mantova
230.000
340
340
Potenziamento Rho-Gallarate
3.000.000
723
32

Tab. 4 Passeggeri annui per metropolitane ed autobus/tram nelle principali aree urbane lombarde
Città
Passeggeri annui metro
Passeggeri annui tram/bus
Milano
496.000.000
254.000.000
Brescia
17.600.000
36.400.000
Bergamo
-
3.700.000*
Legambiente, Rapporto Pendolaria 2018
*Dati riferiti alla sola rete tranviaria



Ufficio stampa Legambiente Lombardia
Silvia Valenti
Mob. 3498172191

Acqua terra e salute.....stop glifosato



martedì 22 gennaio 2019

Mal’aria 2019: dossier annuale sull’inquinamento atmosferico nelle città italiane

Milano, 22 gennaio 2019                                                                                                       Comunicato stampa

Brescia 150 giorni di superamento dei limiti (47 per il Pm10 e 103 per l’ozono), seguita da Lodi (149) e Monza (140)

I motori diesel restano la prima fonte inquinante, da non sottovalutare anche l’effetto del riscaldamento domestico e dell’agricoltura

Legambiente: “Continua a pesare la mancanza di un’efficace strategia antismog.  
Occorre ridurre il traffico motorizzato privato e cambiare la mobilità urbana incentivando il trasporto pubblico locale, su ferro e lo sharing”


Lombardia soffocata dallo smog. Seppur la media annuale sia migliorata nell’ultimo decennio, restano elevati i picchi di concentrazioni di polveri sottili e ozono, che rendono l’aria irrespirabile nella maggior parte dei mesi invernali ed estivi. Tra le principali fonti di emissione figurano il traffico, con l’auto privata che continua ad essere di gran lunga il mezzo più utilizzato, il riscaldamento domestico, le industrie e le pratiche agricole. È il quadro a tinte fosche dipinto dall’edizione 2019 di Mal’aria, il dossier annuale di Legambiente sull’inquinamento atmosferico.

Un anno da codice rosso per la qualità dell’aria il 2018. La città che lo scorso anno ha superato il maggior numero di giornate fuorilegge è Brescia con 150 giorni (47 per il Pm10 e 103 per l’ozono), seguita da Lodi con 149 (78 per il Pm10 e 71 per l’ozono), Monza (140), Milano (135), Bergamo e Cremona (127) (vd. tabella 1). Analizzando le classifiche stilate dall’associazione, si evince come l’intero bacino padano resti soffocato dalla morsa dello smog. Per quanto riguarda i valori di Pm10 Lodi (centralina Vignati) guida la classifica delle città lombarde che hanno oltrepassato il limite quotidiano fis­sato per legge a 50 μg/mc, come media giornaliera, da non superare per più di 35 giorni l’anno (vd. tabella 2), con 78 giorni, seguita da Milano (Marche) con 74.
Nemmeno i mesi estivi, meno colpiti dalle concentrazioni delle polveri, hanno mostrato segnali positivi: l’ozono troposferico (vd. tabella 3) - un inquinante secondario che si forma per reazioni fotochimiche a partire da inquinanti precursori quali gli Ossidi di azoto (NOx) e i composti organici volatili (VOC), spesso sottovalutato perché si forma nelle zone rurali - i capoluoghi di provincia che hanno superato il limite di 25 giorni con una media mobile sulle otto ore superiore a 120 microgrammi per metro cubo vedono Brescia tra le città peggiori per questo inquinante con 103 giorni, seguite da Monza (89), Lecco (88), Bergamo (85), Varese (78). Un quadro preoccupante che per Legambiente indica l’urgenza di pianificare misure strutturali capaci di abbattere drasticamente le concentrazioni di inquinamento presenti e di riportare l’aria a livelli qualitativamente accettabili.

«Le misure di limitazione delle emissioni devono diventare una priorità politica e amministrativa – dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia –. Nonostante l'esistenza dell'Accordo di programma per il miglioramento della qualità dell'aria del bacino padano, infatti, tuttora si continua a procedere per deroghe. Oggi la sfida per Regione Lombardia deve essere quella di ridurre il tasso di motorizzazione e di fare della mobilità sostenibile il motore del cambiamento. È necessario ripensare le città per le persone, non per le auto, con regolamenti che disincentivino l’uso delle automobili, incentivando davvero la mobilità sostenibile, potenziando il trasporto pubblico locale, urbano e pendolare e prevedendo reti ciclabili che attraversino nelle diverse direttrici i centri urbani, prendendo esempio dalle maggiori città europee che si muovono in questa direzione già da tempo. Come sta avvenendo a Milano, per esempio, una città dove già oggi il 50% degli abitanti usa i mezzi pubblici, cammina e pedala e l’esperienza dell’Area C ha condotto all’introduzione da quest’anno di una più vasta zona a emissioni limitate (Low Emission Zone) l’area B, con pedaggi per l’ingresso ai veicoli più inquinanti. Per uscire dall’emergenza cronica dello smog occorre che le città redigano PUMS ambiziosi ripensando l’uso di strade, piazze e spazi pubblici, creando ampie “zone 30” e prevedendo nuove aree verdi nei centri urbani».

Ogni anno in Europa, stando ai dati dell’Agenzia Europea per l’ambiente, sono oltre 422mila le morti premature all’anno per inquinamento atmosferico e l’Italia si colloca tra i paesi europei peggiori, con più decessi in rapporto alla popolazione, pari a più di 60.600 nel solo 2015, di cui 20.500 riconducibili al Biossido di Azoto, mentre 3.200 sono legate ad alte concentrazioni di Ozono (O3).

«Anche i cittadini, da parte loro, possono fare molto – conclude Barbara Meggettoripensando il proprio stile di vita in una chiave più ecofriendly, scegliendo una mobilità dolce e privilegiando lo sharing dei veicoli e riqualificando le proprie case per migliorarne l’isolamento termico e abbattere le emissioni».



Tabella 1: giorni totali di superamento dei limiti previsti per le polveri sottili (Pm10) o per l’ozono nei capoluoghi di provincia italiani nell’anno solare 2018
Città che hanno superato almeno uno dei limiti giornalieri previsti per il Pm10 o per l’Ozono nel 2018
Brescia
150
Lodi
149
Monza
140
Milano
135
Bergamo
127
Cremona
127
Pavia
115
Lecco
88
Varese
78
Mantova
65
Como
43
Sondrio
35
Fonte: elaborazione Legambiente su dati Arpa o Regioni
NB: in rosso i giorni totali di superamento delle città in cui si è registrato nel 2018 sia il superamento dei limiti del Pm10 che dell’ozono. Entrambi gli inquinanti derivano da un medesimo precursore, che è il NOx, la cui fonte principale resta il motore diesel

Tabella 2: Capoluoghi di provincia che hanno superato con almeno una centralina urbana la soglia limite di polveri sottili in un anno; il D.lgs. 155/2010 prevede un numero massimo di 35 giorni/anno con concentrazioni superiori a 50 μg/m3.
Città
Centralina
Superamenti da gennaio 2018
Lodi
Viale Vignati
78
Milano
Marche
74
Cremona
via Fatebenefratelli
56
Pavia
Piazza Minerva
53
Monza
via Machiavelli
51
Brescia
Villaggio Sereno
47
Como
Viale Cattaneo
43
Bergamo
via Garibaldi
42
Fonte: elaborazione Legambiente su dati Arpa

Tabella 3: Capoluoghi di provincia che hanno superato con almeno una centralina urbana l’obiettivo a lungo termine per la protezione della salute; il D.lgs. 155/2010 prevede un numero massimo di 25 giorni/anno (come media su 3 anni) con concentrazioni di Ozono superiori a 120 μg/m3 come media massima giornaliera calcolata su otto ore.
Città
Centralina
Superamenti da
gennaio 2018
Brescia
Villaggio Sereno
103
Monza
Machiavelli
89
Lecco
Via Sora
88
Bergamo
Meucci
85
Varese
Vidoletti
78
Cremona
Via Fatebenefratelli
71
Lodi
S.Alberto
71
Mantova
S.Agnese
65
Pavia
Folperti
62
Milano
Pascal
61
Sondrio
Via Paribelli
35
Fonte: elaborazione Legambiente su dati Ispra

Ufficio stampa Legambiente Lombardia
Silvia Valenti
Mob. 3498172191