martedì 23 settembre 2008

La paradossale situazione di Manaus

Foto tratta dal sito www.invisiblewater.org

A Manaus manca l'acqua. Bastano queste tre parole per dire di che cosa parla il documentario L'acqua invisibile e soprattutto perchè è interessante da vedere. Manaus è la più importante città brasiliana sul Rio delle Amazzoni, il fiume più grande del mondo. Un paradosso, come dire che la Groenlandia sia a corto di ghiaccio o che in Svizzera non si trovino banche. Perché più di 300 mila abitanti su un milione e 600 mila non hanno accesso al bene più prezioso per la vita, che scorre davanti ai loro occhi in impareggiabile abbondanza. È la domanda centrale a cui cercano di rispondere gli autori, l'italiano Andrea Palladino e la brasiliana Astrid Lima. La loro inchiesta, ricca di dati e di interviste, scava nella privatizzazione del servizio idrico decisa dallo Stato di Amazonas nel 2000 in favore della multinazionale francese Suez. Risultato: le tariffe aumentano, tanto che l'acqua a Manaus è più cara che a Roma, e nessun investimento viene fatto per portare i tubi nelle zone più povere della città. Anche perchè molti abitanti di quelle periferie non avrebbero i soldi per pagare le bollette. Dalla cronica inefficienza dell'azienda pubblica saccheggiata negli anni dai politici locali si passa a una multinazionale privata che innalza presto la bandiera bianca: portare l'acqua nelle case dei poveri non è profittevole, ci pensi lo Stato. Il documentario dura 58 minuti, è prodotto da Boker Media Agency e ha in dvd un contenuto extra, cinque minuti di anticipazione di un documentario sulla privatizzazione dell'acqua in provincia di Latina (vedi l'inchiesta di questo Diario). Si può acquistare su invisiblewater.org a 15 euro (100 per proiezioni pubbliche).

Fonte: Diario, 23 marzo 2007 - Mario Portanova

L'acqua fa gola

Arrivano i privati e le multinazionali, le bollette aumentano del 300%, ma i cittadini protestano e decidono di non pagare più di quanto pagavano prima. Ma Acqualatina manda squadre di vigilantes armati e carabinieri nelle case per ridurre il flusso o staccare addirittura i contatori. Con l'avallo del Comune.

È ormai guerra aperta quella di Acqualatina contro i settemila cittadini di Aprilia che da tre anni contestano un contratto mai approvato dal consiglio comunale. Ai metronotte armati si sono affiancati i carabinieri, che ieri pomeriggio hanno accompagnato un ennesimo intervento per la riduzione del flusso. Una signora di cinquant'anni è stata colta da un malore mentre quattro tecnici della compagnia idrica della provincia di Latina a colpi di piccone le tagliavano l'acqua, mettendo un riduttore che le fornirà pochi litri al giorno.
Il comitato spontaneo dei cittadini di Aprilia ha cercato di far capire ai carabinieri che l'intervento del gruppo scortato dai vigilantes era illegittimo. La clausola che prevede il distacco è stata infatti dichiarata vessatoria dal Tribunale di Latina, mentre sull'intero processo di privatizzazione dell'Ato 4 pendono diversi ricorsi e un'inchiesta della procura della Repubblica. Nessuno ha voluto sentire ragioni. E così, mentre il 118 portava in ospedale la signora, il piccone le spaccava il marciapiede davanti casa, scoprendo i tubi, facendo spazio agli idraulici che preparavano la rondellina con il microforo, concepita per punire il cittadino che contesta la bolletta. Le due transenne posizionate dai tecnici di Acqualatina - guidati da un più che solerte geometra - non sono però riuscite a tenere lontane tutte le ragioni dei cittadini di Aprilia. Dal 2005 loro l'acqua la continuano a pagare al Comune, e gridano con orgoglio che non sono morosi. Ci tengono a rispettare ogni norma, chiedono da anni ai tribunali di far valere le loro ragioni, visto che da un giorno all'altro la bolletta è aumentata, da queste parti, anche del 300%.
Oggi ad Aprilia le ordinanze dei giudici, le disposizioni del Garante regionale delle risorse idriche e settemila contestazioni in corso contro Acqualatina sono divenute carta straccia. E' bastato che il vicesindaco della città, Giovannini, dicesse un mezzo sì alla squadra della spa con scorta armata perché i diritti della donna anziana finissero. E' bastato che la società controllata di fatto dalla multinazionale Veolia mandasse un fax al Comune dicendo di dover fare «interventi all'acquedotto comunale», perché nessuno potesse più opporsi. Conta di più la relazione del consiglio di amministrazione, che ha detto chiaramente che la contestazione di Aprilia va risolta, con le buone o con le cattive, altrimenti sarebbe venuta meno «la continuità aziendale».
Blitz contro la middle class
E' pieno agosto, il momento ideale per i blitz. Sono le 9 del mattino e la ronda del pattuglione con scorta armata di Acqualatina prevede una sosta a via Amsterdam, ad Aprilia. Piccole villette da classe media, il signor Giovanni e la moglie si sono appena alzati. Lui è un pensionato, lavorava alla Goodyear. Forse si aspettavano la visita dei tecnici di Acqualatina, ed è per questo che sul loro contatore avevano messo un lucchetto. Lo hanno fatto in molti ad Aprilia, dato che la custodia dell'idrometro è sotto la loro responsabilità. Spiegano quindi al solerte geometra - accompagnato da ruspa e guardia giurata - che loro il contatore non lo aprono. Ma ieri mattina il pattuglione si ripresenta e questa volta il signor Giovanni chiama i carabinieri. Perché sa che la ragione e un'ordinanza del Tribunale sono dalla sua parte. Ai carabinieri Acqualatina spiega che vuole solo leggere il contatore, questione di un attimo. «Nessun problema», spiegano i due pensionati, e mostrano i numeri dell'idrometro. Tutto risolto, il pattuglione va via.
E' l'una del pomeriggio, quasi 32 gradi. Qualcuno deve aver detto al solerte geometra che la pausa pranzo oggi se la possono scordare. Qualcuno deve aver spiegato ai carabinieri che anche gli azionisti di Acqualatina hanno i loro diritti e che quell'acqua - in pieno agosto - va ridotta. Ribussano quindi alla porta del signor Giovanni e dicono che loro l'autorizzazione l'hanno in tasca. Al comitato per l'acqua pubblica - che assiste i due anziani - spiegano che il Comune di Aprilia aveva autorizzato l'intervento sul pozzetto del marciapiede, visto che non potevano intervenire sul contatore. Dopo qualche minuto arriva una macchina dei vigili urbani e porta un foglio firmato Acqualatina, che richiedeva l'intervento.
I carabinieri cercano di mediare tra Acqualatina, già con il piccone in mano, e il comitato, che cerca di spiegare che esiste un'ordinanza di un giudice che dice chiaramente che i distacchi li può ordinare solo il Tribunale. Si cerca anche l'intervento del Comune, ma la politica ha orecchie solo per gli azionisti della società ed ascolta più le parole del presidente della Provincia, Armando Cusani. Ex democristiano, oggi di Forza Italia, è stato membro del consiglio di amministrazione di Acqualatina e sa chi comanda veramente. Via libera, quindi, e visto che il marciapiede è territorio comunale, per la giunta di Aprilia Acqualatina lo può picconare.
«Sbrighiamoci», dice il pattuglione. Non aspettano neanche che la moglie di Giovanni venga portata via dall'ambulanza. Due infermieri del 118 la sorreggono mentre il selciato davanti casa viene divelto. Il figlio, con la maglietta di Emergency, rimane muto, teso, appoggiato alle transenne, mentre il padre, Giovanni, si allontana. Tocca a lui, forse neanche ventenne, controllare quello che i tecnici stanno facendo.
La strategia della paura
Di riduzioni in questi giorni di pieno agosto Acqualatina ad Aprilia ne ha fatte poco meno di trenta. Nulla di fronte alle settemila contestazioni, ma abbastanza per impaurire, per costringere tutti a pagare. L'obiettivo, in realtà, non è neanche quello di incassare, ma di costringere chi ha contestato ad andare allo sportello. «Basta un piccolo versamento e riapriamo l'acqua», dicono. E subito chiedono di firmare il contratto contestato.
Da Acqualatina nessuno parla. Tutti in ferie, meno il pattuglione, costretto però al silenzio, pena il licenziamento. La legge di una Spa che gestisce un servizio pubblico è questa, sia che si tratti di Ferrovie che di acqua. Nel caso delle società miste pubblico-private - come Acqualatina - il compito è poi ben distribuito: i soci pubblici devono occuparsi di garantire il terreno politico, di ammorbidire, di smussare, di usare le parole giuste. Il socio privato, nel caso Veolia, porta avanti il «core business», prepara i distacchi, gestisce le gare d'appalto.
Le porte del comitato di Aprilia non chiudono in questi giorni di agosto. Tutti hanno rinviato le ferie e continuano ad accogliere 50 cittadini al giorno, che si presentano per poter contestare quel padrone dell'acqua che nessuno ha voluto. Oggi, però, tutti si sentono un po' soli, abbandonati in questo deserto dei diritti che è Aprilia. Di politici oggi a difendere il signor Giovanni e la moglie non ce ne era neanche uno.

Fonte: Il Manifesto- 21 agosto 2008 - Andrea Palladino

giovedì 11 settembre 2008

Concorso per giovani inventori

Con l'obiettivo di stimolare nei ragazzi l'acquisizione del concetto che l'acqua è un elemento rinnovabile, ma non esauribile, l'Assessorato all'Ambiente della Provincia di Milano insieme all'ATO propone agli insegnanti e studenti delle scuole secondarie di primo grado della Provincia di Milano (Milano città esclusa) un'iniziativa sul tema del risparmio idrico: un CONCORSO PER GIOVANI INVENTORI che partirà il 3 novembre 2008.

La partecipazione al concorso può essere di classe o individuale.
Modalità di partecipazione sul sito: www.acquadatutteleparti.it

Per info:
Staff Comunicazioni e Servizi Editoriali
info@staffonline.biz
tel. 0245708644

mercoledì 10 settembre 2008

Parte Imbrocchiamola in Puglia!!!!

L'Italia è il Paese in cui si ha il maggior consumo di acqua in bottiglia nel mondo, con 194 litri pro capite solo nel 2006 (oltre mezzo litro a testa al giorno). Un dato in costante aumento, triplicato in poco più di 20 anni (nel 1985 erano appena 65 litri), e con esso anche il volume di affari per i produttori di acqua minerale è aumentato e di molto. Nel 2006, in Italia, erano attive 189 fonti e 304 marche di acque minerali in grado di generare un volume di affari di 2,2 miliardi di euro, grazie all’imbottigliamento di 12 miliardi di litri di acqua (Beverfood).

L’impatto ambientale derivante dalla filiera delle acque minerali è altrettanto preoccupante: nel 2006, per la sola produzione delle bottiglie, sono state utilizzate 350 mila tonnellate di polietilene tereftalato (PET), con un consumo di 665 mila tonnellate di petrolio e un'emissione di gas serra di circa 910 mila tonnellate di CO2 equivalente. Ma anche la fase del trasporto dell’acqua minerale influisce non poco sulla qualità dell’aria: solo il 18% del totale di bottiglie in commercio viaggia sui treni, tutto il resto lo fa su strada. Inoltre solo un terzo circa delle bottiglie di plastica utilizzate sono state raccolte in maniera differenziata e destinate al riciclaggio.

Per questo insieme alla rivista Altreconomia Legambiente promuove, anche in Puglia, “Imbrocchiamola”, la campagna nazionale della rivista dei consumatori nata per promuovere nei ristoranti, nelle pizzerie e nei bar la somministrazione di acqua del rubinetto piuttosto che quella minerale imbottigliata.

“Imbrocchiamola” è una delle tappe di Ridurre si può, la nuova campagna di Legambiente che nel corso dell’anno promuove iniziative sul territorio per la riduzione dei rifiuti a monte, la prima e la più disattesa R del noto principio comunitario per una corretta gestione dei rifiuti: Riduzione, Riutilizzo, Riciclo, Recupero.

In Puglia, Legambiente ha pensato di realizzare «Imbrocchiamola» anche con la collaborazione dell’Acquedotto Pugliese (AQP), utilizzando i suoi dati sulla qualità dell’acqua di ogni Comune consultabili sul sito di AQP.

Per aderire all’iniziativa dovete inviare la scheda di adesione entro il 25 settembre all’indirizzo campagne@legambientepuglia.it e per ogni chiarimento o spiegazione, potete chiamare Aldo Fusaro al 340/6621544

Invitiamo tutti a bere l'acqua del rubinetto che è buona, controllata, economica e non inquina. Ricordiamo a tutti che l’acqua è un diritto e non una merce!

martedì 9 settembre 2008

Energia da fanghi di depurazione

Produrre energia a partire dai fanghi di depurazione dopo un opportuno procedimento di essiccazione. E' quanto propone di fare la società Solemme del gruppo Acea, nell’area di Monterorotondo Marittimo (GR), a fianco dell’impianto di compostaggio esistente, che la stessa società ha acquisito.

Il progetto, già presentato alla provincia di Grosseto per la dichiarazione di compatibilità ambientale, prevede la realizzazione di un sistema integrato di recupero e valorizzazione energetica dei fanghi, che verrebbero essiccati utilizzando il vapore geotermico di cui la zona di Monterotondo è ricca. Una volta essiccati, i fanghi verrebbero avviati ad un impianto a biomasse integrato con materiale vergine proveniente dalla zona agricola e boschiva circostante, con una produzione di 28.000 Mwe l’anno.

La problematica del trattamento e smaltimento dei fanghi prodotti dai processi di depurazione delle acque reflue urbane ha assunto, negli anni, un'importanza crescente sia a livello nazionale che internazionale. La progressiva attuazione della direttiva che regola il corretto trattamento delle acque reflue, infatti, ha comportato un costante aumento dei quantitativi di fanghi originati dai processi di depurazione.

In Italia i fanghi sono considerati un rifiuto speciale e il loro destino prevalente è lo smaltimento in discarica o, a seconda delle normative regionali specifiche, lo spandimento su terreni agricoli. Il ricorso al compostaggio riguarda una parte minima, data anche la carenza di impianti. Poco sfruttato il trattamento di digestione anaerobica con produzione di biogas (che può poi essere bruciato per produrre calore ed energia elettrica) e materiale organico da avviare a trattamento di compostaggio per farne ammendante agricolo.

Ecosportello News Anno 7 Nr. 153 - 02 09 2008

Parte dal Tolstoj di Desio il progetto per i giovani. Nelle scuole brianzole addio all´acqua minerale

Stop alle bottiglie in ogni istituto verrà posto un distributore con le brocche
*GABRIELE CEREDA *

MONZA - Mai più acqua in bottiglie nelle scuole della Brianza. Parte da Desio il progetto di "Brianzacque" che porterà gli studenti brianzoli di ogni ordine e grado a bere solo acqua del rubinetto. Il primo distributore sarà installato nella scuola primaria Tolstoj, a seguire tutti gli altri istituti della cittadina dell´hinterland milanese e poi quelli dei 52 Comuni della futura Provincia.
L´iniziativa, promossa da "Brianzacque", l´azienda che gestisce la rete idrica della Brianza, vuole sensibilizzare i giovani verso l´uso consapevole dell´oro blu. «È dall´educazione dei giovani che bisogna partire ottenere risultati importanti per la salvaguardia di questa risorsa» dice Filippo Carimati, presidente di Brianzacque. In Brianza, solo il 5 per cento di acqua potabile viene utilizzata per bere o per cucinare. «È un dato che fa riflettere e che ci deve vedere impegnati ad incrementarlo», dice Giampiero Mariani, sindaco del Comune capofila nel progetto. Pone anche l´accento sulla salvaguardia dell´ambiente il primo cittadino di Desio: «Non dimentichiamo che le bottiglie di plastica sono più costose e soprattutto più inquinanti. Pensiamo alle tonnellate di bottiglie di plastica prodotte ogni anno e ai camion che devono viaggiare per trasportarle. È uno spreco che non si può più tollerare».
Ogni istituto sarà dotato di un distributore in grado di garantire l´erogazione di acqua sicura, escludendo possibili proliferazioni di batteri. Ogni scuola avrà a disposizione idonee brocche (una ogni 4 bambini) e periodicamente sarà svolto un controllo della qualità dell´acqua, da parte del Laboratorio chimico di "Brianzacque" e dell´Asl Mi3. A completare il progetto, è prevista la distribuzione a tutti gli alunni di un vademecum per «l´uso responsabile del bene/bere comune».

Articolo de "La Repubblica" di martedì 2 settembre 2008

LEGAMBIENTE CHIEDE AL CONSIGLIO REGIONALE DI RINVIARE LE NORME SULLA RIGENERAZIONE DEGLI EDIFICI AGRICOLI

Milano, 11 novembre 2019                                                     Comunicato stampa “Operazioni di riqualificazione low cost...