mercoledì 20 dicembre 2017

La giunta lombarda approva il Progetto Strategico di Sottobacino del Torrente Seveso e il nuovo programma delle azioni del CdF Olona-Bozzente-Lura-Lambro Meridionale

Sono state approvate durante la giunta regionale di lunedì 18 dicembre due delibere importanti per il mondo dei Contratti di Fiume promossi dalla Direzione Generale Ambiente di Regione Lombardia: l'approvazione con dgr 7563 del Progetto Strategico di Sottobacino del torrente Seveso (di concerto con gli assessori al Territorio Viviana Beccalossi e alla Protezione Civile Simona Bordonali). Approvato anche, con dgr 7565,  l'aggiornamento e l'integrazione dell’A.Q.S.T. “Contratto di Fiume Olona – Bozzente – Lura – Lambro meridionale” e presa d’atto del Programma delle Azioni approvato il 27  novembre 2017 dal comitato di coordinamento  (di  concerto con l'assessore Beccalossi).

martedì 19 dicembre 2017

PERIFERIE: IN ARRIVO 18 MILIONI PER LA RIQUALIFICAZIONE DEL QUARTIERE ADRIANO Legambiente: “Il Comune si ricordi lo studio di fattibilità del progetto Re Lambro per riconsegnare al fiume un ruolo centrale nel quartiere e nella città”

MILANO, 19 DICEMBRE 2017                                                                COMUNICATO STAMPA

Ammonta a 18 milioni il finanziamento destinato al Quartiere Adriano, grazie alla convenzione stipulata ieri tra il Comune di Milano e il Consiglio dei Ministri. Una buona notizia non solo per il quartiere, ma per tutta la città. I fondi, infatti, saranno impiegati per la realizzazione di opere di riqualificazione urbana e sicurezza, oltre allo “studio sull’assetto idrogeologico dell’area finalizzato alla resilienza (per cui l’Amministrazione meneghina impiegherà ulteriori 300mila euro), necessario alla pianificazione urbanistica del quartiere in relazione alla prossimità del fiume Lambro e ai relativi possibili fenomeni alluvionali”.
«Quella che si prospetta è un’occasione più unica che rara. – dichiara Barbara Meggetto presidente di Legambiente Lombardia – Ci sono i fondi, c’è un tessuto associativo forte che da anni si impegna per creare un quartiere vivo e dinamico e ci sono progettazioni sociali e ambientali già in atto. Pensiamo che nel quartiere Adriano ci siano tutti gli elementi per praticare forme di rigenerazione urbana realmente integrate, capaci di tenere insieme più piani d’intervento: dalla tutela dell’ambiente fluviale al coinvolgimento dei cittadini, dalla messa in sicurezza al recupero di nuove aree verdi».
In particolare, per quanto riguarda il fiume, è necessario andare oltre all’elaborazione di un classico “studio di assetto idrogeologico”, e puntare a riconsegnare al fiume un ruolo centrale nel quartiere e nella città. Legambiente chiede all’amministrazione di valutare quanto emerso nello Studio di Fattibilità del progetto “Re Lambro – Il fiume nuova infrastruttura ecologica della metropoli milanese”, di cui anche il Comune è partner, che propone un metodo concreto d’integrazione e ricomposizione di situazioni e luoghi, in cui ogni azione è una tessera di un mosaico che contribuisce a un disegno complessivo e il cui protagonista è il fiume.
«Lo sforzo del progetto Re Lambro è mettere assieme città natura ed ecologia – sottolinea Elisabetta Parravicini, presidente di ERSAF – e queste sono occasioni importanti per fare capire che cos’è una città intelligente: una città intelligente non può essere altro che una città verde».
Il progetto, attualmente in realizzazione alle porte del Parco Lambro, grazie a un cofinanziamento di Fondazione Cariplo, è capitanato da ERSAF (Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste) e Comune di Milano, in collaborazione con Parco Locale di Interesse Sovracomunale della Media Valle Lambro, Dipartimento di Architettura e Studi Urbani (DAStU) del Politecnico di Milano e Legambiente Lombardia.

Per informazioni: www.contrattidifiume.it

Ufficio stampa Legambiente Lombardia
Silvia Valenti
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PERIFERIE. QUARTIERE ADRIANO, ARRIVANO I 18 MILIONI DI EURO DEL GOVERNO


Firmata la convenzione con il Consiglio dei Ministri, risorse per scuola, metrotranvia, parco pubblico e studio sull’assetto idrogeologico.
Assessori Maran, Rabaiotti e Granelli: "Con questa delibera si chiude definitivamente l’era Moratti"
Milano, 18 dicembre 2017 – È stata firmata oggi la Convenzione tra il Comune di Milano e il Consiglio dei Ministri per il finanziamento di 18 milioni di euro destinati alla rigenerazione del Quartiere Adriano. I fondi, ottenuti nell'ambito del bando nazionale per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie, si aggiungeranno alle risorse già reperite dall'Amministrazione per completare le opere ancora da realizzarsi nel quartiere dopo il fallimento dell’operatore privato.
“Con questo provvedimento finisce definitivamente l’era Moratti al Quartiere Adriano – sottolineano gli assessori Pierfrancesco Maran (Urbanistica), Gabriele Rabaiotti (Lavori pubblici) e Marco Granelli (Mobilità) –. Si conclude un lavoro che ha consentito di recuperare 18 milioni di euro in fidejussioni e ora altri 18 milioni di euro dal Governo. Entro i prossimi 60 giorni avremo i progetti definitivi per la metrotranvia e per la scuola media in via Adriano 60, per cui abbiamo appena stanziato ulteriori risorse”.
Una delibera approvata dieci giorni fa, infatti, riguarda il progetto di fattibilità tecnica ed economica per la demolizione della struttura di via Adriano 60 (importo stimato in circa 2,3 milioni di euro), per cui l’Amministrazione ha già realizzato la bonifica da amianto. Accanto a questa, in un’area contigua, sorgerà la nuova scuola dotata di mensa, che sarà finanziata per 7,8 milioni dal Governo, per 7.850.000 milioni dall’Amministrazione e per i restanti 800mila euro dalla Regione.
Altri 7,9 milioni di euro del Governo si aggiungeranno alla cifra equivalente recuperata dal Comune per la realizzazione del prolungamento della Metrotranvia 7, che oggi arriva a Precotto, fino a via Adriano. È in via di approvazione il progetto definitivo e l’entrata in servizio è prevista a primavera 2021. Poiché il capolinea del tram sarà vicino all’elettrodotto Terna già dismesso di via Adriano/via Vipiteno, il Comune ne ha chiesto e ottenuto lo smantellamento nel 2018. Inoltre con il prolungamento della Metrotranvia 7 è prevista la sistemazione degli incroci Tremelloni, Anassagora, Ponte Nuovo e la realizzazione di una grande rotonda che migliorerà la circolazione. Contestualmente verrà effettuata la bonifica dei terreni sottostanti.
Ulteriori 2 milioni di euro andranno a finanziare il completamento del parco pubblico da 50mila mq: i lavori del primo lotto sono quasi completati e sono a buon punto le opere di bonifica del secondo lotto che sarà realizzato con i fondi del Governo entro il 2018.
Gli ultimi 300.000 euro andranno a favore dello Studio sull’assetto idrogeologico dell’area finalizzato alla resilienza (per cui l’Amministrazione impiegherà altri 300mila euro), necessario alla pianificazione urbanistica del quartiere in relazione alla prossimità del fiume Lambro, e ai relativi possibili fenomeni alluvionali.
A questi interventi previsti nel quartiere si aggiunge il recupero della struttura abbandonata della RSA, che a seguito di gara da parte del curatore fallimentare è stata acquisita da un operatore che sta per iniziare i lavori per realizzare un centro polivalente per il quartiere entro il 2019, e l’intervento finanziato dal Governo per l’internamento dell’elettrodotto aereo che attraversa il parco di via Adriano e il parco rurale di Cascina Gatti.
Riguarda sempre il quartiere Adriano l'approvazione dello scorso 6 dicembre del progetto di restituzione a verde dell'area dell'ex campo nomadi di via Idro che era stato chiuso nel 2016. Entro l'estate MM, cui è stato affidato l'incarico, inizierà i lavori di abbattimento delle opere murarie, la rimozione dei sottoservizi, il relativo livellamento del terreno e la recinzione. I lavori avranno un costo di 1 milione di euro finanziati dal Comune.
Il quartiere è anche al centro del progetto di Fondazione Cariplo "La città intorno", volto alla rigenerazione delle aree urbane periferiche. Grazie all'accordo di collaborazione sottoscritto tra il Comune di Milano e la Fondazione, nella sede dell'ex Nido di Largo Bigatti sta nascendo un centro di aggregazione, coesione sociale e divulgazione culturale a disposizione della comunità.
È inoltre in corso l’escussione di polizze assicurative per un totale di 18 milioni di euro legate al fallimento dell’operatore privato che avrebbe dovuto attuare parte del Piano Integrato di Intervento Adriano Marelli/Cascina San Giuseppe. Si ricorda che l’Amministrazione, attraverso i poteri sostitutivi, si è già fatta carico di effettuare parte delle opere non realizzate per un ammontare di 10.850.000 euro, come le opere di urbanizzazione primaria e secondaria, la demolizione delle strutture fatiscenti della Cascina San Giuseppe e la sistemazione a verde elementare delle aree adiacenti alla stessa.
L’Amministrazione, infine, a settembre ha adottato la Variante al Piano relativa all’ambito A, in fase di realizzazione da Adriano 81 S.p.A, che prevede la rimodulazione delle volumetrie e la conferma del progetto per il nuovo centro natatorio previsto nel quartiere. 

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giovedì 14 dicembre 2017

DISCARICA NEL PARCO DEL ROCCOLO: PRESENTATO RICORSO AL TAR

MILANO, 14 DICEMBRE 2017                                                         COMUNICATO STAMPA


Legambiente: "Non sono stati valutati gli impatti ambientali e sulla salute dei cittadini. A rischio infiltrazioni la sottostante falda acquifera"

Domani sera assemblea pubblica del Comitato dei Cittadini Antidiscarica a Busto Garolfo

A supporto del ricorso presentato dai sindaci di Busto Garolfo e Casorezzo e del Parco del Roccolo contro l'AIA e il mancato ripristino secondo la convenzione stata siglata nel 2002 tra la proprietà del terreno, i Comuni interessati e il Parco del Roccolo per il recupero ambientale della cava Solter, si unisce il ricorso al TAR presentato da Legambiente Lombardia e redatto dall’Avv. Andrea Perron-Cabus, per fermare la discarica approvata nel Parco. Si tratterebbe di oltre 600mila metri cubi di rifiuti con 151 differenti codici CER, collocati a poche centinaia di metri dall’abitato nel parco, a soli 2 metri al di sopra della falda acquifera dell’est Ticino. Al progetto, oltre ai sindaci dei territori interessati dall’intervento, hanno espresso contrarietà anche i 52 comuni dell'Alto milanese, del magentino e dell'abbiatense.

«Abbiamo presentato ricorso perché non possiamo accettare che i terreni interessati dalla discarica siano all'interno di un PLIS dall’alto valore ambientale per la biodiversità presente nell’area e all'interno della Rete Ecologica Regionale – spiega Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – Fin dal principio l’iter di approvazione del progetto ci è apparso lacunoso e sbrigativo da parte dei funzionari della Città Metropolitana. Non sono stati valutati sufficientemente gli impatti ambientali e sulla salute della cittadinanza, considerando che la posizione della cava presenta un elevato rischio d’infiltrazione nella falda acquifera sottostante».

Da tempo Legambiente, con i circoli locali del Sempione, si impegna a fianco dei cittadini con marce di protesta per dire no alla discarica. Ad ottobre i sindaci e i comitati si erano radunati con striscioni davanti a Palazzo Isimbardi a Milano, chiedendo al sindaco metropolitano di intervenire, tanto che la Città Metropolitana aveva dimostrato la disponibilità a non opporsi all’azione dei sindaci contro l’autorizzazione.

«Confidiamo che la contrarietà al progetto espressa da Regione Lombardia e l’ordine del giorno presentato dall’On. Laura Bignami in Senato, accolto dal Governo come impegno ad adottare le opportune misure volte a sospensione le autorizzazioni fino a quando il TAR non si sarà espresso sui ricorsi, spronino Città Metropolitana a mantenere l’impegno preso e ad arrivare quindi all’annullamento dell'autorizzazione – dichiara Claudio De Agostini, Presidente del Circolo Legambiente Parabiago – al quale dovrà seguire anche l’imposizione del ripristino dei terreni interessati dalle attività della cava».

Per ribadire il suo deciso no alla discarica e per informare la cittadinanza sui rischi ambientali e per la salute legati alla presenza di rifiuti interrati nel parco, Legambiente si unisce al Comitato dei Cittadini Antidiscarica di Busto Garolfo e Casorezzo che venerdì 15 Dicembre alle 20.30 presso l’aula Magna della Scuola Media di Busto Garolfo organizzano un’assemblea pubblica. I circoli di Legambiente di Parabiago e Nerviano, inoltre, hanno chiesto un incontro ai sindaci del Parco del Roccolo per valutare la situazione attuale del parco e le prospettive future, alla luce delle criticità sollevate dall’approvazione del progetto della discarica.


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LEGAMBIENTE PRESENTA RICORSO AL TAR CONTRO L’AMPLIAMENTO DEL CENTRO COMMERCIALE AUCHAN DI CINISELLO BALSAMO

MILANO, 14 DICEMBRE 2017                                                                   COMUNICATO STAMPA




“Non possiamo accettare questo ennesimo sfregio al territorio, inutile per lo sviluppo economico locale e dannoso per il consumo di suolo, l’impatto sul traffico veicolare e la qualità dell'aria”


Gallerie commerciali, ristorazione, 3 palazzi di 7 piani per uffici destinati a diventare sedi di multinazionali, un planetario ed un cinema multisala con 19 sale di proiezione. È un progetto faraonico quello dell’ampliamento del centro commerciale Auchan di Cinisello Balsamo, al confine con Monza, realizzato in un'area che prevede un ambito di trasformazione dalla superficie complessiva di 300.000mq. Un progetto redatto senza alcuna Valutazione Ambientale Strategica ed in forza di una VIA lacunosa e contradditoria.

«Non possiamo accettare questo ennesimo carico ambientale sul territorio, determinato da un’opera enorme quanto inutile per lo sviluppo economico locale, destinata a diventare una cattedrale dei consumi in un contesto urbano sempre più desertificato delle sue vitali attività commerciali di prossimità. Un’opera che consideriamo dannosa per l’inevitabile impatto sul traffico veicolare, che metterà in ginocchio il sistema viario, peggiorando ulteriormente la qualità dell'aria in una città che ha già cementificato il 75% del suolo libero» dichiara Angelo Fabretto, presidente del circolo Legambiente di Cinisello Balsamo

Per questo motivo Legambiente Lombardia ed il Circolo Legambiente di Cinisello Balsamo hanno organizzato una serata di informazione alla cittadinanza tenutasi ieri sugli effetti dell'approvazione, da parte del Comune di Cinisello Balsamo, del Programma Integrato d'Intervento che darà di fatto l’avvio alla realizzazione di quello che si configura come il più grande centro commerciale d’Italia.

«La mancanza di una Valutazione Ambientale Strategica e il rifiuto sistematico di prendere in considerazione le osservazioni ambientali al progetto da parte del comune, che ha preferito assecondare discutibili scorciatoie procedurali anziché intraprendere un processo aperto e allargato di valutazione, sono aspetti che ci hanno spinto a presentare un ricorso al TAR contro il progetto - spiega Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia - Questa nuova opera viene costruita in fregio ad una già esistente ampia struttura commerciale, a ridosso della Lecco-Milano, chiusa da oltre due anni: stiamo, di fatto, già assistendo alla rinascita di un grande centro commerciale a partire dalle sue stesse ceneri. Un intervento sicuramente aggressivo e invadente che non coincide certamente con la nostra idea di rigenerazione urbana».

Secondo Legambiente è sempre più necessaria una pianificazione regionale, che impedisca la nascita di strutture commerciali così impattanti e concentrate in un territorio che ha già una densità eccessiva di carichi ambientali: non possiamo più affrontare la situazione in una logica locale e di breve periodo. Nell’area milanese non servono altri enormi centri commerciali, ma operazioni di recupero di aree dismesse e degradate con progetti sostenibili che puntino sulla valorizzazione delle aree verdi, delle strutture sportive, dei centri storici che esprimono la loro naturale vocazione civica e sociale. Quello che l'amministrazione comunale di Cinisello Balsamo propaganda come 'porta d’accesso alla città' si configura invece come un’ennesima ammucchiata di cemento, negozi, parcheggi e rampe congestionate sia dai clienti del centro commerciale che dagli utenti dei parcheggi di interscambio con le future stazioni delle metropolitane linee M1 e M5: un mix generatore di flussi di traffico esplosivi. «Crediamo che la vera porta da valorizzare per l'ingresso a Cinisello debbano essere gli spazi verdi del Parco del Grugnotorto, grande polmone verde metropolitano in gran parte ancora da realizzare, non certo questo ecomostro commerciale» conclude Legambiente.

Qualche numero
La convenzione parla di 151.788mq di slp di cui:

a) 95.374 mq a funzione commerciale

b) 2.480 mq per uffici direttivi (uffici centro commerciale);

c) 9.655 mq per servizi alla persona, pubblici esercizi, oltre a spazi direzionali (attività di somministrazione di alimenti e bevande e attività paracommerciali);

d) 9.849 mq con destinazione “mall/galleria commerciale” nei quali saranno collocati farmacia/parafarmacia/tintoria/centro diagnostico, poliambulatorio, non oggetto di asservimento ad uso pubblico;

e) 34.430 mq per funzione terziaria nel lotto B.


In aggiunta a queste superfici il PII contempla 29.672mq per gallerie aperte al pubblico passaggio, spazi di connessione e per servizi alla persona d’interesse generale metropolitano, che grazie alla modifica al Piano dei servizi introdotta con delibera n. 55 del dicembre 2015 vengono sottratti dal calcolo della superficie assentibile. Inoltre non figurano nel conteggio i 18.699 mq per la realizzazione di un cinema multisala ed annesso planetario di 434 mq.

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martedì 12 dicembre 2017

Pendolaria 2017 TRA LE 10 LINEE PEGGIORI D’ITALIA LA BRESCIA-CASALMAGGIORE-PARMA

MILANO, 11 DICEMBRE 2017                                                                 COMUNICATO STAMPA


Legambiente: "Il trasporto ferroviario in regione è ancora inadeguato, con treni obsoleti e soggetti a guasti"



Come ogni anno, puntuale all’entrata in vigore dell’orario invernale, Legambiente lancia la campagna Pendolaria, una mobilitazione a fianco di chi ogni giorno prende il treno per andare a lavorare, a scuola o all’università, con l’obiettivo di far capire quanto sia importante e urgente migliorare il trasporto pubblico su ferro. Il rapporto redatto da Legambiente analizza lo stato delle linee ferroviarie italiane, prendendo in esame il periodo 2010-2017. Per quanto riguarda la Lombardia è ancora una volta l’età dei treni a destare preoccupazione, in quanto i convogli in circolazione contano mediamente 17 anni di servizio, dato tra i peggiori d’Italia. Nettamente meglio il Trentino con 9 anni, il Friuli con 9,5, il Veneto con 10,6, la Toscana con 11,4 e il Piemonte con 11,5. La Lombardia è a metà classifica, invece, delle regioni come aumenti tariffari apportati + 30,3% (molto peggio hanno fatto Campania con le tariffe aumentate del 48,4%, la Liguria con il 48,9% e il Piemonte con il 47,3%), aumenti che, sebbene più contenuti di altre regioni, sarebbero più accettabili se vi si associasse un miglioramento dei servizi.



«La necessità di aumentare decisamente il numero di passeggeri che viaggiano in treno e, nelle principali città, di chi si sposta in metro e in tram, per migliorare la qualità dell’aria e ridurre le emissioni di CO2 come previsto dall’Accordo di Parigi, non si sposa con l’offerta ferroviaria operata sul territorio – dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – Il futuro della nostra regione passa anche attraverso una seria politica di riqualificazione dell’offerta di trasporto collettivo: in una delle aree a maggior densità di strade e autostrade d’Europa e con il più elevato livello d’inquinamento atmosferico, non è possibile che Regione Lombardia continui a distrarre finanziamenti al trasporto pubblico aumentando inutilmente la mobilità su gomma e lasciando i pendolari a fronteggiare sistematici ritardi, treni soppressi e carrozze inadeguate».



Per quanto riguarda i tagli ai servizi, la nostra regione non ha operato una sforbiciata alle tratte previste sul territorio, come invece avvenuto in regioni Lazio, Umbria, Veneto e la provincia di Bolzano. Eppure l’entrata in vigore dell’orario ferroviario invernale vede ancora una volta aumentare l’offerta di treni ad alta velocità, come per esempio le 50 corse al giorno di Frecciarossa e le 25 di Italo da Milano a Roma, per un aumento dell’offerta del 78,5% dei treni veloci in circolazione in 7 anni, con un treno ogni 10 minuti negli orari di punta; a discapito, invece, di migliorie e novità sul resto delle linee regionali e interregionali più utilizzate dai pendolari.



Nel dossier presentato in concomitanza con la campagna, si elencano le dieci linee pendolari peggiori d’Italia. Tra queste figura anche una tratta che investe il territorio lombardo: la Brescia-Casalmaggiore-Parma, emblema della scarsa qualità del servizio. La classifica è stata redatta unendo le proteste degli utenti per i ritardi e i tagli, la tipologia dei treni, la capienza e l’età delle carrozze, la carenza di orari adatti per l’utenza pendolare, la frequenza dei convogli, la condizione delle stazioni. La linea Brescia-Casalmaggiore-Parma comprende 92 km, percorsi a 46 km/h di media su cui i pendolari riscontrano quotidiani disagi e condizioni non degne di un collegamento tra centri urbani importanti e tra due delle regioni ricche e a maggiore domanda di pendolarismo in Italia. Sulla tratta viaggiano meno di 30 treni giornalieri: neppure un treno l’ora durante l’arco della giornata. È palesemente sotto utilizzata e versa da diversi anni in una condizione di abbandono. Un’altra nota dolente, infatti, riguarda il materiale rotabile che ha un’età media superiore ai 30 anni e rispetto al 2009 il treno più veloce impiega 20 minuti in più. Nell’ultimo anno, inoltre, si è verificata una serie di gravi guasti alla linea, che hanno messo a repentaglio la salute e la sicurezza di molti pendolari. Tra le 25 linee lombarde, è quella che ha avuto gli indici di affidabilità più bassi.



Ricordando i tre mesi di disagi delle popolazioni del casalasco, del mantovano e del parmense, il Sindaco di Sabbioneta i rappresentanti del Comitato Treno Ponte tangenziale e Legambiente della Lombardia hanno rinnovato la richiesta alle due regioni interessate, Lombardia ed Emilia, ed alle rispettive aziende ferroviarie, Trenord e TPER, di adottare e provare a mettere in campo una navetta ferroviaria da Casalmaggiore a Parma aggiungendo ai 29 treni giornalieri ulteriori 18 treni giornalieri.


«La linea Brescia-Casalmaggiore-Parma si aggiudica la maglia nera tra le tratte italiane per i disagi a cui sono sottoposti i pendolari ogni giorno – spiega Dario Balotta, responsabile trasporti di Legambiente Lombardia – La proposta di inserimento di una navetta ferroviaria è volta a potenziare l’offerta dei treni in alcune fasce orarie di maggior traffico e assicurare almeno un treno l’ora per tutta la giornata, vista una domanda potenziale di oltre un migliaio di utenti al giorno, calcolata sul numero di auto che transitano quotidianamente sul ponte di Casalmaggiore di 12 mila veicoli con 1,1 passeggero di media. Lombardia ed Emilia Romagna, non hanno alibi, Trenord e Tper potrebbero scambiarsi i ruoli: il primo ci metterebbe i treni e il secondo il personale. Treni, peraltro già disponibili: parliamo di due automotrici diesel 668 accoppiate presenti nel deposito locomotive di Trenord a Iseo».


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mercoledì 6 dicembre 2017

ECOFORUM RIFIUTI: IL CAMMINO DELLA LOMBARDIA VERSO L’ECONOMIA CIRCOLARE

COMUNICATO STAMPA

 
Presentato il dossier Comuni Ricicloni 2017: premiati 258 Comuni Rifiuti Free.
Menzione speciale per 22 Comuni con oltre 100kg di organico procapite raccolto all’anno. Con Finalmente Ricicloni 19 Comuni raggiungono il 65% di raccolta differenziata  

Milano, 5 Dicembre 2017 – La grande sfida che la nostra società ha di fronte è invertire la rotta nel consumo indiscriminato di risorse, ripensando criticamente la cultura della produzione fondata sull’egemonia dell’usa e getta e dello scarto. Lo spreco di materie prime ed energia non solo ha depauperato il capitale naturale e contribuisce tutt’ora ad alimentare i cambiamenti climatici, ma ha anche creato sperequazioni ed emarginazione sociali profonde. È necessario, dunque, lavorare su processi che sempre più siano in grado di garantire da un lato l’uso efficiente delle risorse, dall’altro il prolungamento del ciclo di vita dei prodotti, con evidenti vantaggi ambientali ed economici, minimizzando gli scarti, i trasporti e massimizzando la messa in circolo di conoscenza e innovazione tecnologica nell’ambito del recupero dei materiali, nella riduzione significativa dell’impiego di materie prime, delle emissioni di CO2 e dei rischi legati alla dispersione di prodotti inquinanti nell’ambiente.
Con questo scopo nasce il primo Ecoforum Lombardia: dai rifiuti alle risorse, organizzato da Legambiente Lombardia, che si prefigge di promuovere progetti multidisciplinari con i diversi interlocutori locali (università, istituti di ricerca, scuole superiori, volontariato, mondo agricolo, istituzioni, PMI).

«Abbiamo scelto di mettere in rete esempi d’innovazione industriale, aziende, enti pubblici e imprese sociali, tutte già impegnate con successo nella gestione sostenibile dei rifiuti, nel riuso e nel riciclaggio investendo su un nuovo modello produttivo che dimostra come il passaggio dall’economia lineare a quella circolare sia una strada non solo percorribile, ma già in atto. - spiega Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia - La Lombardia gioca in questo un ruolo da protagonista: si moltiplicano, infatti, le esperienze virtuose e cresce la raccolta differenziata e la riduzione dei rifiuti».

In Europa è tutt’oggi centrale il dibattito sui rifiuti, con l’approvazione definitiva prevista a gennaio 2018 da parte del Consiglio del pacchetto sull’economia circolare, che punta ad aumentare i target di riciclaggio al 2030 al 70% per i rifiuti urbani e all’80% per gli imballaggi, segnando la strada di una politica europea in grado di trasformare l’emergenza rifiuti in una grande opportunità economica e occupazionale.
Sul fronte nazionale la Lombardia punta ad avere un ruolo da protagonista in questo nuovo modello economico. Lo dimostrano le tante e diverse realtà che sul territorio stanno investendo sull’economia circolare: secondo l’ottavo rapporto GreenItaly 2017 di Fondazione Symbola e Unioncamere, nella regione oltre 63mila imprese lavorano sulla sostenibilità, con più di 81mila assunzioni nell’ambito dei greenjobs nel 2016. E sono sempre più anche le cooperative, associazioni o imprese, che fanno economia circolare con l’attenzione al sociale e al reinserimento lavorativo di soggetti svantaggiati.

«La sfida per il futuro della gestione dei rifiuti in Lombardia è legata non solo alla capacità dei comuni e delle aziende di gestire al meglio i rifiuti ma anche alla possibilità di riconversione degli impianti di smaltimento esistenti – sottolinea Simona Colombo, direttrice di Legambiente Lombardia –. Per questo motivo nell’edizione 2017 abbiamo voluto cominciare a mettere in luce le migliori, ma non le uniche, esperienze di economia circolare operanti sul nostro territorio quali esempi di una filiera che potrebbe portare la Lombardia a liberarsi dai rifiuti e dalle decine di buchi scavati nel territorio per sotterrarli, arricchendosi invece di materie da riciclare, rigenerare e riutilizzare».

Ecoforum Lombardia è stata l’occasione per presentare la XXIII edizione del dossier Comuni Ricicloni realizzato in collaborazione con Arpa Lombardia. I “Ricicloni” sono tutti quei Comuni che si sono distinti per aver ridotto a 75kg (o meno) per abitante all’anno il residuo secco indifferenziato prodotto dai propri cittadini, ovvero tutto ciò che non può essere al momento riciclato. Sono 258 le amministrazioni locali che in Lombardia hanno raggiunto questo risultato: comuni grandi e piccoli che hanno saputo gestire, attraverso le aziende del ciclo dei rifiuti a cui sono collegate, una raccolta differenziata che supera il 65%, a volte anche di diversi punti percentuali, e che operano secondo il principio della prevenzione della produzione degli scarti, attuando una gestione dei rifiuti intelligente, attenta, rispettosa e sostenibile. Inoltre, 22 Comuni si aggiudicano la menzione speciale per la raccolta della frazione organica oltre i 100 kg, tra questi spiccano non solo comuni, ma anche capoluoghi di provincia come Como, Bergamo, Varese e Milano, quest’ultima registrando un risultato unico in Italia tra le grandi metropoli.
Analizzando più da vicino la situazione, troviamo una Lombardia con velocità ancora troppo differenti tra provincia e provincia. Si passa, infatti, dall'81,8% di raccolta differenziata della provincia di Mantova, con ben 59 Comuni che rientrano tra i Comuni Rifiuti Free, al 44,5% della provincia di Pavia che, seppur con un miglioramento di 20 punti rispetto a qualche anno fa e grazie al salto di qualità del Comune capoluogo, continua ad andare all'inseguimento delle altre realtà lombarde. Novità dell’edizione 2017 è la tabella dedicata ai Finalmente Ricicloni, che comprende 19 Comuni che hanno raggiunto il 65% di raccolta differenziata, effettuando un balzo del 20% rispetto il risultato dello scorso anno, con una nutrita rappresentanza della provincia di Brescia. Ci sono, però, ancora diversi comuni che non sono entrati nelle classifiche non avendo raggiunto almeno la percentuale del 65% indicata come obbligo di legge.

Cosa manca per arrivare davvero ad una Lombardia Rifiuti Free? Di fronte ad aziende all'avanguardia nella gestione dei rifiuti, a privati che in forma associata cercano di prevenire, ridurre e riutilizzare i rifiuti, non c’è ancora la traduzione di tutto ciò in un sistema organico, che incrementi i processi innovativi in corso e pianifichi un'impiantistica adeguata alla creazione di nuove opportunità che l'economia circolare può produrre e che metta in luce, attraverso i risultati, le buone pratiche e le innovazioni che sono alla base del cambiamento verso una vera Economia Circolare. Ecoforum Lombardia: dai rifiuti alle risorse si prefigge proprio di essere uno strumento per mettere in relazione queste realtà, farle dialogare e dare una spinta sensibile ai processi di innovazione in corso, spesso isolati e disaggregati.
Ecoforum Lombardia è reso possibile grazie al patrocinio di Regione Lombardia, Città Metropolitana di Milano, Comune di Milano, l’indispensabile contributo di Fondazione Cariplo, il sostegno di Novamont, Fater, Mantova Ambiente, Riciclia e il supporto tecnico di Ars Ambiente.


Il dossier Comuni Ricicloni 2017 completo di tabelle è scaricabile in versione pdf al seguente link: http://bit.ly/2BwTurz

sabato 2 dicembre 2017

Agricoltura e Biodiversità, in festa nell'Adda Martesana

Sabato 2 dicembre 2017 a Cernusco sul Naviglio si è tenuta un incontro pubblico di confronto far rappresentanti del modo agricolo e esponenti del mondo delle associazioni per parlare di Agricoltura e Biodiversità.


Ecco alcune foto dell'incontro:





giovedì 30 novembre 2017

VIGEVANO-MALPENSA: ANCHE DALLA CITTÀ METROPOLITANA UN FORTE NO VOTATA LA MOZIONE CON RICHIESTA A REGIONE LOMBARDIA E MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE DI ABBANDONARE I LAVORI

MILANO, 30 NOVEMBRE 2017                                    COMUNICATO STAMPA


Oggi, con un voto a larga maggioranza del Consiglio, anche la Città Metropolitana dice il suo netto no al progetto della superstrada Vigevano-Malpensa. Il testo della mozione, approvato questa mattina, chiede a Regione Lombardia e al Ministero delle Infrastrutture di “abbandonare definitivamente il progetto” e di utilizzare le risorse disponibili per completare rapidamente il raddoppio ferroviario sulla tratta Milano-Mortara e per riqualificare la viabilità esistente.

Dopo il Parco del Ticino, il Parco Sud e l’appello dei Sindaci del territorio interessato dall’infrastruttura, ora anche la Città Metropolitana di Milano si è pronunciata in modo chiaro.

«Il fronte del NO è molto ampio, anche Regione e Ministero si dovranno convincere della inutilità dell’opera. – dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – Ora ci aspettiamo che Città Metropolitana, forte del voto di oggi e del parere dei suoi Parchi e della stragrande maggioranza dei suoi Comuni, si presenti alla Conferenza dei Servizi, convocata a Roma il prossimo 14 dicembre, con una delegazione che proponga la chiusura immediata della Conferenza stessa».

Legambiente Lombardia si aspetta inoltre che, in vista della imminente campagna elettorale regionale, le forze politiche che si candidano alla guida della Lombardia abbandonino definitivamente gli insensati programmi di nuove strade che hanno caratterizzato l’Amministrazione uscente (vedi Programma Regionale Infrastrutture) e mettano in campo una svolta radicale verso una politica della mobilità orientata alla sostenibilità e alla difesa del suolo. «La Lombardia non può più avere tra le sue priorità la crescita delle dotazioni stradali: il futuro della mobilità dei lombardi è differente, contempla più formule di trasporto collettivo e condiviso. In questo quadro la vera priorità su cui investire risorse è quella di attrezzare le infrastrutture e i servizi di mobilità attuali alle nuove esigenze di mobilità elettrica. Di certo non c'è spazio per una crescita della motorizzazione privata, degli inquinamenti e della congestione del traffico» conclude Meggetto.

Ufficio stampa Legambiente Lombardia
Silvia Valenti
Cell. 3498172191
Tel. 02 87386480

martedì 28 novembre 2017

COUS COUS KLAN



COUS COUS KLAN
In prima nazionale all'Elfo Puccini dal 12 al 30 dicembre.
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Ecoforum Lombardia 2017



giovedì 23 novembre 2017

«Il fiume Chiese e il suo lago d'Idro»

Un convegno di alto profilo quello organizzato per questo sabato, 25 novembre, a Villanuova dall’associazione “Amici della Terra” e da Legambiente Lombardia. Al centro del dibattito il fiume Chiese e il lago d’Idro

L’associazione "Amici della Terra Lago d’Idro e Valle Sabbia" e Legambiente Lombardia, con il patrocinio del Comune di Villanuova sul Clisi organizzano per questo sabato, 25 novembre, un convegno per risolvere la grave anomalia dell'assenza del deflusso minimo vitale in lunghi tratti del Fiume Chiese, dove viene fatto mancare artificialmente da molti decenni per ragioni produttive.

Il convegno, il cui tema è “Il fiume Chiese e il suo lago d’Idro: il valore del deflusso minimo vitale ovunque nei corsi d’acqua, per approdare alla gestione oculata della risorsa, preziosa per tutti”, è aperto a tutta la popolazione dei 30 Comuni dell’asta del fiume Chiese, con un particolare invito alle Associazioni ambientaliste.

Interverranno il prof. Carlo Maria Medaglia, capo segreteria tecnica del Ministero dell’Ambiente, il prof. Maurizio Siligardi, ecologo fluviale, l’ing. Luigi Mille, dirigente regionale AIPO e regolatore del lago d’Idro, Giuseppe Nabaffa, sindaco di Idro, e don Gabriele Scalmana, responsabile Pastorale del Creato per la diocesi di Brescia.

Introdurrà il convegno Gianluca Bordiga, presidente dell’Associazione Amici della Terra Lago d’Idro Valle Sabbia.

Le riflessioni conclusive saranno affidate a Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia.

L’appuntamento è per questo sabato, 25 novembre, dalle ore 9.30 alle ore 13.00 presso la Sala consiliare di Villanuova sul Clisi.

mercoledì 22 novembre 2017

ECOSISTEMA RISCHIO 2017: IN LOMBARDIA 1224 COMUNI SOTTOPOSTI A RISCHIO IDROGEOLOGICO

MILANO, 22 NOVEMBRE 2017                                             COMUNICATO STAMPA


Legambiente: “La chiave per la mitigazione del rischio è restituire spazi al naturale deflusso delle acque e rendere efficienti i vincoli esistenti per fermare il consumo di suolo”
La Lombardia non è esente dal rischio idrogeologico. Secondo l’ultima classificazione stilata dall’ISPRA, infatti, sono 1224 su 1523 i Comuni lombardi classificati ad elevato rischio, vale a dire l’80,4% del totale. Si tratta di territori sui quali insistono attività produttive, aree residenziali, strutture sensibili e ricettive in aree a rischio esondazioni e frane. L’annuale indagine di Legambiente Ecosistema Rischio, il dossier di monitoraggio finalizzato a valutare l’esposizione al rischio idrogeologico nel nostro territorio e l’efficacia di attività di prevenzione e mitigazione condotte dalle amministrazioni locali, sia attraverso una corretta gestione del territorio e dei corsi d’acqua, sia attraverso l’organizzazione e la crescita dei sistemi locali di protezione Civile, dipinge un quadro ancora dalle tinte fosche. Il documento viene realizzato dall’associazione attraverso un questionario che è stato sottoposto ai Comuni classificati come a rischio. Degli oltre 1200 presenti nella nostra regione, hanno risposto solamente in 360, il 31% dei Comuni a rischio. Il dato positivo è che di questi l’88% dichiara di avere un piano di emergenza, ma solo il 24% svolge attività di informazione dei cittadini sui rischi del proprio territorio.

«La Lombardia negli ultimi anni ha investito molto in opere di mitigazione e prevenzione, non si può abbassare la guardia, perché viviamo in un territorio fortemente antropizzato, dove spesso si sceglie di arginare e intubare i corsi d’acqua piuttosto che restituire loro un naturale deflusso e dove gli agglomerati urbani continuano a crescere, in un’azione smodata di consumo ed erosione dei suoli. – spiega Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – Nell’edizione 2017 ci sarebbe piaciuto avere una partecipazione più ampia da parte dei Comuni nella comunicazione dei dati sulle attività che svolgono per mantenere la sicurezza dei propri abitanti, in quanto il dossier rappresenta uno strumento utile per fare una doverosa informazione ai cittadini sui rischi che corrono e su cosa fare e dove andare in caso di emergenza».

Come mostrano i dati raccolti nel dossier, in Lombardia ancora il 60% delle abitazioni è in aree sensibili a rischio frane e allagamenti, ma il dato positivo è che il 55% dei Comuni che hanno aderito all’indagine ha svolto azioni di mitigazione e oltre il 70% opere di manutenzione nell’ultimo anno, ma solo il 2,5% ha operato delocalizzazioni di edifici e aziende da aree a rischio.
Il dossier raccoglie le risposte fornite dai Comuni suddividendole in aree tematiche: esposizione a rischi, attività di prevenzione e sistema locale di protezione civile. In particolare le voci indagate riguardano: presenza di industrie, case, interi quartieri e strutture sensibili, turistiche o commerciali in aree a rischio idrogeologico; attività di edificazione nell’ultimo decennio; manutenzione ordinaria sponde e opere difesa idraulica: opere di mitigazione; tombamento di corsi d’acqua; delocalizzazione di case e/o fabbricati industriali da aree a rischio; recepimento del PAI; attività di monitoraggio; redazione di un piano d’emergenza comunale e il suo aggiornamento; recepimento del sistema di allertamento regionale; attività di informazione e sensibilizzazione alla popolazione ed esercitazioni rivolte ai cittadini.
Immagine incorporata 1
A questo link è disponibile il dossier nazionale completo di tabelle con le risposte dei singoli Comuni: https://www.legambiente.it/sites/default/files/docs/ecosistema_rischio_2017.pdf