sabato 19 maggio 2018

COMO CITTA’ D’ACQUA: PRESERVARE LA SALUTE DEL LAGO PER IL FUTURO DEL TERRITORIO


COMUNICATO STAMPA

Presentati i dati dei monitoraggi scientifici sulla qualità dell’acqua: Lario minacciato dalla presenza di microplastiche

Da Como il lancio della App per la mappatura dei rifiuti abbandonati

Como, 19 Maggio 2018 - Il lago è una risorsa preziosa per il territorio: fonte di ricchezza per l’economia locale e luogo di richiamo per il turismo grazie alle sue bellezze. Pertanto la sua salute e l’integrità della biodiversità che lo caratterizza vanno tutelate, preservando l’ambiente lacuale dallo sfruttamento e dall’inquinamento.

Dell’importanza del monitoraggio della qualità dell’acqua e delle attività umane che incidono sul benessere del lago si è parlato oggi a Como nel convegno “Como città d’acqua”, organizzato dal circolo locale di Legambiente nel salone Bosisio della Fondazione Ca’ d’Industria. 
«L’intento è di avviare una riflessione di ampio respiro sul rapporto della città con il suo bene più prezioso: il lago, visto da diversi aspetti, analizzando quali sono i principali fattori inquinanti, come migliorare la qualità delle acque e la balneabilità del primo bacino. A partire dall’efficientamento del sistema fognario della città, evitando così possibili inquinamenti del lago con acque non trattate» spiega Chiara Bedetti, presidente del circolo Legambiente di Como.
Al convegno hanno presenziato la presidente di Legambiente Lombardia Barbara Meggetto, la presidente del circolo Legambiente di Como Chiara Bedetti e il presidente di Ars Ambiente Giorgio Ghiringhelli. Il responsabile del Centro regionale laghi e monitoraggio biologico acque superficiali di Arpa Lombardia Pietro Genoni e il referente Laghi di Arpa Lombardia Fabio Buzzi hanno relazionato il pubblico sullo stato ecologico e chimico del lago di Como. A seguire Roberta Bettinetti, del dipartimento di Scienze teoriche e applicate dell’Università dell’Insubria, ha presentato i risultati delle ricerche di inquinanti effettuati nelle acque del lago e Stefania Di Vito, responsabile scientifica di Goletta dei laghi, la campagna itinerante di monitoraggio e informazione sullo stato di salute degli ecosistemi lacustri condotta ogni anno da Legambiente, ha esposto il problema crescente delle microplastiche presenti nei bacini italiani.
Oltre alla qualità a livello biologico del lago, preoccupa anche l’inquinamento da microparticelle di plastica, come evidenziato dai rilievi effettuati dalla Goletta dei Laghi, che vedrà tornare l’equipaggio del Cigno Verde sul Lario nella prima settimana di luglio. Il lago di Como, infatti, presenta una densità media di 157mila particelle di microplastiche per chilometro quadrato, con un picco di oltre 500mila particelle nel secondo transetto collocato più a nord, in corrispondenza del restringimento tra Dervio (Lc) e Santa Maria Rezzonico (Co). Non solo il bacino, ma anche i fiumi emissari ed immissari sono stati presi in considerazione nello studio. Nel caso del Lario, nell’Adda sono state rilevate 0,26 particelle ogni metro cubo di acqua, con un incremento del 62% del numero di microplastiche a valle del depuratore. 

Il convegno “Como città d’acqua” è stata l’occasione anche per lanciare una Applicazione per smartphone e tablet che consente di mappare le aree che si presentano degradate a causa dell’abbandono dei rifiuti, ideata da Ars Ambiente e TerrAria S.r.l. 
«Si tratta di uno strumento molto utile messo a disposizione dei circoli di Legambiente in tutta la regione per segnalare i principali luoghi di abbandono rifiuti, potendo archiviare e georeferenziare le informazioni. La stessa verrà utilizzata durante le giornate di Puliamo il Mondo per raccogliere preziosi dati della pulizia dei luoghi – spiega Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – Anche nei territori lacustri potrà essere un valido supporto per monitorare le spiagge, dove i cittadini segnalano ai nostri circoli situazioni di degrado e di rifiuti abbandonati».

Materiale Goletta dei laghi:

- comunicato stampa finale con riepilogo monitoraggi dei laghi lombardi: https://www.legambiente.it/sites/default/files/docs/2017-07-17_dossier_finale_laghi_del_nord.pdf
- dossier nazionale con risultati microplastiche: https://www.legambiente.it/sites/default/files/docs/microplastiche_nei_laghi_2016-2017_legambiente-enea.pdf
- cartella foto Goletta 2017: https://goo.gl/NExymw
- cartella video Goletta 2017: https://drive.google.com/open?id=0Bx7XdcFmH-iMaTROeHZJRXFLVUk


Ufficio stampa Legambiente Lombardia
Silvia Valenti
Cell. 3498172191
Tel. 02 87386480

venerdì 18 maggio 2018

Convegno MICROINQUINANTI E CONTAMINANTI EMERGENTI


Lombardy Energy Cleantech Cluster (LE2C), Politecnico di Milano DICA (Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale), Consiglio Nazionale delle Ricerche IRSA (Istituto di Ricerca Sulle Acque), Lariana Depur S.p.A.,Università degli Studi di Milano Bicocca DISAT (Dipartimento di Scienze dell'Ambiente e della Terra)

hanno il piacere di invitarti al

Convegno  MICROINQUINANTI E CONTAMINANTI EMERGENTI

Testimonianze, Soluzioni e Prospettive

che si terrà a Milano nei giorni 11 e 12 giugno 2018 in Aula Rogers, c/o Politecnico di Milano, Via Ampère 2

Scarica il PROGRAMMA


Per maggiori informazioni e iscrizioni:

Lombardy Energy Cleantech Cluster (LE2C)

http://www.energycluster.it/it/eventi/microinquinanti-e-contaminanti-emergenti-testimonianze-soluzioni-e-prospettivetel: 02 58370816 | email: staff@energycluster.it

Yoga e visita alla riserva del Pian di Spagna


Como città d'acqua


Appuntamenti sulla biodiversità



giovedì 10 maggio 2018

PESTICIDI NELLE ACQUE: IN LOMBARDIA TROVATI 61 PESTICIDI, PRESENTI NEL 73% DI FIUMI E LAGHI, A CONCENTRAZIONI CHE SUPERANO I LIVELLI ACCETTABILI


MILANO, 10 MAGGIO 2018                                            COMUNICATO STAMPA


IN RIPRESA LA VENDITA DI PESTICIDI: NEI CAMPI LOMBARDI OGNI ANNO NE VENGONO DISTRIBUITE 10.000 TONNELLATE

Legambiente: “All'assessore Rolfi chiediamo un cambio di rotta. La Lombardia deve puntare sull'agricoltura pulita”

I dati pubblicati oggi da ISPRA - l'agenzia nazionale per la protezione dell'ambiente - sulla presenza di pesticidi nelle acque italiane sono più di un campanello d'allarme: l'agricoltura italiana nel suo complesso vede crescere in modo molto preoccupante il proprio peso sull'ambiente e sulla salute, attraverso un uso indiscriminato di prodotti chimici. Nel 2013 le vendite erano scese sotto le 120.000 tonnellate, ma gli anni 2014 e 2015 hanno segnato una vistosa impennata, con una crescita superiore al 10%, che ha portato l'Italia a consolidare la propria posizione al vertice della classifica dei Paesi che consumano più pesticidi in Europa. Secondo i dati Eurostat, infatti, l’Italia impiega oltre il 40% di fitofarmaci in più rispetto alla Francia, sebbene il Paese d’Oltralpe abbia il doppio delle superfici agricole.

Si tratta di una tendenza che ha pesanti ricadute sia sulla salute dei consumatori che sull'ambiente, in particolare sull'inquinamento di acque e suolo, ma anche sulla reputazione vantata dal Made in Italy agroalimentare italiano: «È scorretto affermare che i pesticidi servono a debellare i nemici naturali delle colture: la verità è che essi servono fondamentalmente a intossicare l'ambiente in cui vengono impiegati - dichiara Damiano Di Simine, responsabile scientifico di Legambiente Lombardia - Uno studio del Centro Comune di Ricerca di Ispra, infatti, rivela che nell'impiego di insetticidi soltanto lo 0,1 per cento dei principi attivi usati nei campi raggiungono l'obiettivo per cui sono stati usati, il resto è destinato a raggiungere le acque superficiali e le falde: gli agricoltori pagano prezzi salatissimi semplicemente per inquinare l'ambiente in cui lavorano!»

La Lombardia non fa eccezione rispetto alle tendenze che ISPRA ha indagato con la sua rete di monitoraggio in tutta Italia. Di 320 punti di prelievo su fiumi e laghi lombardi, ben 234 (il 73,1%) sono contaminati da pesticidi, appartenenti a 61 sostanze tra principi attivi e molecole ancora attive derivanti dalla loro parziale degradazione. Pesticidi anche nelle acque sotterranee: precisamente, su 474 punti di monitoraggio della falda, ne sono stati trovati inquinati ben 125, oltre il 26%. E non parliamo solo di tracce: nella maggior parte dei casi, i referti analitici riportano livelli di contaminazione superiori agli Standard di Qualità Ambientale. Anzi la Lombardia è la regione che batte tutte le altre, quanto a superamenti dei livelli considerati accettabili: si misurano concentrazioni di pesticidi superiori alle soglie in ben 158 punti della rete di monitoraggio delle acque superficiali, quindi quasi il 50% dei punti di prelievo, e in 50 di quella per le acque di falda. Situazioni in cui, dunque, è seriamente minacciata la salute umana e dell'ambiente.

«Da troppo tempo il settore agricolo è considerato una specie di 'zona franca' rispetto all'applicazione di norme adeguatamente severe per la protezione dell'ambiente e delle acque: una situazione che non siamo più disposti ad accettare - dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia - Chiediamo all'assessore regionale Rolfi un deciso intervento. In una regione ad alta intensità agricola e zootecnica come la Lombardia è arrivato il momento di mettere un argine alle incursioni dell'agroindustria sui campi i cui prodotti sono destinati a diventare alimenti. È ora di finirla con un modello agricolo che dipende così fortemente da prodotti chimici inquinanti. Occorre dimostrare nei fatti di avere a cuore la qualità dei prodotti e la salute dei cittadini, a partire da quelli più esposti a sostanze chimiche tossiche, che sono gli agricoltori stessi».




Ufficio stampa Legambiente Lombardia
Silvia Valenti
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