giovedì 18 gennaio 2018

CARO CANDIDATO PRESIDENTE TI SCRIVO… ECCO LE RICHIESTE E LE PROPOSTE DI LEGAMBIENTE PER CAMBIARE LA MOBILITA’ IN LOMBARDIA

MILANO, 17 GENNAIO 2018                                                                             COMUNICATO STAMPA

Rapporto Pendolaria 2018: analisi del trasporto pubblico in Lombardia


Legambiente: “Ripensare il trasporto regionale in termini di intermodalità significa uscire dal pensiero unico Trenord per accorgersi che ci sono oltre 4 milioni di lombardi che usano mezzi di trasporto del TPL su gomma. Solo tenendo insieme la Lombardia si può sperare di incidere su inquinamento dell’aria e congestione da traffico”

Da 10 anni il rapporto Pendolaria di Legambiente presenta una fotografia della situazione del trasporto pubblico in Italia che, anno dopo anno, racconta attraverso numeri e storie, come sta cambiando la mobilità nelle città e nelle regioni. Quest’anno, oltre al consueto focus sulla rete ferroviaria, lo sguardo si allarga al servizio locale di autobus e metropolitane e diventa uno strumento importante di analisi e proposta alla luce delle imminenti elezioni regionali, dove tra i candidati alla Presidenza si gioca il futuro della mobilità lombarda, soprattutto nella gestione dei processi di apertura al mercato dei servizi ad alta velocità e di trasferimento alle Regioni delle competenze per il trasporto ferroviario locale.

Secondo il dossier in 10 anni i passeggeri che utilizzano la rete ferroviaria in regione sono passati da 559.000 a 735.000 (vd. Tab. 1 Rete ferroviaria regionale) e sono ben 15 le linee lombarde tra le 30 più frequentate in Italia per numero di passeggeri giornalieri (vd. Tab. 2 Linee più frequentate).

A fronte di un numero di pendolari in crescita su tutto il territorio, resta però ancora alta la preoccupazione per quanto riguarda l’età dei treni, in quanto i convogli in circolazione contano mediamente 17 anni di servizio, con il 41,3% di treni che hanno oltre 15 anni: un dato tra i peggiori d’Italia. In totale Regione e Trenord tra il 2001 e il 2018 hanno acquisito 196 treni, di cui 189 sono già in servizio, 2 arriveranno entro gennaio 2018 e 5 nel 2020. Il valore totale della flotta nuova supera i 1,65 miliardi di euro. Eppure, con l’entrata in vigore dell’orario ferroviario invernale, ancora una volta è aumentata l’offerta di treni ad alta velocità, come per esempio le 50 corse al giorno di Frecciarossa e le 25 di Italo da Milano a Roma, per un aumento dell’offerta del 78,5% dei treni veloci in circolazione in 7 anni, con un treno ogni 10 minuti negli orari di punta; niente a che vedere con la modestia degli investimenti e dei miglioramenti sul resto delle sulle linee regionali e interregionali più utilizzate dai pendolari.

Altrettanto importanti sono i numeri relativi ai passeggeri annui che si registrano nelle città, sia per le linee di metropolitana sia per tram ed autobus. Milano si posiziona in vetta rispetto al numero di utenti della metropolitana e con un ampio margine (grazie alla maggiore offerta di linee presenti), sfiorando i 482 milioni di passeggeri annui, più che in tutte le altre linee metro nelle altre città italiane con quasi 1,4 milioni di passeggeri al giorno, in continua crescita. Nella classifica delle città a maggior utilizzo di trasporto pubblico figurano anche altre due città lombarde: Brescia e Bergamo (vd. Tab. 5 Passeggeri annui per metropolitane ed autobus/tram nelle principali aree urbane italiane).

«Il Rapporto descrive una Lombardia a due velocità, in cui crescono le differenze tra chi ha accesso a servizi sempre più efficienti e competitivi che collegano Milano con le altre metropoli, e al contempo storie di persone nel resto della regione, costrette ad aspettare treni sempre più vecchi, lenti e soggetti a guasti, in stazioni che sono un monumento al degrado in un dedalo di barriere architettoniche per i disabili. Per non parlare poi di autolinee, dove siamo davvero all’anno zero – commenta Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – Ai candidati alle prossime elezioni regionali rivolgiamo un appello a fare della mobilità un punto centrale della propria proposta politica, considerando che i numeri parlano di un aumento costante degli utenti del servizio pubblico, e che ripensare il trasporto regionale in termini di intermodalità significa incidere anche sulla piaga dell’inquinamento dell’aria».

La mancanza di risorse pesa anche sull’aumento delle tariffe, che vede la Lombardia a metà classifica per incremento tariffario, pari al 30,3%, e ciò indica che, ancora una volta, sono i pendolari a pagare il conto senza, in molti casi, che ciò corrisponda anche ad una elevata qualità del servizio (vd. Tab. 3 Tagli e aumenti tariffari dal 2010 al 2017). Infatti, rispetto al 2009 i passeggeri sono aumentati a livello nazionale dell’8,5% le risorse statali per il trasporto regionale si sono ridotte del 22,7%. Dal 2002 ad oggi i finanziamenti statali hanno premiato per il 60% gli investimenti in strade e autostrade. Il che significa che le Regioni hanno a disposizione meno fondi per investire sul miglioramento dei servizi. Sebbene la Lombardia si ritagli una posizione di riguardo nel panorama italiano, per stanziamenti rivolti al trasporto pubblico, il divario con gli investimenti per la costruzione di strade e autostrade resta incolmabile (vd. Tab. 4 Spesa regionale per il servizio ferroviario pendolare nel 2016). L’offerta di autostrade, inclusi i numerosi nuovi tratti in fase di realizzazione o in progetto, rimane preponderante, come in parallelo il tasso di motorizzazione che nella Provincia di Milano è oltre le 582 automobili per 1.000 abitanti, mentre per fare un paragone, a Londra è di 328 ed in Catalogna è di circa 480.

Per non parlare del TPL su gomma, che ha visto un taglio di risorse tra il 2008 e il 2012 di circa il 20% con il risultato di aver ridotto anche l’offerta di servizi: difficoltà di viaggiare la sera e nel fine settimana con grave disagio per tutti coloro che non si possono permettere altro mezzo di trasporto.

Nei prossimi 3 anni sono attese 8 gare pubbliche in Lombardia per il trasporto pubblico: è a questo appuntamento che si deve guardare per pensare ad un miglioramento nel modo di spendere le risorse, aumentando l’offerta e l’innovazione tecnologica.

In allegato la versione completa di tabelle e il dossier Pendolaria Lombardia con le proposte di miglioramento del servizio


Ufficio stampa Legambiente Lombardia
Silvia Valenti
Cell. 3498172191
Tel. 02 87386480

mercoledì 3 gennaio 2018

Microplastiche: il Lago di Como e il Lago Maggiore i più inquinati

I risultati dell’indagine 2017 di Legambiente ed ENEA sul microlitter nei laghi e nei fiumi italiani.

LARIO – Microplastiche nei laghi e nei fiumi: secondo Legambiente, i bacini che presentano più microparticelle sono il Lago di Como e il Lago Maggiore, dove sono state riscontrate, rispettivamente, 157mila e 123mila particelle al chilometro quadrato. Le concentrazioni maggiori in corrispondenza delle immissioni fluviali. Nei fiumi la concentrazione aumenta a valle degli scarichi degli impianti di depurazione.
I laghi e i fiumi analizzati. Il problema del marine litter e delle microplastiche in acqua non riguarda solo mari e oceani, ma anche i bacini lacustri e i fiumi. A confermare la presenza di questo fenomeno nelle acque interne sono i dati di Legambiente che, nel corso della sua campagna itinerante Goletta dei Laghi 2017, ha realizzato per il secondo anno consecutivo, in collaborazione con ENEA, un campionamento ad hoc sulle microplastiche con dimensioni inferiori ai 5 millimetri presenti nei laghi. Sei i bacini monitorati: Iseo, Maggiore, Garda, Trasimeno e, per la prima volta, Como e Bracciano, per un totale di quasi 50 chilometri percorsi dalla manta, la rete utilizzata per i vari campionamenti.
Per la prima volta, inoltre, visto che le particelle di plastica sono trasportate il più delle volte dai corsi d’acqua e dagli scarichi, sono stati campionati anche alcuni corsi fluviali immissari ed emissari, a monte e a valle degli impianti di trattamento delle acque presenti: il fiume Oglio per l’Iseo, l’Adda per il Lago di Como, il Sarca nella parte trentina del Garda e il Mincio come emissario.
Sul Lario e il Verbano i dati peggiori. Durante la ricerca di Legambiente ed ENEA, l’unica a livello nazionale di questo tipo, in tutti e sei i laghi monitorati sono state rinvenute microparticelle di plastica. Tra i bacini lacustri che presentano più microparticelle ci sono il Lago di Como e il Lago Maggiore. Il primo con una densità media di 157mila particelle per chilometro quadrato nella parte settentrionale, e con un picco di oltre 500mila particelle nel secondo transetto collocato più a nord, in corrispondenza del restringimento tra Dervio (LC) e Santa Maria Rezzonico di San Siro.
Il Lago Maggiore, invece, presenta una densità media di 123mila particelle per chilometro quadrato, con un picco di oltre 560mila particelle in corrispondenza della foce del fiume Tresa, tra Luino e Germignaga (VA), sul quale insiste un depuratore e campionato successivamente ad un evento temporalesco che potrebbe aver aumentato l’apporto degli scarichi, e quindi di particelle, dal fiume.
Valori medi più bassi, invece, per il Lago d’Iseo (una media di 63mila particelle) e il Lago di Garda (quasi 10mila particelle per chilometro quadrato).
Il fenomeno delle microplastiche. «Le microplastiche – dichiara Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente – sono ormai sempre più presenti negli ecosistemi marini e terrestri. Si tratta di un inquinamento di difficile quantificazione e impossibile da rimuovere totalmente. Le cause del fenomeno sono per lo più legate alla cattiva gestione dei rifiuti a monte e all’apporto che deriva dagli scarichi degli impianti di depurazione e da quelli che ancora oggi finiscono nei fiumi e nei laghi senza trattamento alcuno».
La situazione sull’Adda. Per quanto riguarda i corsi fluviali immissari ed emissari dei bacini, Legambiente ricorda che i fiumi attraversano ampie porzioni di territorio e sono nastri trasportatori di ciò che ricevono. Per questo Goletta dei Laghi 2017 ha voluto allargare il fronte della ricerca campionando, prima e dopo gli impianti di depurazione, anche i corsi fluviali. La differenza tra i campioni prelevati a valle e a monte dei depuratori può arrivare fino all’80% di particelle per metro cubo. Per l’Adda come affluente del Lago di Como l’incremento del numero di particelle a valle del depuratore risulta pari al 62%, mentre nell’Adda come emissario l’incremento del numero di particelle ogni metro cubo è pari al 58%.
I rifiuti sulle spiagge. Oltre al campionamento delle microplastiche dei laghi, Goletta dei Laghi ha attivato una campagna di citizen science per il monitoraggio dei rifiuti presenti sulle spiagge e sulle sponde dei bacini lacustri. Nel 90% dei siti campionati è stata registrata la presenza di plastica, molto spesso frammenti di piccole dimensioni dovuti in larga parte ai rifiuti urbani.

Fonte: http://www.brevanews.it

Smog: Milano e la Lombardia chiudono un anno molto grigio, aria fuori legge 1 giorno su 4

MILANO, 2 gennaio 2018                                                                                                                       

Quest’anno la regina dello smog è Cremona: capoluogo fuori da tutti i parametri europei
Ai trend attuali, per respirare bene bisogna aspettare il 2070!

L’anno che si è chiuso ha fatto registrare un chiaro peggioramento dei dati di inquinamento dell’aria rispetto al 2016.
In tutti i capoluoghi, tranne Monza, le concentrazioni medie di PM10 sono cresciute, complici sia la minor piovosità, registrata soprattutto nelle località della bassa Padana, sia il generalizzato aumento del traffico veicolare.
Su un periodo più lungo, invece, i dati mostrano una tendenza al rallentamento del trend positivo in corso da decenni: la riduzione delle concentrazioni medie ha infatti lasciato il posto ad una stabilizzazione dei valori nell’ultimo quinquennio. Segno che, probabilmente, si sta esaurendo l’effetto del miglioramento delle motorizzazioni, in particolare per quanto riguarda i diesel, maggiori contribuenti allo smog urbano, per i quali la differenza in emissioni tra le immatricolazioni più recenti e la media del parco circolante appare sempre meno rilevante. Evidentemente, nè il piano regionale (PRIA), né l’accordo antismog delle regioni padane, stanno dando risultati differenti da quelli attesi in base alle tendenze di lungo periodo. Non è solo il traffico la fonte di inquinamento da chiamare in causa se, come registrato quest’anno, il record di città più inquinata spetta a Cremona: la cittadina padana non è esente da emissioni da traffico, industria e impianti termici, ma sicuramente pesa molto il contributo delle emissioni agrozootecniche, da cui dipende gran parte della formazione di particolato secondario che aleggia sulla Pianura Padana. Solo Cremona eccede nel 2017 il dato medio di inquinamento tollerato secondo gli standard europei, ma nessuna città può vantare un’aria veramente salubre, conforme cioè alle raccomandazione dell’OMS che abbassano l’asticella del PM10 ad una media annua inferiore a 20 mg/mc, anche se Sondrio ci si avvicina chiudendo l’anno con una concentrazione media di 24,1 mg/mc.

Se il dato di miglioramento progressivo resta per ora complessivamente confermato, la tabella di marcia resta decisamente inaccettabile: proseguendo al ritmo dell’ultimo decennio, occorreranno 50 anni per far rientrare l’area padana tra quelle con un livello adeguato di salubrità per quanto riguarda l’inquinamento da polveri sottili.
“Le misure per la lotta all’inquinamento si confermano insufficienti a conseguire i miglioramenti necessari entro tempi accettabili – dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – non possiamo passare i prossimi 50 anni a fare la danza della pioggia per ottenere aria più respirabile. Occorrono interventi ben più drastici di quelli prospettati da Regione Lombardia, a partire da una road map per l’estinzione dei motori diesel e dall’attivazione di misure sul fronte delle emissioni di fonte zootecnica!”.

Il quadro di miglioramento mostra un forte rallentamento anche a Milano, dove le concentrazioni di particolato, dopo il record positivo del piovoso 2014, mostrano addirittura una chiara tendenza al peggioramento: segno che la città è troppo lenta nel mettere in campo politiche adeguate per il contenimento del traffico, dopo il consolidamento dell’area C. “Vogliamo che il 2018 sia l’anno dell’attuazione del PUMS messo a punto da Milano connesso al potenziamento dei servizi di mobilità collettiva sull’intera città metropolitana: sono queste le novità che vogliamo vedere prima di parlare di aumenti del biglietto dell’ATM” afferma la presidente lombarda di Legambiente.

I trend sono simili anche per quanto riguarda le giornate ‘nere’ di smog oltre ogni limite contemplato dalle norme europee. Anche in questo caso chi se la passa peggio resta Cremona, che nel 2017 ha superato per ben 105 giorni la soglia critica dei 50 mg/mc, ma complessivamente nelle città padane si respira aria tossica un giorno ogni quattro, e un giorno su due se si considerano i soli sei mesi freddi in cui si concentrano gli sforamenti. Un po’ migliore la situazione nei capoluoghi insubrici (Lecco, Varese e Como) e a Sondrio, che con 22 giorni è l’unica città che nel 2017 non ha superato la tolleranza di 35 giorni contemplata dalle norme europee. Per Milano il dato di 97 giorni di superamento è perfino superiore alla media dell’intero decennio.


Per informazioni Barbara Meggetto tel. 392 9087968

Befana 2018 ad Agliate



mercoledì 20 dicembre 2017

La giunta lombarda approva il Progetto Strategico di Sottobacino del Torrente Seveso e il nuovo programma delle azioni del CdF Olona-Bozzente-Lura-Lambro Meridionale

Sono state approvate durante la giunta regionale di lunedì 18 dicembre due delibere importanti per il mondo dei Contratti di Fiume promossi dalla Direzione Generale Ambiente di Regione Lombardia: l'approvazione con dgr 7563 del Progetto Strategico di Sottobacino del torrente Seveso (di concerto con gli assessori al Territorio Viviana Beccalossi e alla Protezione Civile Simona Bordonali). Approvato anche, con dgr 7565,  l'aggiornamento e l'integrazione dell’A.Q.S.T. “Contratto di Fiume Olona – Bozzente – Lura – Lambro meridionale” e presa d’atto del Programma delle Azioni approvato il 27  novembre 2017 dal comitato di coordinamento  (di  concerto con l'assessore Beccalossi).

martedì 19 dicembre 2017

PERIFERIE: IN ARRIVO 18 MILIONI PER LA RIQUALIFICAZIONE DEL QUARTIERE ADRIANO Legambiente: “Il Comune si ricordi lo studio di fattibilità del progetto Re Lambro per riconsegnare al fiume un ruolo centrale nel quartiere e nella città”

MILANO, 19 DICEMBRE 2017                                                                COMUNICATO STAMPA

Ammonta a 18 milioni il finanziamento destinato al Quartiere Adriano, grazie alla convenzione stipulata ieri tra il Comune di Milano e il Consiglio dei Ministri. Una buona notizia non solo per il quartiere, ma per tutta la città. I fondi, infatti, saranno impiegati per la realizzazione di opere di riqualificazione urbana e sicurezza, oltre allo “studio sull’assetto idrogeologico dell’area finalizzato alla resilienza (per cui l’Amministrazione meneghina impiegherà ulteriori 300mila euro), necessario alla pianificazione urbanistica del quartiere in relazione alla prossimità del fiume Lambro e ai relativi possibili fenomeni alluvionali”.
«Quella che si prospetta è un’occasione più unica che rara. – dichiara Barbara Meggetto presidente di Legambiente Lombardia – Ci sono i fondi, c’è un tessuto associativo forte che da anni si impegna per creare un quartiere vivo e dinamico e ci sono progettazioni sociali e ambientali già in atto. Pensiamo che nel quartiere Adriano ci siano tutti gli elementi per praticare forme di rigenerazione urbana realmente integrate, capaci di tenere insieme più piani d’intervento: dalla tutela dell’ambiente fluviale al coinvolgimento dei cittadini, dalla messa in sicurezza al recupero di nuove aree verdi».
In particolare, per quanto riguarda il fiume, è necessario andare oltre all’elaborazione di un classico “studio di assetto idrogeologico”, e puntare a riconsegnare al fiume un ruolo centrale nel quartiere e nella città. Legambiente chiede all’amministrazione di valutare quanto emerso nello Studio di Fattibilità del progetto “Re Lambro – Il fiume nuova infrastruttura ecologica della metropoli milanese”, di cui anche il Comune è partner, che propone un metodo concreto d’integrazione e ricomposizione di situazioni e luoghi, in cui ogni azione è una tessera di un mosaico che contribuisce a un disegno complessivo e il cui protagonista è il fiume.
«Lo sforzo del progetto Re Lambro è mettere assieme città natura ed ecologia – sottolinea Elisabetta Parravicini, presidente di ERSAF – e queste sono occasioni importanti per fare capire che cos’è una città intelligente: una città intelligente non può essere altro che una città verde».
Il progetto, attualmente in realizzazione alle porte del Parco Lambro, grazie a un cofinanziamento di Fondazione Cariplo, è capitanato da ERSAF (Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste) e Comune di Milano, in collaborazione con Parco Locale di Interesse Sovracomunale della Media Valle Lambro, Dipartimento di Architettura e Studi Urbani (DAStU) del Politecnico di Milano e Legambiente Lombardia.

Per informazioni: www.contrattidifiume.it

Ufficio stampa Legambiente Lombardia
Silvia Valenti
Cell. 3498172191
Tel. 02 87386480

PERIFERIE. QUARTIERE ADRIANO, ARRIVANO I 18 MILIONI DI EURO DEL GOVERNO


Firmata la convenzione con il Consiglio dei Ministri, risorse per scuola, metrotranvia, parco pubblico e studio sull’assetto idrogeologico.
Assessori Maran, Rabaiotti e Granelli: "Con questa delibera si chiude definitivamente l’era Moratti"
Milano, 18 dicembre 2017 – È stata firmata oggi la Convenzione tra il Comune di Milano e il Consiglio dei Ministri per il finanziamento di 18 milioni di euro destinati alla rigenerazione del Quartiere Adriano. I fondi, ottenuti nell'ambito del bando nazionale per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie, si aggiungeranno alle risorse già reperite dall'Amministrazione per completare le opere ancora da realizzarsi nel quartiere dopo il fallimento dell’operatore privato.
“Con questo provvedimento finisce definitivamente l’era Moratti al Quartiere Adriano – sottolineano gli assessori Pierfrancesco Maran (Urbanistica), Gabriele Rabaiotti (Lavori pubblici) e Marco Granelli (Mobilità) –. Si conclude un lavoro che ha consentito di recuperare 18 milioni di euro in fidejussioni e ora altri 18 milioni di euro dal Governo. Entro i prossimi 60 giorni avremo i progetti definitivi per la metrotranvia e per la scuola media in via Adriano 60, per cui abbiamo appena stanziato ulteriori risorse”.
Una delibera approvata dieci giorni fa, infatti, riguarda il progetto di fattibilità tecnica ed economica per la demolizione della struttura di via Adriano 60 (importo stimato in circa 2,3 milioni di euro), per cui l’Amministrazione ha già realizzato la bonifica da amianto. Accanto a questa, in un’area contigua, sorgerà la nuova scuola dotata di mensa, che sarà finanziata per 7,8 milioni dal Governo, per 7.850.000 milioni dall’Amministrazione e per i restanti 800mila euro dalla Regione.
Altri 7,9 milioni di euro del Governo si aggiungeranno alla cifra equivalente recuperata dal Comune per la realizzazione del prolungamento della Metrotranvia 7, che oggi arriva a Precotto, fino a via Adriano. È in via di approvazione il progetto definitivo e l’entrata in servizio è prevista a primavera 2021. Poiché il capolinea del tram sarà vicino all’elettrodotto Terna già dismesso di via Adriano/via Vipiteno, il Comune ne ha chiesto e ottenuto lo smantellamento nel 2018. Inoltre con il prolungamento della Metrotranvia 7 è prevista la sistemazione degli incroci Tremelloni, Anassagora, Ponte Nuovo e la realizzazione di una grande rotonda che migliorerà la circolazione. Contestualmente verrà effettuata la bonifica dei terreni sottostanti.
Ulteriori 2 milioni di euro andranno a finanziare il completamento del parco pubblico da 50mila mq: i lavori del primo lotto sono quasi completati e sono a buon punto le opere di bonifica del secondo lotto che sarà realizzato con i fondi del Governo entro il 2018.
Gli ultimi 300.000 euro andranno a favore dello Studio sull’assetto idrogeologico dell’area finalizzato alla resilienza (per cui l’Amministrazione impiegherà altri 300mila euro), necessario alla pianificazione urbanistica del quartiere in relazione alla prossimità del fiume Lambro, e ai relativi possibili fenomeni alluvionali.
A questi interventi previsti nel quartiere si aggiunge il recupero della struttura abbandonata della RSA, che a seguito di gara da parte del curatore fallimentare è stata acquisita da un operatore che sta per iniziare i lavori per realizzare un centro polivalente per il quartiere entro il 2019, e l’intervento finanziato dal Governo per l’internamento dell’elettrodotto aereo che attraversa il parco di via Adriano e il parco rurale di Cascina Gatti.
Riguarda sempre il quartiere Adriano l'approvazione dello scorso 6 dicembre del progetto di restituzione a verde dell'area dell'ex campo nomadi di via Idro che era stato chiuso nel 2016. Entro l'estate MM, cui è stato affidato l'incarico, inizierà i lavori di abbattimento delle opere murarie, la rimozione dei sottoservizi, il relativo livellamento del terreno e la recinzione. I lavori avranno un costo di 1 milione di euro finanziati dal Comune.
Il quartiere è anche al centro del progetto di Fondazione Cariplo "La città intorno", volto alla rigenerazione delle aree urbane periferiche. Grazie all'accordo di collaborazione sottoscritto tra il Comune di Milano e la Fondazione, nella sede dell'ex Nido di Largo Bigatti sta nascendo un centro di aggregazione, coesione sociale e divulgazione culturale a disposizione della comunità.
È inoltre in corso l’escussione di polizze assicurative per un totale di 18 milioni di euro legate al fallimento dell’operatore privato che avrebbe dovuto attuare parte del Piano Integrato di Intervento Adriano Marelli/Cascina San Giuseppe. Si ricorda che l’Amministrazione, attraverso i poteri sostitutivi, si è già fatta carico di effettuare parte delle opere non realizzate per un ammontare di 10.850.000 euro, come le opere di urbanizzazione primaria e secondaria, la demolizione delle strutture fatiscenti della Cascina San Giuseppe e la sistemazione a verde elementare delle aree adiacenti alla stessa.
L’Amministrazione, infine, a settembre ha adottato la Variante al Piano relativa all’ambito A, in fase di realizzazione da Adriano 81 S.p.A, che prevede la rimodulazione delle volumetrie e la conferma del progetto per il nuovo centro natatorio previsto nel quartiere. 

Segreteria Ufficio Stampa - Comune di Milano
Tel +39 02 884 50150

giovedì 14 dicembre 2017

DISCARICA NEL PARCO DEL ROCCOLO: PRESENTATO RICORSO AL TAR

MILANO, 14 DICEMBRE 2017                                                         COMUNICATO STAMPA


Legambiente: "Non sono stati valutati gli impatti ambientali e sulla salute dei cittadini. A rischio infiltrazioni la sottostante falda acquifera"

Domani sera assemblea pubblica del Comitato dei Cittadini Antidiscarica a Busto Garolfo

A supporto del ricorso presentato dai sindaci di Busto Garolfo e Casorezzo e del Parco del Roccolo contro l'AIA e il mancato ripristino secondo la convenzione stata siglata nel 2002 tra la proprietà del terreno, i Comuni interessati e il Parco del Roccolo per il recupero ambientale della cava Solter, si unisce il ricorso al TAR presentato da Legambiente Lombardia e redatto dall’Avv. Andrea Perron-Cabus, per fermare la discarica approvata nel Parco. Si tratterebbe di oltre 600mila metri cubi di rifiuti con 151 differenti codici CER, collocati a poche centinaia di metri dall’abitato nel parco, a soli 2 metri al di sopra della falda acquifera dell’est Ticino. Al progetto, oltre ai sindaci dei territori interessati dall’intervento, hanno espresso contrarietà anche i 52 comuni dell'Alto milanese, del magentino e dell'abbiatense.

«Abbiamo presentato ricorso perché non possiamo accettare che i terreni interessati dalla discarica siano all'interno di un PLIS dall’alto valore ambientale per la biodiversità presente nell’area e all'interno della Rete Ecologica Regionale – spiega Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – Fin dal principio l’iter di approvazione del progetto ci è apparso lacunoso e sbrigativo da parte dei funzionari della Città Metropolitana. Non sono stati valutati sufficientemente gli impatti ambientali e sulla salute della cittadinanza, considerando che la posizione della cava presenta un elevato rischio d’infiltrazione nella falda acquifera sottostante».

Da tempo Legambiente, con i circoli locali del Sempione, si impegna a fianco dei cittadini con marce di protesta per dire no alla discarica. Ad ottobre i sindaci e i comitati si erano radunati con striscioni davanti a Palazzo Isimbardi a Milano, chiedendo al sindaco metropolitano di intervenire, tanto che la Città Metropolitana aveva dimostrato la disponibilità a non opporsi all’azione dei sindaci contro l’autorizzazione.

«Confidiamo che la contrarietà al progetto espressa da Regione Lombardia e l’ordine del giorno presentato dall’On. Laura Bignami in Senato, accolto dal Governo come impegno ad adottare le opportune misure volte a sospensione le autorizzazioni fino a quando il TAR non si sarà espresso sui ricorsi, spronino Città Metropolitana a mantenere l’impegno preso e ad arrivare quindi all’annullamento dell'autorizzazione – dichiara Claudio De Agostini, Presidente del Circolo Legambiente Parabiago – al quale dovrà seguire anche l’imposizione del ripristino dei terreni interessati dalle attività della cava».

Per ribadire il suo deciso no alla discarica e per informare la cittadinanza sui rischi ambientali e per la salute legati alla presenza di rifiuti interrati nel parco, Legambiente si unisce al Comitato dei Cittadini Antidiscarica di Busto Garolfo e Casorezzo che venerdì 15 Dicembre alle 20.30 presso l’aula Magna della Scuola Media di Busto Garolfo organizzano un’assemblea pubblica. I circoli di Legambiente di Parabiago e Nerviano, inoltre, hanno chiesto un incontro ai sindaci del Parco del Roccolo per valutare la situazione attuale del parco e le prospettive future, alla luce delle criticità sollevate dall’approvazione del progetto della discarica.


Ufficio stampa Legambiente Lombardia
Silvia Valenti
Cell. 3498172191
Tel. 02 87386480