mercoledì 28 settembre 2011

Annecy è città alpina dell'anno 2012

28/09/2011

La città francese persegue da anni una politica sostenibile. Per questo impegno alla capitale del dipartimento dell'Alta Savoia con i suoi 53'000 abitanti è stato assegnato il riconoscimento "città alpina dell'anno".

Annecy: la Città alpina dell'anno promuove la mobilità elettrica sul lago.
© Verein Alpenstadt des Jahres / Madeleine Rohrer

Annecy
Fattori determinanti per la Giuria sono stati non solo le numerose misure di tutela delle acque, attuate nel settore della depurazione e dell'approvvigionamento potabile, ma anche il ruolo assunto dalla città per il territorio circostante e il suo sviluppo culturale. "Annecy dispone quindi dei presupposti ideali per presentarsi come modello per le numerose città e regioni lacustri nello spazio alpino", sottolinea il membro della Giuria Norbert Weixlbaumer. Nell'anno in cui sarà detentrice del titolo di Città alpina, Annecy intende impegnarsi in particolare nella rinaturalizzazione delle aree umide attorno al lago omonimo e nella realizzazione di un eco-quartiere.
Fonte e ulteriori informazioni: www.cittaalpina.org/it/stampa

GIORNATA SEMINARIALE LEGAMBIENTE SULL'ACQUA: ROMA 1° OTTOBRE

Carissime-i,
dopo la straordinario successo ottenuto ai referendum del 12 e del 13 giugno, grazie anche al lavoro infaticabile della nostra associazione su tutto il territorio nazionale, si è aperta una nuova stagione nel nostro Paese sul tema dell'acqua bene comune. I Referendum hanno segnato una svolta e hanno riaperto concretamente il dibattito sul ruolo del pubblico e sulla rilevanza dei beni comuni nel Paese. Ora si dovrà ripartire dalle migliori esperienze pubbliche che dalla Puglia al Piemonte, passando per la Lombardia e il Veneto, hanno dimostrato di saper gestire il ciclo delle acque in modo efficiente, efficace ed economico, per affrontare tutti i problemi ancora irrisolti che ci stanno molto a cuore (la mancata depurazione dei reflui di 18 milioni di cittadini, le perdite di rete che fanno disperdere almeno un terzo dell'acqua potabile immessa in rete, l'assenza di politiche di riduzione dei consumi che riguardino in primis i grandi consumatori, mancato decollo del riutilizzo per scopi produttivi delle acque reflue depurate, etc).
Nonostante sia inequivocabile che il voto referendario abbia respinto l'idea che l'unica gestione auspicabile per il ciclo integrato delle acque (e per i servizi pubblici più in generale) debba essere privata, la manovra finanziaria, in via di approvazione, tenta di rimettere in campo i processi di privatizzazione dei servizi pubblici, rovesciando il significato dei referendum di giugno.

Inoltre non dobbiamo dimenticare che ancora giace in Parlamento il disegno di legge di iniziativa popolare, firmato da centinaia di migliaia di cittadini, e che da là si dovrebbe ripartire per approvare una nuova legge sul ciclo integrato delle acque, valutando la possibilità di fornire gratuitamente i primi 50 litri procapite al giorno, oltre i quali viene prevista una tariffazione progressiva che scoraggi i grandi consumi.

Partendo da questo quadro in forte evoluzione vogliamo organizzare una giornata di approfondimento sul tema, a cui parteciper anche Giulio Conte del nostro Comitato scientifico nazionale, per esplicitare a fondo quale debba essere oggi l'approccio di un'associazione ambientalista come la nostra e per ricalibrare il documento "Acqua pubblica, privata o pulita?" che approvammo nel direttivo del 7 febbraio 2010.


L' incontro si terrà a Roma il 1 ottobre, dalle 10,30 alle 17,00, presso la sede nazionale di Legambiente in via Salaria.

Vi aspettiamo numerosi
Un caro saluto a tutte-i

Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale
Stefano Ciafani, responsabile scientifico Legambiente

lunedì 26 settembre 2011

Quanta acqua serve?

Aperte le iscrizioni a Unesco DESS 2011 – fino al 7 ottobre.

Aperte le iscrizioni a Unesco DESS 2011 – fino al 7 ottobre.

E’ l’acqua la protagonista della Settimana Unesco del Decennio per l’Educazione allo sviluppo sostenibile.

Dal 7 al 13 novembre 2011 si svolgerà la sesta edizione della Settimana di Educazione allo Sviluppo Sostenibile sotto l’egida della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO.

“A come Acqua”: questo il titolo della manifestazione che animerà le piazze, le scuole, i teatri, le biblioteche di tutta Italia per ricordare la più importante fonte di vita e di benessere del pianeta e i fattori che la minacciano, dai cambiamenti climatici ai modelli di consumo, dagli sprechi alla cattiva gestione. In allegato il comunicato stampa.

Tutte le organizzazioni impegnate sul territorio nella cultura della sostenibilità, come le istituzioni, i centri, le scuole, le ONG, le università, le associazioni sono invitate a promuovere e organizzare iniziative volte a diffondere competenze, valori, sensibilità e capacità operative orientate ad un consumo consapevole e sostenibile. In allegato la lettera del Presidente della Commissione Nazionale Unesco.

Come aderire: In allegato le Linee Guida per l’adesione.Occorre poi compilare la scheda di adesione online sul sito www.unesco.it.

Sulla homeDG Ambiente, Energia e Reti, sezione Educazione Ambientale e Sviluppo Sostenibile, saranno pubblicate tutte le informazioni inerenti l’iniziativa.

Per ulteriori informazioni:

Referente regionale DESS per la Lombardia:
Marco Gianfala tel. 02.6765.4246
marco_gianfala@regione.lombardia.it

Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO
Settore Sviluppo Sostenibile
Tel. +39.06.68.73.713 int. 208/211
e-mail: federica.rolle@esteri.it; - svsostenibile.unesco@esteri.it

lunedì 19 settembre 2011

VIAGGIO STUDIO e WORKSHOP

"Fiumi incisi e riqualificazione morfologica"

25-28 Ottobre 2011

L’alterazione morfologica e del trasporto solido sono problemi comuni alla maggior parte dei fiumi europei. Questo è particolarmente evidente nei fiumi mediterranei, nei quali l’incisione del fondo è largamente diffusa e in alcuni casi porta a conseguenze estreme.

Gli effetti negativi di questa situazione sono sia ecologici, sia socio-economici –in particolare in relazione al rischio idraulico e alla destabilizzazione delle opere fluviali- e possono durare per decenni se non secoli.

In molti casi alle pressioni pregresse si aggiunge un’ulteriore artificializzazione dei corsi d’acqua, nel tentativo di bloccare l’incisione mediante la realizzazione di opere idrauliche, mentre la realizzazione di misure di riqualificazione morfologica per intervenire sul problema risulta essere ancora limitata a pochi casi pilota.

Tuttavia, grazie principalmente allo stimolo dato dalle legislazioni nazionale ed europea (in particolare le richieste specifiche delle Direttive 2000/60/CE e 200760/CE), l’importanza della riqualificazione morfologica sta rapidamente aumentando nell’agenda di chi si occupa di pianificazione e gestione dei corsi d’acqua.

Il viaggio studio intende fornire l’opportunità ai funzionari pubblici e ai professionisti privati di discutere di possibili alternative di gestione dei corsi d’acqua incisi secondo principi ecologici e geomorfologici, grazie alla visita di situazioni problematiche, di interventi di riqualificazione realizzati e di siti prossimi alle condizioni naturali.

Il viaggio studio e l’associato workshop sono organizzati dal CIRF nell’ambito del LIFE+ RESTORE, un progetto che ha come obiettivo principale la disseminazione di conoscenza e la promozione di una rete di soggetti interessati alla riqualificazione fluviale.

La partecipazione è gratuita e ogni iscritto dovrà solamente coprire le spese di vitto e alloggio ed eventuali costi per raggiungere il punto di partenza del viaggio (e ritorno).

Per ulteriori informazioni accedi a questa pagina.

venerdì 16 settembre 2011

Acqua pubblica ancora bene comune: dopo il referendum cosa cambia?

MARTEDI’ 27 settembre 2011 ore 21
presso la sala Consiliare del Consiglio di Zona 8
Via Quarenghi 21 – Milano
(MM1 Bonola – bus 40 – 68 – 69 – 72 - 80)

L’esito dei referendum ha aperto una nuova strada per la democrazia e per un futuro basato sulla tutela dei beni comuni e sulla partecipazione democratica alla vita del nostro Paese.

In tutto il territorio italiano dobbiamo continuare a perseverare per mantenere pubblico un bene che nonostante la vittoria del referendum continua ad essere gestito in parte da società miste o private. A Milano la giunta Pisapia sta valutando le richieste fatte dai comitati per dichiarare l’acqua un bene privo di rilevanza economica e avviare una reale gestione pubblica trasformando MM spa in ente pubblico. In Lombardia la legge regionale ha decretato il decadimento degli AATO, che sono gli enti decisionali ed amministrativi del servizio idrico. Cosa cambierà?

Il voto di 27 milioni di cittadini deve essere rispettato
Approfondiremo tutte le questioni
partecipano

Rosario Lembo - Presidente CICMA
Giancarlo Peterlongo - già Direttore Settore Aqua Potabile Amiacque
Basilio Rizzo - Presidente Consiglio Comunale di Milano
Modera l'incontro
Giovanna Procacci - Comitato Acquapubblica Milano

giovedì 15 settembre 2011

LA NUOVA DISCIPLINA DEGLI SCARICHI IDRICI ALLA LUCE

TreviFormazione
Seminario e VideoSeminario

SEDI: *ANCONA *CAGLIARI *CENTO (FE) *MILANO *NAPOLI *OLBIA (OT) *PORTO TORRES (SS) *ROMA *TARVISIO (UD) *TORINO *TRIESTE

LA NUOVA DISCIPLINA DEGLI SCARICHI IDRICI ALLA LUCE DEL DECRETO DI SEMPLIFICAZIONE IN MATERIA AMBIENTALE
SCARICHI IDRICI E RIFIUTI LIQUIDI
LA DEPURAZIONE DELLE ACQUE REFLUE E IL TRATTAMENTO DEI RIFIUTI LIQUIDI
LE COMPETENZE DELLA POLIZIA GIUDIZIARIA
IL REGIME SANZIONATORIO DOPO LA LEGGE N. 36/2010

ADESSO PUOI SEGUIRE I NOSTRI CORSI ANCHE DAL TUO PC

03 ottobre 2011 dalle ore 09,00-13,00 alle ore 14,00-15,30

PROGRAMMA

Riferimenti normativi:
Il passaggio dalla vecchia disciplina del D. Lgs. 152/1999 al nuovo Codice dell’Ambiente.
La nuova nozione di scarico introdotta dal cd. 2° decreto correttivo del Codice.
Gli elementi essenziali del concetto di scarico.
I corpi ricettori.
Le vasche e le cisterne aziendali: scarico o deposito temporaneo ?
I rifiuti costituiti da acque reflue.
Le acque di scarico e i rifiuti liquidi.
Rifiuti liquidi ed acque di scarico: 2 diversi concetti disciplinati rispettivamente dalla III^ e IV^ parte del T.U. dell’Ambiente.
I rapporti tra la normativa sulla tutela delle acque e quella in tema di rifiuti.
Le tipologie di acque reflue:
Le acque reflue domestiche, industriali e urbane.
La nozione di acque reflue industriali secondo i recenti orientamenti della giurisprudenza.
Le acque provenienti da:

  • da impianti di lavanderia.
  • un autolavaggio;
  • un’area di parcheggio;
  • un’attività di auto carrozzeria;
  • un’attività da autofficina meccanica
  • un mattatoio comunale;
  • lavaggio di inerti, di pavimenti di un complesso industriale, di betoniere;
  • lavaggio dei piazzali adibiti allo stoccaggio dei rifiuti o dei mezzi adoperati per il loro trasporto;
  • lavaggio di cassonetti;
  • piscine;
  • da un centro sportivo (campi da tennis, calcetto … …);
  • ristoranti ed alberghi;
L’immissione occasionale
Scarico discontinuo di reflui e scarico occasionale. La distinzione nell’evoluzione normativa e giurisprudenziale.
Le acque meteoriche e di dilavamento
Le acque reflue assimilabili alle domestiche.
Le deleghe alle Regioni per l’emanazione di specifiche normative in materia di:

  • limiti di emissione degli scarichi;
  • assimilabilità alle acque reflue domestiche;
  • utilizzazione agronomica;
  • acque meteoriche di dilavamento e acque di prima pioggia;
  • autorizzazione allo scarico.
La disciplina autorizzatoria degli scarichi.
Il principio generale secondo cui tutti gli scarichi devono essere autorizzati.
Gli elementi essenziali dell’autorizzazione.
Il potere discrezionale della pubblica amministrazione.
Tempi e validità dell’autorizzazione.
Il subigresso di un soggetto in un’attività economica già autorizzata: obblighi ed adempimenti.
La disciplina dei pozzi perdenti o assorbenti, tra normativa nazionale regionale e locale
La corretta gestione delle fosse e delle vasche settiche.
Il sistema sanzionatorio.
Gli illeciti amministrativi e gli illeciti penali.
La mancanza di autorizzazione e il superamento dei limiti tabellari.
Circostanze esimenti.
Le regole del campionamento.
Particolari ipotesi sanzionatorie:

  • Il trasporto illecito dei rifiuti liquidi costituiti da acque reflue;
  • Lo sversamento dei liquami da autospurgo.
L’impresa agricola e l’utilizzazione agronomica.
La fertirrigazione.
Gli effluenti di allevamento e le ultime novità introdotte dal D. Lgs. n. 4/2008.
Il Regolamento Ministeriale che disciplina gli effluenti di allevamento.
Le acque di vegetazione e degli scarti dei frantoi oleari.
La normativa di riferimento degli scarti dei frantoi oleari: la L. 11 novembre 1996, n. 574 e il DM 6 luglio 2005.
Le sanse umide e le sanse disoleate alla luce della recente giurisprudenza.
Le acque reflue provenienti da:

  • imprese dedite alla coltivazione del terreno e alla silvicoltura; imprese dedite ad allevamento di bestiame; impianti di acqua coltura di piscicoltura; da laboratori di macellazione;
  • allevamenti zootecnici; caseifici; allevamenti ittici.
Il regime sanzionatorio previsto dal Testo Unico Ambientale, alla luce delle modifiche introdotte dalla legge 25 febbraio 2010 n. 36.
La configurabilità dei reati cd. satellite
Le disposizioni del codice penale in materia di acque:

  • il danneggiamento (art. 635 C.P.);
  • il getto di cose pericolose (art. 674 C.P.)
Applicabilità delle norme di tutela del paesaggio.
Prontuario e modulistica.Ampio spazio ai quesiti.

Docente: Avv. Gaetano Alborino Dirigente di Polizia Municipale e del Settore Ambiente ed Ecologia. Cultore della materia Economia Aziendale presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università Parthenope di Napoli.

QUOTA DI PARTECIPAZIONE: 385,00 € - (riduzione del 25% per iscrizioni che perverranno almeno 10 gg prima della data prevista (sconto non cumulabile con altre iniziative) Comprensiva di materiale didattico

COLLEGAMENTO DAL PROPRIO PC: 220,00 €

Per Enti locali esenti iva ai sensi dell'Art.10 DPR n. 633/72 così come dispone l'art.14, comma 10 legge 537 del 24/12/93 – aggiungere all’importo totale € 1,81 (Marca da Bollo)


INFORMAZIONI LOGISTICHE E PRENOTAZIONI:
Segreteria Tel 081.5629323 - 06.95558095 fax 081.0608250 cell 348.8048974 - 329.9688554

Puliamo il Mondo 2011


Puliamo il Mondo non è solo l'occasione per rimboccarsi le maniche e rendere la nostra città più pulita e vivibile, ma anche un grande momento di integrazione e pacifica convivenza tra le comunità presenti a Milano. Tutti insieme possiamo infatti fare la differenza, migliorando l'ambiente e la nostra vita.



Per guardare tutti gli eventi nazionali: www.puliamoilmondo.it
Per guardare gli eventi milanesi vai sul sito: www.milano.legambiente.org

Corso per guardie venatorie volontarie

Sono aperte le iscrizioni al corso per guardie venatorie volontarie organizzato dalla Lega per l'Abolizione della Caccia nell’ambito dei progetti per il volontariato della Regione Lombardia.

Il corso, che si terrà a Milano a partire dal 24 settembre, è aperto anche ai residenti fuori della regione Lombardia, è gratuito e la frequenza darà diritto a sostenere un esame finale per la qualifica di Guardia Venatoria, a cura dall’Amministrazione Provinciale.

Il servizio di vigilanza venatoria volontaria riveste un ruolo importante tra le attività della LAC. Il Gruppo Guardie, la cui direzione nazionale è a Torino, è in continua espansione.

Il corso si articola in 8 incontri, per un totale di 32 ore di lezioni e sarà tenuto da docenti qualificati.

Le materie saranno le seguenti:

- legislazione a protezione della fauna omeoterma e per l’esercizio venatorio

- gestione del territorio

- zoologia applicata alla caccia, con prove pratiche di riconoscimento delle specie cacciabili e nozioni di cinofilia

- armi e munizioni da caccia e relative legislazioni

- tutela della natura e principi di salvaguardia delle colture agricole

- procedure sanzionatorie e stesura dei verbali di infrazione


Per iscriversi è necessario compilare e rimandare via mail (
info@abolizionecaccia.it) il modulo di iscrizione allegato.
Una settimana prima del corso si terrà un incontro in via Solari 40 a Milano, nella sede dell'associazione, per un test di ammissione.

per info: 02 47711806, info@abolizionecaccia.it


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LAC - Via Solari 40
20144 Milano
tel. 0247711806
www.abolizionecaccia.it

mercoledì 14 settembre 2011

Acqua da bere

Dal rubinetto alla bottiglia, dal supermercato alle case dell’acqua. Come sceglierla pensando all’ambiente e alla CO2.

L’acqua è vita, gioia, fertilità, freschezza, rigenerazione, bisogno vitale. L’uomo nasce nell’acqua, insegue l’acqua, è fatto d’acqua. È necessario berne fino a due litri al giorno per mantenere l’idratazione del corpo. Una parte si assimila dal cibo, specialmente da frutta e verdura, il resto dal bicchiere. Oggi ci viene offerta in mille modi, dal rubinetto, naturale, frizzante, filtrata, aromatizzata, in bottiglie di ogni forma e colore. Una questione di gusto, benessere, costi e praticità. Ma anche di ecologia: tra i fattori che possono influire sulla scelta c’è anche l’impatto ambientale, che varia moltissimo in base ai fattori di produzione, imbottigliamento e trasporto.

ACQUA DEL RUBINETTO – La qualità e la composizione dell’acqua variano da comune a comune, in Italia. È possibile testarne la qualità grazie a un kit «fai da te» che si trova in farmacia. L’idea è stata brevettata da due ricercatori dell'Università Bicocca di Milano. Servendosi di diverse cartine si ottiene l’analisi immediata di ph, durezza e contenuto di sostanze indesiderate. Esistono delle brocche col filtro che diminuiscono la presenza di cloro o di piombo, rame e carbonati di calcio e magnesio. Chi ama le bollicine può acquistare i gasatori domestici, che sono anche oggetti di design.

ACQUE IN BOTTIGLIA - Il nostro Paese si colloca al terzo posto nel mondo per consumo pro capite, con 205 litri l’anno e 240 bottiglie per famiglia. Un dato interessante da ricercare in etichetta è il valore dei nitrati (NO3), che sono considerati indice di qualità ambientale dell’area di provenienza. Inferiore è il valore, migliore è la qualità. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sconsiglia l’uso per i bambini di acque con nitrati superiori a 10 mg/l. La parte più rilevante dell’impatto ambientale è da attribuire alla produzione del packaging, in media il 74 per cento, e al processo produttivo il 18 per cento. Il restante 8 per cento è imputabile ai trasporti.

LA CO2 DELLE BOTTIGLIE - I materiali che compongono le bottiglie sono diversi (Pet, vetro, Pla). Per ogni litro d’acqua minerale racchiuso nella plastica Pet si causano emissioni da 120 a 160 grammi di CO2 e per la bottiglia in vetro a rendere dai 150 ai 180 grammi, la stessa di un’auto che percorre un chilometro; per il vetro a perdere 680 grammi, pari a quattro chilometri in auto. Un’alternativa è data dal Pla: materiale biodegradabile al 100 per cento, interamente naturale, rinnovabile e non inquinante perché deriva dal mais. Non si scioglie a contatto con l’acqua, ma si biodegrada solo in un processo anaerobico grazie alla presenza di specifici batteri. Alcuni supermercati garantiscono sugli scaffali la presenza di acque locali, a «chilometro zero» per evitare tonnellate di emissioni di CO2 in atmosfera. Per i soli trasporti di acqua minerale in Italia ogni anno si muovono 1 milione di Tir.

CURIOSITÀ – La regione con la miglior qualità dell’acqua è l’Alto Adige, dove non è necessario trattarla, clorarla o filtrarla. Se l’acqua sa di cloro, lo si può far evaporare in una brocca aperta, per due ore. Per quanto riguarda il calcare: la durezza è un parametro considerato non rischioso per la salute, infatti non esiste un limite imposto dalla legge, bensì un valore consigliato compreso entro i 50 gradi francesi (unità di misura). Di norma tale valore viene abbondantemente superato dalle principali acque minerali in bottiglia, comprese quelle per neonati. Un’acqua dolce, al contrario, è povera di sali minerali importanti per le funzioni vitali dell’organismo. Le bottiglie da mezzo litro pesano circa 20 grammi, molto di più in proporzione al volume dell’acqua contenuta rispetto a quelle da un litro e mezzo, che ne pesano da 25 a 35. Generalmente, le bottiglie per l’acqua gasata possono essere realizzate con una plastica più spessa, e quindi più impattante rispetto a quelle dell’acqua naturale.

CASE DELL’ACQUA – È una realtà che si sta diffondendo rapidamente e che per ora interessa solo alcune regioni italiane, prima fra tutte la Lombardia con oltre 180 impianti, seguita da Piemonte (41) ed Emilia Romagna (9). Ma in pratica di cosa si tratta? Sono punti di erogazione dell’acqua liscia o gassata che i cittadini possono prelevare portandosi le bottiglie da casa. Un servizio che può consentire un risparmio di 250-300 euro a famiglia e di circa 70 kg di CO2 all’anno. La mappa aggiornata si trova su www.casadellacqua.com.

DA SAPERE SULL’ACQUA

NUMERI – Nel mondo si consumano 120 miliardi di litri di acqua imbottigliata, con un mercato che vale circa 80 miliardi di dollari all’anno; in Italia il giro d’affari supera i 5 miliardi e mezzo di euro, con oltre 300 marche e quasi 200 fonti di approvvigionamento. Ogni anno si devono smaltire 350.000 tonnellate di bottiglie di Pet, con emissioni in atmosfera di 910.000 tonnellate di CO2: quanto quelle di una città di 80.000 abitanti. L’acqua del rubinetto costa in media 260 volte meno della minerale.

NORMEAcqua potabile: si intende quella che esce dal rubinetto e dalle fontanelle pubbliche. Il Decreto Legislativo n.31 del 2 Febbraio 2001, che recepisce nella legislazione nazionale le prescrizioni della direttiva dell'Unione Europea 98/83/CE relative alla qualità delle acque destinate al consumo umano, regolamenta gli aspetti organolettici, microbiologici, chimici dell'acqua fissando dei limiti massimi di concentrazione. L'acqua potabile può essere trattata con il cloro che serve ad evitare la proliferazione batterica. Per garantirne la potabilità viene controllata a intervalli regolari, sia dai gestori sia dalle Asl.

Acqua da tavola: è l'acqua potabile che si trova nei boccioni degli uffici oppure quella servita in caraffe nei ristoranti, indicata come «acqua potabile trattata» o «acqua potabile trattata e gassata».

Acqua di sorgente: si preleva alla fonte della migliore falda dell'acquedotto, non può essere clorata ma può subire gli stessi trattamenti delle acqua minerali.

Acqua minerale: la legge considera acque minerali «le acque che, avendo origine da una falda o giacimento sotterraneo, provengono da una o più sorgenti naturali o perforate e che hanno caratteristiche igieniche particolari ed, eventualmente, proprietà favorevoli alla salute». Sono consentite l'aggiunta di anidride carbonica e l'eliminazione di ferro e zolfo. La normativa vigente stabilisce che le acque minerali naturali si distinguono dalle ordinarie acque potabili perché sono pure già alla fonte, perché sono conservabili, per la concentrazione di minerali, oligoelementi e perché possono essere indicate nel trattamento di alcune specifiche patologie. Infine, ricevono un riconoscimento ufficiale da parte del Ministero della Salute e sono periodicamente controllate dai gestori e dalle Asl.

ECOCONSIGLI - 1- Controllare la qualità dell’acqua di rubinetto, berla è il miglior modo per risparmiare emissioni di CO2. 2- Verificare se c’è una casa dell’acqua vicina e provare il servizio. 3- Se si sceglie acqua in bottiglia, preferire quella contenuta nel vetro, nella bioplastica o «a chilometro zero». 4- Se si sceglie il vuoto a rendere, accertarsi che lo stabilimento di imbottigliamento non sia troppo lontano da casa, in modo che i vuoti percorrano poca strada.

IL FUTURO – Le bottiglie avranno un design studiato per minimizzare l’uso di materie prime e lo spazio per il trasporto. E saranno biodegradabili. Sono allo studio plastiche fatte con scarti degli zuccherifici e bucce di pomodoro, polimeri composti da acqua e argilla, e progetti come la paper water bottle, brik di materiale riciclabile. Per sterilizzare l’acqua degli acquedotti i consorzi non useranno più il cloro, ma tecnologie alternative. Ad esempio un processo che prevede l'utilizzo della luce solare, o i raggi ultravioletti che rimuovono l'ozono, riducono i contaminanti organici e uccidono anche i batteri resistenti al cloro senza lasciare residui.

Fonte: Corriere della Sera.it - 01/07/2011

lunedì 12 settembre 2011

Corso sulla depurazione degli scarichi industriali

LA DEPURAZIONE DEGLI SCARICHI INDUSTRIALI

28-30 settembre 2011, presso la sede Fast, P.le R. Morandi 2, Milano Quota ridotta per le iscrizioni e contestuale pagamento entro lunedì 12 settembre 2011.

Per ulteriori informazioni consultare il sito www.fast.mi.it oppure contattare la Segreteria Fast al n. 0277790308 – 304; email: manuela.bergami@fast.mi.it

Ringraziamo anticipatamente quanti segnalano l’evento alle persone interessate.

Cordialmente Segreteria FAST

Nuove tappe del progetto Wataclic

Tornano numerosi i workshop WATACLIC dedicati ai vari aspetti del risparmio idrico:

Workshop "Comunicare il risparmio dell’acqua: le idee, le strategie, i finanziamenti UE": Liguria (Genova), in collaborazione con Federutility, 6 settembre 2011. Presentazione e programma - Iscrizione

Workshop "Acqua e regole" dedicati agli amministratori pubblici di Comuni, Province e Comunità Montane: quali sono le soluzioni applicabili per il risparmio idrico (raccolta e riuso delle acque di pioggia, separazione e riuso delle acque grigie, gestione sostenibile del runoff urbano, ecc.) e come promuoverle attraverso le norme urbanistiche e i regolamenti edilizi.

Per maggiori informazioni e per rimanere in costante aggiornamento consulta il sito www.watalic.eu

Segreteria Organizzativa: Ambiente Italia, Via Vicenza 5/a 00185 Roma, Tel. 06/44340129 – Fax.06/4440872, info@wataclic.eu www.wataclic.eu

venerdì 9 settembre 2011

Con l'eco-vaschetta Pat porti a casa il cibo non consumato

L’Eco-vaschetta, fatta in carta proveniente da foreste certificate FSC e totalmente compostabile, è stata realizzata dalla PAT con lo slogan “Ri-gustami a casa: col tuo cibo riempi il frigo non il cestino” ed è in distribuzione dal 16 agosto 2011 presso l’Ecosportello Fa’ la Cosa Giusta a Trento e presso gli uffici delle Comunità di Valle.

La sicurezza e la regolarità della pratica dal punto di vista igienico-sanitario sono garantite dall’Azienda Provinciale per i Serviizi Sanitari, appositamente interpellata e coinvolta nell’iniziativa.

I ristoratori che si avvarranno di questa possibilità contribuiranno alla riduzione dei rifiuti riducendo la frazione di rifiuto organico da smaltire e permetteranno ai clienti di consumare in un secondo momento il cibo avanzato.

Per saperne di più e scaricare il pdf del progetto clicca qui