giovedì 29 gennaio 2015

WWF Sud Milano cerca volontari per pulire l'oasi di Montorfano sabato 31 gennaio a Melegnano


Si sa che spesso persone incivili scambiano i fiumi per discariche: così è successo che, in seguito all'esondazione dello scorso novembre del Lambro, l'oasi di Montorfano, area a bosco e prato di circa 29mila mq nel comune di Melegnano, in molti punti ora si presenti come una gigantesca pattumiera (vedi foto in pagina). 

giovedì 22 gennaio 2015

Spettacolo “CEMENTO, e l’eroica vendetta del letame” in scena sabato 24 gennaio

Il comitato Bene Comune Cernusco vi invita allo spettacolo teatrale “CEMENTO, e l’eroica vendetta del letame” in scena sabato 24 gennaio alle ore 21.00, presso la Casa delle Arti di Cernusco sul Naviglio, organizzato dal WWF Martesana con la collaborazione del nostro comitato, la Pro Loco ed il Circolo ACLI di Cernusco.

Vi aspettiamo 

“Cosa ha da dire in sua difesa?”  Martino Scarpa, detto Tino è chiamato a difendersi dall’accusa di danneggiamento dei macchinari di una ditta impegnata a costruire un laghetto artificiale per la pesca sportiva. 
La sua arringa per spiegare un gesto che va contro la legge è in realtà una difesa della terra per ristabilire la verità dei fatti, la verità dell’uomo e del suo ambiente. Tino, come una moderna Antigone, infrange la legge in nome di una legge superiore volta a preservare diritti negati e a combattere i soprusi...

Onda nera nel Lambro, mancano «riscontri» sui cugini Tagliabue


I proprietari dello stabilimento di Villasanta assolti dall’accusa di aver provocato il rovesciamento per coprire ammanchi di carburante. Unico condannato l’ex custode

di Federico Berni

Non ci sono «riscontri oggettivi» tali da far ritenere che i cugini Giuseppe e Rinaldo Tagliabue fossero coinvolti nel disastro della Lombarda Petroli, l’ex deposito di carburanti che provocò l’«onda nera» del Lambro. Lo scrivono i giudici di Monza, nelle motivazioni della sentenza che, tre mesi fa, ha assolto i proprietari dello stabilimento di Villasanta (Monza) dalle accuse di disastro doloso, reati fiscali, e falso, condannando l’ex custode dell’impianto Giorgio Crespi.
Demolita la tesi dell’accusa, in base alla quale il rovesciamento di tonnellate di gasolio e olio combustibile nel piazzale della Lombarda (che poi raggiunsero il Lambro), sarebbe stato provocato apposta per coprire ammanchi di carburante che non erano stati registrati fiscalmente. Troppo «negative e incalcolabili», scrivono i giudici, le conseguenze di un gesto simile, sul piano «economico, di immagine, e giudiziario», per coprire «un’illegalità che avrebbe comportato il pagamento di accise per 80mila euro più Iva».
L’ex custode Giorgio Crespi, condannato in contumacia, mai comparso in aula, ha nominato ora un avvocato di fiducia. Probabilmente l’ex addetto alla sorveglianza è l’unico in grado di chiarire il giallo in cui resta avvolta la vicenda, e di spiegare, per esempio, la presenza di quell’automobile che, la notte tra il 22 e il 23 febbraio 2010, accese i fari a intermittenza nel parcheggio antistante l’ingresso per ben 80 volte in tempi diversi. Secondo il tribunale, fu un «segnale che il sabotaggio era avvenuto». 

 

mercoledì 21 gennaio 2015

Il Lambro da Milano in giù: parte il progetto VOLARE - ValOrizzare il fiume LAmbro nella Rete Ecologica regionale

San Giuliano Milanese, 21 gennaio 2015                                                   Comunicato stampa


I comuni di San Giuliano M.se (ente capofila), San Donato M.se, Melegnano, Istituto Nazionale di Urbanistica e Legambiente, tutti al lavoro per ridare spazio e identità ecologica al fiume Lambro e al suo territorio


Un progetto realizzato grazie al contibuto di Fondazione Cariplo


“Il Lambro deve tornare a essere la vera via d'acqua dell'area metropolitana"

Il 2015 è l’anno dei fiumi. O almeno dovrebbe esserlo: infatti una direttiva europea sulle acque, promulgata nel lontano 2000, ha indicato questa data come termine perentorio per raggiungere lo stato di qualità 'buono' per tutte le acque superficiali del continente. Ma, pur essendo questa scadenza rimandata al 2021-2027 per i fiumi e torrenti che orbitano intorno alla città di Milano, in Lombardia siamo ben lontani dall’obiettivo. Solo per risanare il tratto milanese del Lambro servono enormi investimenti su tutta la rete fognaria della Brianza, del milanese e, più giù, anche del lodigiano. E, contestualmente, interventi sul territorio per restituire al Lambro il suo ambiente, e quindi lo spazio in cui “possa fare il fiume”, prendendosi anche la libertà di uscire dal suo alveo, ma senza causare danni irreparabili. Lo stato ecologico del fiume, infatti, rimane mediamente scarso e, secondo gli ultimi dati disponibili di Arpa Lombardia, riferiti al 2013, il tratto che va da Peschiera Borromeo a Sant’Angelo Lodigiano presenta un giudizio di qualità delle acque addirittura “cattivo” in particolare per la scarsità della componente biologica nell'acqua, cioè di quella diversità di organismi, dai protozoi ai pesci, la cui presenza permette di affermare che un corso d'acqua è vivo e vitale. In realtà ci sono poche probabilità che si possa raggiungere nemmeno l'obiettivo intermedio stabilito dalla Regione Lombardia: un giudizio di qualità “sufficiente” entro il 2015.

A compromettere in maniera sostanziale la qualità del Lambro c’è sicuramente il problema dell’urbanizzazione eccessiva. Siamo di fronte, infatti, ad un territorio assediato, ingabbiato tra case e infrastrutture stradali, che aumentano la fragilità di un sistema ecologico e paesaggistico e ne deprimono le potenzialità. L’insieme dei comuni il cui territorio è attraversato dal tratto milanese del Lambro, da Milano al confine della provincia di Lodi, è interamente urbanizzato su ben 18mila ettari di suolo (Fonte: rielaborazione dati DUSAF). Ovviamente il dato più macroscopico è quello del comune di Milano che da solo conta per 14mila ettari di territorio, ma in rapporto alla popolazione la situazione è anche peggiore a sud del capoluogo, dove il cemento di case, fabbriche e infrastrutture non ha risparmiato i suoli agricoli di pregio, e non si è mai fermato, come attestano anche i dati più recenti, nonostante la crisi del settore immobiliare. Tra i fasci di binari della linea AV e i giganteschi cantieri di TEM e opere connesse, i territori rivieraschi del Lambro sono infatti tra le aree che hanno maggiormente contribuito al sacrificio di aree agricole e naturali, nonostante la presenza del Parco Agricolo Sud Milano, e in comuni come San Donato e Melegnano il cemento occupa ben più del 50% dell'intero territorio amministrativo.
E' proprio del territorio intorno al fiume che si occupa il progetto “VOLARE - ValOrizzare il fiume LAmbro nella Rete Ecologica regionale”, presentato oggi a San Giuliano M.se. Il progetto, finanziato da Fondazione Cariplo e promosso dal Comune di San Giuliano M.se con un pool di partner (Comuni di San Donato M.se e Melegnano, Istituto Nazionale di Urbanistica e Legambiente Lombardia), mira a esplorare le condizioni e gli interventi sviluppabili per ripristinare la connessione ecologica lungo il corridoio fluviale, per invertire la tendenza alla perdita degli habitat fluviali, rimettendo al centro il paesaggio del fiume e dei corsi d'acqua minori. La 'connessione ecologica' è infatti una vera e propria infrastruttura territoriale, chiamata a svolgere una quantità di funzioni nel modo più semplice: conservando i suoli e le loro funzioni, ripristinando o creando ex-novo ecosistemi ed elementi del paesaggio rurale e, se necessario ripristinando indispensabili collegamenti tra habitat laddove la furia del cemento li ha compromessi. 
 




Uno dei punti di forza del progetto sarà il coinvolgimento, parallelo allo sviluppo tecnico dello studio, degli attori (istituzionali, tecnici, associativi, ecc.) attivi sul territorio, condividendo informazioni, visioni future e processi di attuazione. Lo studio di fattibilità del corridoio ecologico, infatti, per raggiungere la piena applicabilità degli interventi pianificati, non potrà non tenere conto dei pareri e delle indicazioni della comunità locale e degli studi precedenti che hanno tracciato la via. Parliamo ad esempio del grande lavoro di analisi compiuto dallo staff del progetto Lambro Metropolitano nel territorio subito a nord tra i comuni di Monza e San Donato M.se, che sarà una traccia importante da seguire. L'ambizioso obiettivo condiviso da tutti i partner del progetto è quello di tornare a far pulsare di vita il reticolo di acque che attraversa il territorio, restituire al fiume Lambro quel ruolo centrale che esso ha sempre avuto nella storia delle comunità del Sud Milano. L'area metropolitana milanese dovrà essere capace di scrivere la parola 'futuro' sul proprio paesaggio agricolo e naturale,  a partire dalla sua principale via d'acqua.

Dati sul consumo di suolo nei comuni rivieraschi del Lambro

L'Ufficio stampa Legambiente Lombardia Mario Petitto 02 87386480 
 Ufficio Comunicazione del Comune di San Giuliano Milanese tel 02 98207216

martedì 20 gennaio 2015

Ecomostro Pedemontana e opere connesse: il peggior danno per le foreste di Lombardia

Milano, 20 gennaio 2015                                                                                   Comunicato stampa


La Varesina Bis distruggerà il Parco del Rugareto, tra le ultime aree naturali rimaste nell’alto milanese

Legambiente, insieme ad altre associazioni e comitati chiedono di fermare questo nuovo scempio ambientale e presentano le loro osservazioni al progetto

Colate di cemento in arrivo non solo dalla realizzazione di Pedemontana ma anche dalle opere connesse alla nuova autostrada. E’ il caso della Varesina Bis, il progetto di superstrada che dovrebbe tagliare in due il Parco Locale “Bosco del Rugareto”, correndo a due passi dal torrente Bozzente nell'unico tratto in cui il corso d’acqua scorre senza argini artificiali, alzando così il livello di rischio idrogeologico, oltre alla distruzione delle ultime aree naturali rimaste nell’alto milanese. A una settimana dalla prevista inaugurazione del primo tratto della Pedemontana, è Legambiente ad accendere i riflettori sulla nuova strada che dovrebbe collegare Uboldo a Tradate attraversando i Comuni di Saronno, Gerenzano, Rescaldina, Cislago, Mozzate, Carbonate, Locate Varesino e Lonate Ceppino.

In realtà il tracciato originale della Varesina Bis, approvato nel 2009, era diverso e prevedeva il passaggio tra le due discariche di Gerenzano per poi proseguire verso Cislago e Mozzate, lambendo solo esternamente il Parco Locale Sovracomunale “Bosco del Rugareto”. Nel 2011 però è stata recepita, nel più assoluto silenzio, una variante al tracciato e così la nuova strada, fondamentale per Pedemontana, del tutto inutile per Legambiente, si è trasformata in una lingua di asfalto che seppellirà definitivamente boschi e terreni agricoli.

“Possibile che si sia optato addirittura per una variante di percorso peggiore rispetto al tracciato originale? Già era discutibile l’utilità stessa dell’opera, ora siamo anche di fronte ad uno scempio ambientale in un territorio dove il verde sopravvissuto è ormai quasi finito”. Questa la domanda che si pone Legambiente, autrice di un documento di osservazioni inviato a CIPE, C.A.L, Pedemontana S.p.a. e Regione Lombardia per chiedere che il tracciato della Varesina Bis non comporti ulteriore sottrazione di aree naturali, poiché nell'ambito interessato dall'infrastruttura è assolutamente prioritario preservare le connessioni ecologiche, ma anche la qualità del paesaggio e la sicurezza idrogeologica del territorio.

Ma il cambiamento di tracciato non è l'unica aberrazione della Varesina Bis, una strada concepita per fluidificare il traffico dell'attuale Varesina ma che con il suo percorso tortuoso e le numerose rotonde finirà solo per consumare suolo e generare nuovo traffico, in assenza di qualsiasi riferimento di programmazione strategica della mobilità che impedisce di progettare interventi di razionalizzazione e riqualificazione della rete viabilistica esistente.

“La Pedemontana continua a essere un’immane sciagura per il territorio, anche per le opere connesse - dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia – In particolare per la Varesina Bis, ci appaiono del tutto intollerabili le scelte di tracciato che sacrificheranno aree di elevato pregio ambientale: non solo il PLIS Bosco del Rugareto, ma anche il PLIS Parco dei Mughetti, il PLIS Fontanile di San Giacomo e il Parco dei Tre Castagni che verranno sommersi da una colata di cemento, una operazione di deforestazione sistematica che non ha precedenti nella storia recente della Lombardia”.

Le osservazioni preparate da Legambiente Lombardia e inviate agli enti competenti sono state sottoscritte da un fronte compatto di associazioni e comitati locali, che chiedono agli amministratori di fare marcia indietro e fermare la distruzione di boschi e parchi: Comitato Salviamo il Paesaggio e la Terra di Cislago, Comitato Olona Bozzente Lura, Il Gelso - Associazione Culturale Ambientale di Gerenzano, Cipta Onlus - Associazione per l’Ambiente di Gorla Minore, Coordinamento Circoli Legambiente Provincia Di Varese, Ambiente Saronno Onlus, Legambiente Tradate, Amici del Bosco di Origgio Onlus e Gruppi di Acquisto Solidale del Rugareto, ECO90 di Uboldo.

L’Ufficio stampa Legambiente Lombardia 02 87386480 – 3939283998


lunedì 19 gennaio 2015

Parte il progetto dei Comuni di San Giuliano M.se (Ente Capofila) , San Donato M.se, Melegnano, INU e Legambiente per la tutela del fiume e la riqualificazione della sua valle


Milano, 19 gennaio 2015                                                                                          Invito stampa

Lambro
  
Valutare le criticità e ricostruire un corridoio ecologico per la salvaguardia della biodiversità, per la qualità delle acque, la tutela del territorio e un nuovo approccio fruitivo

 E riparte la Carovana del Lambro nei comuni rivieraschi da San Donato M.se a Melegnano

Conferenza stampa
Mercoledì 21 gennaio 2015, alle ore 11.00, sala Riunioni
del Palazzo Municipale di San Giuliano M.se, via De Nicola 2

Al via il progetto che monitorerà le criticità del tratto a sud di Milano del Lambro e della sua valle e svilupperà azioni per la realizzazione di un corridoio ecologico lungo le sponde del fiume. Il progetto, che durerà circa 15 mesi, prevede l’azione di un gruppo multidisciplinare per la tutela di questo corso d’acqua e si articolerà con il grande lavoro di analisi compiuto dallo staff del progetto Lambro Metropolitano nel territorio subito a nord. Durante la conferenza stampa verranno resi noti, inoltre, i dati sul livello di consumo di suolo lungo le rive del Lambro. Il progetto sarà realizzato grazie al contributo di Fondazione Cariplo.

Intervengono:
Alessandro Lorenzano, Sindaco Comune di San Giuliano M.se
Andrea Checchi, Sindaco Comune di San Donato M.se
Vito Bellomo, Sindaco Comune di Melegnano                  
Damiano Di Simine, Presidente Legambiente Lombardia
Andrea Arcidiacono, Istituto Nazionale di Urbanistica

giovedì 15 gennaio 2015

Ecomafia 2014 Presentato l’annuale rapporto di Legambiente sulla criminalità ambientale



Milano, 15 gennaio 2015                                                                                     Comunicato stampa


La Lombardia di Expo prima regione del nord per reati nel ciclo illegale del cemento, balzo in avanti nella classifica nazionale del ciclo illegale dei rifiuti: da sesta a quarta con 448 infrazioni accertate e 24 arresti

“Per combattere l'illegalità ambientale è indispensabile introdurre subito i delitti contro l'ambiente nel nostro codice penale”

In Lombardia, nel 2013, sono stati 1268 i reati accertati contro l’ambiente, 1085 le persone denunciate e 339 i sequestri effettuati. Gli arresti sono stati 24, un numero più basso solo di quello registrato in Campania e Puglia. Inoltre la nostra regione è la prima tra quelle del Nord nella classifica nazionale del ciclo illegale del cemento, con 341 persone denunciate e 265 infrazioni accertate. Sono questi alcuni dei dati che emergono dal Rapporto di Legambiente “Ecomafia 2014” nel suo estratto lombardo presentato oggi a Milano in una conferenza a cui hanno partecipato Basilio Rizzo, presidente Consiglio comunale di Milano, David Gentili, presidente della Commissione consiliare Antimafia del Comune di Milano, Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia, Lucilla Andreucci, referente di Libera per la provincia di Milano e Sergio Cannavò, responsabile Ambiente e Legalità di Legambiente Lombardia.

Una regione che continua a essere uno dei territori in cui la criminalità ambientale si dimostra più pervasiva e diffusa. Un vero balzo in avanti, infatti, è quello che la Lombardia compie nella classifica nazionale relativa al ciclo illegale dei rifiuti, salendo dal sesto al quarto posto, con 448 infrazioni accertate (il 7,8% del totale nazionale), 376 persone denunciate e 114 sequestri effettuati, numeri di poco inferiori a quelli che si sono registrati in Puglia e Calabria.

“La Lombardia è sempre più sotto scacco da parte delle cosche e delle ecomafie – dichiara Sergio Cannavò, responsabile Ambiente e Legalità Legambiente Lombardia - che trafficano e fanno  affari ai danni dell'ambiente e del territorio, spesso con la complicità di colletti bianchi e di pubblici amministratori. Ne sono esempio lo scioglimento del Comune di Sedriano per mafia, i tanti casi di corruzione per agevolare trasformazioni urbanistiche e appalti nel settore ambientale, la comunanza di interessi tra eco-mafiosi e personale politico accertata in numerosi processi. Ma mentre la società civile, con fatica, cerca di reagire e rilanciare la lotta contro la criminalità ambientale, da parte della politica e del mondo imprenditoriale mancano prese di posizione forti e iniziative concrete”.

Se si accendono i riflettori sulle province lombarde, quella di Bergamo è in testa con 128 infrazioni accertate, segue Milano con 72, Cremona con 63 e Monza con 60. Mentre, nella serie storica che registra i grandi traffici di rifiuti accertati dal 2002 ad oggi, la Lombardia occupa purtroppo un posto di primo piano, essendo stata oggetto di 66 inchieste su 237 (pari al 27,8%), con l'emanazione di 148 ordini di custodia cautelare e il coinvolgimento di 85 aziende.

Tra i tanti casi di reati gravi lo scioglimento per mafia del Comune di Sedriano, a poco più di un anno dall'inizio di Expo, dimostra tristemente l'assedio che le organizzazioni criminali, soprattutto la 'ndrangheta, stanno muovendo sui territori lombardi. Dal decreto di scioglimento e dalle sentenze è emerso che in quel comune e in altri dell'hinterland milanese faceva affari un’organizzazione criminale, con a capo una famiglia di origine calabrese, che grazie a stretti legami con i vertici dell'amministrazione locale, aveva il monopolio sul movimento terra, poteva controllare cantieri e il settore dell'intermediazione immobiliare, e si era infiltrata negli appalti di servizi e di opere pubbliche.
“In Italia e in Lombardia si continuano a commettere reati contro l'ambiente al ritmo di più di 80 al giorno – insiste Cannavò – il tutto in assenza di una normativa penale in grado di prevenire e reprimere un fenomeno contro cui forze dell'ordine e magistratura stanno combattendo una lotta impari, con armi completamente spuntate. E' da quasi un anno che giace in Senato la proposta di legge, già approvata a larga maggioranza dalla Camera, che introduce i delitti contro l'ambiente nel nostro codice penale. Quanti altri disastri ambientali impuniti si dovranno avere prima che il Senato si decida a legiferare su questo punto?”

LA CLASSIFICA DELL’ILLEGALITÀ AMBIENTALE IN ITALIA NEL 2013

REGIONE

INFRAZIONI
ACCERTATE
PERCENTUALE
SUL TOTALE
 PERSONE
DENUNCIATE

PERSONE
ARRESTATE
SEQUESTRI
EFFETTUATI
 EFFETTUATI

Campania
=
4.703
16,1%
4.072
51
1.339
Sicilia
=
3.568
12,2%
3.111
9
695
Puglia
2.931
10%
2.759
28
1.028
Calabria
2.511
8,6%
2.161
19
709
Lazio
=
2.084
7,1%
1.828
6
507
Toscana
=
1.989
6,8%
2.008
2
559
Sardegna
=
1.864
6,4%
2.173
2
467
Liguria

=

1.431
4,9%
1.501
2
229
Lombardia
=
1.268
4,3%
1.085
24
339
Veneto
1.004
3,4%
1.035
0
213
Emilia
Romagna
837
2,9%
1.219
1
237
Basilicata
821
2,8%
718
12
125
Abruzzo
811
2,8%
705
0
203
Marche
716
2,4%
805
0
323
Umbria
708
2,4%
742
0
129
Piemonte
665
2,3%
998
0
149
Friuli Venezia
Giulia
549
1,9%
451
1
308
Trentino Alto
Adige
=
396
1,4%
634
2
107
Molise
=
370
1,3%
312
1
82
Valle d'Aosta
=
48
0,2%
43
0
16
Totale

29.274
100%
28.360
160
7.764
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine, capitanerie di porto e polizie provinciali (2013).