martedì 27 agosto 2013

30, 31 agosto e 1 settembre: a piedi sulla Mercatorum

La Via Mercatorum era una strada medievale che collegava la città di Bergamo con l'alta val Brembana, passando per la bassa val Seriana.

E' documentata L'esistenza di diverse altre "strade" che univano la terra brembana con la città di Bergamo. Ma la Via Mercatorum - con le sue diverse varianti - era la via preferita e più trafficata dai mercanti, perché transitava da paesi ricchi come Serina ed altri un po' meno (vedi Dossena, Cornalba e Selvino), ma bisognosi comunque di scambi e di commerci… (vedi: www.brembana.info/trekking/mercatorum.html). La via ha perso importanza a fine '500 con la realizzazione della Priula. Ma numerose e a volte significative tracce restano.
E meriterebbero di essere meglio conosciute e valorizzate.

Il 30, 31 agosto e 1 settembre 2013 Legambiente di Bergamo ripercorrerà la strada  come facevano anticamente i viandanti e i mercanti: a piedi. Un gruppo (di una ventina) di escursionisti partirà da Bergamo con il tram fino a Nembro, e da lì a piedi per Lonno, Salmeggia, Selvino (prima tappa), Aviatico, Trafficanti, Costa Serina, Cornalba, Serina, Dossena (seconda tappa), Cornello dei Tasso, Oneta, San Giovanni Bianco. Da qui si tornerà a Bergamo con il pullman.

Sarà l'occasione per conoscere un pezzo di storia del nostro territorio e per scoprirne alcune peculiarità e valorizzarne la possibilità di fruizione turistica in alternativa alla barbarie omologante che non sa distinguere tra Selvino e Abu Dhabi (il riferimento è esplicitamente al progetto di SkyDome che è stato presentato a Selvino)

Sarà anche l'occasione per verificare direttamente le condizioni di ciò che resta della Via: a questo fine si chiederà un incontro con i rappresentanti delle numerose amministrazioni comunali che incontreremo nel percorso e, al ritorno, "restituiremo"  la nostra esperienza con un incontro pubblico.

La stampa è invitata al momento della partenza (venerdi 30 agosto, ore 14,30, stazione TEB) e - previ accordi - anche durante l'escursione.

Per maggiori informazioni: Cinzia 3479753108, Nicola 328748685 info@legambientebergamo.it

lunedì 26 agosto 2013

Il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” sostiene la proposta per la balneabilità del fiume Lambro balneabile: bisogna eliminare tutti gli scarichi! “Le istituzioni devono inoltre completare la separazione delle fognature”

MERONE (CO) - Il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”sostiene la proposta per la balneabilità del fiume Lambro.

L’associazione ambientalista, che ha sede a Merone, da sempre si batte per la tutela del fiume e per il miglioramento della qualità delle sue acque, denunciandone gli scempi [vedasi: www.circoloambiente.org/vertenze/lambro.html]. Fin dalla sua fondazione, avvenuta nel 1990, l’associazione (allora denominata Circolo Legambiente di Merone) ha organizzato numerose iniziative; solo per ricordarne alcune: nel 1995 una manifestazione dal titolo “Vogliamo fare il bagno in un Lambro pulito”; e poi nel 2001 una serie di iniziative denominate “Lambro da vivere” [vedasi: www.circoloambiente.org/lambro/lambrodavivere_2001.html], che avevano lo scopo di creare attenzione sul destino del fiume e di sollecitare interventi per il disinquinamento del corso d’acqua.

Da allora di tempo (o, meglio, di acqua…) ne è passato molto, ma l’obiettivo della balneabilità non è, purtroppo, ancora stato raggiunto.

Il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” ricorda che, per disinquinare il fiume, occorre anzitutto eliminare gli scarichi, sia civili che industriali, che tuttora riversano acque inquinate sia direttamente nel Lambro che nei suoi affluenti: torrenti (in primis la Bevera di Molteno), rogge e fossati.

Occorre poi completare la separazione delle acque chiare da quelle scure, attraverso lo sdoppiamento delle fognature che oggi sono ancora “miste” (chiare e scure insieme) in alcuni paesi della Valassina. Il tutto con un triplice scopo: da una parte mandare alla depurazione solo le acque scure (fognature civili e scarichi industriali), dall’altra inviare le acque pulite (derivanti dalle piogge e da piccole sorgenti) nelle rogge naturali, infine disattivare gli scolmatori di piena (presenti sulle fognature e lungo il collettore consortile) che ancor’oggi, in caso di forti piogge, riversano le acque di piena (inquinate dalle fogne) nei corsi d’acqua superficiali (Lambro e affluenti).

Questo il commento del Circolo Ambiente: “E’ lodevole proporre il traguardo della balneabilità del Lambro, anche in un’ottica di rilancio eco-turistico, ma per ottenere questo obiettivo le istituzioni devono intervenire in maniera decisa, disattivando gli scarichi inquinanti, sia civili che industriali, e separando acque chiare e acque scure”.

Sempre in merito alla tutela del Lambro, gli ambientalisti di Merone ritengono inoltre che occorra ridare “respiro” alle sponde del fiume, evitando ogni e qualsiasi nuova edificazione o artificializzazione delle aree di pertinenza del fiume stesso, che la legge indica in almeno 150 metri da ogni sponda. Vanno pertanto esclusi interventi di arginatura in cemento, di costruzioni di vasche di laminazione artificiali o di chiuse regolatrici, ecc.. Infatti il fiume, oltre che del disinquinamento delle acque, ha bisogno del ripristino della naturalità delle sponde e delle aree di pertinenza.

In definitiva il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” ritiene che solo col disinquinamento e con la rinaturazione delle sponde, si riuscirà ad ottenere il duplice obiettivo della balneabilità delle acque e del rilancio in chiave eco-turistica del bacino del Lambro.


Fonte: COMUNICATO  STAMPA CIRCOLO AMBIENTE “Ilaria Alpi" - Merone,  21 agosto 2013