martedì 12 novembre 2019

LEGAMBIENTE CHIEDE AL CONSIGLIO REGIONALE DI RINVIARE LE NORME SULLA RIGENERAZIONE DEGLI EDIFICI AGRICOLI

Milano, 11 novembre 2019                                                     Comunicato stampa

“Operazioni di riqualificazione low cost in città e una campagna disseminata di sexy shop, spa, uffici e residenze. A chi serve una legge così?”
Domani il Consiglio Regionale della Lombardia voterà il progetto di Legge 83 “Misure di semplificazione e incentivazione per la rigenerazione urbana e territoriale, nonché per il recupero del patrimonio edilizio esistente”, che certamente si prefigge finalità condivisibili: sempre meglio riqualificare aree urbane abbandonate, piuttosto che consumare nuovo suolo per realizzare nuovi quartieri e insediamenti. Peccato, però, che la Regione lasci il conto da pagare ai comuni, che dovranno mettere a disposizione i benefit in termini di riduzione di oneri urbanistici. Ovviamente c'è una controindicazione: ridurre la fiscalità edilizia, che farà felici i costruttori, certo non darà beneficio alle casse dei Comuni, sempre carenti delle risorse necessarie a migliorare lo spazio e i servizi delle città. Purtroppo la legge ha dimenticato di farsi carico delle competenze che maggiormente afferiscono alla Regione, quelle che hanno a che fare con i costi delle bonifiche: così i suoli contaminati, presenti in molte città ed aree ex-industriali, continueranno ad essere una problema di cui nessuno vuole farsi carico.
Ma il punto più controverso della norma è quello relativo alle aree ed edifici agricoli dismessi: sono migliaia le cascine in mezzo ai campi o su colli e versanti montani che potranno essere convertiti a qualsiasi altra funzione, senza limiti di volume, anzi con facoltà di incremento delle superfici (fino al 20%), e anche senza una valutazione della compatibilità tra il nuovo uso urbanistico e la struttura rurale e aziendale del territorio agricolo, a parte l'esclusione di grandi centri commerciali e industrie. E, paradossalmente, anche per il riuso degli edifici agricoli è previsto lo sconto fiscale: ma sono proprio i complessi urbanistici isolati e distanti dai centri urbani quelli che richiedono maggiori costi per la dotazione di standard e servizi.
L'aspetto più grave della norma è la previsione della dichiarazione di interesse pubblico per ogni riuso di edifici agricoli. «Così si mettono comuni e province con le spalle al muro – dichiara Damiano Di Simine, coordinatore scientifico di Legambiente Lombardia –. Si potrà fare qualsiasi trasformazione di immobili agricoli, infischiandosene dei Piani di Governo del Territorio e perfino dei Piani Territoriali Provinciali: nessuna disciplina potrà sindacare i capricci di operatori che intendessero trasformare un nucleo cascinale in un centro massaggi, o in un complesso residenziale di pregio, o in una sede di uffici. Si tratta di una norma del tutto ingiustificata e da rivedere in modo sostanziale».
La rigenerazione urbana diviene pretesto per intervenire senza limiti sull'edilizia rurale: basta che gli immobili siano dismessi da almeno tre anni. Possiamo già immaginare le ondate di sfratti e mancati rinnovi di contratti ad agricoltori che non sono proprietari delle strutture entro cui operano, non appena la proprietà fondiaria fiuterà un business. La norma rischia di spalancare le porte alla speculazione edilizia e finanziaria: basterà avere un rudere per poter vantare diritti che poi, nella pratica, faranno a pugni con la possibilità reale di operare le trasformazioni previste in contesti agricoli.
«Per noi la rigenerazione urbana e il recupero degli edifici in ambito agricolo sono cose serie e importanti, per questo chiediamo al Consiglio Regionale di rinviare le parti della legge che, al contrario, mettono a repentaglio la conduzione agricola e forestale del territorio agricolo: non si può confondere il recupero dell'edilizia rurale con la promozione di interventi che ne snaturano le funzioni» Damiano Di Simine, coordinatore scientifico di Legambiente Lombardia.
Ufficio stampa Legambiente Lombardia
Silvia Valenti
Mob. 3498172191

lunedì 11 novembre 2019

L’architettura della nuova mobilità

Milano 11 novembre 2019                                                                                                           Comunicato stampa

Da Helsinki a Milano, da Firenze a Delft passando per Napoli dove si trova la stazione Toledo premiata come la più bella d’Europa alla green station di Potenza, ecco alcuni esempi internazionali ed europei
che fanno scuola ridisegnando e riqualificando spazi urbani, vie e piazze delle città

Legambiente Lombardia: “Le stazioni hanno un ruolo sempre più centrale nella riqualificazione urbana, per questo è necessario recuperare l’aspetto sociale di luoghi vissuti ogni giorno da migliaia di persone, rendendo l’esperienza della loro fruizione più piacevole, sostenibile, sicura non solo nei grandi snodi centrali delle città, ma soprattutto nelle periferie, troppo spesso divenute luoghi di degrado abbandonati”


Milano, Helsinki (Finlandia), Delft (Paesi Bassi), Firenze, ma anche Napoli e Potenza, solo per citarne alcune, ma cosa hanno in comune queste città così diverse tra di loro per storia e geografia? Il fatto di ripensare e ridisegnare le proprie città partendo dagli spazi pubblici legati alla mobilità. Una sfida sempre più importante per rendere i centri urbani non solo aree più sostenibili e smart, ma anche luoghi più accoglienti, vivibili, più sicuri e belli e per Legambiente ciò rappresenta uno step importante anche per fronteggiare i cambiamenti climatici che proprio sulle aree urbane hanno forti impatti. In questa partita legata alla sostenibilità e al ripensare le città, l’architettura può dare un importante contributo accompagnando questi processi in forme originali e articolate, attraverso progetti che trasformano in primis le stazioni superando il concetto di semplici luoghi di transito, ma anche quartieri, strade, piazze e che contribuiscono a un cambio diffuso degli stili di vita e di spostamento delle persone. 

A dimostrarlo sono già diverse città sparse per il mondo che hanno raccolto questa sfida che unisce ambiente, mobilità e architettura: da Milano dove si stanno, ad esempio, ripensando interi quartieri intorno a nodi strategici della mobilità urbana scelti attraverso concorsi  e dove la mobilità è sempre più sharing e sostenibile a Delft, città dei Paesi Bassi, dove nel 2015 è stata inaugurata la nuova stazione ferroviaria firmata Mecanoo Architecten che unisce passato, presente e futuro regalando ai viaggiatori un “piccolo viaggio nella storia”. Tra le sue peculiarità c’è il soffitto della stazione composto da una fitta sequenza di strisce ondulate su cui è riportata un'enorme mappa antica della città, risalente al 1877, nei colori del bianco e del celebre 'azzurro di Delft'. Per passare in Filandia, a Helsinki, dove il quartiere Pasila è pronto ad assumere un nuovo importante ruolo nella nuova dimensione territoriale della città. Il progetto presentato nel 2009 da Cino Zucchi Architetti è un piano dettagliato dell’area, della stazione ferroviaria di Pasila (che si trova a pochi chilometri dal centro della città, in un punto accessibile sia al trasporto ferroviario che a quello stradale) che mette al centro della progettazione il risparmio energetico e la sostenibilità ambientale e che può essere considerato come il più importante per la trasformazione della capitale finlandese.
Dall’Italia arriva l’esperienza di Firenze dove il sistema dei tram, in particolare quello tramvia (Linea T1 e T2), sta cambiando il modo di vivere la città, con un successo crescente di passeggeri e attraverso spazi sottratti alle auto. Lo descrivono anche stazioni e piazze che si riempiono di persone, perché accoglienti, belle e quindi sicure come Napoli con il successo internazionale della sua metropolitana per la capacità di coinvolgere artisti e architetti nei progetti di inserimento urbano, e con la stazione di Toledo premiata come la più bella d’Europa. Come in Trentino, dove la rete di piste ciclabili realizzata in questi anni sta diventando uno straordinario volano per il turismo, che ha permesso di rilanciare l’accessibilità. E poi ci sono le tante stazioni e spazi urbani dove, grazie a nuovi progetti di stazioni scelti attraverso concorsi internazionali e interventi di street art, si sta realizzando una rigenerazione diffusa di edifici e quartieri. Tra le nuove stazioni quella di Napoli Afragola disegnata da Zaha Hadid.

Storie internazionali ed europee che Legambiente ha raccontato oggi da Milano nel corso del convegno internazionale “L’architettura della nuova mobilità” organizzato insieme a Ferrovie dello Stato Italiane, main sponsor dell’evento, e che ha visto confrontarsi esperti del settore, del mondo politico e istituzionale, architetti e progettisti. Tra le persone che, oltre al Presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani, a Carlo De Vito Presidente di FS Sistemi Urbani (Gruppo FS Italiane) e a Roberto Morassut Sottosegretario Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, sono intervenute nella prima sessione coordinata da Leopoldo Freyrie Presidente Fondazione Riuso: anche Carlo Ratti MIT, Director Senseable city lab, Fedele Canosa Mecanoo architecten, Cino Zucchi Architetto Politecnico di Milano.
Nella seconda sessione della giornata, coordinata da Edoardo Zanchini vicepresidente nazionale di Legambiente, sono intervenuti: Nicola Russi OMA Laboratorio permanente, Sara Venturoni Direttore Stazioni di RFI, Stefano Giorgetti Assessore mobilità Comune di Firenze, Roberta De Risi e Alessia De Michele, architetti, autrici della guida Napoli metro per metro. Sergio Deromedis della Provincia di Trento, Paola Bafile Nuova Acropoli CosiMIpiace.it la Street art, Marco Caffi Direttore GBC Italia e Marco De Biasi ScamBioLoGiCo.

Legambiente ricorda che oggi le città stanno vedendo cambiamenti enormi e sempre più ne vedranno in un Pianeta impegnato per fermare i cambiamenti climatici. Per questo le aree urbane devono diventare le protagoniste di un cambiamento che le veda sempre più protagoniste trasformandosi in veri e propri laboratori innovativi mettendo al centro l’architettura, la rigenerazione urbana, la mobilità sostenibile creando un nuovo sistema di spazi pubblici ma anche reti ciclabili in grado di garantire una quota crescente di spostamenti pedonali e in bici fortemente integrati con il trasporto pubblico e con le diverse forme della sharing mobility. L’architettura della nuova mobilità, la rigenerazione urbana, gli ecoquartieri, la riqualificazione energetica degli edifici, soni gli ingredienti indispensabili per avviare una trasformazione sostenibile delle città.

Città e stili di mobilità – In molte capitali europee l’automobile non è il mezzo preferito per andare al lavoro. In 17 delle 31 città riportate nella tabella ricavata dai dati Eurostat pubblicata su Ecosistema Urbano 2019  (PAG.67), ad esempio, meno della metà degli abitanti si serve della macchina come veicolo principale degli spostamenti quotidiani casa-lavoro. Si guida pochissimo a Copenaghen, Parigi, Budapest, Amsterdam, Vienna, Helsinki, Stoccolma e Oslo. Quasi ovunque è molto diffuso l’uso del trasporto pubblico: è la modalità prescelta da 16 città su 31 e si muove così oltre la metà dei residenti a Berlino, Madrid, Parigi, Vienna. Si pedala moltissimo com’è noto a Copenaghen e Amsterdam. Pochissimo a Sofia, Tallin, Atene, Bucarest e Roma. In Italia, invece, l’auto rimane il mezzo prediletto per gli spostamenti.
Nel nostro Paese ci sono ancora 38 milioni di auto private (corrispondenti al 17% dell’intero parco circolante continentale) che soddisfano complessivamente il 65,3% degli spostamenti. Eppure il 75% degli spostamenti sono inferiori a dieci chilometri e il 25% è addirittura più breve di due chilometri. Moltissimi abitanti dei centri urbani, in pratica, potrebbero rinunciare all’automobile per i loro tragitti di tutti i giorni come avviene in molte città europee dove si guida pochissimo. L’Italia è, quindi, uno dei Paesi europei con il più alto tasso di motorizzazione (con una media di circa 65 auto ogni 100 abitanti). Una delle sfide da mettere in campo è quella di rendere l’auto privata l’ultima delle soluzioni possibili per gli spostamenti dei cittadini, per far ciò per Legambiente è indispensabile che in Italia vi sia un cambio di passo veloce e decisivo che sappia guardare anche a quelle buone pratiche già in atto nel Paese ma anche nelle altre città del mondo in termini di mobilità sostenibile, architettura ecosostenibile, efficienza energetica e verde urbano.

“Il nostro Paese – dichiara Stefano Ciafani, Presidente nazionale di Legambiente - con il suo patrimonio di città storiche può diventare protagonista di una rivoluzione diffusa e di un rinascimento urbano sempre più moderno, sostenibile e all'avanguardia. Una rivoluzione in parte già in atto e che sta consentendo di raggiungere risultati fino ad oggi impensabili. La rigenerazione urbana e l’architettura sono due strumenti importanti attraverso le quali le città, dove si concentra gran parte della popolazione, possono migliorare e riqualificarsi contrastando allo stesso tempo lo smog. Per questo oggi abbiamo voluto raccontare storie ed esperienze internazionali che indicano la strada da percorrere”.

“Le nuove stazioni ferroviarie sono e saranno uno dei fulcri dello sviluppo urbanistico delle città”, ha sottolineato Carlo De Vito Presidente di FS Sistemi Urbani (Gruppo FS Italiane). “Cuore delle smart city, le stazioni favoriscono sempre più accessibilità e multi-modalità. Sono hub intermodali per le persone, non più luoghi solo di transito, di arrivo e di partenza, ma piazze urbane, con le diverse attività, centri di aggregazione che esprimono valore culturale, sociale ed economico a basso impatto ambientale. In questo contesto le stazioni dell’alta velocità hanno segnato il ritorno, dopo 50 anni, della grande architettura ferroviaria. Progettate da importanti architetti vincitori di Concorsi internazionali indetti da FS Italiane sono tornate a essere un elemento trainante per la riqualificazione architettonica del tessuto urbano circostante. Dalla stazione Roma Tiburtina progettata da ABDR Architetti Associati e Paolo Desideri, a quelle di Napoli Afragola disegnata da Zaha Hadid, Reggio Emila AV Mediopadana di Santiago Calatrava, Torino Porta Susa ideata dal Gruppo francese Arep (di Jean-Marie Duthilleul e Etienne Tricaud) con Silvio D’Ascia e Agostino Magnaghi, Bologna Centrale AV di Arata Isozaky. Al Sud, in attesa di realizzazione, la stazione di Striano progettata da Philippe Samyn”.

Se come dimostrato le stazioni hanno un ruolo sempre più centrale nella rigenerazione urbana, diventa necessario recuperare l’aspetto sociale di questi luoghi vissuti ogni giorno da migliaia di persone: “La riqualificazione delle stazioni deve avere lo scopo non solo di migliorare l’aspetto funzionale della mobilità – sottolinea Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – ma anche di rendere l’esperienza della fruizione più piacevole, sostenibile e sicura, non solo nei grandi snodi centrali delle città, ma soprattutto nelle periferie, troppo spesso divenute luoghi di degrado abbandonati. Le stazione dunque potrebbero avere nuove funzioni di coordinamento della mobilità grazie alla promozione di servizi integrati, come per esempio le velostazioni, punti nevralgici per migliorare la mobilità a 360 gradi”.

Tra le altre storie presentate oggi c’è quella del progetto COSIMIPIACE, patrocinato negli anni dal Comune di Milano, è frutto di una collaborazione storica di Nuova Acropoli con Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane) iniziata nel 2011 con la finalità di trasformare spazi urbani anonimi e grigi, in spazi colorati nei quali l’arte pittorica possa essere veicolo di valori e spunto di riflessione, trasformandoli in vere gallerie d’arte e rendendoli così luoghi di bellezza e di incontro nel contesto cittadino.
E poi c’è il progetto per il recupero e la riqualificazione degli scali ferroviari di Milano Farini (468.301 m²) e San Cristoforo (140.199 m²). Nell’ottobre del 2018 è stato lanciato il “Concorso Farini” che si inserisce nell’Accordo di Programma sottoscritto nel 2017 dal Comune di Milano, Regione Lombardia, Ferrovie dello Stato Italiane (con Rete Ferroviaria Italiana e FS Sistemi Urbani) e COIMA SGR. Il concorso è stato vinto da OMA e Laboratorio Permanente. Verde e sostenibilità sono il cuore del progetto. 
Da Potenza, infine, l’esperienza di Scambiologico, la prima green station italiana nata grazie all’intesa sottoscritta da Legambiente, Ferrovie dello Stato Italiane e Rete Ferroviaria Italiana per il recupero delle stazioni impresenziate in diversi territori in Italia. LoGiCo sta per “locale”, “giusto” e “condiviso”: i tre pilastri che costituiscono la così detta sharing economy e che ben sintetizzano i principi su cui è stato trasformato questo “non luogo” in luogo.

Save the date - Ecoforum 2019


lunedì 28 ottobre 2019

ECOSISTEMA URBANO 2019: MANTOVA SI RICONFERMA PRIMA CITTA’ PER PERFORMANCE AMBIENTALI IN LOMBARDIA, SECONDA IN ITALIA. BENE ANCHE CREMONA, SONDRIO E BERGAMO. MILANO PREMIATA PER LA MOBILITA’

Milano, 28 Ottobre 2019                                                                                                          Comunicato stampa


Il dossier nazionale completo: https://ecosistemi.legambiente.it/risultati/

È una mappa di un’Italia proattiva, che spende bene le sue risorse, che si evolve e pianifica le trasformazioni future, che non s’accontenta dello scenario contemporaneo e che produce ottime performance quella che emerge dall’edizione 2019 di Ecosistema Urbano, il dossier di Legambiente che ogni anno premia le performance ambientali delle città capoluogo italiane. Il rapporto, giunto alla sua ventiseiesima edizione, presentato oggi a Mantova e realizzato con il contributo scientifico di Ambiente Italia, la collaborazione editoriale de Il Sole 24 ore e con il contributo scientifico di Ispra.

Proprio Mantova si attesta come miglior città lombarda e seconda nella graduatoria nazionale, preceduta da Trento. Per Mantova, prima lo scorso anno, si tratta di una conferma di ottime performance generali. Infatti migliora ancora il suo punteggio complessivo, ottenendo 80,59%, che supera (unica assieme a Trento) il muro degli 80 punti percentuali. Il capoluogo lombardo contiene lievemente da un anno all’altro concentrazioni di polveri sottili e giorni di superamento dell’ozono e abbatte ulteriormente le perdite della rete idrica. Cresce ancora la percentuale di rifiuti raccolti in modo differenziato (sfiora l’85%). Stazionarie sia l’estensione delle isole pedonali sia le cifre del servizio di trasporto pubblico, mentre per i percorsi dedicati alle bici Mantova è seconda assoluta alle spalle di Reggio Emilia, con 31,86 metri equivalenti di itinerari ciclabili ogni 100 abitanti.

La classifica delle altre città lombarde vede Cremona 17esima, Sondrio 22esima, Bergamo 25esima, Lodi 27esima, Milano 32esima, Brescia 33esima, Pavia 40esima, Varese 41esima, Lecco 60esima, Como 68esima, Monza 79esima. Rispetto all’anno scorso spiccano i miglioramenti di Monza (guadagna diciannove posizioni) ma resta l’ultima città lombarda, Varese (+14), Lecco (+11), Pavia (+10), Lodi (+8), Cremona (+5). In calo invece Bergamo (-7), Milano (-9), Brescia (-2), Como (-6).

Nel rapporto vengono presi in considerazione diversi indicatori: aria, acque, rifiuti, mobilità, ambiente urbano, energia. I parametri derivano tutti da dati originali raccolti da Legambiente, eccezion fatta per uso efficiente del suolo (elaborazione Legambiente su dati Ispra e Istat), capacità di depurazione e verde (Istat), tasso di motorizzazione e incidenti stradali (ACI e ACI-Istat). L’insieme degli indicatori selezionati per la graduatoria complessiva dei 104 capoluoghi esaminati nel report copre i principali componenti ambientali presenti in una città, valutando tanto i fattori di pressione e la qualità delle componenti ambientali, quanto la capacità di risposta e di gestione ambientale.

«Le città oggi hanno sempre di più il delicato ruolo di rappresentare il motore del cambiamento, perché possono incidere con forza ed efficacia sulla trasformazione ecologica della società – dichiara Barbara Meggetto, presidente Legambiente Lombardia –. Secondo le Nazioni Unite le città, pur occupando solo il 3% della superficie terrestre, sono responsabili del 75% delle emissioni di CO2 e fino all’80% del consumo energetico. Si si considera la concentrazione di abitanti che si muovono con mezzi di trasporto, riscaldano le proprie case, producono rifiuti, è chiaro come tutto questo abbia un impatto sempre crescente sui livelli di inquinamento. Le buone pratiche esistenti dimostrano quale sia la strada, ma è necessario metterle a sistema. Anche in Lombardia accanto a scelte politiche lungimiranti ci sono ancora resistenze e lentezze, perché non basta l’azione delle singole amministrazioni comunali, anche gli organi sovracomunali sono decisivi: basti pensare alla mobilità e allo smog dove la spinta di alcuni capoluoghi è frenata da provvedimenti della Regione come le deroghe al divieto di circolazione dei diesel».

Nell’ambito di Ecosistema Urbano saranno premiate da Legambiente le migliori buone pratiche cittadine: un’occasione per segnalare esperienze che hanno il pregio di introdurre significativi cambiamenti in ambiti specifici e che potrebbero essere riprodotte in altre realtà locali. I premi saranno consegnati a Bergamo per la tranvia Tram delle Valli, considerato uno dei progetti più interessanti di riattivazione di linee ferroviarie dismesse; a Varese per la scuola “S. Pellico”, prima scuola a consumo zero, un edificio totalmente ristrutturato che unisce sicurezza e sostenibilità; a Cremona per il bio menù della mensa scolastica; a Milano per la mobilità: l’AreaC con il ticket di accesso in centro per disincentivare l’uso dell’auto rappresenta il più significativo caso di demotorizzazione privata in Italia e l’introduzione dell’AreaB si stima che tra 2019 e 2026 consentirà di ridurre le emissioni di PM10 da traffico di circa 25 tonnellate.
Milano riceve anche tre menzioni speciali: per il progetto “ Piazze Aperte” di rigenerazione urbana, che punta a dare nuove funzioni allo spazio pubblico creando socialità attraverso la liberazione di alcune piazze da cemento, asfalto e traffico in quartieri ai margini del centro storico densamente popolati; per il “Borgo Sostenibile”, 323 appartamenti ad alta efficienza energetica, aree verdi, ciclabili e percorsi pedonali, spazi per la condivisione e la socialità grazie al nuovo complesso residenziale di social housing a Figino, quartiere storico a ovest di Milano; per il Frutteto del Gallaratese a Milano, 12 ettari di verde e alberi da frutto attraverso il coinvolgimento degli abitanti dei quartieri Gallaratese e QT8.
Menzione speciale anche a Brescia per il progetto “Oltre la strada” che ha l’obiettivo di restituzione alla città di Porta Milano come quartiere e non più solo come ex sito industriale e arteria di traffico.

CITTA' LOMBARDE NELLA CLASSIFICA NAZIONALE ECOSISTEMA URBANO 2019
Posizione 2019
Ecosistema Urbano
Punti 2019
Posizione 2018
Punti
2018
2
Mantova
80,59%
1
78,14%
17
Cremona
63,86%
22
61,60%
22
Sondrio
62,58%
25
59,82%
25
Bergamo
61,43%
18
62,19%
27
Lodi
61,30%
35
58,08%
32
Milano
59,33%
23
60,95%
33
Brescia
58,96%
31
58,66%
40
Pavia
56,40%
50
53,58%
41
Varese
56,30%
55
51,46%
60
Lecco
50,98%
71
48,13%
68
Como
49,75%
62
50,08%
79
Monza
43,91
98
36,77%

Fonte: Legambiente, Ecosistema Urbano (Comuni, dati 2018) - Elaborazione: Ambiente Italia

In allegato un focus sulla città di Milano comparata alle performance delle altre metropoli

Ufficio stampa Legambiente Lombardia
Silvia Valenti
Mob. 3498172191

martedì 15 ottobre 2019

TAVOLO ARIA: INCENTIVI DI REGIONE LOMBARDIA NON GARANTISCONO RIDUZIONE INQUINAMENTO

Milano, 15 Ottobre 2019                                        Comunicato stampa


TORNANO A SALIRE I LIVELLI DI POLVERI SOTTILI NELL’ARIA: MILANO, LODI, PAVIA, CREMONA, BRESCIA E MONATOVA SUPERANO I LIMITI DI LEGGE PER 3 GIORNI CONSECUTIVI

La stagione fredda è ufficialmente iniziata. Se non a livello meterologico, con le temperature che nel weekend erano superiori alla media stagionale, lo è dal punto di vista dei regolamenti per l’accensione del riscaldamento. Da oggi, martedì 15 ottobre, infatti, in Lombardia è possibile riattivare gli impianti fino al 15 aprile secondo la normativa in vigore, per un numero massimo di 14 ore giornaliere. Per intervenire su questo fronte è sempre più necessario promuovere e incentivare la riconversione energetica degli edifici, per abbattere i consumi e le emissioni. Milano lo sta già facendo grazie al Bando BE2 che si aggiunge agli incentivi governativi per la sostituzione delle vecchie caldaie e per la riqualificazione profonda degli edifici, mentre il resto della Lombardia è ancora indietro.
Si apre, così, il lungo periodo di innalzamento delle emissioni inquinanti legate ai consumi domestici che si sommano a quelle mai diminuite del traffico veicolare. Già in questi giorni, complice un meteo sfavorevole dal punto di vista delle correnti per il ricircolo d’aria e il carico emissivo accresciuto dalle attività agricole e zootecniche, i livelli di polveri sottili sono tornati a salire: a Milano si è toccato la media giornaliera di 69 microgrammi per metro cubo registrati alla centralina di viale Marche lunedì 14, a Pavia 66, a Lodi 65, a Cremona 76 con un picco di 84 a Crema, a Mantova 78, a Brescia 79 con un picco di 91 a Rezzato.

Mentre Milano vieta l’ingresso agli euro4 diesel, estende le limitazioni al traffico con l’Area B e promuove biglietti e abbonamenti integrati per i mezzi pubblici, la Lombardia lancia la rottamazione persino per l'acquisto di diesel usati, in quanto nella normativa i limiti di emissione di NOx per le auto che godono degli incentivi non sono menzionati. Diesel che inquina a tal punto che ne sarà vietata la circolazione a Milano nel 2030, ma del quale ancora oggi non si scoraggia l’acquisto. Nelle prossime settimane, inoltre, debutterà 'Move In', la scatola nera da installare a bordo dei veicoli più inquinanti, fortemente voluta Regione Lombardia, per consentire anche ai più vecchi mezzi a motore diesel sopravvissuti alle diverse rottamazioni di tornare a circolare nelle aree critiche, a patto di contenersi quanto a numero di chilometri: saranno 1000 i km consentiti in area critica per gli euro zero, 7000 quelli per i veicoli Euro 3: in pratica una percorrenza illimitata, se si considera che il chilometraggio sarà riferito solo alle percorrenze all'interno delle aree critiche dei capoluoghi, e non al resto della rete viaria.

«Le azioni messe in campo da Regione Lombardia non mirano a ridurre l’inquinamento in modo sistematico – spiega Marzio Marzorati, vicepresidente di Legambiente Lombardia –. Gli incentivi per cambiare il parco auto circolante avrebbero dovuto essere più restrittivi nei confronti dell’acquisto di auto diesel, i motori più inquinanti e avendo una visione sul lungo periodo, quest’anno continueremo ad essere ostaggio di un’aria malsana carica di smog. Il tempo è finito, la transizione ad una società a emissioni zero è già in corso. Soprattutto in tema di mobilità e trasporti, settore che rappresenta da solo quasi il 30% delle emissioni dirette e il 20% di quelle indirette, quindi 3 tonnellate di CO2 all'anno a testa».

Per rendere sostenibile (socialmente e ambientalmente) il sistema della mobilità e del trasporto in tutta la regionale la sfida non può che essere un'altra: l'esportazione di una mobilità connessa, pubblica e condivisa, certamente sempre più elettrica, ma soprattutto intermodale (che usa tanti mezzi e servizi diversi, anche per compiere lo stesso viaggio) anche fuori dall'ambito urbano. Non abbiamo bisogno di incentivi per acquistare nuove auto, ma di servizi di mobilità diversificati (dal treno veloce al monopattino) a prezzi (ticket e abbonamenti) accessibili. Un cambiamento difficile, anche culturalmente, ma possibile. L’era dell’automobile è finita, è necessario convincerci che le città devono vivere e muoversi con un’altra mobilità.


Ufficio stampa Legambiente Lombardia
Silvia Valenti
Mob. 3498172191

giovedì 26 settembre 2019

#ChangeClimateChange

Roma, 26 settembre 2019                                                                      Comunicato stampa
Legambiente presenta la campagna di mobilitazione per combattere la crisi climatica

Qui il video promozionale della campagna: https://youtu.be/HQclIvGp35Q


L'associazione domani nelle maggiori piazze italiane per il Global Strike - Fridays for Future
Tra gli eventi di punta anche quelli sulle Alpi per denunciare che i ghiacciai stanno scomparendo
In Valle D’Aosta la veglia funebre per il ghiacciaio del Lys

Ecco i nemici del Clima: da Eni a Edison la mappa di chi continua a inquinare

545 i fenomeni meteorologici estremi avvenuti in Italia dal 2010 ad oggi

Approndimenti e eventi  su www.changeclimatechange.it

È stato l’uomo a cambiare il clima, quindi prima che sia troppo tardi può ricambiarlo. Nasce da questa considerazione la nuova sfida di Legambiente che rafforza il proprio impegno per combattere la crisi climatica con la nuova campagna #ChangeClimateChange: una piattaforma online che vuole proporre, in una chiave di cambiamento, la costruzione di proposte e mobilitazioni per ricordare ai grandi della Terra che il nostro Pianeta è in pericolo e che bisogna fare presto. Ma è soprattutto uno strumento aperto ai cittadini, uno spazio di confronto e di incontro, dove approfondire cause e soluzioni, denunciare i Nemici del clima e valorizzare le tante esperienze positive già presenti in Italia. Per essere tutti protagonisti di questa sfida.

Changeclimatechange.it arriva online alla vigilia del terzo sciopero globale per il clima capitanato da Greta Thunberg e che vedrà anche questa volta i giovani dell’associazione scendere domani in centinaia di città mobilitate per il #FridaysForFuture. Legambiente ha, inoltre, organizzato eventi in tutta Italia e anche ad alta quota: le iniziative di punta si svolgeranno sulle Alpi dove sono in programma i “Requiem per un ghiacciaio” per denunciare il precario stato di salute dei ghiacciai, in particolare in Valle D’Aosta con la veglia funebre per il ghiacciaio del Lys.
La campagna #ChangeClimateChange è stata ideata grazie alla collaborazione con Serviceplan Group: le due realtà saranno insieme lungo il 2020 con diverse attivazioni sul territorio e operazioni digitali collegate alla piattaforma changeclimatechange.it.
«Come ci ricorda costantemente Greta Thunberg non c’è davvero più tempo da perdere se vogliamo invertire la rotta e fermare la crisi climatica - dichiara Stefano Ciafani, presidente di Legambiente -. Changeclimatechange nasce per questo: invertire gli effetti di questa emergenza, mettendo in campo iniziative concrete, stili di vita sostenibili e offrendo strumenti di comprensione delle cause e degli effetti dei cambiamenti climatici. Un luogo dove informarsi, attivarsi e mobilitarsi da subito anche nel proprio quotidiano perché solo tutti insieme possiamo fermare la febbre del Pianeta. Anche domani saremo nelle piazze italiane pronti a sostenere la marea di giovani che nell’ultimo anno si è mobilitata per chiedere che i governi, a partire da quello italiano, si attivino con un impegno serio e tangibile con scelte adeguate allo scenario che la crisi climatica ci impone già».

Legambiente ricorda, infatti, che la crisi climatica in atto e rischi ad essa legati riguardano tutti noi. Secondo i dati elaborati dall’associazione - e presenti sulla mappa CittàClima.it - sono 545 i fenomeni meteorologici estremi avvenuti in Italia dal 2010 ad oggi (aggiornamento al 24 settembre 2019). In particolare sono stati 197 i casi di allagamenti provocati da piogge intense, le stesse che hanno causato 17 frane, 69 giorni di blackout elettrici, 74 esondazioni fluviali e 180 eventi che hanno interrotto le infrastrutture di trasporto, portando a 73 giorni di stop a metropolitane e treni urbani. Sono stati 14 i casi di danni al nostro patrimonio storico, 17 quelli provocati da prolungati periodi di siccità, 123 quelli prodotti da trombe d’aria. Ma ancora più rilevante è il tributo che continuiamo a pagare in termini vite umane e di feriti: sono oltre 203 le vittime del maltempo dal 2010 ad oggi. A questo si aggiunge l’evacuazione di oltre 45mila persone legata a eventi atmosferici estremi. Non va dimenticato, infatti, che in Italia, oltre 7,5 milioni di persone vivono o lavorano in aree a rischio idrogeologico elevato: un problema che interessa circa 7.275 comuni.
Conoscere il cambiamento climatico e comprenderne cause ed effetti è il primo passo per agire. La piattaforma changeclimatechange.it presenta per questo un’ampia sezione di approfondimento (anche con contributi multimediali) che analizza i settori maggiormente impattanti e climalteranti: l’energia, per un’uscita dalle fonti fossili e un futuro finalmente 100% rinnovabile; l’efficienza e la rigenerazione delle città; per promuovere una mobilità a zero emissioni; cibo sano, giusto, equo e sostenibile e infine il tema dell’emergenza e del rischio.

Su Change Climate Change si identificano anche i principali nemici del clima, ancora troppi e difficili da cacciare: le aziende, le infrastrutture, centrali che contribuiscono in maniera drammatica al cambiamento climatico e all’inquinamento locale e che poco o nulla stanno facendo per invertire la rotta. Tra questi Eni, il più grande gruppo industriale italiano, controllato dallo Stato, è titolare di attività esplorative in 67 paesi del mondo dove continua non solo a trivellare per estrarre petrolio e gas ma anche ad espandere i territori di sfruttamento creando non solo problemi ambientali ma anche sociali; Edison altra azienda attiva nel settore energetico che nel 2018, per tutta la produzione, ha usufruito dell'esenzione dal pagamento di royalties per il 50% del gas estratto oltre a quella del 6% sul petrolio. Ancora, Taranto, capitale d’Italia delle emissioni di gas serra: sono oltre 12 milioni le tonnellate di CO2 emesse in un anno, principalmente a causa del polo dell'Ilva. Ma c'è anche la società JBS, conosciuta in Italia come Rigamonti, l'azienda brasiliana più grande al mondo nella produzione intensiva di carne: a dimostrazione che anche cibo (e agricoltura) possono contribuire alla crisi climatica. Spazio poi a tanti altri impianti e infrastrutture locali segnalati dai cittadini per l’inquinamento prodotto sui territori.
Associazioni, comitati e cittadini potranno essere protagonisti della denuncia, segnalando a Legambiente i “nemici del clima” presenti nella propria città e nei propri territori per realizzare così una mappa interattiva che supporti l’azione di mobilitazione e di protesta.

La piattaforma sarà anche un collettore di eventi con le maggiori iniziative promosse in tutta Italia, non solo di Legambiente ma aperto a tutte le associazioni, realtà territoriali, scuole e cittadini che vorranno promuovere momenti di confronto e approfondimento.

Tutti gli eventi di questo week-end sono disponibili su:  http://www.changeclimatechange.it


L’ufficio stampa di Legambiente: 347.4126421 / 06 86268399 - 353

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Milano, 11 novembre 2019                                                     Comunicato stampa “Operazioni di riqualificazione low cost...