venerdì 29 maggio 2015

X International Short Course “Advances in Knowledge of Urban Drainage: Sustainable Management Services for the Water-Energy Cycle”

A tutti gli interessati,

segnaliamo il Corso 


X International Short Course “Advances in Knowledge of Urban Drainage: Sustainable Management Services for the Water-Energy Cycle”

organizzato congiuntamente dall’Università della Calabria, dal Centro Studi Acquedotti e Fognature, dal Centro Studi Idraulica Urbana e dall'Associazione Idrotecnica Italiana.

Il corso si terrà l’11 giugno 2015 presso lo University Club dell’Università della Calabria.
L'obiettivo del corso è quello di fornire sia conoscenze di base sia un approccio pratico circa l'impatto dell'inquinamento delle acque piovane sui corpi idrici. Gli interventi illustreranno alcune possibili soluzioni sostenibili per ridurre l'inquinamento delle acque meteoriche, sottolineando i numerosi
vantaggi di un approccio sostenibile come il risparmio energetico e la tutela della biodiversità. Il corso prevede la partecipazione di esperti di fama internazionale ed il confronto con compagnie specializzate nel settore. Nell’occasione sarà presentato il libro contenente i risultati scientifici e progettuali relativi alle opere nel settore dell’Ingegneria Idraulica Sostenibile realizzate presso il Parco Tecnologico di Idraulica Urbana dell’Università della Calabria nell’ambito del Progetto PON 01_02543. La formula di lavoro consentirà una piena interazione tra relatori e partecipanti, che usufruiranno degli stand espositivi, e del relativo personale tecnico, per tutta la durata del corso.
Il Corso dà diritto ai CFP.
La partecipazione all’evento è gratuita, ma è obbligatorio iscriversi.
Ulteriori e più dettagliate informazioni sono disponibili sulla brochure presente sul sito http://www.csdu.it/2015-x-international-short-course.html .

Cordiali saluti,
Centro Studi Idraulica Urbana (CSDU)
c/o Università degli Studi di Brescia
Dipartimento Ingegneria Civile, Architettura, Territorio, Ambiente e di Matematica – DICATAM
Via A. Branze, 43
25123 Brescia
P.IVA 11135390158
C.F. 97122220151
Tel. 030/2054323
Fax 030/2076938
e-mail: info@csdu.it
sito web: www.csdu.it
 

giovedì 28 maggio 2015

31 maggio - Bicipace

Milano, 28 maggio 2015                                                                                                    Comunicato stampa

Domenica  31 maggio 2015 torna Bicipace
Partenze da 50 comuni della Lombardia tra le province di Milano e Varese. Arrivo nel Parco del Ticino a Turbigo

33esima edizione della più grande biciclettata lombarda a tutela dell’ambiente e della solidarietà

L'appello di Bicipace nell'anno di Expo: “Il pianeta non si nutre con cemento e  asfalto, fermiamo il consumo di suolo indiscriminato. Al posto di 300 km di autostrade chiediamo una Lombardia con un trasporto pubblico accessibile ed affidabile”                                                                                                                       

Domenica 31 maggio torna la Bicipace, la più grande manifestazione a pedali della Lombardia che da 33 anni percorre le strade di oltre 50 comuni tra Milano, Varese e Novara per chiedere tutela e rispetto per l’ambiente, il territorio e la salute. Il corteo di biciclette attraverserà gli splendidi scenari del Parco del Ticino, patrimonio naturale di rilevanza regionale sottoposto a troppe minacce, denunciandone le minacce, che hanno a che fare con il drammatico aumento di consumo di suolo in Lombardia.

“Le nostre parole d'ordine sono nutrire il Pianeta, sostenibilità e biodiversità, concetti che abbiamo sempre sostenuto e approfondito all'interno della nostra manifestazione - dice Flavio Castiglioni presidente del circolo Legambiente Valle Olona e responsabile della manifestazione – sono anche i temi di Expo 2015, ma noi che viviamo intorno ai Padiglioni abbiamo visto solo eliminazione di campi agricoli, sostituti da cemento e chilometri di autostrade inutili”.

Alla storica biciclettata sono previste migliaia di persone che pedaleranno fino alla Colonia Fluviale di Turbigo, punto di arrivo della giornata, dove ci si potrà rifocillare e nel pomeriggio assistere a spettacoli, concerti, laboratori, giochi per bambini, mostre e banchetti espositivi.

Pedaleremo anche per dire basta all’insaziabile fame di cemento del governatore della Lombardia Maroni che, non soddisfatto della debacle di Brebemi e Pedemontana, ha inoltrato una nuova richiesta al governo per realizzare 320 km di autostrade - insiste Flavio Castiglioni – tra cui opere in gran parte inutili e dannose per il nostro territorio, come la nuova Va-Co-Lc, la Vigevano-Malpensa e la scellerata ipotesi della TOEM. Il pianeta non si nutre  di cemento e asfalto: anche per questo noi chiediamo che quei progetti autostradali lascino il posto al potenziamento dei servizi di trasporto collettivo di cui i cittadini dell'Alto Milanese e della Valle del Ticino hanno estremo bisogno. Dobbiamo fermare il consumo di suolo indiscriminato”.

I progetti di solidarietà: Gocce d'Africa  dal Niger all'Uganda

Come sempre Bicipace non è solo fatta di battaglie ambientali ma di tanta solidarietà:  anche quest'anno la raccolta fondi della sottoscrizione a premi sarà devoluta a due progetti: il primo curato dal Comitato Pro-Niger nello stato del Niger nell'Africa Occidentale, il secondo nello stato del Uganda nell'Africa Orientale.  Se la disperazione costringe persone a scappare dalla morte per intraprendere un viaggio per una morte incerta, consapevoli che quel viaggio potrebbe essere l'ultimo per loro noi possiamo solo aiutare concretamente chi lavora direttamente in Africa per migliorare le condizioni di vita- racconta Flavio Castiglioni.  Solidarietà concreta che permetterà al Comitato ProNiger del Verbano Cusio Ossola, di realizzare nei villaggi di Timbaren Zolanbon, Dai Beri, Fondo Bon Winditan, Deu Beri Tarwey, Kogori Issa sei pozzi, per soddisfare il bisogno d'acqua della popolazione dei villaggi e del loro bestiame,diminuendo il carico di lavoro delle donne e dei bambini - http://www.comitatoproniger.it . Mentre il campo d'azione di Good Samaritan l'associazione con sede a Caronno Varesino (VA) è il Nord dell'Uganda a Gulu che sta lavorando alla cura dei Bambini Capofamiglia che un fenomeno nuovo nel contesto  sociale ugandese. Gli oltre vent’anni di guerra e l'AIDS hanno pesantemente segnato il paese hanno portato con sé la rapida crescita degli orfani, i parenti non riescono più ad accoglierli tutti nelle loro famiglie, e gli orfanotrofi sono al limite delle capacità di accoglienza. Maggiori informazioni http://www.good-samaritan.it

Tutte le info sul percorso, i punti di ritrovo ed il programma della giornata sono disponibili su http://bicipace.org. Oppure chiamando al 3334169293, scrivendo a bicipace@yahoo.it, postando sul gruppo in Facebook: “Bicipace”, o su twitter @bicipace. La manifestazione non prevede un rientro organizzato, ma è possibile un ritorno treno+bici da prenotare allo 3334169293 o scrivendo a bicipace@yahoo.it.

L’Ufficio stampa Legambiente Lombardia 0287386480

14 giugno - La festa delle 2 Olona


martedì 19 maggio 2015

Giornata storica per l'ambiente: approvata la legge sugli ecoreati Legambiente: “Finalmente un duro colpo alle ecomafie e alla criminalità ambientale”

Milano, 19 maggio 2015                                                                              Comunicato stampa

Una grande vittoria dei cittadini e degli ambientalisti contro le lobby degli inquinatori

“È una giornata storica anche per la Lombardia, seconda regione italiana per numero di arresti e quarta per numero di reati nel ciclo illegale dei rifiuti - dichiara Sergio Cannavò, responsabile del Centro di Azione Giuridica di Legambiente Lombardia - perché da  oggi, con l'approvazione definitiva al Senato della legge che introduce dopo oltre 20 anni di battaglie ambientaliste i delitti contro l'ambiente nel codice penale italiano,  gli eco-criminali avranno la vita più dura e sarà più facile difendere i nostri territory”. Con queste parole anche l'articolazione lombarda di Legambiente festeggia l'approvazione definitiva della legge sugli ecoreati che ha raggiunto il traguardo dopo ben quattro letture parlamentari e più di un anno di discussione tra Camera e Senato.

Le nuove norme inseriscono nell'ordinamento italiano i delitti di inquinamento e disastro ambientale - sia nella forma colposa che in quella dolosa -, andando a colmare una lacuna storica della nostra legislazione, che anche l'Europa ci chiedeva di riparare dal 2008. Il testo approvato oggi dal Parlamento prevede anche il raddoppio dei tempi di prescrizione, uno nuova figura di reato per chi ostacola i controlli ambientali o non effettua la bonifica in caso di inquinamento e uno sconto della pena in caso di ravvedimento operoso, ovvero per chi prima della sentenza ripristina lo stato dell'ambiente e risarcisce i danni.

Ma, dopo la più che giustificata soddisfazione per il traguardo raggiunto, l'associazione ambientalista rilancia il proprio impegno per il completamento delle riforme necessarie a garantire una effettiva e piena tutela penale dell'ambiente: “Non dobbiamo fermarci a questo pur importantissimo risultato - conclude Cannavò - chiediamo che l'azione riformatrice del Parlamento continui e che entro la fine della legislatura venga approvato un nuovo sistema dei controlli ambientali, insieme a provvedimenti di sistema in grado di rendere efficace ed efficiente la giustizia penale italiana, accorciando drasticamente la durata dei processi e garantendo maggiore giustizia ai cittadini”.

L’Ufficio stampa Legambiente Lombardia 3939283998

venerdì 15 maggio 2015

Apre la nuova Tangenziale Est di Milano: sprofonderà la Brebemi o affosserà Pedemontana?

Milano, 15 maggio 2015                                                                                         Comunicato stampa


Il dilemma dei concessionari: se TEM funziona, sarà un altro duro colpo per Serravalle già indebitata ben oltre le sue possibilità

Una sola certezza, dove oggi c'è la TEM, una volta c'era il Parco Sud

Sabato 16 maggio apre la TEM e sarà sa subito una prova del fuoco per la nuova tangenziale che avrà gli occhi puntati addosso su quanto traffico riuscirà ad intercettare e quale beneficio ne trarrà la tangenziale est in termini di riduzione della congestione. A essere preoccupata è in particolare la Brebemi che spera in un aumento dei veicoli proprio grazie all’apertura della Tangeziale Est Milanese, visto che fino ad ora l’autostrada per Brescia è stata praticamente deserta. Certo è che se  non ci si dovesse avvicinare ai 75.000 veicoli al giorno previsti dal piano finanziario sarà dura ripagare l’investimento fatto, in particolare per il Gruppo Gavio/Intesa che ha già dovuto pretendere 300 milioni di contributo pubblico ed altrettanti di defiscalizzazione per completare i lavori della nuova Tangenziale. Riflettori accesi dunque per capire se il flop di BreBeMi si ripeterà anche per la TEM, opera cui è collegata strutturalmente, condannandole entrambe al fallimento e condannandoci tutti a doverne pagare i costosissimi conti.
“Da domani si capirà finalmente se ha ragione il presidente Bettoni che ha sempre imputato il poco traffico sulla Brebemi proprio al fatto che la TEM non fosse ancora stata ultimata – dichiara Dario Balotta, responsabile trasporti di Legambiente Lombardia - o se invece abbiamo sempre avuto ragione noi a dire che a tener lontano gli automobilisti dalle nuove opere sono stati i gravissimi errori di programmazione tra i quali: il costo eccessivo, la vicinanza alla A4 e i potenziamenti di questi anni sulla rete di autostrade per l’Italia. In questa situazione appare non più rinviabile un ripensamento sulla strategia viabilistica della Regione Lombardia che deve fare i conti anche con l'impossibilità di finanziare la costosissima Pedemontana alla luce dei deludenti risultati di traffico di Brebemi e delle enormi problematiche ambientali connesse”.

Ma se TEM dovesse davvero funzionare, allora a preoccuparsi dovrebbe essere Serravalle Spa, cioè la società a prevalenza pubblica che gestisce le tangenziali milanesi, e che dovrebbe rinunciare a decine di milioni di euro di incassi dai pedaggi ai caselli di Agrate e Melegnano: un duro colpo per la società che, con un indebitamento del tutto al di sopra di quanto concesso dal suo budget, si è fino ad oggi dissanguata per sostenere la realizzazione dell'altra devastante autostrada, la Pedemontana! Un vero risiko tra concessionarie, dunque, in cui tutti investono oltre le proprie possibilità, senza certezza di ritorno degli investimenti salvo presentarsi questuanti a chiedere soldi pubblici o defiscalizzazioni per lenire i dolori degli investitori, magari spacciando i loro giochi opachi con la scusa di dover realizzare opere funzionali per un Expo in cui l'unica buona notizia è che i visitatori ci vanno con i mezzi pubblici.

“In questo gigantesco risiko tra società concessionarie, banche e costruttori, in cui tutti investono soldi che non hanno per contendersi un traffico che non c'è, e poi tutti insieme fanno la coda per ottenere sovvenzioni pubbliche, l'unica certezza è che è il grande progetto autostradale lombardo ad essere fallito – dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia – nel frattempo si inaugura la strada che ha asfaltato centinaia di ettari dei più fertili suoli agricoli del fu-Parco Sud: un vero affronto al messaggio globale di Expo, altro che nutrire il pianeta”.


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mercoledì 13 maggio 2015

Rapporto Comuni Rinnovabili 2015 Energie positive dall’Italia ma in Lombardia manca l’iniziativa istituzionale

Milano, 13 maggio 2015                                                                                      Comunicato stampa



E' una bella fotografia dell'Italia quella che traspare dall'annuale dossier “Comuni Rinnovabili” di Legambiente. Dati alla mano, le buone pratiche nella generazione energetica da fonti rinnovabili compongono un patchwork virtuoso di un'Italia che finalmente ha ritrovato la propria vocazione di 'Paese del Sole', collocandosi al secondo posto europeo quanto a installazioni che erogano energia dal sole dopo la Germania con i suoi 400.000 occupati nel settore della sostenibilità energetica. La Lombardia sui grandi numeri non sfigura: pur tagliata fuori per ragioni anemologiche dalla produzione eolica, è ormai stabilmente la seconda regione, dopo la Puglia, quanto a KW solari e primeggia nel settore delle bioenergie, oltre ovviamente all'idroelettrico che però è in buona sostanza una 'rendita' di investimenti realizzati nella prima metà del secolo scorso. Quelle che mancano, dalla Lombardia, sono le buone pratiche, gli esempi innovativi e, soprattutto, l'attivismo e il buon esempio istituzionale. Sono pochi i comuni che possono vantare interventi davvero significativi sul proprio patrimonio per quanto riguarda la generazione energetica da fonte rinnovabili e, in generale, latita la spinta da parte dell'istituzione regionale, il cui Piano Energetico Ambientale, in preparazione da oltre tre anni, non ha ancora passato il vaglio della Giunta Regionale. Il segnale che si coglie per la Lombardia è dunque quello di un gigante lento, troppo lento per cogliere le enormi opportunità che le energie rinnovabili sono in grado di offrire, sia in termini di competitività nel sistema produttivo, sia come benefici per le famiglie e risparmi per le bollette energetiche degli enti pubblici.

“Senza un impulso forte da parte della Regione, la Lombardia rischia di trovarsi a rincorrere modelli molto più virtuosi e competitivi quanto a capacità di generare benessere e occupazione riducendo le emissioni nocive connesse alla produzione di energia da fonti fossili - dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia - quello della generazione elettrica è un comparto troppo strategico per tutti i cittadini e le imprese, è davvero incomprensibile che la prima regione industriale italiana non sia capace di porsi alla guida di un processo di conversione energetica che sta dando risultati strepitosi, anche in termini di riduzione della bolletta elettrica, in tutto il Paese. Occorre che la Regione dia la massima priorità all'approvazione del PEAR e, soprattutto, che ne governi l'attuazione”.

L’ufficio stampa Legambiente Lombardia 0287386480

Giudizio in appello sul PGT di Segrate: dal Consiglio di Stato un'altra vittoria ambientalista

Milano, 13 maggio                                                                                                                                 Comunicato Stampa


In appello, il Consiglio di Stato nega la sospensiva della storica sentenza del TAR Lombardia che ha bloccato
986.313 mq di nuove urbanizzazioni

Legambiente e WWF, con i cittadini segratesi, esultano: "E’ il de profundis del cemento”

Il Consiglio di Stato ha chiuso la porta a costruttori ed amministratori di Segrate: nessuna sospensiva per la sentenza con cui il TAR Lombardia sul Golfo Agricolo. Quel piano urbanistico, ricordiamo, prevedeva la realizzazione di nuove espansioni urbane fino a coprire quasi per intero le ultime aree agricole di Segrate, per una superficie di quasi 986.313 mq , ma la ribellione dei cittadini e delle associazioni ambientaliste (Legambiente e WWF) era sfociata in una azione legale davanti al giudice amministrativo della Lombardia che, con una sentenza molto pesante, aveva sentenziato che quel piano urbanistico andava ben oltre le discrezionalità concesse dalla legge agli amministratori cittadini, e ne aveva disposto l'annullamento. L'amministrazione ha risposto con l'appello al Consiglio di Stato, a cui i cittadini e le associazioni hanno replicato con una nuova azione legale, affidata agli avvocati Veronica Dini e Claudia Pengue: e il Consiglio di Stato, si apprende oggi, ha negato la sospensiva sulla sentenza: gli ambiti di trasformazione che il PGT di Segrate aveva calato sul Golfo Agricolo restano dunque annullate, in vista dell'udienza di merito prevista per il prossimo novembre.
“Si tratta di un pronunciamento davvero storico, che consolida il risultato già ottenuto davanti al TAR lombardo - esultano Paola Brambilla  (che pure ha patrocinato il ricorso) e Damiano Di Simine, referenti lombardi delle associazioni WWF e Legambiente - una vittoria che fa tirare un grande sospiro di sollievo ai cittadini segratesi, ma che rappresenta anche un fondamentale precedente: finalmente la giurisprudenza riconosce il valore del suolo come bene comune, e impone agli amministratori pubblici di assumere un atteggiamento di responsabilità verso una risorsa limitata e non rinnovabile che non può essere oggetto di operazioni speculative come quelle contemplate dal piano urbanistico di Segrate. Forti di questo risultato, adesso attendiamo la sentenza definitiva”.

lunedì 11 maggio 2015

L'avventura lungo il Po per salvare il Ponte di Bassano

L'emozionante avventura di Beppe Faresin e del suo equipaggio nella discesa del fiume Po da Torino a Venezia. Anche con Legambiente....
 

16° PREMIO ECOLOGIA LAURA CONTI 2015 per tesi di laurea



L'Ecoistituto del Veneto Alex Langer e la Fondazione ICU – Istituto Consumatori Utenti ripropongono anche per il 2015 il Premio Ecologia Laura Conti dedicato alle tesi di laurea.
Il premio è ormai giunto alla sedicesima edizione e continua nell'obiettivo di valorizzare tesi di laurea di neo laureati, lavori spesso pregevoli ma che troppe volte rimangono negli archivi delle Università.
Il Premio riconosce con una borsa di studio le tesi migliori e le rende note attraverso la pubblicazione di testi specifici e di articoli, oltre che nell'organizzazione di convegni ed eventi di divulgazione.
Questo, crediamo sia il modo migliore anche per mantenere vivo il ricordo della più grande divulgatrice ambientale del nostro paese: Laura Conti, la più grande divulgatrice ambientale italiana, che abbiamo avuto l’onore e il piacere di avere tra i nostri maestri e compagni di strada.
Possono concorrere al premio tesi di laurea che trattano vari argomenti, il risparmio e lotta agli sprechi, i Parchi e l'ecoturismo, il consumo sostenibile, la mobilità intelligente, i rifiuti, le energie rinnovabili, l'educazione ambientale, la storia dei movimenti ecologisti e consumeristila legislazione ambientale e tanti altri temi legati all'ambiente e ai consumi.
Sono ammesse tesi di tutti i livelli, compresi i Master, discusse nelle Università italiane, negli anni accademici dal 2005-2006 in poi, inviate entro il 30 SETTEMBRE 2015 presso la sede dell'Ecoistituto e della Fondazione ICU.
Il 1° premio è di 1.000,00 euro, il 2° premio è di 500,00 euro , il 3° premio è di 250,00 euro.
La giuria è composta da Michele Boato, Tito Cortese, Anna Ciaperoni, Paolo Stevanato, Franco Rigosi.
La scheda di partecipazione e maggiori informazioni si possono trovare su

Paolo Stevanato
Responsabile del progetto
premiolauraconti@stevanato.org, cell. 338/1805195

venerdì 8 maggio 2015

Aperte le iscrizioni alla XV edizione del Corso di giornalismo ambientale Laura Conti



Aperte le iscrizioni al Corso EuroMediterraneo di giornalismo ambientale Laura Conti - XV EDIZIONE

Il 26 ottobre ricomincia l’avventura!
La XV edizione del Corso EuroMediterraneo di giornalismo ambientale Laura Conti si tiene per il settimo anno consecutivo nel Campus universitario di Savona e propone un’originale miscela di cultura, informazione e conoscenza del territorio. Rivolta a giornalisti professionisti e pubblicisti, che potranno ottenere crediti formativi riconosciuti dall'OdG ai fini della formazione continua, l’iniziativa è aperta anche a laureati e diplomati interessati alle conoscenze di base e alle tecniche dell'informazione ambientale. Il Corso si conclude il 4 dicembre e prevede la partecipazione di 20 giovani, tra italiani e stranieri, che possono usufruire di borse di studio. Seguono un percorso di formazione completo in cui si affrontano tematiche scientifico-naturalistiche di comunicazione giornalistica e di carattere normativo: dura sei settimane e prevede 220 ore di lezione tra teoria e praticaOgni studente lavora all'interno di un laboratorio redazionale e redige articoli finalizzati anche alla pubblicazione di uno speciale del mensile di Legambiente, La Nuova Ecologia, che viene redatto durante il workshop. Una fase di lavoro in cui gli studenti realizzano servizi giornalistici sulle valenze naturali e sociali, le risorse, i problemi e le opportunità di sviluppo dell'area. Una volta terminato il corso è possibile partecipare a stage presso testate giornalistiche e uffici stampa.

Le adesioni, corredate di Curriculum vitae e Lettera motivazionale devono pervenire entro il 3 luglio presso la segreteria del Corso Laura Conti all’indirizzo mail formazione@lanuovaecologia.it o all’indirizzo: via Alessandro Serpieri 7 – 00197 Roma.

Infoline: 06/3213054

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