venerdì 29 marzo 2013

Iniziative al Parco del Lura



CONSORZIO PARCO DEL LURA
PARCO LOCALE D'INTERESSE SOVRACOMUNALE
Via IV Novembre 9/a, 22071 Cadorago (CO) - Fraz. Caslino al Piano
Tel. 031.901491 - Fax. 031.8881621
www.parcolura.it
In questo numero:

RETI ECOLOGICHE: PIANIFICAZIONE, CONSERVAZIONE E GESTIONE ATTIVA DEL TERRITORIO Il 7, 8 e 9 maggio presso la sede del Parco del Lura si terrà un Corso gratuito di formazione sulle reti ecologiche, realizzato dal Consorzio nell'ambito del progetto co-finanziato da Fondazione Cariplo sui corridoi ecologici

ESCURSIONI SOMEGGIATE NEL PARCO DEL LURA Domenica 7 aprile la prima escursione alla scoperta del Parco del Lura in compagnia degli asini

FESTEGGIA IL COMPLEANNO NEL PARCO DEL LURA! Per festeggiare il compleanno in modo divertente e originale, perchè non passare una giornata nel Parco del Lura in compagnia dei propri amici?

IL CONSORZIO PARCO DEL LURA AUGURA A TUTTI UNA SERENA PASQUA!

mercoledì 27 marzo 2013

Quinta Conferenza Europea sulla Riqualificazione Fluviale

Si terrà a Vienna, dall' 11 al 13 settembre 2013, la Quinta Conferenza Europea sulla Riqualificazione Fluviale "Riqualificare Fiumi in Europa: Celebrando i Successi e Indirizzando le Sfide", organizzata dall'European Centre for River Restoration (in Partnership col progetto RESTORE).

La conferenza offrirà:
  • Emozionanti esempi di sforzi concreti per ripristinare lo stato naturale e il funzionalità dei corsi d'acqua e come questo ha migliorato la gestione del rischio alluvioni, l'ecologia del fiume e sostenuto le infrastrutture verdi e lo sviluppo delle comunità. Saranno visitati diversi siti lungo il Danubio in escursioni di campo ispiratrici;
  • Scambio di competenze sulla Riqualificazione Fluviale da presentazioni di esperti, visite di campo in siti riqualificati, e workshop;
  • Preziose opportunità di creazione di rete: la piattaforma ideale per incontrarsi e condividere idee con professionisti e operatori coinvolti nella tutela e al ripristino dei fiumi europei di idee simili.
La Quinta Conferenza sulla Riqualificazione Rluviale metterà in evidenza ciò che i teorici e gli operatori più importanti di Riqualificazione Fluviale hanno da offrire nel contribuire a portare un nuovo modo di pensare al raggiungimento di obiettivi di Riqualificazione e di gestione dei fiumi Europei.
Si ricorda che il 15 aprile 2013 scade il termine ultimo per inviare i propri contributi e partecipare così alla conferenza.
Evento segnalo da CIRF, Centro Italiano Riqualificazione Fluviale.
  • Emozionanti esempi di sforzi concreti per ripristinare lo stato naturale e il funzionalità dei corsi d'acqua e come questo ha migliorato la gestione del rischio alluvioni, l'ecologia del fiume e sostenuto le infrastrutture verdi e lo sviluppo delle comunità. Saranno visitati diversi siti lungo il Danubio in escursioni di campo ispiratrici;
  • Scambio di competenze sulla Riqualificazione Fluviale da presentazioni di esperti, visite di campo in siti riqualificati, e workshop;
  • Preziose opportunità di creazione di rete: la piattaforma ideale per incontrarsi e condividere idee con professionisti e operatori coinvolti nella tutela e al ripristino dei fiumi europei di idee simili.

La Quinta Conferenza sulla Riqualificazione Rluviale metterà in evidenza ciò che i teorici e gli operatori più importanti di Riqualificazione Fluviale hanno da offrire nel contribuire a portare un nuovo modo di pensare al raggiungimento di obiettivi di Riqualificazione e di gestione dei fiumi Europei.

Pressione sulle risorse idriche: il punto del WWF Italia


Pressione sulle risorse idriche: il punto del WWF ItaliaClicca qui per ingrandire l'immagineIl 22 marzo, in tutto il globo, è stata celebrata la Giornata Mondiale dell'Acqua. Nell'occasione, WWF Italia ha evidenziato come la pressione umana sulle risorse idriche sia estremamente elevata e insostenibile per il futuro nel caso dovessimo continuare a incrementare i consumi, come gli attuali trend confermano.
Gli ecosistemi d'acqua dolce ricoprono appena l'1% della superficie del Pianeta e ospitano il 7% delle 1,8 milioni di specie oggi descritte dalla scienza. Su un totale di 1,4 miliardi km³ di acqua disponibile sul Pianeta solo il 2,5% (35 milioni di km³) è costituito da acqua dolce (fiumi, laghi, ghiacciai ecc.), di cui solo meno dell'1% è potenzialmente utilizzabile dall'uomo per le proprie necessità.
Gli ecosistemi di acqua dolce, pur ricoprendo solo l'1% della superficie terrestre, ospitano il 7% (126.000 specie) delle 1,8 milioni di specie a oggi descritte. Gli effetti dell'azione umana su questi ambienti sono devastanti: solo in Europa, negli ultimi 50-100 anni il 60% delle zone umide è andato perso perché convertito a usi più "redditizi" o perché non tutelato.
Come documenta il rapporto WWF "Living Planet Report 2012" fornendo i dati sull'Indice del pianeta vivente (Living Planet Index) il declino di questo indice per quanto riguarda gli ecosistemi delle acque dolci è stato superiore a quello di tutti gli altri biomi. Complessivamente, l'Indice delle acque dolci globale è diminuito del 37% fra il 1970 e il 2008 e quello delle acque dolci tropicali, in particolare, è diminuito in maniera più drammatica, del 70%.
Il WWF Italia da sempre attraverso le proprie Oasi protegge alcuni dei più importanti ecosistemi d'acqua dolce: sono 50 le Oasi WWF, su un totale di 120, che tutelano ecosistemi d'acqua dolce e le loro specie, come ad esempio le Oasi di Burano (Toscana), Orbetello (Toscana), Le Bine (Lombardia), le Saline di Trapani (Sicilia), e Valle Averto (Veneto).
La fotografia scattata dal WWF Italia sull'approvvigionamento idrico è purtroppo destinata ad assumere sempre di più i caratteri di un'emergenza sia per l'uomo che per la Natura: gli ecosistemi d'acqua dolce, infatti, non solo forniscono l'habitat per la sopravvivenza di numerosissime specie ma consentono anche lo stoccaggio e la fornitura di acqua potabile per soddisfare i bisogni fondamentali della popolazione umana.
L'industria utilizza in media il 20% delle risorse idriche della Terra, ma la percentuale è molto più elevata nei paesi "avanzati": in media il 59% contro l'8% dei paesi a basso reddito . Secondo le stime dell'UNESCO, il volume d'acqua impiegato a scopi industriali passerà dai 752 km3 l'anno del 1995 ai 1.170 km3 nel 2025, arrivando a rappresentare circa il 24% del prelievo totale di acqua dolce. Non solo consumi diretti, l'industria è responsabile ogni anno dell'accumulo dalle 300 alle 500 tonnellate tra metalli pesanti, solventi, fanghi tossici e di altri rifiuti. Il contributo più significativo al carico di inquinanti proviene dalle industrie che utilizzano materie prime organiche e tra queste primeggia il settore alimentare come quello maggiormente inquinante.
Il settore agro-alimentare dei paesi ad alto reddito è responsabile del 40% dell'inquinamento organico in ecosistemi di acqua dolce, mentre per i paesi a basso reddito il contributo sale al 54%. In questi paesi, il 70% dei rifiuti industriali viene scaricato non trattato, inquinando anche l'approvvigionamento di acqua potabile. Utilizzare una minor quantità d'acqua riuscendo al tempo stesso a produrre più cibo o prodotti sarà cruciale per affrontare i problemi legati alla scarsità delle risorse idriche.
Cittadini, imprese, investitori ed istituzioni possono ridurre la propria impronta idrica (un indicatore di utilizzo dell'acqua dolce che misura l'uso sia diretto sia indiretto da parte di consumatori e produttori) cambiando e promuovendo abitudini, investimenti e strategie in grado di incidere sui processi produttivi per una riduzione dei consumi d'acqua. Per quanto riguarda i processi produttivi, un caso-studio italiano di calcolo della propria impronta idrica e di riduzione del consumo di acqua in agricoltura è rappresentato da Mutti, leader di mercato nella produzione di concentrato, passata e polpa di pomodoro. In collaborazione con WWF e l'Università della Tuscia, Mutti è stata la prima azienda in Italia e una delle poche al mondo, ad aver calcolato i consumi di acqua della propria produzione, dalla coltivazione del pomodoro al prodotto finito, concretizzando degli obiettivi di riduzione dell'impronta idrica del 3% entro il 2015 su tutta la filiera, attraverso misure per migliorare efficienza e efficacia nell'irrigazione e la riduzione dei fertilizzanti.
Tra le cose che invece può fare il cittadino, sia come utilizzatore del servizio idrico che come consumatore, c'è il calcolo della propria impronta idrica attraverso il carrello della spesa virtuale sul sito del WWF Italia www.improntawwf.it, che permette così di essere consapevoli di quanto 'oro blu' mettiamo nel nostro piatto con la scelta dei nostri prodotti alimentari.


Per informazioni:
WWF Italia
Tel. (+39 06 84497213
web: https://www.wwf.it/client/render.aspx

Parco Media Valle Lambro: Monza aderisce al PLIS


L'adesione del comune di monza al Monza aderisce al PLIS Parco Media Valle Lambro completa un disegno strategico di perimetrazione di un sistema verde lungo circa 11 km, di importanza fluviale e metropolitana, a cerniera tra i 5 comuni di Milano, Monza, Sesto, Cologno e Brugherio e 2 parchi regionali (Parco Valle Lambro e Parco Agricolo Sud).
L'Ente di gestione del parco attende ora dichiarazione d’adesione da parte del comune di Milano, poi l’iter di riconoscimento dell’ampliamento del PMVL potrà proseguire. La tappa successiva sarà l’approvazione di un protocollo d’intesa da parte dei Consigli comunali delle amministrazioni coinvolte.

La definizione del "Parco Media Valle Lambro.2" va così definendosi, portando verso la creazione di un parco metropolitano, che, con l’ampliamento proposto da Monza, raggiunge i 7 milioni di metri quadri.
Il Parco in breve. Il PLIS Media Valle del Lambro si estende per circa 300 ettari lungo il corso del fiume Lambro, tra i comuni di Brugherio, Cologno Monzese e Sesto San Giovanni. Costituisce una formidabile “cerniera” di un sistema verde di scala metropolitana


Per informazioni:
Parco Media Valle Lambro
web: http://www.pmvl.it

lunedì 25 marzo 2013

Parco Media Valle Lambro 2.0 - viaggio verso un parco metropolitano

Giovedì 4 aprile 2013 - ore 20.45 sala consigliare p.zza C. Battisti 1 - Brugherio


Il Parco Media Valle Lambro, in collaborazione con il Comune di Brugherio, organizza un incontro pubblico per illustrare i suoi lavori di progettazione, di concreta realizzazione e l’attività finalizzata al riconoscimento provinciale degli ampliamenti nei comuni di Milano e Monza.
L’obiettivo è ambizioso: un nuovo parco metropolitano, lungo 11 Km, con una superficie di 6,6 milioni di metri quadri.

La cittadinanza è invitata.

venerdì 22 marzo 2013

Al via la Giornata Mondiale dell’Acqua Acqua inquinata, emergenza trascurata

Milano, 21 marzo 2013                                                                                           Comunicato stampa

 
Ritornano le schiume nei fiumi, Legambiente denuncia un quadro infrastrutturale lombardo estremamente arretrato nel settore fognario e depurativo. Aspettiamo nuove multe UE?
L’Associazione lancia un appello alla nuova Giunta regionale: “Serve una task force coordinata per il disinquinamento di fiumi, laghi e falde sotterranee”

Si celebra domani in tutto il mondo la Giornata dell’Acqua, e per l’occasione Legambiente accende i riflettori sulla grande emergenza ambientale da tempo trascurata in Lombardia: quella della drammatica insufficienza e arretratezza del sistema fognario e depurativo, che richiede oggi ingenti investimenti per evitare le multe europee. Dal 1992, anno d’istituzione della Giornata Mondiale dell’Acqua, purtroppo è cambiato poco per lo stato di salute di falde e corpi idrici superficiali nella nostra regione. E gli attacchi continui ai corsi d’acqua in Lombardia, Olona e Lambro in particolare, lo dimostrano. Negli ultimi mesi si sono ripetuti sversamenti di tensioattivi e liquami nei fiumi ricreando preoccupanti analogie con il passato, quando i corsi d’acqua erano considerati al pari di canali di scolo per rifiuti di ogni genere. Il dato di fatto però è che, al netto delle condotte criminali, l'intera rete scolante da tempo è inadeguata a gestire le acque di scarico di una regione di 10 milioni di abitanti, e quindi sempre più spesso questi attentati alla vita dei fiumi sono legati a sistematici malfunzionamenti di fogne e collettori, che in tutte le provincie richiedono investimenti per svariati miliardi di euro. E se non bastasse il quadro desolante dello stato dei fiumi in pianura, le cose non vanno meglio in montagna, dove all'inquinamento si aggiunge il proliferare delle richieste di concessione per la produzione di energia idroelettrica. Nelle sole province alpine, esclusa Sondrio che ha introdotto una rigorosa regolamentazione, sono state centinaia le istanze sottoposte dal 2008 ad oggi e non esiste più fiume o torrente che non sia oggetto di almeno una richiesta di concessione per il mini idroelettrico (120 concessioni attive e 200 richieste a Brescia, 30 attive e 150 richieste a Bergamo, 61 richieste a Como, 7 attive e decine di richieste per 21 corpi idrici a Varese). Legambiente lancia un allarme anche sul problema nitrati. Troppo lentamente si stanno attuando le prescrizioni della Direttiva Nitrati della UE. Un problema che in Lombardia è accentuato dalla elevatissima densità di allevamenti zootecnici nella Bassa Pianura, ma che, soprattutto per quanto riguarda le falde, ha tra le proprie cause principali proprio l'obsolescenza e le perdite della rete fognaria, essendo i nitrati uno dei prodotti più persistenti dell'inquinamento da liquame fognario. Ben il 13% circa delle stazioni di monitoraggio di Arpa per le acque superficiali ha evidenziato, per il periodo 2008-2011, valori massimi delle concentrazioni di nitrati superiori ai 50 mg/l NO3, individuati come soglia dalle linee guida europee, e la situazione non dà segni di miglioramento. Di fronte alla gravissima situazione di inquinamento generalizzato delle acque di fiumi, laghi e falde della Lombardia, Legambiente ha preso carta e penna per segnalare la criticità ai neo-nominati assessori all'ambiente, all'agricoltura, alle infrastrutture e al territorio, esortandoli ad attivare e mantenere una task force sul risanamento idrico.

“Alla giunta Maroni chiediamo un forte impegno per mettere in campo un programma di infrastrutture fognarie e depurative adeguato a perseguire gli obiettivi vincolanti imposti dalla direttiva europea sull'acqua - dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia -  Il sistema delle infrastrutture e quello dei controlli risultano ancora gravemente insufficienti. Siamo consapevoli che si tratta di materia complessa e che richiede la mobilitazione di risorse per investimenti plurimiliardari, per questo auspichiamo uno sforzo trasversale agli assessorati, attraverso una task force regionale che integri le politiche regionali e rafforzi gli strumenti in questo settore estremamente strategico, a partire dall'attività di monitoraggio e di messa a disposizione di tutti i cittadini delle informazioni sullo stato di salute della risorsa idrica, informazioni oggi spesso inesistenti e comunque poco o per nulla accessibili”.

Il quadro gravissimo di inquinamento delle acque è solo in parte mitigato dalla grande disponibilità di risorse idriche in Lombardia: le precipitazioni ci garantiscono l’arrivo di circa 27 miliardi di metri cubi di acqua ogni anno, e non mancano sistemi naturali di accumulo per far fronte alle siccità: nevai, ghiacciai, laghi e falde fanno della Lombardia una delle regioni d'Europa con maggior disponibilità idrica. Nonostante ciò abbiamo problemi ciclici di scarsità idrica nei mesi caldi. Tra le cause di questa situazione sicuramente c’è l’eccessivo prelievo d’acqua. In Lombardia ogni goccia d'acqua che cade dal cielo viene usata cinque volte prima di defluire verso il mare, infatti i prelievi idrici si attestano a quasi 130 miliardi di m3/anno, gran parte dei quali (il 72%) prelevati e reimmessi nei fiumi dopo aver azionato le turbine delle centrali idroelettriche. “L’eccessivo sfruttamento provoca enormi problemi di qualità delle acque superficiali e sotterranee, perché avviene a scapito della circolazione idrica naturale necessaria a mantenere vivo l’ecosistema e a diluire gli inquinanti – insiste Di Simine -  quantità e qualità vanno di pari passo e per questo è fondamentale puntare ad aumentare le portate dei corsi d’acqua e delle falde  riducendo i consumi superflui e gli sprechi, particolarmente rilevanti nei settori civile e agricolo”.
Il settore agricolo è di gran lunga il principale utilizzatore d’acqua in Lombardia, la percentuale per il solo comparto irriguo-agricolo, al netto degli usi energetici, arriva fino all’84% del totale. Gli altri usi significativi sono quello civile con l’11% e l’uso industriale con il 5%. Per gli usi civili siamo particolarmente spreconi: la media di consumo dei lombardi è di oltre 200 litri/abitante al giorno, una enormità in rapporto ai 130 litri/ab di Paesi come la Germania. La priorità è senz'altro quella di ridurre i consumi idrici in agricoltura, il settore più esigente e che più di tutti deve mettere in campo strategie di adattamento al nuovo contesto di variabilità climatica, modificando orientamenti colturali e privilegiando colture meno esigenti, favorendo il risparmio idrico e il riutilizzo a fini irrigui delle acque depurate.
La grande emergenza lombarda si conferma l’annoso problema degli scarichi inquinanti civili ed industriali, dei depuratori mal funzionanti e dell’artificializzazione dei corsi d’acqua che fanno sì che ad oggi il 50% dei nostri corsi d’acqua non raggiunga uno stato di qualità accettabile. Siamo ben lontani, dunque, dagli obiettivi che la Direttiva Quadro sulle Acque (2000/60/CE) ci impone di raggiungere entro il 2015.
Tra gli appuntamenti in occasione della Giornata dell’Acqua, sabato 23 marzo, dalle ore 16, in Cascina Cuccagna Legambiente, Gruppo Verde, Rete Civica di Milano e Università Bicocca invitano tutti al laboratorio “L’acqua tra curiosità e false leggende”.  L’evento si inserisce nel progetto L’Abbiamo Imbroccata che promuove la conoscenza e sensibilità al consumo dell’acqua di rubinetto presso locali, aziende e amministrazioni.  Info: www.labbiamoimbroccata.it.
L’Ufficio stampa Legambiente Lombardia 02 87386480

martedì 19 marzo 2013

Progetto “Diamo un calcio allo spreco!”

22  marzo 2013 Ore 11.00 - Giornata Mondiale dell’Acqua 2013
Villa Necchi Campiglio, via Mozart 14, Milano

Programma:
Parteciperanno i tecnici dell’U cio Bilancio idrico e Geologia per informazioni e aggiornamenti
sull’evoluzione del progetto. Al termine della cerimonia è previsto un piccolo bu ffet.
- h 10.45  Accredito ospiti
- h 11.00 Saluti istituzionali e presentazione del progetto
- h 11.30 Premiazione dei Comuni coinvolti, alla presenza del presidente di CAP Holding Alessandro Ramazzotti e del direttore generale Michele Falcone.

Schiuma nel Lambro - Ancora uno sversamento nel Lambro.

Lunedì 18 marzo a Monza, fra il ponte di San Gerardino e il ponte di via Azione Visconti, sono comparse grosse macchie di schiuma biancastra. Molto probabilmente, come lo scorso 8 marzo, il problema è nato a causa del depuratore a Nord di Monza: in situazioni di forte carico d’acqua, dovute alla pioggia battente, l’impianto lascia passare le sostanze più leggere come sapone e detersivi che si trasformano in spuma. L’allarme è stato lanciato da alcuni passanti verso le 16.30. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia provinciale e una pattuglia delle Gev, le guardie ecologiche volontarie. I funzionari dell’Arpa hanno raccolto campioni di schiuma per risalire all’azienda autrice dello sversamento 

Fonte: Corriere della Sera.it - fotonotizia di Riccardo Rosa

lunedì 18 marzo 2013

Olona, un fiume da guarire

Varese, 18 marzo 2013                                                                                                        Comunicato stampa


Giovedì 21 a Gorla Maggiore Legambiente promuove un incontro pubblico sulla situazione del fiume


Dopo i gravi recenti sviluppi della situazione idrica dell’Olona quale qualità sapremo garantire al fiume del Varesotto? E quale immagine saprà recuperare il nostro territorio per questa fonte d’acqua, importante anche per Milano e per la pianura lombarda, in vista di Expo 2015?

Giovedì 21 marzo alle ore 21.00, presso il salone dell’Area feste di Gorla Maggiore, Legambiente, in collaborazione con il Parco del Medio Olona e con il patrocinio del Comune di Gorla, promuove l’incontro pubblico “Olona, un fiume di guarire”.
Intorno al tavolo si siederanno i principali soggetti coinvolti: amministratori e dirigenti locali e regionali, gestori di impianti di depurazione, rappresentanti di Arpa e della Polizia Giudiziaria.
“Le denunce che arrivano dai cittadini e dalle associazioni e le inchieste mediatiche dimostrano che c’è una crescente attenzione a quello che succede lungo il corso del fiume - dichiara Flavio Castiglioni, referente di Legambiente per la Valle Olona -. Queste sollecitazioni esigono azioni immediate, concrete e verificabili. L’appuntamento di giovedì è l’occasione per delineare una strategia comune, in cui finalmente ciascuno si assuma le proprie responsabilità.”

All’incontro interverranno: Marco Roncari, Sindaco in carica di Fagnano Olona, Capofila del Parco Medio Olona; Damiano Di Simine,  Presidente Legambiente Lombardia; Celestino Cerana, Sindaco di Marnate, Tavolo Permanente dei Sindaci; Maria Teresa Cazzaniga, ARPA Direttore Dipartimento di Varese; Antonio Caniello, Prealpi Servizi; Luca Marsico, Assessore all’Ambiente in carica della Provincia di Varese; Mario Clerici, Regione Lombardia Contratto di Fiume, Davide Corbella, Polizia Giudiziaria della Procura di Busto Arsizio.
Il ruolo di moderatore sarà affidato a Roberto Pacchetti, Vice Capo Redattore RAI Tgr Lombardia

“Questa iniziativa – sottolinea Castiglioni - nasce dalla collaborazione con il Parco del Medio Olona. Una partnership grazie alla quale già l'anno scorso avevamo realizzato un corso sul danno ambientale per le polizie e gli uffici tecnici delle amministrazioni locali lungo l'asse fluviale, con il supporto della Procura di Busto Arsizio.”
La data del 21 marzo non è casuale: il 22 cadrà infatti la Giornata mondiale dell'acqua. E proprio venerdì 22 sarà inaugurato l’impianto di fitodepurazione a Gorla Maggiore. Una buona pratica di cui giovedì sera parlerà
Cristiano Moroni, per mostrare i risultati positivi che, nonostante tutto, il territorio locale riesce ad ottenere.


L’ufficio stampa Legambiente Varese 333 8912559

Legambiente chiede a Maroni: “E l'ambiente?”

Milano, 15 marzo 2013                                   Comunicato stampa

Spartizioni a Palazzo Lombardia, ma dove sono le grandi sfide indifferibili per il futuro dei lombardi?


L'ambiente non sembra proprio essere al centro delle preoccupazioni del neo governatore lombardo nella definizione della futura squadra di governo. Tra balletti spartitori e pellegrinaggi al capezzale di Silvio Berlusconi, che continua ad apparire il vero 'dominus' della coalizione, i grandi temi che riguardano il futuro dei cittadini e delle cittadine lombarde sembrano essere letteralmente spariti dall'agenda. In primo luogo l'ambiente, che non pare essere un assessorato cruciale, nonostante i gravissimi problemi che affliggono la Lombardia, dagli inquinamenti di acqua e aria al consumo di suolo e alle bonifiche delle migliaia di siti contaminati. Vuoto pneumatico, di nomi prima che di proposte operative, nonostante il breve periodo di quattro mesi in cui la Lombardia, per la prima volta dopo decenni, aveva avuto in Leonardo Salvemini un assessore che, sia pure con poteri limitati, aveva dimostrato competenza e passione sui temi ambientali. Eppure a tutti gli osservatori appare chiaro che il rilancio anche economico della Lombardia passa necessariamente attraverso politiche forti e competenti di risanamento ambientale e sostegno a scelte imprenditoriali che puntino sulla green economy.

“Ci sembra che la politica rappresentativa e le sue forze tradizionali non abbiano colto il forte segnale di sfiducia giunto dall'elettorato - dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia - su temi come l'ambiente, la mobilità, le città, la famiglia non è più possibile tirare a campare come si è fatto negli ultimi anni, eppure non vediamo segnali di inversione di tendenza nel balletto delle ipotesi di composizione della nuova Giunta. In questo modo si allarga ancora di più la forbice tra istituzioni e cittadini, e ciò è un pessimo segnale in un momento in cui ci si muove con il fiato sul collo di una crisi che, per la Lombardia, è soprattutto una crisi di prospettiva e di visione del futuro della nostra regione”.

Legambiente preannuncia la presentazione di un'agenda ambientale da sottoporre al Consiglio Regionale all'indomani della sua proclamazione: “Intendiamo indicare priorità di investimento e di scelte ambientali ad una politica dalle idee a dir poco confuse”.

L'Ufficio stampa Legambiente Lombardia 02 87386480

Risorse idriche e cambiamento climatico nel Mediterraneo

In occasione della XXI Giornata Mondiale dell'acqua, lo IEFE-Bocconi è lieto di invitarLa al convegno,
organizzato in collaborazione con il Centro euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici e il Consorzio europeo WASSERMed,
Risorse idriche e cambiamento climatico nel Mediterraneo
che si terrà venerdì 22 marzo 2013 dalle ore 10:00 alle ore 17:00
presso l'Aula 43 di via Sarfatti 25 Milano, 4° piano.
La partecipazione al convegno è libera e gratuita previa iscrizione on line all'indirizzo http://info.unibocconi.it/eventi/index.php?key=risorseidriche

venerdì 15 marzo 2013

Programma delle manifestazioni sul Ticino per il 2013

Coordinamento Salviamo Il Ticino
Via San Rocco, n. 48 – 20012 Cuggiono ( Mi )
c.f. 93029080152 – email : salviamoilticino@libero.it
pec : salviamoilticino@pec.it




Scarica la locandina

lunedì 11 marzo 2013

L'Abbiamo Imbroccata approda alla Cascina Cuccagna

Sabato 23 marzo 2013 dalle ore 16:00 in Cascina Cuccagna via Cuccagna 2/4, ang. Via Muratori, in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, il Gruppo Verde invita tutti a “L’acqua tra curiosità e false leggende” laboratorio a cura di Legambiente, Rete Civica di Milano e Università Bicocca.

Analizzeremo con un kit didattico gli elementi contenuti nell’acqua del nostro rubinetto e vi sfideremo ad un gioco di degustazione al buio,

Per informazioni e prenotazioni: gruppoverde@gmail.com - l.baio@legambiente.org
Ingresso con contributo di 5  €  per il progetto Cascina Cuccagna. Per ragazzi fino ai 16 anni
il laboratorio è gratuito. Il numero massimo di partecipanti sarà 30.

L’evento si inserisce nel progetto L’Abbiamo Imbroccata che promuove la conoscenza e sensibilità al consumo dell’acqua di rubinetto presso locali, aziende e amministrazioni
Info: www.labbiamoimbroccata.it, www.imbrocchiamola.org, www.cuccagna.org

Il materiale è gentilmente offerto da FEM2

Peggiora la salute del corso d'acqua più inquinato Cascate di schiuma e melma putrescente Così muore il fiume Olona


Depuratori ko e scarichi abusivi. A Fagnano i veleni si materializzano in una sostanza densa e maleodorante

(Foto di Ivano Ghezzi)(Foto di Ivano Ghezzi)
 
FAGNANO OLONA (Varese) Inizia a scorrere in una valletta che pare una poesia. La fonte di acqua pulita e trasparente è alla Rasa di Varese, sotto il monte Campo dei Fiori. Ma finisce decisamente in prosa: schiume e melma putrescente, nella pianura milanese, dopo 71 chilometri di scarichi, depuratori rotti e aziende che scaricano (di nascosto) veleni e detersivi. L'Olona è probabilmente ancora oggi il fiume più inquinato d'Italia, perché le fabbriche della valle lombarda più anticamente industrializzata, e gli oltre 500 mila abitanti che vivono sulle sponde del corso d'acqua, non riescono a gestire, regolamentare e arginare le fonti di inquinamento. LA SCHIUMA - In questi giorni il dramma ambientale è tornato di attualità, dopo che a Fagnano Olona una serie di cascatelle si sono riempite di una schiuma bianca, densa e maleodorante, circondata da una patina nera. A guardarla, sembra di vedere le nuvole osservate dall'alto. Eppure è veleno, ma un veleno che viene da lontano. «Il fiume arriva a Fagnano già inquinato - osserva il sindaco Marco Roncari -, ma è qui che si vede l'inquinamento perché la schiuma si forma quando ci sono i primi salti. Si tratta di tensioattivi, che poi sono i detersivi usati nelle abitazioni private o quelli utilizzati per pulire le cisterne delle aziende».
LE RESPONSABILITA' - Ma chi inquina il fiume? «E' un continuo rimpallarsi le responsabilità - afferma Flavio Castiglioni, responsabile del circolo di Legambiente di Busto Arsizio - senza mai arrivare a niente. Secondo noi la Provincia concede troppe deroghe agli scarichi aziendali, poi c'è l'Arpa che fa le analisi ma che non ha le forze per individuare tutte le fonti di inquinamento, i Comuni non hanno i soldi, e l'autorità d'ambito non ha ancora stanziato gli investimenti per rifare i depuratori. Ecco a che punto siamo». Eppure, nel 2011, ci furono anche gli stati generali della Valle Olona: «E da allora non è cambiato proprio nulla, tutte chiacchiere e burocrazia» accusa il sindaco Roncari. Su altre sponde, a Legnano, ci fu persino la showgirl Maurizia Paradiso che portò alcune pornostar a fare il bagno nel fiume per attirare l'attenzione sul problema. Negli ultimi anni è stata aperta qualche pista ciclabile. Hanno chiuso molte fabbriche. Mentre altre sono vecchie e usurate. E soprattutto, come evidenziò l'Arpa nel 2011, i depuratori della provincia di Varese non depurano.
I DEPURATORI - Il primo che incontra il fiume è quello di Varese, e dalle relazioni risulta chiaramente che «non è efficiente». Scendendo a valle, i collettori e gli scolmatori sono troppo vecchi per funzionare a dovere, tranne quello di Gornate Olona, l'unico moderno. Qualche giorno fa i Comuni della provincia di Varese hanno approvato il «piano d'ambito», che potrebbe sbloccare gli investimenti per rifare i depuratori. Ci vogliono almeno 80 milioni di euro. Entro il 2016 i livelli di inquinamento devono rientrare nei parametri europei, altrimenti da Bruxelles partiranno le multe. Gli ambientalisti protestano. Un cittadino, Ivano Ghezzi, ogni giorno inserisce su YouTube il video del fiume, affinché tutti possano rendersi conto di come stiano le cose. La Procura di Busto Arsizio ha indagato sugli inquinatori e ha scoperto negli ultimi anni 3 casi, multando due aziende e il comune di Gorla Maggiore, a cui è stata comminata un'oblazione per le tubazioni. E il fiume, intanto, muore lentamente.

8 marzo 2013 (modifica il 9 marzo 2013)

sabato 9 marzo 2013

Legambiente su sversamenti nei fiumi Lambro e Olona

Milano, 9 marzo 2013                                                                                             Comunicato stampa


“Forse qualcuno pensa che il Lambro o l'Olona siano grandi vasche da bagno dove lavare i propri panni sporchi, senza pensare agli effetti che si procureranno agli ecosistemi fragili di questi corsi d'acqua”. Questo il primo commento in merito all'ennesima vicenda di inquinamento dei nostri fiumi. In questi giorni, prima nell'Olona, e ieri nel Lambro, sono spuntate di nuovo schiume chiare, segno del rilascio di tensioattivi che hanno ricoperto il pelo d'acqua. 

“E' veramente ora di dire basta”. Lo chiede Legambiente alla nuova giunta che a breve si insedierà nel Palazzo Lombardia, ma lo chiede anche alle Province nel loro importante ruolo di controllore.
“Non possiamo credere -  dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia - che dopo le ripetute mappature di scarichi e attività produttive che insistono lungo i corsi d'acqua, ancora oggi non si sia a conoscenza di chi determina questi enormi danni ambientali: i colpevoli vanno trovati. Da anni, con fondi statali e regionali, si stanno attuando con fatica interventi di riqualificazione fluviale su questi fiumi, ma se non riusciremo a cambiare la loro qualità ed ad eliminare questi continui sversamenti avremo compiuto un lavoro a metà. Chi vorrà mai visitare un parco attraversato da una fogna a cielo aperto?”

Fonte:Ufficio stampa Legambiente Lombardia 

Lambro, schiuna bianca: sversamento di detersivi

Ancora uno sversamento nel Lambro. Ancora onde di schiuma biancastra che scorrono lungo il corso d’acqua che taglia in due Monza. Ancora la rabbia dei monzesi per l’ennesimo episodio di inquinamento del fiume brianzolo, malato e malandato. L’allarme è stato lanciato venerdì verso le 14,30 da alcuni residenti della quartiere Grazie Vecchie.
Sul posto sono arrivati prima i carabinieri e poi una pattuglia della polizia provinciale. Gli agenti hanno perlustrato il corso d’acqua nel tentativo di capire l’origine del problema. Al lavoro anche i funzionari dell’Arpa, che raccoglieranno alcuni campioni per verificare l’origine e la composizione della schiuma. «Si tratta di tensioattivi – spiega Flavio Zanardo, comandante della polizia provinciale -, vale a dire sapone e detersivi. In situazioni di forte carico d’acqua, magari causato dalla pioggia di questi ultimi giorni, l’impianto fognario e il depuratore a Nord di Monza lasciano filtrare le sostanze più leggere».
L’allarme è cessato verso la fine del pomeriggio, ma la polizia provinciale ha comunque monitorato la situazione e continuerà a farlo anche nelle prossime ore. Uno degli ultimi sversamenti simili risale all’inverno 2010 – 2011. In particolare, si erano verificate tre ondate successive di schiuma bianca, quasi certamente di detersivo fuoriuscito dal collettore della zona industriale di Villasanta che, incapace di contenere un’ulteriore portata d’acqua a causa delle forti precipitazioni, lo aveva riversate nel fiume.
In sostanza, una situazione per molti versi simile a questa. Tuttavia, il caso più grave è senza dubbio quello dell’inverno del 2010, quando nel Lambro finirono tonnellate di idrocarburi contenuti nelle cisterne della Lombarda Pertroli di Villasanta.

Fonte: Monza e Brianza News, articolo scritto da Riccardo Rosa, sabato 09 marzo 2013

martedì 5 marzo 2013

La situazione dell’Olona è sempre più nera. Associazioni e cittadini chiedono risposte

La situazione dell’Olona è sempre più nera. Associazioni e cittadini chiedono risposte
FAGNANO OLONA – Che ormai, nelle ultime settimane, la superficie dell’Olona sia perennemente, o quasi, ricoperta di schiuma è diventata una (spiacevole) costante. L’ultimo episodio, davvero sotto gli occhi di tutti, risaliva alla gara podistica dell’Aranciolona. E la notizia (purtroppo) non stupisce più nessuno.
 
Nella mattinata di sabato 2 marzo, un gruppo di cittadini si è ritrovato sulle sponde del fiume insieme ai rappresentanti di alcune Associazioni del territorio per cercare di avere delle risposte in proposito.
“Questa mattina (sabato) – spiega Flavio Castiglioni di Legambiente – ci siamo radunati a Fagnano perché è da circa quattro settimane che la situazione del fiume è arrivata ad un punto decisamente insostenibile; la presenza di schiuma, ormai, è quotidiana e ad essa va ad unirsi il fatto che l’acqua è diventata completamente nera.
Negli ultimi mesi sembra di essere tornati indietro di vent’anni, i progressi fatti negli scorsi anni sono andati del tutto persi e giunti a questo punto crediamo tutti sia necessario capire il perché di questa situazione.
 
La gente vuole delle risposte, è stufa di vedere il fiume in queste condizioni, ed è per questo che ci siamo attivati, seguendo gli stessi canali istituzionali che sono a disposizione dei cittadini, per cercare qualcuno che ci potesse dire qualcosa di concreto.
La prima telefonata che abbiamo fatto è stata al Comune (di Fagnano), ma abbiamo scoperto che gli uffici al sabato sono chiusi, e che nessuno può rispondere alle richieste dei cittadini, così come nessuno può trasferire le chiamate alla Polizia Locale, che al contrario del Comune, al sabato lavora.
Abbiamo quindi cercato di contattare ARPA, utilizzando i numeri delle reperibilità, ma anche in questo caso non abbiamo ottenuto risposta; il passo successivo è stato quello di rivolgersi alla Forestale, che ha accolto la nostra segnalazione contattando la direttrice di ARPA, che ci ha subito richiamati, dimostrandosi estremamente disponibile e spiegandoci che durante la settimana sono stati fatti dei prelievi per capire cosa stia succedendo.
Alla fine siamo riusciti anche a fare una segnalazione, con relativo verbale, alla Polizia Locale di Fagnano, che è stata contattata direttamente da alcuni cittadini.
 
Tutto questo lo abbiamo fatto per cercare di mantenere viva e alta l’attenzione verso questo problema (intento che pare essere perfettamente riuscito, dato che anche il Tg1 ha trasmesso un servizio sulle disastrose condizioni del fiume, ndr), poiché siamo estremamente preoccupati per le condizioni dell’ambiente e della valle.
Se nel 2016 la situazione non sarà rientrata, poi, dovremo pagare delle sanzioni molto pesanti alla Comunità Europea, e sicuramente queste ricadranno sulle tasse pagate dai cittadini, e anche quest’aspetto non è certo da sottovalutare.
Siamo delusi e arrabbiati, ed anche per questo chiediamo ai neo-eletti Consiglieri e Assessori regionali che la situazione del fiume diventi unapriorità in agenda, facendo tutto ciò che è concretamente necessario per risolvere la situazione; i fondi per mettere mano agli scarichi e ai depuratori si possono trovare, è solo una questione di volontà”.
 
Fonte: L'Inform@zione - 02/03/2013
 

Valmalenco 2015 – Nevediversa Il massiccio del Bernina assediato dal cemento?

Milano, 5 marzo 2013                                                                         Invito stampa

 
Legambiente boccia i progetti di devastazione delle cime più alte della Lombardia: “Sviluppo turistico tutto seconde case e impianti da sci? Quel modello è finito”



L'associazione presenta le osservazioni sui progetti di sviluppo turistico per la Valmalenco


Conferenza stampa
Domani, mercoledì 6 marzo 2013, alle ore 11.00, nella sala Maganetti del palazzo Guicciardi, sede BIM, Largo Mallero Diaz  - Sondrio


Intervengono:
Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia 
Giovanni Bettini, responsabile provinciale Legambiente Valtellina

Ruggero Spada, responsabile provinciale Legambiente Valtellina

L'Ufficio stampa Legambiente Lombardia 02 87386480

TAVOLO ARIA: INCENTIVI DI REGIONE LOMBARDIA NON GARANTISCONO RIDUZIONE INQUINAMENTO

Milano, 15 Ottobre 2019                                        Comunicato stampa TORNANO A SALIRE I LIVELLI DI POLVERI SOTTILI NELL’ARI...