lunedì 31 gennaio 2011

PRIME AZIONI COMITATO REFERENDARIO MILANO E PROVINCIA "2 SI PER L'ACQUA BENE COMUNE"

Buongiorno a tutti e tutte,
finalmente dopo il pronunciamento della Corte sull'approvazione dei due quesiti ammessi al referendum sull'acqua, ci apprestiamo a dare il via alle attività preparatorie per il referendum che dovrebbe tenersi tra il mese maggio e quello di giugno del 2011. Come già avevamo anticipato nelle precedenti riunioni dei comitati cittadini e provinciali si costituirà il COMITATO REFERENDARIO MILANO E PROVINCIA "2 SI PER L'ACQUA BENE COMUNE". Per questo stiamo organizzando le prime iniziaitve di informazione e di raccolta fondi a supporto della Campagna referendaria, che comincieranno proprio il 5 febbraio con alcuni momenti di sensibilizzazione, informazione e divertimento per la cittadinanza.
Il 5 febbraio sono previsti:
momento di informazione e sensibilizzazione dalle 15.00 alle 18.00, presso la Loggia dei Mercanti, con banchetto e stand per informare sui quesiti referendari. Per questo vi chiediamo di unirvi numerosi per essere più visibili e dare molti volantini. Saranno presenti alcuni Clown della compagnia di Maurizio Accattato e due artisti con fisarmonica e tromba per animare il pomeriggio;
momento ludico, di musica e comicità di raccolta fondi a sostegno della campagna dalle 20.30 alle 23.30 circa, presso l'auditorium del PIME in via Mose Bianchi a Milano, a cui parteciperanno musicisti, comici ed artisti per l'acqua, per dare il via alla campagna referendaria. In allegato il volantino da far circiolare il più possibile nelle vostre reti. Per questo vi chiediamo di riattivare tutti i comitati, i cittadini, le associazioni ecc sul vostro territorio in vista dei prossimi appuntamenti e speriamo di vedervi al primo appuntamento del 5 febbraio.

Comitato Italiano Contratto Acqua, Comitato Milanese AcquaPubblica, Camera del lavoro di Milano

venerdì 28 gennaio 2011

AMBIENTE: NUOVO SVERSAMENTO DI INQUINANTI NEL FIUME LAMBRO

(ANSA) - MILANO, 28 GEN - Nuovo sversamento di inquinanti nel fiume Lambro, oggi, dopo l'episodio del febbraio scorso, quando milioni di litri di petrolio finirono nel fiume.
Oggi, dopo le prime segnalazioni provenienti da Biassono e Villasanta, come riferisce la Provincia di Monza in un comunicato, sono intervenuti Polizia Provinciale, tecnici del Settore Ambiente, dell'Arpa e il Nucleo Sommozzatori della Protezione Civile. Dalle prime indagini, riferisce la Provincia, l'origine dell' immissione dell'inquinante nel fiume (a prima vista sembra si tratti di idrocarburi), è stata identificata in uno scolmatore del collettore fognario proveniente dalla zona
industriale di Villasanta ed ulteriori ricerche sono in corso per localizzare con maggiore precisione il punto dello sversamento.
La macchia inquinante ora "ha già superato Monza e si dirige verso Milano", dove sono stati allertati i tecnici e la polizia provinciale.
Nel frattempo si sta valutando la possibilità di posizionare panni assorbenti nei tratti del fiume più idonei per raccogliere eventuali residui in soluzione. (ANSA).

mercoledì 26 gennaio 2011

Prorogati i Termini della soppressione delle ATO

Il testo del decreto Milleproroghe 2011 uscito dal preconsiglio dei Ministri del 21 dicembre contiene la proroga di un anno per i termini di soppressione delle ATO acqua, rifiuti e altri servizi. Il venir meno delle delle ATO prevista per il primo gennaio 2011 avrebbe prodotto difficoltà nei territorio nell'erogazione dei servizi, che si sarebbero aggiunte alla grave situazione finanziaria in cui gli enti locali versano.
Riportiamo la dichiarazione di Enrico Borghi, presidente dell'Uncem (comunità montane) che aveva chiesto a più riprese la la proroga dei termini di soppressione delle ATO. "L'inserimento delle proroghe relative al termine di chiusura delle ATO e agli interventi per il miglioramento della sicurezza scolastica nel milleproroghe rappresenta un'occasione importante per i nostri territori. Per quanto riguarda il primo punto - sottolinea il Presidente dell'Uncem Enrico Borghi - da tempo abbiamo chiesto di far slittare i termini per la chiusura delle Autorità di Ambito Territoriale, in maniera che le Regioni possano riorganizzare in maniera articolata il servizio, e per quanto riguarda la sicurezza degli edifici scolastici, riteniamo che il tema sia altrettanto prioritario e meriti la proroga dei termini anche per il prossimo triennio".

Fonte: sito www.gruppo183.org

lunedì 24 gennaio 2011

Bassa: cromo nella falda acquifera. La bonifica scatta in primavera

La bonifica della falda acquifera inquinata da cromo esavalente (cromo VI) potrà iniziare in primavera. Questa la buona notizia emersa nella riunione che si è tenuta martedì negli uffici della Regione e alla quale hanno partecipato oltre ai tecnici del settore Ambiente, l'Asl, l'Arpa, la Provincia e il Comune di Ciserano.

Sul suo territorio è prevista la barriera idraulica che dovrà intercettare il cromo VI che ha inquinato la falda acquifera di Verdellino, Arcene e Ciserano e che gradualmente si sta diffondendo verso Treviglio e Castel Rozzone.

Della barriera è già stato realizzato il campo prova ossia un primo pozzo necessario ad acquisire dati tecnici. Per dare il via alla bonifica era prevista la realizzazione di altri quattro pozzi. «Nella riunione di martedì - afferma l'assessore all'Ambiente di Ciserano Natale Zucchetti - si è però deciso di non perdere ulteriore tempo e di partire con la bonifica già dopo la realizzazione del secondo pozzo. Prevedibilmente in primavera».

Il progetto di bonifica complessivo come noto ha un costo di circa 5 milioni di euro. Costo al momento a carico della Regione che ha già stanziato 650 mila euro. Soldi che il Comune di Ciserano ha utilizzato per la realizzazione del campo prova a est dei binari della linea ferroviaria Bergamo-Treviglio, vicino al sottopasso ferroviario in via Solferino.

Ed anche di parte degli otto piezometri (perforazioni verticali dalle quali viene prelevata l'acqua della falda acquifera per essere analizzata) realizzati sul suo territorio. Fortunatamente questi soldi saranno sufficienti anche per la realizzazione del secondo pozzo.

Non saranno invece sufficienti per l'installazione del fondamentale impianto di depurazione al quale verrà convogliata l'acqua inquinata prelevata dai due pozzi. «Nel decreto con il quale sono stati stanziati i primi 650.000 euro - afferma Zucchetti - la Regione si è impegnata a stanziare nel bilancio 2011 gli altri fondi necessari. Non ho motivo di pensare che non mantenga il suo impegno e lo faccia in tempi brevi».

Fonte: L'Eco di Bergamo.it - 21/01/2011

giovedì 13 gennaio 2011

Acqua ai privati e nucleare dalla Consulta ok a tre quesiti

La Corte costituzionale ha giudicato ammissibili tre proposte su cinque. Via libera alle domande su gestione privata degli acquedotti pubblici locali, determinazione delle tariffe e il pacchetto di norme che spianano la strada al ritorno dell'atomo.
ROMA - In attesa della sentenza sulla costituzionalità del legittimo impedimento, la Corte costituzionale ha deliberato oggi sulle richieste di ammissibilità dei referendum in materia di privatizzazione dell'acqua 1 e della costruzioni di nuove centrali nucleari. I quesiti proposti dai comitati promotori erano in tutto cinque: quattro relativi alla gestione degli acquedotti e uno sul ritorno dell'atomo. Il verdetto della Consulta dà via libera a solo tre proposte. Per quanto riguarda l'acqua, i provvedimenti nel mirino dei referendari erano due: il decreto Fitto-Ronchi e la precedente normativa varata in materia dal governo Prodi.

A passare il vaglio di costituzionalità sono stati il quesito proposto per cancellare le norme in materia di "determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all'adeguata remunerazione del capitale investito" (a proporlo è stato il Comitato 'Siacquapubblica' 2 che raccoglie giuristi quali Stefano Rodotà e Gaetano Azzariti) e quello per cancellare le norme sulle procedure di affidamento con gara a privati dei servizi pubblici locali di rilevanza economica fissate dal decreto Ronchi-Fitto.
Ad essere stati rigettati sono stati invece il quesito promosso sullo stesso primo argomento da Antonio Di Pietro e quello per abrogare le "norme limitatrici della gestione pubblica del servizio idrico".
Ammesso, come detto, anche il quesito promosso dall'Italia dei valori per cancellare circa 70 norme contenute nei provvedimenti che con il governo Berlusconi hanno riaperto la strada a nuove centrali nucleari.

Fonte: La Repubblica.it - 12 gennaio 2011

lunedì 10 gennaio 2011

Incontro: "Acqua bene comune"

Martedì 18 gennaio 2011
presso lo Spazio Scopricoop in via Daverio a Varese

Immagini e parole su "Acqua bene comune"

scarica il volantino

domenica 9 gennaio 2011

sabato 8 gennaio 2011

CONVEGNO WWF: FIUMI D’ITALIA

Il WWF Italia presenta i risultati e le proposte emerse dalla campagna WWF “Liberafiumi 2010” per favorire un confronto con associazioni ed istituzioni sulle prospettive di gestione, ripristino e tutela degli ecosistemi fluviali.
La campagna WWF, avviata nel 2010 - anno internazionale della biodiversità - su tutto il territorio nazionale, ha interessato una trentina di fiumi italiani, analizzati da 600 volontari del WWF e di altre associazioni.


ROMA
27 Gennaio 2011
ore 9.30 - 17.00

Sala Monsignor Di Liegro
Provincia di Roma
Palazzo Valentini
Via IV Novembre 119/a

martedì 4 gennaio 2011

Incontro pubblico "Ridere in casa e Vivi con stile"

Università Bicocca e Legambiente presenteranno in tale occasione i dati del sondaggio effettuato all’interno del progetto RiDeRe in casa per conoscere le abitudini casalinghe delle famiglie sui metodi di conservazione dei cibi.

Spiegheranno inoltre com’è possibile, con piccoli accorgimenti, ridurre gli sprechi domestici di cibo e di acqua.


Appuntamento mercoledì 19 gennaio 2011 - dalle ore 18.00 alle ore 20.00

presso l’enoteca Ligera, via Padova, 133

autobus 56 o MM2 Cimiano

TUTTA LA CITTADINANZA E’ INVITATA

scarica il volantino

lunedì 3 gennaio 2011

Acqua, il centrodestra tira dritto la Regione dà via libera ai privati

PASSA la legge sull' acqua dell' assessore regionale Marcello Raimondi del Pdl: la Lombardia apre ai privati. Dopo una dura battaglia e nonostante la decisione del consiglio dei ministri di rinviare al 2012 la soppressione degli Aato, le autorità comunali che finora hanno gestito gli acquedotti, il consiglio regionale, con i soli voti della maggioranza di centrodestra, ha approvato una legge che da ora in poi trasferisce tutte le competenze alle province. Aprendo di fatto ai privati che potranno gestire l' erogazione dell' acqua. Ai comuni resterà solo la possibilità di esprimere un parere vincolante attraverso la conferenza dei sindaci su tutti gli atti delle provincee sulla determinazione delle tariffe. Unica eccezione Milano, dove Palazzo Marino continuerà a gestire in proprio la rete idrica. Gli altri enti locali avranno da ora in avanti la possibilità di costituire una società patrimoniale per gestire la rete, alla quale spetterà decidere, tra l' altro, a chi affidare il servizio. Per protesta, al momento del voto tutta l' opposizione di centrosinistra ha abbandonato l' aula. Mentre fuori dal Pirellone per tutto il giorno si è svolto un presidio organizzato dagli ambientalisti contro la nuova legge. «È una legge che non aveva alcuna urgenza - denunciano i consiglieri regionali del Pd Luca Gaffuri e Fabrizio Santantonio - Non c' era fretta di esautorare i comuni nella gestione dell' acqua, facendo una rivoluzione indipendentemente dal quadro normativo nazionale». L' accusa dell' ex presidente della Provincia Filippo Penati è ancora più pesante: «La Lega ruba acqua ai sindaci, si svende per qualche nomina promessa nelle direzioni generali della sanità». Contraria anche Chiara Cremonesi di Sinistra Ecologia e Libertà: «L' arroganza di questo centrodestra - dice - non ha limiti. Si tratta di una legge pessima, che sottrae il servizio idrico ai comuni e avvia la sua privatizzazione regalando un bene collettivo al mercato delle multinazionali». Nel centrodestra la Lega, che aveva criticato in un primo tempo il provvedimento, ora lo difende. «Il testo approvato - sottolinea Dario Bianchi del Carroccio - è un giusto compromesso fra le esigenze pubbliche del settore e il contributo dei privati». Respinge le accuse anche il presidente della Provincia Guido Podestà: «Coinvolgere i privati nell' erogazione del servizio non significa affatto liberalizzare il settore. Le nuove norme si ispirano alla legge Ronchi, che stabilisce senza fraintendimenti che la proprietà delle reti resta pubblica».

Fonte: La Repubblica - 23 dicembre 2010 - ANDREA MONTANARI