giovedì 25 maggio 2017

Un manifesto per il Po


SAVE THE DATE | Soil Day, Politecnico di Milano, 04.07.2017

Martedì 4 Luglio 2017 si terrà il Soil Day dedicato a "Il consumo di suolo in Italia e in Europa".
Il convegno si terrà al Politecnico di Milano nella prestigiosa Aula Rogers (via Ampère 2 - MM Piola).
Durante la giornata verranno presentati 3 studi:

1_ il Rapporto sul Consumo di suolo del Sistema Nazionale per la Protezione dell'Ambiente, ISPRA, 2017
 
2_ il Rapporto del Centro di Ricerca sul Consumo di Suolo (CRCS), 2017
 
3_ il Rapporto sul Consumo di suolo in Puglia del MITO-Lab (Politecnico di Bari)
 
 

BICIPACE COLORA LE PROVINCIA DI MILANO E VARESE

MILANO, 24 MAGGIO 2017                                                                                 COMUNICATO STAMPA

Domenica 28 Maggio 2017

Legambiente: “L’evento che unisce convivialità, promozione di una mobilità sostenibile e impegno solidale quest’anno sostiene la petizione europea #salvailsuolo”

Domenica 28 maggio torna Bicipace, giunta quest’anno alla 35esima edizione. La carovana in bicicletta, che nella passata edizione ha visto la partecipazione di 2mila ciclisti, attraversa i territori del varesotto e dell’alto milanese, portando i colori dell’arcobaleno in ben 42 comuni: da Abbiategrasso a Gallarate, passando da Somma Lombardo, Olgiate, Legnano e ancora Busto Arsizio, Saronno, Castellanza, Lainate, Rho e tanti altri. L’arrivo per tutti è previsto alla splendida Colonia Fluviale di Turbigo per un pranzo conviviale. E poi ancora musica dal vivo, animazione e giochi per adulti e piccini, Truccabimbi, Ludobus, “Conoscere gli alberi”, massaggi shiatsu e la visita guidata al Mulino del Pericolo.

«Siamo orgogliosi che quest’anno Bicipace si faccia promotrice della campagna #salvailsuolo, che propone l’iniziativa dei Cittadini Europei People4Soil, sostenuta da 500 organizzazioni appartenenti a gran parte dei Paesi dell’Unione Europea. Durante l’evento sarà possibile firmare la petizione che chiede un quadro legislativo a tutela del suolo da speculazioni edilizie, dalla contaminazione e dall’erosione - dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente LombardiaLa bellezza dei paesaggi che ci circondano è un patrimonio importante che va difeso dalle minacce del cemento e scoperto anche con giornate come questa».

Non solo il piacere di condividere una giornata di attività all’aria aperta, immersi negli splendidi panorami della campagna lombarda, ma anche la solidarietà è un elemento che caratterizza questo evento. Bicipace sostiene due progetti: il primo promosso da Les Mamans d’Afrique Onlus con la Scuola di Babele che prevede la creazione di un laboratorio di sartoria associato a un corso di alfabetizzazione rivolto a 20 donne e ragazze del villaggio di Agbanou, in una delle zone più povere del Togo; il secondo sarà invece realizzato in Congo dall’Associazione Amici Sostenitori dei Bambini di Don Crispino Onlus che, oltre a promuovere la scolarizzazione dei bambini, aiuta famiglie e piccole comunità a soddisfare i bisogni primari.

«Legambiente si fa promotrice di un’iniziativa che unisce aggregazione, solidarietà e cooperazione, alla riscoperta di una mobilità sostenibile – dichiara Flavio Castiglioni, Coordinatore di BiciPaceQuesto evento, però, si fa anche testimonianza di come l’utilizzo della bicicletta sia sempre più diffuso e pertanto vada sostenuto e incentivato da parte della amministrazioni comunali. Chiediamo un’attenzione maggiore alla sicurezza dei ciclisti e una valorizzazione attraverso sistemi di piste ciclabili della valle dell’Olona e del parco del Ticino».

Il programma prevede anche momenti di musica e intrattenimento con i Ciapa No e i Rock Around The Pop, lo spettacolo del gruppo teatrale I Sbandattori, il Truccabimbi, il Ludobus a cura di Dire, Fare e Giocare, la visita guidata al Mulino del Pericolo, e poi laboratori, animazione ed una lettura animata a cura dell’Associazione Teatro Dietro Le Quinte. Per informazioni sui tutti i percorsi, gli orari delle partenze nei diversi comuni e prenotazioni: www.bicipace.org

Ufficio stampa Legambiente Lombardia
Silvia Valenti
Cell. 3498172191
Tel. 02 87386480

mercoledì 24 maggio 2017

Dialoghi sulla connessione ecologica: esperienze a confronto


Il Consiglio regionale approva la legge di modifica alla l. 31/2014 CONSUMO DI SUOLO: LA REGIONE SE NE LAVA LE MANI E SCARICA LE RESPONSABILITA’ SUI COMUNI

MILANO, 23 MAGGIO 2017                                                                                    COMUNICATO STAMPA


Legambiente: “Ora i Comuni non hanno più scuse, la riduzione del consumo di suolo dipenderà solo da loro”



Questa mattina in Consiglio Regionale è stata approvata la legge di modifica della l. 31/2014 recante “Disposizioni per la riduzione del consumo di suolo e per la riqualificazione del suolo degradato”. Più prosaicamente, quella che Legambiente ha ribattezzato, contestandola, come 'legge ammazzasuolo' per smascherare gli artifici terminologici e procedurali che contemplano la possibilità di continuare a realizzare edifici e infrastrutture su terreni agricoli senza che vengano considerati consumo di suolo.  Al raggiungimento della scadenza dei 30 mesi la norma prevedeva l'applicazione in tutti i comuni lombardi del 'limite di consumo di suolo', da attuarsi attraverso una cascata di provvedimenti che avrebbero già dovuto approdare alla modifica dei piani territoriali delle province e dei piani urbanistici comunali (PGT). Cosa che, come previsto, non è avvenuta in quanto solo oggi, quasi alla scadenza del trentesimo mese, è stato approvato il primo passo di questo provvedimento, il piano territoriale regionale. La Regione ha preso atto del fallimento, e con la legge votata oggi il Consiglio ha scelto di procrastinare le scadenze: ora la tabella di marcia prevede la convalida dei piani delle Province entro il maggio 2019, e poi toccherà ai Comuni adeguare i loro PGT. Fino ad allora (ma in realtà anche dopo, visto che il limite previsto dal PTR non ha carattere prescrittivo) i Comuni ritornano ad essere padroni delle loro scelte urbanistiche, per di più con maggiori possibilità di manovra, visto che la nuova legge consente loro di spostare a piacimento gli ambiti di trasformazione.

«La Regione ha calato la maschera: la procedura della legge 31 è fallita e non resta che restituire ai Comuni la completa potestà in materia di modifica dei PGT. – spiega Barbara Meggetto, presidente di Legambiente LombardiaLe norme che prevedono, in un futuro ancora remoto, che i comuni debbano diminuire sia pur di poco le esagerate previsioni di nuova urbanizzazione, in realtà per ora sono solo indirizzi. Con il nuovo testo viene sanata la contraddizione della legge 31/14 che, fingendo di voler ridurre il consumo di suolo, impediva ai comuni di approvare qualsiasi variante, anche quelle in riduzione, e spingeva gli operatori a presentare piani attuativi. Le amministrazioni locali non avranno più scuse: la scelta di un futuro libero da nuove colate di cemento ricade su di loro».


Ufficio stampa Legambiente Lombardia
Silvia Valenti
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venerdì 19 maggio 2017

COMPLESSO OSPEDALIERO DI ROZZANO NEL PARCO AGRICOLO SUD DI MILANO: ESPOSTO AI CARABINIERI FORESTALI PER ABUSO EDILIZIO DI HUMANITAS

MILANO, 19 MAGGIO 2017                                                            COMUNICATO STAMPA


Legambiente: “Si fermi il cantiere e si ripristini il verde de Parco”

Legambiente Lombardia, insieme all’Associazione Parco Sud, ha inviato un esposto ai Carabinieri Forestali di Milano nel quale si ipotizza un abuso edilizio e paesaggistico da parte della società che gestisce gli immobili del gruppo Humanitas di Rozzano. Nell’esposto si segnala che le opere per la costruzione della nuova pista di atterraggio elicotteri, ad oggi purtroppo già quasi ultimate, sono nei fatti diverse da quelle previste in sede di approvazione del progetto.
Inoltre per costruire un ponte che sovrappassa tre rogge storiche, è stato eliminata una porzione di bosco, senza alcuna autorizzazione, così come le piante sradicate per far posto alla nuova piattaforma in cemento.

Uno scempio paesaggistico che sta avvenendo nel “Parco del Fontanile”, realtà creata nel 2009 come compensazione ambientale all’ennesimo parcheggio costruito nel perimetro del Parco Agricolo Sud Milano, proprio nei pressi dell’istituto Humanitas.

«Riteniamo intollerabile quello che sta avvenendo nell’area del Parco del Fontanile - dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia - Ci siamo rivolti alle autorità competenti perché si fermi il cantiere e si facciano i dovuti controlli. Assistiamo ancora una volta ad un’operazione edilizia che antepone gli interessi economici alla protezione del valore ambientale di un’area la cui ricchezza di biodiversità è indubbia. Non ci capacitiamo come sia possibile che Humanitas, una delle eccellenze sanitarie lombarde, non tenga conto del fatto che l’ambiente e il paesaggio attorno alla struttura ospedaliera possano avere un effetto moltiplicatore di benessere per i pazienti».

Secondo Legambiente, invece di cementificare un Parco Pubblico consumando ancora suolo, la nuova pista di atterraggio elicotteri si sarebbe dovuta costruire sul tetto di uno dei suoi edifici. È ancora possibile intervenire fermando il cantiere, cambiando il progetto e ripristinando il verde del Parco del Fontanile.


Ufficio stampa Legambiente Lombardia
Silvia Valenti
Cell. 3498172191
Tel. 02 87386480

Legambiente a Milano il 20 maggio INSIEME SENZA MURI

Roma, 18 maggio 2017                                                                         Comunicato stampa


Per dare il benvenuto ai cittadini d’Europa
Serve un governo delle migrazioni lungimirante e un nuovo diritto d’asilo europeo
La politica delle esternalizzazioni scelta dalla UE è un nuovo colonialismo feroce e disumano


Il 20 maggio saremo in marcia a Milano accanto ai migranti, INSIEME SENZA MURI, e sfileremo dietro il nostro striscione BENVENUTI CITTADINI D'EUROPA. Proprio perché siamo ambientalisti, proprio perché vogliamo costruire un mondo diverso siamo convinti di quanto sia giusto essere in piazza.
“Affrontare la questione migranti come se fosse un ‘problema di ordine pubblico’, come fanno le pessime leggi 46 e 48 su nuove procedure per i richiedenti asilo e sicurezza urbana, proposte dal governo e appena approvate dal Parlamento, è un’operazione pericolosissima e che ci spinge a impegnarci sempre di più nella costruzione di una risposta civile, come già avvenuto in altre parti d'Europa a partire dal corteo di Barcellona” dichiara la presidente di Legambiente Rossella Muroni.
“Anche l’attacco alle ONG, alla luce della stretta securitaria degli ultimi giorni - prosegue Muroni -  appare ancora più chiaro nella sua strumentalità e pericolosità: chi aiuta e salva i migranti è diventato un nemico da combattere ed infangare solo perché fa saltare la gestione dei respingimenti voluta da Frontex mettendo in primo piano la salvezza delle vite umane. È una deriva a cui abbiamo il dovere di opporci e per questo sfileremo a Milano il 20 maggio”. 
Servono nuove regole e un governo delle migrazioni lungimirante. Serve un nuovo diritto d’asilo europeo che cancelli le distinzioni tra profughi di guerra e profughi ambientali ed economici. Serve un governo solidale, costruito su una nuova dimensione euromediterranea, che abbandoni la deriva securitaria e di appoggio a regimi inaccettabili, in Turchia come in Africa.
L’Europa deve cambiare rotta. Chi vi cerca oggi rifugio, scappa da un intreccio perverso di cause, tra loro complementari, che ha reso inabitabili tante, troppe, terre a causa di guerre, carestie, desertificazione e siccità, dittature, disuguaglianze esorbitanti e povertà. Distinguere tra profughi di guerra, profughi economici, profughi ambientali, a 65 anni dalla Convezione di Ginevra, non ha alcun senso, e non esiste ancora nessun riconoscimento ufficiale per i profughi ambientali.
Basta sovrapporre la mappa della siccità e della fame con quella dei paesi di origine delle persone che arrivano in Europa, per capire che non ci troviamo di fronte a un’emergenza momentanea, ma a una trasformazione epocale, di cui l’Europa e lo sviluppo industriale dell’ultimo secolo, con i conseguenti cambiamenti climatici, portano le principali responsabilità e su cui si continuano a innestare conflitti armati.
Secondo i dati del Ministero dell’Interno su un totale di 207.570 richiedenti asilo nel biennio 2015 - 2016 i primi 10 paesi di provenienza sono: Nigeria, Pakistan, Gambia, Senegal, Eritrea, Costa D'Avorio, Bangladesh, Mali, Guinea, Ghana. Le stesse aree colpite dagli effetti più violenti dei cambiamenti climatici, soprattutto nelle forme della siccità e della desertificazione nell’Africa Subsahariana.
In alcune aree, infatti, il 2016 si è dimostrato l’anno più siccitoso dal lontano 1985. Tutto ciò aggrava una situazione già critica per i processi di desertificazione che hanno esposto negli ultimi 30 anni l’area subsahariana a fenomeni di denutrizione cronica e di fame, su cui si sono innestati conflitti etnici e conflitti interni o tra paesi (Mali, Niger, Ghana, Ciad, Sudan, Etiopia, Eritrea, Somalia, Repubblica Centroafricana, Repubblica Democratica del Congo).
In particolare nel Sud Sudan, secondo le agenzie umanitarie della Nazioni Unite, il numero totale di persone colpite nel paese crescerà da 4,9 a 5,5 milioni con il culminare della stagione secca a luglio. In Somalia, la siccità sta minacciando il 50% della popolazione di poco più di sei milioni di persone Si prevede che circa 185.000 bambini soffriranno di malnutrizione acuta grave, nei prossimi mesi questo dato ci si aspetta arriverà a 270.000. In Nigeria oltre due milioni di persone hanno bisogno di assistenza e vivono in campi profughi a cui vanno sommate altre centinaia di migliaia di persone dei paesi vicini - Camerun, Niger e Ciad – che si sono rifugiate intorno al lago Ciad e nel Nordest della Nigeria, il numero di bambini colpiti da malnutrizione acuta grave ci si aspetta che quest’anno arriverà a 450.000. In Etiopia quasi dieci milioni di persone sono a rischio fame e 400mila bambini sono a rischio denutrizione. A questi paesi africani si deve aggiungere lo Yemen, colpito da guerra e siccità, a pericolo carestia, e alcune zone del Kenya. Va inoltre ricordato che la Siria, in guerra dal 2011, dal 2006 al 2011 ha patito la peggiore siccità della sua storia, con una disintegrazione del settore agricolo.
A questa situazione la legge 46 Minniti Orlando reagisce cercando di accelerare i rimpatri, in realtà creando un numero ulteriore di presenze “illegali” sul territorio, esposte a ogni tipo di ricatto. E la politica delle esternalizzazioni (che spende per il controllo delle frontiere persino i fondi per la cooperazione) scelta dalla UE, e sostenuta, nonché applicata con grande rapidità dall’Italia, mette in campo una nuova forma di colonialismo ancora più feroce e disumano di quello che le potenze coloniali europee hanno inventato nel XIX secolo.

Ufficio stampa Legambiente Lombardia
Silvia Valenti
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