martedì 15 ottobre 2019

TAVOLO ARIA: INCENTIVI DI REGIONE LOMBARDIA NON GARANTISCONO RIDUZIONE INQUINAMENTO

Milano, 15 Ottobre 2019                                        Comunicato stampa


TORNANO A SALIRE I LIVELLI DI POLVERI SOTTILI NELL’ARIA: MILANO, LODI, PAVIA, CREMONA, BRESCIA E MONATOVA SUPERANO I LIMITI DI LEGGE PER 3 GIORNI CONSECUTIVI

La stagione fredda è ufficialmente iniziata. Se non a livello meterologico, con le temperature che nel weekend erano superiori alla media stagionale, lo è dal punto di vista dei regolamenti per l’accensione del riscaldamento. Da oggi, martedì 15 ottobre, infatti, in Lombardia è possibile riattivare gli impianti fino al 15 aprile secondo la normativa in vigore, per un numero massimo di 14 ore giornaliere. Per intervenire su questo fronte è sempre più necessario promuovere e incentivare la riconversione energetica degli edifici, per abbattere i consumi e le emissioni. Milano lo sta già facendo grazie al Bando BE2 che si aggiunge agli incentivi governativi per la sostituzione delle vecchie caldaie e per la riqualificazione profonda degli edifici, mentre il resto della Lombardia è ancora indietro.
Si apre, così, il lungo periodo di innalzamento delle emissioni inquinanti legate ai consumi domestici che si sommano a quelle mai diminuite del traffico veicolare. Già in questi giorni, complice un meteo sfavorevole dal punto di vista delle correnti per il ricircolo d’aria e il carico emissivo accresciuto dalle attività agricole e zootecniche, i livelli di polveri sottili sono tornati a salire: a Milano si è toccato la media giornaliera di 69 microgrammi per metro cubo registrati alla centralina di viale Marche lunedì 14, a Pavia 66, a Lodi 65, a Cremona 76 con un picco di 84 a Crema, a Mantova 78, a Brescia 79 con un picco di 91 a Rezzato.

Mentre Milano vieta l’ingresso agli euro4 diesel, estende le limitazioni al traffico con l’Area B e promuove biglietti e abbonamenti integrati per i mezzi pubblici, la Lombardia lancia la rottamazione persino per l'acquisto di diesel usati, in quanto nella normativa i limiti di emissione di NOx per le auto che godono degli incentivi non sono menzionati. Diesel che inquina a tal punto che ne sarà vietata la circolazione a Milano nel 2030, ma del quale ancora oggi non si scoraggia l’acquisto. Nelle prossime settimane, inoltre, debutterà 'Move In', la scatola nera da installare a bordo dei veicoli più inquinanti, fortemente voluta Regione Lombardia, per consentire anche ai più vecchi mezzi a motore diesel sopravvissuti alle diverse rottamazioni di tornare a circolare nelle aree critiche, a patto di contenersi quanto a numero di chilometri: saranno 1000 i km consentiti in area critica per gli euro zero, 7000 quelli per i veicoli Euro 3: in pratica una percorrenza illimitata, se si considera che il chilometraggio sarà riferito solo alle percorrenze all'interno delle aree critiche dei capoluoghi, e non al resto della rete viaria.

«Le azioni messe in campo da Regione Lombardia non mirano a ridurre l’inquinamento in modo sistematico – spiega Marzio Marzorati, vicepresidente di Legambiente Lombardia –. Gli incentivi per cambiare il parco auto circolante avrebbero dovuto essere più restrittivi nei confronti dell’acquisto di auto diesel, i motori più inquinanti e avendo una visione sul lungo periodo, quest’anno continueremo ad essere ostaggio di un’aria malsana carica di smog. Il tempo è finito, la transizione ad una società a emissioni zero è già in corso. Soprattutto in tema di mobilità e trasporti, settore che rappresenta da solo quasi il 30% delle emissioni dirette e il 20% di quelle indirette, quindi 3 tonnellate di CO2 all'anno a testa».

Per rendere sostenibile (socialmente e ambientalmente) il sistema della mobilità e del trasporto in tutta la regionale la sfida non può che essere un'altra: l'esportazione di una mobilità connessa, pubblica e condivisa, certamente sempre più elettrica, ma soprattutto intermodale (che usa tanti mezzi e servizi diversi, anche per compiere lo stesso viaggio) anche fuori dall'ambito urbano. Non abbiamo bisogno di incentivi per acquistare nuove auto, ma di servizi di mobilità diversificati (dal treno veloce al monopattino) a prezzi (ticket e abbonamenti) accessibili. Un cambiamento difficile, anche culturalmente, ma possibile. L’era dell’automobile è finita, è necessario convincerci che le città devono vivere e muoversi con un’altra mobilità.


Ufficio stampa Legambiente Lombardia
Silvia Valenti
Mob. 3498172191

giovedì 26 settembre 2019

#ChangeClimateChange

Roma, 26 settembre 2019                                                                      Comunicato stampa
Legambiente presenta la campagna di mobilitazione per combattere la crisi climatica

Qui il video promozionale della campagna: https://youtu.be/HQclIvGp35Q


L'associazione domani nelle maggiori piazze italiane per il Global Strike - Fridays for Future
Tra gli eventi di punta anche quelli sulle Alpi per denunciare che i ghiacciai stanno scomparendo
In Valle D’Aosta la veglia funebre per il ghiacciaio del Lys

Ecco i nemici del Clima: da Eni a Edison la mappa di chi continua a inquinare

545 i fenomeni meteorologici estremi avvenuti in Italia dal 2010 ad oggi

Approndimenti e eventi  su www.changeclimatechange.it

È stato l’uomo a cambiare il clima, quindi prima che sia troppo tardi può ricambiarlo. Nasce da questa considerazione la nuova sfida di Legambiente che rafforza il proprio impegno per combattere la crisi climatica con la nuova campagna #ChangeClimateChange: una piattaforma online che vuole proporre, in una chiave di cambiamento, la costruzione di proposte e mobilitazioni per ricordare ai grandi della Terra che il nostro Pianeta è in pericolo e che bisogna fare presto. Ma è soprattutto uno strumento aperto ai cittadini, uno spazio di confronto e di incontro, dove approfondire cause e soluzioni, denunciare i Nemici del clima e valorizzare le tante esperienze positive già presenti in Italia. Per essere tutti protagonisti di questa sfida.

Changeclimatechange.it arriva online alla vigilia del terzo sciopero globale per il clima capitanato da Greta Thunberg e che vedrà anche questa volta i giovani dell’associazione scendere domani in centinaia di città mobilitate per il #FridaysForFuture. Legambiente ha, inoltre, organizzato eventi in tutta Italia e anche ad alta quota: le iniziative di punta si svolgeranno sulle Alpi dove sono in programma i “Requiem per un ghiacciaio” per denunciare il precario stato di salute dei ghiacciai, in particolare in Valle D’Aosta con la veglia funebre per il ghiacciaio del Lys.
La campagna #ChangeClimateChange è stata ideata grazie alla collaborazione con Serviceplan Group: le due realtà saranno insieme lungo il 2020 con diverse attivazioni sul territorio e operazioni digitali collegate alla piattaforma changeclimatechange.it.
«Come ci ricorda costantemente Greta Thunberg non c’è davvero più tempo da perdere se vogliamo invertire la rotta e fermare la crisi climatica - dichiara Stefano Ciafani, presidente di Legambiente -. Changeclimatechange nasce per questo: invertire gli effetti di questa emergenza, mettendo in campo iniziative concrete, stili di vita sostenibili e offrendo strumenti di comprensione delle cause e degli effetti dei cambiamenti climatici. Un luogo dove informarsi, attivarsi e mobilitarsi da subito anche nel proprio quotidiano perché solo tutti insieme possiamo fermare la febbre del Pianeta. Anche domani saremo nelle piazze italiane pronti a sostenere la marea di giovani che nell’ultimo anno si è mobilitata per chiedere che i governi, a partire da quello italiano, si attivino con un impegno serio e tangibile con scelte adeguate allo scenario che la crisi climatica ci impone già».

Legambiente ricorda, infatti, che la crisi climatica in atto e rischi ad essa legati riguardano tutti noi. Secondo i dati elaborati dall’associazione - e presenti sulla mappa CittàClima.it - sono 545 i fenomeni meteorologici estremi avvenuti in Italia dal 2010 ad oggi (aggiornamento al 24 settembre 2019). In particolare sono stati 197 i casi di allagamenti provocati da piogge intense, le stesse che hanno causato 17 frane, 69 giorni di blackout elettrici, 74 esondazioni fluviali e 180 eventi che hanno interrotto le infrastrutture di trasporto, portando a 73 giorni di stop a metropolitane e treni urbani. Sono stati 14 i casi di danni al nostro patrimonio storico, 17 quelli provocati da prolungati periodi di siccità, 123 quelli prodotti da trombe d’aria. Ma ancora più rilevante è il tributo che continuiamo a pagare in termini vite umane e di feriti: sono oltre 203 le vittime del maltempo dal 2010 ad oggi. A questo si aggiunge l’evacuazione di oltre 45mila persone legata a eventi atmosferici estremi. Non va dimenticato, infatti, che in Italia, oltre 7,5 milioni di persone vivono o lavorano in aree a rischio idrogeologico elevato: un problema che interessa circa 7.275 comuni.
Conoscere il cambiamento climatico e comprenderne cause ed effetti è il primo passo per agire. La piattaforma changeclimatechange.it presenta per questo un’ampia sezione di approfondimento (anche con contributi multimediali) che analizza i settori maggiormente impattanti e climalteranti: l’energia, per un’uscita dalle fonti fossili e un futuro finalmente 100% rinnovabile; l’efficienza e la rigenerazione delle città; per promuovere una mobilità a zero emissioni; cibo sano, giusto, equo e sostenibile e infine il tema dell’emergenza e del rischio.

Su Change Climate Change si identificano anche i principali nemici del clima, ancora troppi e difficili da cacciare: le aziende, le infrastrutture, centrali che contribuiscono in maniera drammatica al cambiamento climatico e all’inquinamento locale e che poco o nulla stanno facendo per invertire la rotta. Tra questi Eni, il più grande gruppo industriale italiano, controllato dallo Stato, è titolare di attività esplorative in 67 paesi del mondo dove continua non solo a trivellare per estrarre petrolio e gas ma anche ad espandere i territori di sfruttamento creando non solo problemi ambientali ma anche sociali; Edison altra azienda attiva nel settore energetico che nel 2018, per tutta la produzione, ha usufruito dell'esenzione dal pagamento di royalties per il 50% del gas estratto oltre a quella del 6% sul petrolio. Ancora, Taranto, capitale d’Italia delle emissioni di gas serra: sono oltre 12 milioni le tonnellate di CO2 emesse in un anno, principalmente a causa del polo dell'Ilva. Ma c'è anche la società JBS, conosciuta in Italia come Rigamonti, l'azienda brasiliana più grande al mondo nella produzione intensiva di carne: a dimostrazione che anche cibo (e agricoltura) possono contribuire alla crisi climatica. Spazio poi a tanti altri impianti e infrastrutture locali segnalati dai cittadini per l’inquinamento prodotto sui territori.
Associazioni, comitati e cittadini potranno essere protagonisti della denuncia, segnalando a Legambiente i “nemici del clima” presenti nella propria città e nei propri territori per realizzare così una mappa interattiva che supporti l’azione di mobilitazione e di protesta.

La piattaforma sarà anche un collettore di eventi con le maggiori iniziative promosse in tutta Italia, non solo di Legambiente ma aperto a tutte le associazioni, realtà territoriali, scuole e cittadini che vorranno promuovere momenti di confronto e approfondimento.

Tutti gli eventi di questo week-end sono disponibili su:  http://www.changeclimatechange.it


L’ufficio stampa di Legambiente: 347.4126421 / 06 86268399 - 353

domenica 22 settembre 2019

A MILANO LA PRIMA EDIZIONE DI PULIAMO IL MONDO IN BICICLETTA

Milano, 21 Settembre 2019                     Comunicato stampa

Legambiente: "Attraverso il quartiere del progetto europeo Sharing Cities fino al Bosco di Rogoredo per ripulire parchi e strade, è un atto di cura del territorio in cui viviamo e di sensibilizzazione contro l'abbandono dei rifiuti"

Milano è stata protagonista questa mattina della prima edizione ciclistica di Puliamo il Mondo, in collaborazione con Milano Bike City, all'interno dello "smart district" disegnato dal progetto europeo Sharing Cities (www.milano.sharingcities.it) grazie alle bici elettriche BikeMi. Alla partenza alle ore 9.30 in Porta Romana i partecipanti hanno ricevuto un kit per la pulizia urbana, per poi percorrere un itinerario a tappe asttraverso parco Ravizza, parco delle Memorie Industriali, lungo la roggia Vettabbia, il quartiere Vigentino, Vaiano Valle, Chiaravalle, parco Vettabbia, quartiere Mazzini, Corvetto, fino all'arrivo al parco Porto di Mare a Rogoredo. Nella roggia Vettabbia sono stati recuperati diversi materiali ingombranti e 4 telai di bicicletteAl termine della pedalata è stato offerto un rinfresco con la collaborazione di Italia Nostra Milano - Centro per la Forestazione Urbana e del circolo Legambiente Legambici. 

Dalle 9.30 alle 12.30 i volontari di Legambiente e i cittadini che hanno partecipato a Puliamo il Mondo hanno ripulito anche l’area del nuovo giardino condiviso di Greco realizzato nell’ambito del progetto Bing – Binari Greco. Mentre domenica protagonista sarà il quartiere Gratosoglio di Milano, grazie al circolo Legambiente Zanna Bianca, i volontari impegnati nella lotta al degrado urbano saranno invitati a ripulire via Rozzano, area dove sono presenti rifiuti abbandonati e discariche abusive. L’appuntamento è alle 10 in via Baroni (davanti al civico 188) per la consegna del kit di guanti, pettorina e sacchi.    


Nota stampa:
In questa cartella sono disponibili foto e video delle attività di pulizia sia della giornata di ieri con le scuole che di oggi a Milano e video in full HD:
- interviste a Federico Del Prete di Legambici; Damiano Di Simine coordinatore scientifico di Legambiente Lombardia e due partecipanti Barbara Gangemi e Irene Vegetti
- immagini di copertura 3 minuti
- servizio già montato

Resto a disposizione per qualsiasi necessità
Saluti

Ufficio stampa Legambiente Lombardia
Silvia Valenti
Mob. 3498172191

venerdì 20 settembre 2019

PARCO NAZIONALE DELLO STELVIO: MANCA UN’IDEA UNITARIA E INNOVATIVA. GLI AMBIENTALISTI CHIEDONO UN PIANO E NORME COORDINATE

Comunicato stampa                                                             Roma/Milano, 20 settembre 2019

Riproposte formule di sviluppo obsolete con più cemento, più infrastrutture, più impianti sciistici

Un gioco di specchi che non restituisce un’immagine unitaria del Parco Nazionale dello Stelvio. Questa è l’impressione che si ricava dall’analisi compiuta dall’Osservatorio  sul Parco Nazionale dello Stelvio delle associazioni ambientaliste, che -  dal dicembre 2018 ad oggi -  ha esaminato centinaia di pagine sulle proposte di piano, le zonizzazioni e le norme di attuazione (NTA) per l’area protetta, prodotte da Regione Lombardia e dalle Province di Trento e Bolzano. Proposte che offrono un’immagine frammentaria dell’area protetta, dove l’unico elemento comune sembra essere la riproposizione di formule obsolete per rilanciare l’economia alpina con più cemento, più infrastrutture di trasporto, più impianti sciistici, più bacini idrici per l’innevamento artificiale in un ambiente montano, radicalmente mutato per effetto dei cambiamenti climatici. La formula adottata, ancora una volta, per il Parco dello Stelvio favorisce la dissipazione della bellezza e lo spreco delle risorse naturali e culturali. Si crea così una situazione inaccettabile e pericolosa per la tutela della biodiversità e del fragile equilibrio dell’ambiente montano.

“Troviamo che sinora emerga un pensiero debole e contraddittorio sulle linee di sviluppo future, sulla governance attuale e sulla configurazione unitaria del Parco Nazionale dello Stelvio - uno dei Parchi Nazionali storici, istituito nel 1935, più di 80 anni fa -  dal puzzle costituito dagli elaborati presentati nelle tre diverse procedure di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) a cui l’Osservatorio delle Associazioni ha partecipato. La frammentazione del Parco nazionale ha inciso negativamente sul percorso di partecipazione degli enti locali e del territorio. Per questo chiediamo, se si vuole davvero rendere la partecipazione sostanziale ed efficace e prima che il Ministero dell’Ambiente dia il suo parere motivato vincolante previsto per legge, di convocare una conferenza conclusiva della VAS che serva a definire un Piano e NTA coerenti, coordinate e rispettose della normativa quadro nazionale sulle aree protette (legge n. 394/1991), che permettano di confermare quella unitarietà dell’area protetta nazionale, che sinora non è stata garantita, nonostante quanto viene stabilito chiaramente dall’Intesa siglata tra Ministero ed enti locali nel 2015 e confermata dal decreto legislativo 14/2016”- dichiarano le noveAssociazioni riunite nell’Osservatorio (CAI, FAI, Federazione Pro Natura, Italia Nostra, Legambiente, Lipu,  Mountain Wilderness, Touring Club Italiano, WWF). 

L’Osservatorio sul PN dello Stelvio, formato nel 2017, ritiene che solo così si possa costruire un quadro di insieme e di impegni univoci per la tutela di un’area nevralgica per il nostro ambiente alpino: con i suoi 130.700 ettari, nel cuore delle Alpi Centrali, lo Stelvio è un tipico parco montano d’alta quota, con circa tre quarti del suo territorio al di sopra dei 2000 metri e raggiunge un massimo di 3.905 m sulla cima dell’Ortles. Ed esprime tutta la sua preoccupazione per  il disegno che emerge dall’approccio alla tutela e valorizzazione  delle risorse ambientali e paesaggistiche e allo sviluppo sostenibile dall’esame della documentazione sin qui prodotta (in allegato la Sintesi delle Osservazioni sugli aspetti più rilevanti).

Per l’Osservatorio delle Associazioni sul PN dello Stelvio è indispensabile costruire un quadro unitario, coerente e dinamico che serva a far conoscere ed amare il capitale naturale costituito da specie e habitat caratteristiche dell’ambiente montano delle Alpi centrali. Inoltre le Associazioni ritengono che il Parco possa diventare un laboratorio di eco-sostenibilità e di promozione di tecniche agricole e zootecniche ”a prova di clima” e biologiche; servizi coordinati di informazione e gestione di flussi turistici differenziati per tipologia di domanda (sci, sentieristica-trekking, naturalistica, termale); sharing economy nel settore della mobilità, con partenariati su area vasta (tra Comuni di valle e montani e centri urbani maggiori) per offrire servizi integrati;  sostegno ad attività imprenditoriali pilota di green e circular economy che producano nuova ricchezza per le comunità locali;  diffusione di competenze e strumenti volontari per la gestione equilibrata del patrimonio forestale (Contratti di Foresta, Certificazione dei servizi ecosistemici forestali, ecc.) con il coinvolgimento di comunità montane tradizionalmente marginali. Un Parco, insomma, sottolineano gli ambientalisti, che sia più simile ad un soggetto di eccellenza nel campo della tutela della biodiversità e dello sviluppo sostenibile, piuttosto che una Super Pro Loco. 
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Sintesi delle Osservazioni
Presentate in VAS sui Piani del PN dello Stelvio e sulle NTA
Le valutazioni dell’Osservatorio delle Associazioni ambientaliste sul PN dello Stelvio
 
Qui di seguito riportiamo alcuni passaggi salienti delle analisi e delle molteplici osservazioni che l’Osservatorio delle Associazioni ambientaliste riconosciute (CAI, FAI, Federazione Pro Natura, Italia Nostra, Legambiente, Lipu,  Mountain Wilderness, Touring Club Italiano, WWF),  sul PN dello Stelvio ha presentato alle Istituzioni interessate (Province autonome di Bolzano e Trento, Regione Lombardia) e ha trasmesso anche al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.

Valutazioni  incomplete su ambiente e paesaggio –  Dai tre Piani sin qui presentati non emerge con la dovuta chiarezza con quali interventi di adattamento e mitigazione si vogliano affrontare i profondi cambiamenti indotti nell’ambiente alpino dalla drammatica crisi climatica, che incide sulla quantità delle risorse idriche, sull’innevamento, sullo stato dei ghiacciai e sulle specie e gli habitat alpini. Anzi, non si dedica nemmeno grande attenzione a quel patrimonio di specie e habitat tutelati dall’Europa ricompresi nella rete Natura 2000, né alla corretta applicazione della Valutazione di Incidenza, derivante dalla Direttiva comunitaria “Habitat” . Non viene fornita, sinora, nemmeno una lettura approfondita della qualità dei vari contesti paesaggistici (antropizzati e non) e dei pregi delle emergenze ambientali presenti nelle singole aree (alta montagna, versanti e fondovalle). Né viene presentata una lettura comparata tra le azioni strategiche, programmatorie e operative delle tre amministrazioni che hanno quadri normativi e pianificatori diversi in materia di paesaggio. Manca, infine, anche un’illustrazione dettagliata della geologia e della idrogeologia delle diverse aree e l’individuazione dei geositi, che potrebbe costituire un valore aggiunto per una fruizione turistica evoluta e consapevole.

La difesa del vecchio modello di sviluppo -  Gran parte della partita per le due Province autonome e per la Regione viene giocata su progetti e Norme di Attuazione che favoriscono un modello di sviluppo e di uso delle risorse naturali che dovrebbe essere ormai superato proprio dagli evidenti cambiamenti epocali in atto. Numerosi sono gli interventi previsti che sono  in  contrasto, di volta in volta, con la Legge Quadro nazionale sulle aree protette (legge n. 394/1991) o con le Linee Guida concordate nel Comitato di Coordinamento Nazionale che costituisce il nuovo organismo garante della governance unitaria dell’area protetta e anche con il principio generale della “conformazione unitaria del Parco”. Numerosi sono gli esempi di interventi discutibili, la Provincia di Trento vuole  consentire la ristrutturazione tout court di ben 241 costruzioni, invece che promuovere il restauro e risanamento conservativo per mantenere la qualità degli insediamenti in piena area parco, mentre la Provincia di Bolzano vorrebbe creare uno speciale regime per i masi che vengono qualificati come “aree antropizzate”, dove si possono fare anche interventi rilevanti, a prescindere se sorgano o no in aree di tutela anche integrale. Tutte le amministrazioni interessate non solo prevedono deroghe per costruire nuovi bacini idrici per l’innevamento artificiale ma anche la costruzione di nuovi impianti sciistici o il potenziamento di quelli esistenti, non considerando che l’innevamento sotto i 2mila metri di altezza è sempre più scarso. La Provincia di Bolzano prevede, a ridosso di siti della rete Natura 2000, nuovi impianti  a Solda (impianto di risalita di 1.310 metri e nuova pista da sci in un’area di 4,47 ettari nel Comune di Stelvio), espressamente vietati dalle Linee Guida condivise. La Regione Lombardia, invece, prevede la realizzazione del collegamento a fune tra gli impianti di Bormio e di Santa Caterina in Valfurva, in un'area fondamentale per la pernice biancaquando esiste un divieto a livello nazionale e della stessa Regione per interventi di questo tipo localizzati in piena ZPS. La Provincia di Trento prevede, inoltre, di autorizzare aumenti generalizzati di cubatura dei rifugi alpini anche del 10% in piena Zona di Riserva Integrale (A) o deroghe per ampiamenti volumetrici anche del 20% nelle Zone di riserva generale orientata (B) e nelle Aree di protezione (C), che sono espressamente vietati dalla Legge n. 394/1991. La Provincia di Bolzano, a sua volta, propone ampliamenti di cubature dei rifugi alpini sino al 15% ma solo nelle Zone B e C, mentre la Lombardia propone ampiamenti del 10% nelle Zone B e del 15% nelle Zone C.  Infine, pur in mancanza di dati e stime certe dal punto di vista trasportistico, viene sostenuta,  sia dalla Provincia di Bolzano che dalla Regione Lombardia, la proposta del collegamento ferroviario sotterraneo Malles-Bormio, che andrebbe a interessare anche le aree del PN che dovrebbero essere maggiormente tutelate (A e B).

La mancanza di un pensiero innovativo – Un’area di grande pregio storico-culturale, paesaggistico e naturalistico come quella del Parco Nazionale dello Stelvio potrebbe essere luogo di sperimentazione per un nuovo modello di sviluppo sostenibile per garantire il futuro delle comunità alpine. Ma nei documenti presentati sinora non si riesce ad avere un quadro completo e dettagliato dello stato attuale del settore turistico (offerta ricettiva, tipologia di attività, domanda turistica, stagionalità, ecc.)  e di come questo si sia evoluto nel corso del tempo. Né si hanno le informazioni più elementari sulla mobilità (mancano dati sui volumi di traffico, sulla rete viaria e ferroviaria e la loro distribuzione modale, le origini-destinazioni del traffico automobilistico, la capienza, localizzazione e tipologia dei parcheggi, ecc.), quando in Lombardia, ad esempio, molti sono i  cosiddetti “Progetti di indirizzo” contenuti nel Piano, elaborato dalla Regione, che riguardano la viabilità (Cancano, Stelvio, Valfurva e Strada Gavia, Val Zebrù, Val Cedec e Valle dei Forni, Val Grande, Val Cané, Val di Viso). Le attività agricole e zootecniche, infine, si ritengono tout court sostenibili perché “tradizionali” quando molto si sarebbe potuto dire sull’impiego in un’area protetta dell’uso di concimi chimici e pesticidi, sul rapporto tra popolazioni animali e superfici foraggiere disponibili, sulle rotazioni dei seminativi.

Il rapporto tra Piano e Regolamento – Le NTA fanno ripetuti richiami al Regolamento del Parco, anche laddove sarebbe loro compito intervenire quanto meno per dettare i principi, con il risultato che assai spesso non sono chiari gli effetti previsti. Si osservi inoltre che la Provincia di Trento non ha ancora presentato il Regolamento e la Regione Lombardia ha presentato solo un “documento di lavoro”. Inoltre, nel Regolamento della Provincia di Bolzano e anche nel documento di lavoro della Regione Lombardia spesso il richiamo delle NTA non trova alcun riscontro: la conseguenza è l’apertura di pericolosi vuoti normativi. Anche per questi motivi le procedure di VAS non hanno ad oggi un oggetto compiuto, il che comporta che ci sia un passaggio conclusivo in cui siano aggiornate e coordinate più compiutamente.

La mancanza di un coordinamento generale della gestione del Parco – Per garantire l’attuazione del principio della “configurazione unitaria” del Parco nazionale dello Stelvio le Linee guida hanno introdotto il principio del coordinamento generale della gestione del Parco. Le NTA previste dalle Province e dalla Regione non contengono però alcuna indicazione sull’attuazione di tale principio. E se è pur vero che esse prevedono l’istituzione di una “Cabina di regia del Parco”, non vengono però indicate le modalità con cui si realizza il coordinamento della gestione. Una lacuna questa che costituisce il limite più grave delle NTA e richiede un chiaro e specifico accordo tra le tre Istituzioni o comunque uno strumento che venga vagliato anche a livello Ministeriale e risponda a tale esigenza fondamentale.
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Box - Il Parco Nazionale dello Stelvio
Collocato, con i suoi 130.700 ettari, nel cuore delle Alpi Centrali, lo Stelvio è un tipico parco montano d’alta quota: per circa tre quarti il suo territorio è al di sopra dei 2000 metri e raggiunge un massimo di 3.905 m sulla cima dell’Ortles. Grazie alle elevate quote medie è caratterizzato da un susseguirsi di cime impervie e di vastissime superfici glaciali. Il gruppo dell’Ortles-Cevedale, sul confine tra Lombardia e Trentino-Alto Adige, ne costituisce il cuore geografico.
Le aree di fondovalle sono caratterizzate dalla presenza di prati da sfalcio mentre i versanti sono dominati da boschi di conifere; salendo ancora, si raggiunge la prateria alpina che, con l’aumento della quota, si fa sempre più discontinua per cedere il passo a quelle specie che crescono, come esemplari isolati, anche a quote elevatissime. La fauna conta, solo tra i vertebrati, oltre 260 specie. Meritano di essere ricordate, per riassumere all’estremo la ricchezza faunistica del Parco, l’importante presenza di grandi rapaci (aquila reale e gipeto), le ricche popolazioni di ungulati (soprattutto cervo e stambecco) e la presenza di molte specie tipiche degli habitat montani (galliformi alpini, marmotta, lepre bianca, ermellino, ecc.). A loro si aggiunge la miriade di invertebrati che vivono anch’essi, talora, in condizioni estreme.
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Box – Governance e procedure
A seguito di una modifica normativa  introdotta nella Legge finanziaria 204 (legge n. 116/2014) è stato dato il via ad una nuova governance del Parco Nazionale dello Stelvio poi definita nell’intesa sosttoscritta l’11 febbraio 2015 tra il Ministero dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare, la Regione Lombardia  e le due Province Autonome di Trento e Bolzano e codificata nel decreto legislativo del 13 gennaio 2016 n. 14. Il Dlgs stabilisce che la configurazione unitaria del Parco Nazionale sia assicurata da un Comitato di coordinamento e di indirizzo che dura in carica 5 anni  (composto da rappresentanti del Ministero, Regione, Province Autonome, nonché da 3 rappresentanti dei Comuni, per le diverse aree amministrative interessate,  e da un rappresentante delle associazioni ambientaliste riconosciute). Il Comitato ha il compito di redigere linee guida e di indirizzo (che sono state approvate dal Comitato di Coordinamento definitivamente il 19 gennaio 2017) a cui le proposte di piano e di regolamento elaborate dalla Regione e dalla due Province si devono conformare. Le tre diverse proposte di piano e di regolamento, sottoposte a procedure partecipative di Valutazione Ambientale Strategica (iniziate nel dicembre 2018 e continuate sino a metà agosto 2019), prima della loro approvazione definitiva da parte della Regione e delle due Province, sono sottoposte al parere preventivo e vincolante del Ministero dell’Ambiente che verifica la conformità alle linee guida e agli indirizzi approvati dal Comitato in coerenza con la normativa nazionale di riferimento (legge n. 394/1991) e  con l’ordinamento statutario delle Province autonome.

A MILANO 4MILA STUDENTI IN AZIONE PER PULIAMO IL MONDO

Milano, 20 Settembre 2019                                                                         Comunicato stampa


Legambiente: "La cura del territorio e l'amore per l'ambiente si impara fin da piccoli. Partendo dal movimento messo in campo da Greta Thunberg, i giovani ci chiedono di fare azioni concrete, di essere protagonisti del cambiamento"

Ha preso il via questa mattina la 27esima edizione di Puliamo il Mondo, la tre giorni di impegno civico e volontariato ambientale promossa da Legambiente per prendersi cura del territorio in cui si vive e ripulire dai rifiuti abbandonati strade, cortili, parchi. L’obiettivo della campagna è restituire aree degradate alla fruizione da parte della cittadinanza e sensibilizzare gli abitanti sull’abbandono dei rifiuti, una pratica ancora troppo diffusa in tutte le città: dai mozziconi di sigaretta gettati in strada a interi sacchi e materiali ingombranti in aree verdi e ai lati delle strade, che diventano discariche a cielo aperto.

Puliamo il mondo è anche una campagna educativa che coinvolge bambini e ragazzi. Come ogni anno sono gli studenti i protagonisti della prima giornata con tante attività di pulizia in tutta la regione. Solo a Milano questa mattina sono scesi in campo oltre 4000 ragazzi da più di 30 istituti scolastici, muniti di guanti, rastrelli e pettorine dell'associazione. 

«La cura del territorio e l'amore per l'ambiente si imparano fin da piccoli – sottolinea Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – Partendo dal movimento messo in campo da Greta Thunberg, i giovani ci chiedono di fare azioni concrete, di essere protagonisti del cambiamento».

Puliamo il Mondo è l’edizione italiana di Clean Up The World, il più grande appuntamento internazionale di volontariato ambientale, nato a Sydney nel 1989, che coinvolge ogni anno oltre 35 milioni di persone in circa 120 Paesi. In Italia gode del patrocinio del Ministero dell’Ambiente, della Tutela del territorio e del Mare, del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, di UPI e di ANCI.


Nota stampa:
In questa cartella sono disponibili foto delle attività svolte nel Parco Lambro 300 ragazzi dell'Istituto Comprensivo Quintino Di Vona.

Video in full HD:
- immagini di copertura delle attività di pulizia
- interviste a: Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia e Alessandra Minerbi, insegnante IC Quintino Di Vona di Milano
- video già montato

Le immagini della manifestazione possono essere utilizzate in quanto i genitori dei bambini hanno firmato la liberatoria per la diffusione.

Per qualsiasi esigenza resto a disposizione.
Saluti

Ufficio stampa Legambiente Lombardia
Silvia Valenti
Mob. 3498172191

mercoledì 18 settembre 2019

ULTIMO MIGLIO SOSTENIBILE: A MILANO WORKSHOP INTERNAZIONALE SULLA LOGISTICA DI PROSSIMITA'

Milano, 18 Settembre 2019                                                                                  Comunicato stampa


Legambiente: “Lo sviluppo della logistica sostenibile di prossimità a Milano e in Italia passa per strategie che vanno nella direzione di integrare le esigenze di chi la città la vive per lavoro e il tema della lotta allo smog, riprogettando gli spazi urbani”

È possibile conciliare la movimentazione merci con la sostenibilità? Quale in futuro del trasporto in ambito commerciale? A queste domande ha inteso rispondere il workshop internazionale “UMS – Ultimo Miglio Sostenibile” promosso da Milano Bike City e il circolo Legambici Legambiente per la mobilità attiva e la ciclabilità, con il supporto di Interporto Padova e dell’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi, svoltosi questa mattina all’Acquario Civico di Milano.

Attraverso la condivisione di buone pratiche già poste in essere a livello internazionale e all’approfondimento di progetti innovativi sulla logistica di prossimità, il convegno ha avuto l’obiettivo di far dialogare le associazioni di categoria dei commercianti e degli esercenti e i portatori d’interesse nel settore della movimentazione dei beni e delle merci, valorizzando le iniziative già esistenti sul territorio milanese, alcune delle quali saranno presentate in anteprima nel corso dell’incontro.

«Lo sviluppo della logistica sostenibile di prossimità a Milano e in Italia passa per strategie che vanno nella direzione di integrare le esigenze di chi la città la vive per lavoro e il tema della lotta all’inquinamento atmosferico, come Milano ha fatto introducendo l’Area B – ha sottolineato Barbara Meggetto, Presidente di Legambiente Lombardia –. Per fare questo, però, non bastano le restrizioni al traffico, è necessario riprogettare anche lo spazio pubblico. Le strade dove si muovono i cittadini, il commercio e i servizi devono migliorare la loro capacità di condividere gli spazi, oggi immobilizzati dalla sosta prolungata. Serve pensare ad una città più flessibile e che promuova l’uso dei mezzi in sharing anche per le attività commerciali e consenta maggiore agilità negli spostamenti, non solo per migliorare le attività esistenti, ma per immaginarne di nuove e innovative».

All’incontro hanno partecipato Valentino Sevino di Amat che ha spiegato gli obiettivi dell’introduzione dell’Area B a Milano; Paolo Ruffino di Decisio che ha illustrato il funzionamento della logistica di prossimità nei Paesi Bassi, in particolare in due città peculiari come Rotterdam e Amsterdam, al quale si è aggiunto Danny van Beusekom di GoudappelCoffen che ha approfondito la visione olandese di logistica e metropoli. Enrico Pastori di Trt Trasporti e Territorio ha parlato dell’impatto economico della logistica sostenibile; Roberto Nocerino del Comune di Milano ha commentato i progetti di ciclologistica pensati nell’ambito dei progetti Sharing Cities e OpenAgri; Paolo Pandolfo dell’Interporto di Padova ha illustrato come nella città di Padova si applichi il concetto di logistica sostenibile; infine rappresentanti di UBM, la prima società di ciclocorrieri in Italia, hanno raccontato le esperienze sul territorio per quanto riguarda la ciclologistica a Milano.


Ufficio stampa Legambiente Lombardia
Silvia Valenti
Mob. 3498172191

martedì 17 settembre 2019

PALE BLUE DOT: SPETTACOLO SUI CAMBIAMENTI CLIMATICI PER RIFLETTERE SULLA FRAGILITA’ E LA BELLEZZA DEL NOSTRO PIANETA

MILANO, 17 SETTEMBRE 2019                                                                                                                    COMUNICATO STAMPA

  
25 Settembre 2019 ore 20.45
Teatro Bì, via Gianni Rodari 3 Cormano

Mesi invernali siccitosi e giorni di pioggia incessante in primavera, bombe d’acqua in estate e tempeste con forti raffiche di vento in autunno: il cambiamento climatico è sotto gli occhi di tutti e rappresenta un’urgenza sulla quale è necessario riflettere ed agire. Anche attraverso l’arte. Per questo nell'ambito del progetto europeo MetroAdapt, nato per definire strumenti utili a mitigare gli effetti del cambiamento climatico e aumentare la resilienza urbana, Legambiente Lombardia invita a teatro per lo spettacolo dal titolo “Pale Blue Dot”, piccolo puntino blu: la nostra Terra. Jet Propulsion Theatre della Compagnia Arditodesio mette in scena un'incredibile storia di speranza, meraviglia e bellezza. Il destino della sonda Voyager 1 si mescola con quella del suo creatore dalle tendenze suicide, quelle di suo figlio sognatore e quelle del Pianeta Terra. Mentre il satellite artificiale si allontana dal sistema solare tutto cade in prospettiva, diventa dolorosamente chiaro che il nostro Pallido Pallino Blu, la Terra, è l’astronave più preziosa e va protetta senza esitazione e senza compromessi. Ma quando tutto sembra perduto avviene la più incredibile delle rivoluzioni.

Il primo appuntamento della tournée è mercoledì 25 settembre 2019 alle ore 20.45 a Cormano al Teatro Bì in via Gianni Rodari 3 con il patrocinio del Comune di Cormano. Lo spettacolo sarà replicato il 10 ottobre alle 20.45 nella sala Teatro della Biblioteca Civica di Parabiago (MI) in via Brisa 1, con il patrocinio del Comune di Parabiago, il 14 novembre all’Auditorium Falcone e Borsellino in via Fleming 6 a Paullo (MI) e il 7 febbraio a Milano.

Il progetto Life Metro Adapt, che ha preso il via nella fase preparatoria a settembre 2018 e durerà fino al 2021, è finanziato dal Programme for the Environment and Climate Action (LIFE) della Commissione Europea ed è caratterizzato da una forte multidisciplinarietà, grazie ad un partenariato che vede la collaborazione di Città Metropolitana di Milano, che ne è il capofila, ALDA Association Européenne pour la Démocratie Locale, Ambiente Italia Srl, CAP Holding Spa, e-Geos S.p.A. e Legambiente Lombardia. Il progetto prevede lo sviluppo di strumenti integrati per sostenere i pianificatori urbani e i responsabili delle politiche nella definizione delle priorità delle attività di risposta agli effetti dei cambiamenti climatici e nell'attuazione di infrastrutture verdi, come i tetti verdi, l'acqua piovana sistemi di raccolta, pavimentazione permeabile, infiltrazione, detenzione e tecniche di trattamento naturale. Le attività mirano a promuovere la creazione di una governance comune tra le autorità locali e a produrre strumenti che consentano di implementare strategie e politiche di adattamento ai cambiamenti climatici convenienti al contesto locale, consentendo una replicabilità in altri territori dell’Unione Europea con simili caratteristiche e problematiche da affrontare.


Ufficio stampa Legambiente Lombardia
Silvia Valenti
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lunedì 16 settembre 2019

DAL 20 AL 22 SETTEMBRE TORNA PULIAMO IL MONDO EVENTI IN TUTTA LA LOMBARDIA CON IL COINVOLGIMENTO DI CITTADINI, VOLONTARI E STUDENTI

MILANO, 16 SETTEMBRE 2019                                                                                COMUNICATO STAMPA



È tutto pronto per la 27esima edizione di Puliamo il Mondo, che andrà in scena dal 20 al 22 settembre con decine di eventi previsti nell’intera regione. Dalle scuole ai cortili, dalle strade ai fiumi, dai parchi alle stazioni: la tre giorni di volontariato come sempre riempirà sacchi di rifiuti che invadono ogni giorno l'ambiente che ci circonda. Puliamo il Mondo è l’edizione italiana di Clean Up The World, il più grande appuntamento internazionale di volontariato ambientale, nato a Sydney nel 1989, che coinvolge ogni anno oltre 35 milioni di persone in circa 120 Paesi. In Italia gode del patrocinio del Ministero dell’Ambiente, della Tutela del territorio e del Mare, del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, di UPI e di ANCI. L’obiettivo della campagna è restituire aree degradate alla fruizione da parte della cittadinanza e sensibilizzare gli abitanti sull’abbandono dei rifiuti, una pratica ancora troppo diffusa in tutte le città: dai mozziconi di sigaretta gettati in strada a interi sacchi e materiali ingombranti in aree verdi e ai lati delle strade, che diventano discariche a cielo aperto di pneumatici, mobilio, ma anche di elettrodomestici, particolarmente pericolosi per l’ambiente.

«Anno dopo anno assistiamo ad una crescente partecipazione di volontari e cittadini, che in tutta la regione si rimboccano le maniche dimostrando una grande voglia di dare un contributo concreto per rendere più belli i centri storici e le periferie delle nostre città, troppo spesso vittime dell’indifferenza generale – dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente LombardiaL'adesione di molte amministrazioni comunali all'iniziativa è un segnale della consapevolezza che Puliamo il Mondo non è solo un momento di collaborazione finalizzata alla rimozione dei rifiuti abbandonati e alla diffusione di comportamenti rispettosi dell’ambiente, ma è anche la promozione di una positiva convivenza tra le persone che abitano lo stesso territorio. Le attività, infatti, coinvolgeranno anche le comunità di migranti, rifugiati politici e associazioni dedite all’integrazione sociale, con l’obiettivo di “pulire il mondo dai pregiudizi” e promuovere il dialogo e lo scambio interculturale, per la creazione di reti territoriali tra cittadini di ogni età e provenienza».

Puliamo il mondo è una campagna educativa che coinvolge soprattutto bambini e ragazzi. Saranno molte, infatti, le attività che vedranno le scuole protagoniste in tutta la regione. Si parte venerdì 20 con gli studenti: solo a Milano hanno aderito oltre 4000 ragazzi da più di 30 istituti scolastici.

«Puliamo il Mondo è un atto di cittadinanza responsabile – dichiara Arianna Bazzocchi, responsabile Scuola e Formazione di Legambiente LombardiaPer questo puntiamo molto sulla partecipazione delle scuole perché attraverso l'entusiasmo i più piccoli ogni anno impartiscono agli adulti una grande lezione di educazione civica, in particolare nelle periferie delle città, dove registriamo diffusi casi di incuria e abbandono di rifiuti. Nella Climate Action Week, che si concluderà con lo sciopero globale degli studenti per il clima il 27 settembre, Puliamo il Mondo può essere una buona occasione per lanciare un messaggio per la sostenibilità ambientale del pianeta, mettendo in campo un’azione concreta».

Ecco alcune delle iniziative organizzate in tutta la Lombardia: a Bergamo il circolo cittadino promuove per sabato 21 settembre alle 15 all’interno della festa del quartiere di Grumello al Piano una “caccia al mozzicone” che coinvolgerà tutti i partecipanti. A Casirate d’Adda il Circolo "Terre del Gerundo" organizza per sabato 21 interventi di manutenzione e pulizia nella Foresta di Pianura. La partenza da Treviglio per Casirate è fissata per le ore 8.30 da Piazzale Verdi, mentre i lavori alla Foresta di Pianura di Casirate inizieranno alle ore 9.00, per l'occasione verrà collocata anche la nuova cartellonistica didattica. Alle 12.30 ci sarà un momento conviviale offerto dall'Amministrazione Comunale e dal Gruppo Alpini di Casirate e dopo pranzo ci sarà la possibilità di fare un'escursione alla scoperta del Bosco Tondo e dei suoi fontanili. A Brescia il circolo locale propone per sabato 21 dalle 10 alle 12 la pulizia del parco Gallo e del Parco Tarello, in collaborazione con l’Oratorio di Santa Maria in Silva. Il ritrovo è previsto all’oratorio alle 9 per un momento di raccoglimento con il parroco Don Fabio Corazzina. Nel comasco saranno i sentieri della vallata dei Corni di Canzo ad ospitare una mattinata di cura del verde, con ritrovo alle 8,30 al parcheggio in località Gajum per la distribuzione dei materiali. Alle 16 appuntamento a Primalpe per una merenda conviviale e la consegna dei sacchi con i rifiuti raccolti. A Cremona il circolo Vedo Verde chiama a raccolta i volontari per sabato 21 dalle 9,30 alle 11,30 in piazza Aldo Moro per la pulizia del quartiere Cambonino. A Lecco protagonisti i ragazzi della Scuola Stoppani venerdì 20 dalle 14.00 alle 16.00 e la mattina di sabato 21 dalle 8.30 alle 13.00, mentre in provincia a venerdì 20 dalle 8.00 alle 12.00 saranno coinvolti in una mattinata di pulizia e attività di educazione ambientale gli studenti delle classi terze, quarte e quinte della primaria della Scuola di Malgrate e delle scuole medie di Lierna, mentre nel pomeriggio la quinta elementare di Bellano. A Lodi venerdì 20 settembre la mattina i volontari saranno in diverse scuole di città e provincia per attività con gli studenti. Domenica 22 alle 10 l’appuntamento per le famiglie è a Lodi in piazza Ferrari per una mattinata di pulizia lungo l’Adda. Nel mantovano il circolo di Castiglione delle Stiviere punta sulla sensibilizzazione dei più piccoli: due classi di 4^ elementare venerdì 20, due classi di 2^ elementare sabato 21 ed una selezione di studenti e genitori di una scuola media paritaria domenica 22 parteciperanno ad attività di educazione ambientale e pulizie di aree del centro storico del comune. In Brianza il circolo di Seregno sabato 21 organizza un’intera giornata di pulizia attraverso i quartieri di San Carlo, Sant’Ambrogio e San Giuseppe la mattina dalle 8 alle 12 con il laboratorio per bambini “La Strada dei Rifiuti” e una festa finale con merenda per tutti alle 17 al parco Marzabotto. Domenica 22 occhi puntati sul Seveso con “Puliamo il Seveso in bicicletta”: partenza alle 8,30 in via Don Borghi a Barlassina si costeggerà in bicicletta il fiume fino al quartiere Niguarda di Milano in 10 tappe. A Milano nella mattinata di sabato 21 si terrà la prima edizione ciclistica di Puliamo il Mondo promosso dal circolo Legambiente Legambici in collaborazione con Milano Bike City e Italia Nostra, all'interno dello 'smart district' disegnato dal progetto europeo Sharing Cities. Alla partenza alle ore 9.30 in Porta Romana i partecipanti riceveranno gratuitamente un kit per la pulizia urbana, per poi percorrere un itinerario, fino al parco di Rogoredo/Porto di Mare verso le 13.30. Sempre sabato dalle 9.30 alle 12.30 i volontari puliranno l’area del nuovo giardino condiviso di Greco realizzato nell’ambito del progetto Bing – Binari Greco, con ritrovo alle 9 in via Rho e alla chiusura dei lavori seguirà un rinfresco conviviale. Domenica protagonista sarà il quartiere Gratosoglio di Milano, grazie al circolo Legambiente Zanna Bianca, i volontari impegnati nella lotta al degrado urbano saranno invitati a ripulire via Rozzano, area dove sono presenti rifiuti abbandonati e discariche abusive. L’appuntamento è alle 10 in via Baroni (davanti al civico 188) per la consegna del kit di guanti, pettorina e sacchi. A Pavia il circolo Il Bercè promuove per sabato 21 la pulizia delle sponde e degli isolotti del Ticino nel tratto tra la Casa sul Fiume e l’Area Vul, il ritrovo è fissato per le 13,30 presso la sede nautica del CUS di Pavia in via Don Enzo Boschetti 1 per la distribuzione del materiale e il termine è previsto alle 17.30 per la consegna dei rifiuti raccolti. Nel varesotto il circolo di Cassano Magnago propone per sabato 21 dalle 9 una mattinata di pulizia delle zone soggette all'abbandono dei rifiuti, con ritrovo in piazza Mazzini a Besnate; mentre il circolo di Varese si prende cura del Lago di Varese con la partecipazione di molti comuni dell’"associazione comuni rivieraschi" sabato 21 dalle 9 alle 11 alla Madonnina del Lago di Azzate con il comune di Azzate, che guiderà la pulizia della pista ciclabile in direzione est e i comuni di Galliate Lombardo, Crosio della Valle e Daverio in direzione opposta. Domenica 22 mattina doppio appuntamento con i comuni di Buguggiate e di Varese: alle 9.00 all’area feste in via Giuseppe Verdi a Buguggiate e alle 10.00 davanti al Circolo di Capolago al capolinea della linea A. A Sondrio il circolo Legambiente Valchiavenna, in collaborazione con il Comune di Mese, coinvolgerà martedì 24 settembre dalle 14.30 alle 16 le classi terze, quarte e quinte della scuola primaria di Mese in un pomeriggio di pulizia dai rifiuti abbandonati nelle vie nelle vicinanze della scuola. A seguire si svolgerà una visita all'isola ecologica comunale, dove l'assessore all’Ambiente spiegherà ai bambini la funzione di questo luogo.
 
L’elenco dettagliato di tutti gli appuntamenti è disponibile su www.puliamoilmondo.it


Ufficio stampa Legambiente Lombardia
Silvia Valenti
Mob. 3498172191

TAVOLO ARIA: INCENTIVI DI REGIONE LOMBARDIA NON GARANTISCONO RIDUZIONE INQUINAMENTO

Milano, 15 Ottobre 2019                                        Comunicato stampa TORNANO A SALIRE I LIVELLI DI POLVERI SOTTILI NELL’ARI...