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lunedì 4 aprile 2022

GARDA GREEN CONNECTION

 

GARDA GREEN CONNECTION
Evento in diretta streaming per parlare di sostenibilità e di un futuro più green e inclusivo

12 APRILE ORE 10 PALAZZO WIMMER A GARDONE RIVIERA

 


Il prossimo 12 aprile Marica di Pierri, direttrice del magazine EconomiaCircolare.com condurrà l’evento GARDA GREEN CONNECTION dalle 10 alle 13 a Palazzo Wimmer a Gardone Riviera (BS) e in diretta streaming: costruire network per la valorizzazione ambientale, economica e sociale del territorio gardesano. Parteciperanno al talk, organizzato nell’ambito del progetto europeo Life SALVAGuARDiA, l’attore e scrittore Giuseppe Cederna e il presidente della Società Meteorologica Italiana e giornalista scientifico Luca Mercalli.

La sostenibilità integrata sarà al centro del convegno, che approfondirà come, attraverso il progetto Life SALVAGuARDiA, nei prossimi due anni, si potrà incidere positivamente nella diffusione di una cultura ambientale in grado di tradursi in scelte sostenibili e azioni di concreta salvaguardia per il territorio gardesano.

Life SALVAGuARDiA è il progetto europeo ideato da CAUTO e finanziato nell’ambito di LIFE 2020 Call for Proposals from NGOs on the European Green Deal (NGO4GD) con il contributo di Fondazione Cariplo. Una campagna di empowerment ambientale che coinvolge tutti i principali attori del territorio gardesano: pubblica amministrazione, aziende, terzo settore, scuole, turismo.

L’evento, che potrà essere seguito in streaming, vedrà la partecipazione dell’attore Giuseppe Cederna e del giornalista scientifico Luca Mercalli, che ci porteranno due sguardi sinergici e trasversali sulla tematica; a Michele Pasinetti, direttore generale di Rete CAUTO, il compito invece di raccontare l’idea progettuale e le prossime azioni in programma. Durante la diretta ci sarà inoltre spazio per dar voce ad alcune delle realtà che il territorio del Garda lo abitano e lo trasformano.

Hanno aderito e parteciperanno attivamente a Life SALVAGuARDiA diversi enti ed organizzazioni pubbliche e private rappresentative del territorio e di quei target con cui il progetto ambisce dialogare, per costruire insieme azioni di concreta sostenibilità ambientale e sociale, ringraziamo quindi: Provincia di Brescia, Confcooperative Brescia, Garda Uno, Garda Sociale, Acque Bresciane, A.B.A. - Federalberghi Brescia, Legambiente Lombardia, Consorzio Lago di Garda Lombardia, Associazione L.A.CU.S.-Festival della Sostenibilità sul Garda, Comunità del Garda, Gal GardaValsabbia 2020, Rete Scolastica Morene del Garda.

 

 comunicazione@cauto.it

 


Ufficio stampa Legambiente Lombardia 

Silvia Valenti

ufficiostampa@legambientelombardia.it

3498172191

mercoledì 29 settembre 2021

CITTA’ METROPOLITANA DI MILANO FA SCUOLA A LIVELLO EUROPEO SULLE STRATEGIE DI ADATTAMENTO AI CAMBIAMENTI CLIMATICI

 

Nell’ambito della Pre-Cop di Milano conferenza conclusiva del progetto Life Metro Adapt che ha visto la collaborazione di Città Metropolitana di Milano, Gruppo CAP, e-Geos, Ambiente Italia, ALDA e Legambiente Lombardia

 

Interviste e clip video disponibili dalle 16 in questa cartella

 


Milano, 28 Settembre 2021 - Si è concluso con successo il progetto Life Metro Adapt — Strategie e misure di adattamento al cambiamento climatico nella Città Metropolitana di Milano, finanziato dal Programme for the Environment and Climate Action (LIFE) della Commissione Europea, caratterizzato da una forte multidisciplinarietà, grazie ad un ampio partenariato che vede la collaborazione di Città Metropolitana di Milano, che ne è il capofila, ALDA Association Européenne pour la Démocratie Locale, Ambiente Italia Srl, CAP Holding Spa, e-Geos S.p.A. e Legambiente Lombardia. Il progetto Metro Adapt si propone infatti di integrare le strategie di cambiamento climatico nella Città Metropolitana di Milano, promuovendo la creazione di una comune governance relativa al cambiamento climatico e producendo gli strumenti che permettano di implementare efficienti misure di adattamento per aumentare la resilienza urbana, anche attraverso soluzioni naturali, le cosiddette Nature Based Solution. 

 

«I cambiamenti climatici hanno rilevanti ricadute economiche, sul benessere dei cittadini e costituiscono una concreta minaccia alla stabilità a livello globale. Lazione di adattamento ai cambiamenti climatici deve necessariamente essere organica, a largo spettro e coinvolgere tutte le istituzioni. Sono orgogliosa quindi che la Città Metropolitana di Milano sia in prima linea nella creazione di una forte rete europea che coinvolgendo i cittadini sia in grado di resistere e rispondere a questa emergenza» ha commentato Arianna Censi, Vicesindaca della Città Metropolitana di Milano.

 

«Il progetto Life Metro Adapt è stata unoccasione straordinaria per riuscire a costruire uno strumento di analisi delle criticità, ma al contempo una possibilità di indirizzo strategico che ha messo intorno ad un tavolo enti locali, soggetti privati e singoli cittadini, costruendo una rete incredibile e un punto di lavoro importante, che tenesse conto non solo delle tematiche climatiche ma anche della crisi climatica che stiamo vivendo» ha spiegato Michela Palestra, Consigliera delegata allAmbiente della Città Metropolitana di Milano.

 

Nell’ambito degli eventi in calendario per la Pre-Cop26 in corso a Milano, l’evento preparatorio al 26° vertice Onu sul clima di Glasgow e di All4 Climate, questa mattina i partner di progetto hanno presentato ai media, ai delegati dell’Unione europea e numerosi stakeholder, i risultati ottenuti nei tre anni di lavoro, in particolare attraverso la realizzazione di interventi pilota volti a contrastare l’elevato rischio idraulico a cui l’area metropolitana di Milano è soggetta, ottenuti grazie alle Nature-Based Solutions, opere ingegneristiche che si ispirano alla natura per studiarne e replicarne gli elementi in grado di migliorare la resilienza delle aree urbane. I presenti sono stati coinvolti in un'attività di networking con tavoli di lavoro tematici su conoscenza dei cambiamenti climatici, adattamento climatico, comunicazione ambientale. 

 

«Si tratta di soluzioni efficienti dal punto di vista del rapporto tra le risorse e le energie impiegate e grazie all’equilibrio che possono creare con l’ambiente circostante vengono utilizzate per moltissimi scopi, anche contemporaneamente, per questo vengono definite multibeneficio», ha precisato Marina Trentin, project manager di Life Metro Adapt per Ambiente Italia.

 

Soluzioni che puntano a migliorare la biodiversità e il microclima, per rendere più vivibile il luogo dove vengono impiegate. Come, per esempio, le aiuole drenanti realizzate dal gruppo Cap nel contesto urbano di un parcheggio di 5.700 mq di Solaro, in provincia di Milano, o il bacino artificiale creato a Masate, che accumula l’acqua piovana e la rilascia gradualmente sul corpo idrico locale in modo naturale.

 

«Con la nostra squadra di ingegneri progettisti abbiamo messo a punto due sistemi di drenaggio sostenibile in grado di gestire le acque meteoriche e ripristinare e il ciclo idrico naturale, evitando di sovraccaricare sia il sistema idrico, sia il sistema di depurazione e mitigando il rischio di inondazione e allagamenti» ha aggiunto Marco Callerio, responsabile ufficio Invarianza idraulica del Gruppo Cap.

 

Nell’ambito del progetto sono state anche redatte mappe delle isole di calore urbano su tutta la Città metropolitana, individuando i quartieri dove la temperatura è superiore anche di cinque o sei gradi rispetto al piano di campagna. «Si tratta di rilevazioni che consentono di realizzare delle mappe di rischio per individuare zone dove possono essere inserite delle misure di mitigazione anche non strutturali, come per esempio i tetti verdi» precisa Monica Palandri, program manager di E-Geos, che ha fornito ed elaborato i dati satellitari. 

 

«Il cambiamento climatico rappresenta un’urgenza sulla quale è necessario riflettere ed agire, anche attraverso la sensibilizzazione del pubblico sulle problematiche connesse e sulle soluzioni individuali possibili» ha sottolineato Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia. L’associazione nell’ambito del progetto ha ideato un percorso di divulgazione che ha visto i cittadini e gli studenti coinvolti in 8 spettacoli teatrali, webinar, campagne social e il concorso fotografico “PhotoAdapt, gli impatti del cambiamento climatico nella Città metropolitana di Milano” i cui vincitori sono stati premiati proprio durante il convegno finale tenutosi allo Spirit De Milan.

 

Nell’ottica di creare sinergie tra il progetto e il panorama europeo e di massimizzare l'impatto delle attività di disseminazione, grazie all’attività di ALDA, Life Metro Adapt ha partecipato a numerosi eventi internazionali che rappresentano momenti importanti di networking per promuovere la replicabilità delle buone pratiche generate dal progetto. In particolare: la Settimana Europea delle Regioni e delle Città, la Settimana Verde Europea con tre webinar sull’adattamento delle città al clima che cambia e le NBS e ha preso parte al dibattito sui cambiamenti climatici nell’ambito dell’iniziativa All4Climate-Italia 2021 in vista della Pre-Cop26 ospitata a Milano. Infine, durante il "Nature of Cities Festival" ha avuto visibilità a livello globale grazie all’organizzazione di workshop tematici e una visita virtuale agli interventi pilota realizzati per il progetto nella città metropolitana di Milano.

 

 

Per maggiori informazioni: www.lifemetroadapt.eu/it/

 

 

‍Partner di progetto. Da sx: Marco Callerio, Gruppo CAP; Emilio De Vita, Città Metropolitana di Milano; Marina Trentin, Ambiente Italia; Desdemona Oliva, Gruppo CAP; Monica Palandri, e-Geos; Barbara Meggetto, Legambeinte Lombardia; Marta Arosio, ALDA

‍Networking internazionale. Tavoli di lavoro tematici


Ufficio stampa Legambiente Lombardia 

Silvia Valenti

ufficiostampa@legambientelombardia.it

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martedì 2 febbraio 2021

2 FEBBRAIO: GIORNATA MONDIALE DELLE ZONE UMIDE

 COMUNICATO STAMPA


Legambiente: “Necessarie maggiori tutele regionali per delicati habitat indispensabili alla salvaguardia della biodiversità, minacciati da attività antropiche e dal cambiamento climatico”

 

Milano, 1 Febbraio 2021 – La Giornata Mondiale delle Zone Umide è una ricorrenza istituita nel 1997 e celebrata annualmente il 2 febbraio, in occasione dell'anniversario dell'adozione della Convenzione sulle zone umide d’importanza internazionale, firmata a Ramsar in Iran il 2 febbraio 1971. La giornata ha l’obiettivo di aumentare la consapevolezza sul ruolo fondamentale che svolgono questi ambienti. Laghi, paludi, torbiere e specchi d’acqua accolgono la più grande biodiversità della Terra, sono fulcro di importanti rotte migratorie e ci aiutano a far fronte ad eventi meteorologici estremi. Queste aree, però, sono ecosistemi particolarmente sensibili all’impatto dei cambiamenti climatici ed è pertanto importante mantenere alta l’attenzione sulla loro integrità e salvaguardia.

«La perdita di habitat, l'inquinamento diffuso, l'eccessivo sfruttamento delle risorse, i crescenti impatti delle specie aliene invasive e, in generale, i cambiamenti climatici sono i fattori chiave della diminuzione di biodiversità e del degrado degli ecosistemi. – spiega Lorenzo Baio, Responsabile Settore Acqua di Legambiente Lombardia  Spesso si sottovalutano questi fenomeni derubricandoli come lontani da noi. Ebbene, gli effetti della pandemia COVID -19 dovrebbero aiutare a comprendere quanto ecosistemi fragili siano meno efficaci a contenere il salto di specie all’origine dello sviluppo di virus letali e di pandemie. Il nostro futuro e il benessere del Pianeta dipendono anche dalla capacità di proteggere la natura: aumentando l’estensione delle aree protette, restaurando le aree degradate, integrando la conservazione e il valore della natura nei settori produttivi, riducendo le minacce ed i rischi naturali e combattendo gli effetti del cambiamento climatico».

Tra le cause di questa significativa riduzione nella nostra regione vi sono le pratiche agricole intensive, l’abbandono delle tradizionali attività agro-pastorali, l’alterazione degli equilibri idrici, l’inquinamento, l’invasione di specie vegetali e animali aliene, l’urbanizzazione e lo sviluppo di infrastrutture. L’azione umana ha delle grandi responsabilità sia per l’uso intensivo del suolo che per il massiccio utilizzo di diserbanti, che sono molto dannosi per la biodiversità presente nei corsi d’acqua. Inoltre è prioritario ridurre l’inquinamento degli ecosistemi acquatici migliorando la depurazione e diminuendo la pressione causata da captazioni e da mini impianti idroelettrici che modificano l’idromorfologia dei fiumi prevalentemente per la produzione di energia, ma senza il rispetto degli ecosistemi acquatici.

La valorizzazione di queste aree è indispensabile e passa anche attraverso progetti di ricerca e studio per la salvaguardia degli habitat umidi con azioni di miglioramento e tutela. Esempio ne è il progetto “Areté – Acqua in rete: gestione virtuosa della risorsa idrica e degli agroecosistemi per l’incremento del capitale naturale”, con interventi di riqualificazione ecologica e ottimizzazione della circolazione dell’acqua, che permette un incremento diffuso della biodiversità e un migliore approvvigionamento da parte delle realtà agricole, in particolare recuperando le “bose”, buche di raccolta dell’acqua piovana, molto sfruttata in passato per poter disporre di una riserva di acqua per usi irrigui o altre funzioni legate all’agricoltura. L’area ha come fulcro la Valle del Ticino, ma si estende verso ovest fino colline novaresi, nelle zone ricomprese nella Riserva MAB UNESCO Ticino Valgrande Verbano, scende verso la Lomellina, mentre a est raggiunge l’Alto Milanese. Il progetto triennale di cui Legambiente Lombardia è partner, è cofinanziato da Fondazione Cariplo nell’ambito del bando “Capitale Naturale 2018” ed è guidato dal Parco Lombardo Valle del Ticino.

Un altro progetto che vede Legambiente Lombardia all’interno di un ampio partenariato e con capofila Istituto Oikos, impegnato per riqualificare habitat fluviali è Sistema Olona, che nella provincia di Varese mira alla sistemazione delle sponde del fiume, alla riqualificazione della vegetazione, al miglioramento dei sottopassi per la fauna e al ripristino di aree umide legate al fiume, nonché a ridurre l’impatto delle grandi infrastrutture che tagliano la fascia Pedemontana. 

Le aree umide sono ambienti che hanno una funzione fondamentale per garantire le risorse acqua e di cibo e lo di stoccaggio del carbonio, ma sono anche luoghi di grande bellezza e pertanto fruibili e visitabili in ogni stagione, compresa quella invernale, per svolgere escursioni naturalistiche e birdwatching. I circoli di Legambiente, da sempre impegnati nella valorizzazione del territorio attraverso i Centri di Educazione Ambientale, la Rete Natura e il Servizio di Vigilanza Ambientale, quotidianamente portano avanti esperienze di tutela e conservazione della biodiversità, grazie alle quali si contribuisce alla protezione di questi habitat complessi e delicati. In un anno ancora segnato dall’emergenza sanitaria non è stato possibile realizzare escursioni e visite guidate per favorire la tutela e la conoscenza degli ecosistemi acquatici attraverso azioni di sensibilizzazione dei cittadini, ma i circoli di Legambiente sul territorio lombardo si sono mobilitati con attività di citizen science (monitoraggio della fauna, censimento e degli ambienti umidi minori), con la promozione di adozione di ambienti umidi minori (stagni, pozze, fontanili, ecc.) non adeguatamente tutelati e con interventi di ripristino ambientale (rimozione dei rifiuti, realizzazione di sentieri, ecc.) e lanciando una campagna social per mantenere alta l’attenzione su queste aree a cui hanno aderito i circoli locali di Rho, Monza, Varese, Bergamo, Bellano-Lario Orientale, Usmate-Velate, Cassano Magnago, Parabiago e della Lomellina.




Ufficio stampa Legambiente Lombardia
Silvia Valenti
Mob. 3498172191

lunedì 27 luglio 2020

Cinque punti di monitoraggio delle microplastiche sul fiume Lambro il 25 e 26 luglio, con il progetto "Zero Plastica in Mare”,


promosso da Legambiente e BNL Gruppo BNP Paribas
e in collaborazione con il progetto ReLambro SE

L’iniziativa, forte dell’esperienza quarantennale dell’Associazione ambientalista, nasce nell’ambito della strategia di #PositiveBanking di BNL-BNP Paribas per contribuire ad un ambiente ed una società più sostenibili

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Insieme ai canonici monitoraggi microbiologici di Goletta Verde e Goletta dei Laghi, agli studi sulla beach litter e marine litter per l'individuazione delle tipologie di rifiuti in spiaggia e in mare e i monitoraggi delle microplastiche nei laghi, il panorama della ricerca di Legambiente sul tema dei rifiuti dispersi negli ambienti acquatici si amplia ulteriormente con il monitoraggio delle microplastiche trasportate lungo il corso dei fiumi.
Grazie al progetto "Zero Plastica in Mare” promosso da Legambiente e BNL Gruppo BNP Paribas, i tecnici dell'associazione stanno raccogliendo campioni lungo il corso del Lambro, che saranno poi analizzati da Enea, nel Centro Ricerche Casaccia. Iniziativa questa che rientra nell’obiettivo di liberare entro il 2021 mare e fiumi da almeno 15 tonnellate di plastica, l’equivalente di oltre 340mila bottiglie e contenitori, e contribuire così a contrastare il marine litter (i rifiuti in mare), un’emergenza ormai mondiale.
I tecnici sono in azione oggi e domani (25 e 26 luglio) in Lombardia, dove e il fiume il Lambro verrà monitorato dalla sorgente alla confluenza con il Po. Lo scopo è quello di individuare le tipologie e le possibili fonti di inquinamento da microplastiche provenienti dall'entroterra verso il mare, e i risultati saranno pubblicati nei prossimi mesi.
Il monitoraggio indaga anche alcuni punti compresi nei territori in cui sta lavorando il progetto ReLambro SE (Rete Ecologica Lambro metropolitano. Servizi Ecosistemici a Sud Est) ultimo nato del progetto che da anni sta sviluppando attività di riqualificazione nella fascia est della città fino a toccare i territori dei comuni di Segrate, Peschiera Borromeo, San Donato Milanese e Melegnano. ReLambro SE, dopo ReLambro e Volare punta non solo alla realizzazione di una migliore qualità ecologica del corridoio fluviale, ma a riconoscere il Lambro e il suo ambiente come un Capitale Naturale, vero e proprio patrimonio dei cittadini, rispetto al quale anche la qualità dell’acqua e di quello che viene trasportato diviene elemento essenziale.
“Da tempo monitoriamo lo stato di qualità del fiume Lambro - dichiara Lorenzo Baio vicedirettore di Legambiente Lombardia – denunciando i cronici problemi legati, purtroppo, ancora a una scarsa qualità depurativa e a vulnus del sistema, come la gestione scorretta delle acque di pioggia o l’attivazione troppo frequente degli sfioratori di piena. Nonostante siano stati fatti importanti passi avanti, anche grazie all’azione di coordinamento dei Contratti di Fiume e all’attivazione di piani strategici dedicati al fiume come il progetto ReLambro, Volare e ReLambro SE, il lavoro da fare è ancora imponente. Le indagini di oggi ci diranno quanto c’è ancora da fare, per esempio per migliorare la gestione dei rifiuti solidi e delle plastiche.”.
“La salvaguardia dell’ambiente e il benessere delle persone devono essere, ancor di più adesso, al centro dell’impegno di ognuno di noi - ha affermato Mauro Bombacigno, Direttore Engagement di BNL e di BNP Paribas in Italia - come contributo positivo per un futuro migliore con uno sguardo, soprattutto, alle nuove generazioni. A questo scopo prosegue la partnership con Legambiente, per agire insieme nel concreto sviluppo del progetto ‘Zero Plastica in Mare’. Portiamo così il nostro #PositiveBanking sui territori, coinvolgendo le comunità locali in una rete di sensibilizzazione, impegno e volontariato nella convinzione che un ambiente più sano sia una responsabilità individuale e collettiva: nostra come azienda socialmente responsabile, ma anche come singoli collaboratori di BNL-BNP Paribas e come cittadini”.
Il progetto prevede altre tappe di monitoraggio lungo l’Isonzo (Friuli Venezia Giulia) oltre ad attività di citizen science, di pulizia, volontariato ambientale
lungo gli stessi 4 fiumi (in Lombardia, Lazio, Campania e Friuli Venezia Giulia), alla raccolta dei rifiuti in 4 porti di Lazio, Campania, Marche, ed Emilia Romagna, ed un’ulteriore azione
specifica di raccolta e riciclo legati alla dispersione di retine utilizzate negli allevamenti di mitili in mare, uno dei rifiuti dispersi più comuni nell'Adriatico.

Fotografie di Lorenzo Zelaschi -  www.zelaschiphotography.com

Ufficio stampa Legambiente  Lombardia

Chiara Frangi
e-mail:
cell: 347 6592784

venerdì 3 luglio 2020

Lago di Garda protagonista di LIFE Blue Lakes

LIFE Blue Lakes: il Garda protagonista



Il progetto mira a ridurre e prevenire la presenza delle microplastiche
nei laghi italiani e tedeschi attraverso una serie di azioni
che coinvolgono istituzioni, enti e autorità locali, aziende e cittadini

In tre anni nelle acque del Garda, ma anche in quelle dei laghi di Trasimeno e Bracciano, la concentrazione media di microplastiche per km2 è aumentata
 
Polistirolo e polietilene i frammenti più diffusi


Le microplastiche minacciano sempre di più anche i laghi italiani e rappresentano un problema per l’ambiente, per la qualità delle acque, la salute delle persone e per la biodiversità. Lo dimostrano i dati sulla loro presenza nelle acque del lago di Garda, Trasimeno e Bracciano dove, nonostante le differenti caratteristiche morfologiche ed ecosistemiche, è aumentata la concentrazione media di microparticelle di plastica per km2. In particolare, nel lago di Garda si è passati dalle 9.900 particelle del 2017 alle 131.619 del 2019 per km2. Nelle acque del Trasimeno da quasi 8000 nel 2017 a 25.000 particelle nel 2019. Sul lago di Bracciano da 117.288 particelle registrate nel 2017 a 392.401 nel 2019. La forma predominante presente in tutti i laghi nei tre anni è quella dei frammenti, derivanti per lo più dalla disgregazione dei rifiuti.

Queste piccolissime particelle inferiori a 5 mm finiscono nelle acque interne anche a causa dei comportamenti quotidiani: tessuti sintetici che rilasciano microfibre (fino ad un milione e mezzo per un normale lavaggio in lavatrice), cosmetici, rifiuti plastici abbandonati o non smaltiti correttamente costituiscono assieme alle microplastiche derivanti dall’attrito tra pneumatici ed asfalto, le principali fonti del problema. E allora, come sempre, con qualche attenzione in più ogni singolo cittadino può fare la sua parte per limitare i danni.

I dati raccolti in questi anni da Goletta dei Laghi insieme ad ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), evidenziano la portata di un fenomeno silenzioso che colpisce anche le acque interne e su cui il progetto quadriennale LIFE Blue Lakes (LIFE18 GIE/IT/000813) concentrerà la sua attenzione con azioni mirate sui laghi di Garda, Bracciano e Trasimeno in Italia, e sui laghi di Costanza e Chiemsee in Germania. Finanziato dal Programma LIFE e co-finanzato da PlasticsEurope il progetto ha come capofila e coordinatore Legambiente, mentre Arpa Umbria, Autorità di Bacino dell’Italia Centrale, ENEA, Global Nature Fund, Lake Constance Foundation e l’Università Politecnica delle Marche completano il partenariato. Obiettivo di Blue Lakes è quello di ridurre e prevenire la presenza di questi inquinanti invisibili attraverso una serie di azioni che coinvolgeranno istituzioni, enti e autorità locali, aziende e cittadini.
“Nel corso delle ultime edizioni della Goletta dei Laghi – dichiara Giorgio Zampetti, Direttore Generale di Legambiente – la nostra associazione ha avviato insieme ad ENEA dei monitoraggi specifici sulle microplastiche delle acque interne, poco studiate finora per questo aspetto, monitorando un gran numero di laghi, che oggi ci forniscono la base di dati da cui partire per costruire consapevolezza sulla portata del fenomeno. I primi dati che abbiamo diffuso sono quelli relativi al lago di Garda, Trasimeno e Bracciano, sui cui lavorerà in questi anni il progetto Blue Lakes con azioni territoriali mirate”.

“È importante che si estenda anche per laghi e fiumi il ruolo di indicatori della qualità delle acque alle particelle di plastica – dice Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – così come già avviene per i mari grazie alla direttiva Marine Strategy del 2008. Una lacuna che deve essere necessariamente colmata, visto il crescente inquinamento da plastica e la contaminazione di tutti gli ecosistemi acquatici”. 

LIFE Blue Lakes concentrerà le sue azioni su tre laghi italiani e due tedeschi per progettare e sperimentare protocolli standard su aree pilota e azioni di promozione e diffusione di buone pratiche da estendere, successivamente, anche ad altre comunità lacustri italiane ed europee. Tra queste, ad esempio, ci sarà la stesura della Carta del Lago che suggerirà tra l’altro: limiti di scarico, programmi di monitoraggio, miglioramento dei processi di trattamento delle acque reflue, indicazioni per la riduzione dell’impatto derivante dalle aziende e dalle famiglie e suggerimenti su iniziative di sensibilizzazione per i residenti.

“I dati  sulla presenza e la diffusione delle microplastiche negli ecosistemi delle acque interne raccolti in questi anni consentono di migliorare e approfondire la conoscenza di un fenomeno sempre più diffuso, ma per il quale non esiste ancora una standardizzazione a livello internazionale dei metodi di monitoraggio – spiega Maria Sighicelli ricercatrice del Dipartimento sostenibilità dei sistemi produttivi e territoriali ENEA- Inoltre – aggiunge - non esistono programmi di monitoraggio delle microplastiche nei laghi. L’esperienza maturata ad oggi evidenzia la necessità di avviare campagne stagionali di raccolta secondo un protocollo condiviso di campionamento e metodi di analisi. In questo modo sarà possibile raccogliere e condividere dati utili per la valutazione e gestione del fenomeno delle microplastiche nei bacini lacustri e nella complessa dinamica terra-mare”.
Dati monitoraggio: Oltre ai dati sulla concentrazione di microplastiche trovate nelle acque del lago di Garda, Trasimeno e Bracciano, altro elemento interessante riguarda la caratterizzazione delle particelle, in termini di forma e composizione chimica Nei due laghi centrali, a Bracciano nel 2018 e al Trasimeno nel 2017, i film - o sheet, che solitamente derivano dalla disgregazione del packaging - superano in percentuale anche i frammenti. Nel lago di Garda invece c’è prevalenza di filamenti (associati al lavaggio degli indumenti) e di palline di polistirolo (relative, solitamente, alla disgregazione di cassette e imballaggi). Tra le particelle distribuite nei tre laghi, di cui il 47% è stato caratterizzato chimicamente mediante spettroscopia infrarossa (IR), il polimero maggiormente presente è il polietilene (PE). Unica eccezione si osserva nel 2018 al lago di Garda dove troviamo una rilevante presenza di polistirolo. I dati sulla concentrazione di microplastiche sono stati messi in relazione anche con le analisi microbiologiche che Legambiente effettua durante la Goletta dei Laghi: lo studio ha messo in evidenza l’esistenza di una relazione tra scarichi comunali, acque di scarico, deflussi urbani e acqua piovana che dal sistema fluviale e dei laghi arriva al mare. É importante quindi determinare come ridurre il ruolo del sistema di acqua dolce quale principale fonte di microplastiche per l’ambiente marino.

Impatti sull’ambiente: Le microplastiche raggiungono l’ambiente attraverso le acque di scarico domestiche e industriali, il dilavamento, il deflusso superficiale, le deposizioni atmosferiche e la frammentazione di rifiuti più grandi. Si tratta di un inquinante complesso, fatto di materiali che possono variare in composizione chimica, forma, struttura e dimensione, e che non fanno bene all’ambiente. È stato dimostrato che le microplastiche contengono alcune delle sostanze che compaiono nell’elenco delle sostanze prioritarie in materia di acque (allegato II della direttiva CE 2008/105), come il di (2-etilesil)-ftalato (DEHP), il nonilfenolo, l’ottilfenolo e gli idrocarburi policiclici aromatici12 (IPA). Le conseguenze della loro presenza negli ambienti acquatici sono diverse: dalla contaminazione della rete trofica dovuta all’ingestione degli organismi acquatici, alla tossicità dovuta all’adsorbimento, cioè quel fenomeno chimico-fisico che consiste nell’accumulo di una o più sostanze liquide o gassose contaminanti sulla superficie di un solido o liquido.

Azioni Blue Lakes: Blue Lakes sperimenterà dei protocolli tecnici e metterà in campo una serie di azioni ad hoc rivolte ad amministratori locali, decisori politici, tecnici e cittadinanza. Ad esempio, l’Università Politecnica delle Marche sarà responsabile delle azioni di progettazione e sperimentazione del protocollo tecnico per il trattamento delle acque reflue, previsto nell’area pilota del Lago di Garda, che saranno fondamentali per identificare soluzioni per ridurre l’input di microplastiche sui bacini lacustri a valle degli impianti. Una volta definito questo protocollo tecnico sarà divulgato attraverso seminari di formazione per i dirigenti e i tecnici dei principali impianti di depurazione delle acque reflue, in Italia e in Germania. Sui laghi di Bracciano e Trasimeno, invece, grazie ad un lavoro sinergico tra ENEA e Arpa Umbria, si progetterà e sperimenterà un protocollo standard di monitoraggio che sarà poi applicato nei diversi laghi italiani ed europei per valutare in maniera uniforme i livelli di microplastiche presenti.
Anche in questo caso, il protocollo sarà poi trasmesso alle autorità competenti in Italia e in Germania. Le altre azioni che verranno messe in campo coinvolgendo le 5 comunità lacustri sono: il Processo partecipativo per la stesura della Carta del Lago (Lake Paper), uno strumento volontario per la tutela dei laghi che sarà adottato dalle autorità locali e dalle comunità di ogni territorio coinvolto e accompagnato da azioni di comunicazione e sensibilizzazione rivolte a cittadini e turisti guidate da Legambiente in collaborazione con Global Nature Fund e la Fondazione internazionale del Lago di Costanza (LCF); la Campagna di advocacy per le aziende che producono cosmetici, abbigliamento outdoor, pneumatici in gomma che sono le fonti principali di frammenti plastici dispersi nell’ambiente ed infine il coordinamento da parte dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale di un tavolo di lavoro istituzionale che coinvolge soggetti impegnati nella governance del processo di regolamentazione e controllo delle acque, con l’obiettivo di migliorare il quadro normativo esistente.

Segui LIFE Blue Lakes su www.lifebluelakes.eu

#LIFEblueLakes
Pagina Facebook: LIFE Blue Lakes – Instagram e Twitter: Legambiente Lab
YouTube: Legambiente Onlus/Playlist LIFE Blue Lakes


Ufficio stampa LEGAMBIENTE
Milena Dominici
m.dominici@legambiente.it
349 05 97 187

Ufficio stampa LIFE Blue Lakes
Brigida Stanziola
info@lifebluelakes.eu
Cell: 347 01 80 860

martedì 17 settembre 2019

PALE BLUE DOT: SPETTACOLO SUI CAMBIAMENTI CLIMATICI PER RIFLETTERE SULLA FRAGILITA’ E LA BELLEZZA DEL NOSTRO PIANETA

MILANO, 17 SETTEMBRE 2019                                                                                                                    COMUNICATO STAMPA

  
25 Settembre 2019 ore 20.45
Teatro Bì, via Gianni Rodari 3 Cormano

Mesi invernali siccitosi e giorni di pioggia incessante in primavera, bombe d’acqua in estate e tempeste con forti raffiche di vento in autunno: il cambiamento climatico è sotto gli occhi di tutti e rappresenta un’urgenza sulla quale è necessario riflettere ed agire. Anche attraverso l’arte. Per questo nell'ambito del progetto europeo MetroAdapt, nato per definire strumenti utili a mitigare gli effetti del cambiamento climatico e aumentare la resilienza urbana, Legambiente Lombardia invita a teatro per lo spettacolo dal titolo “Pale Blue Dot”, piccolo puntino blu: la nostra Terra. Jet Propulsion Theatre della Compagnia Arditodesio mette in scena un'incredibile storia di speranza, meraviglia e bellezza. Il destino della sonda Voyager 1 si mescola con quella del suo creatore dalle tendenze suicide, quelle di suo figlio sognatore e quelle del Pianeta Terra. Mentre il satellite artificiale si allontana dal sistema solare tutto cade in prospettiva, diventa dolorosamente chiaro che il nostro Pallido Pallino Blu, la Terra, è l’astronave più preziosa e va protetta senza esitazione e senza compromessi. Ma quando tutto sembra perduto avviene la più incredibile delle rivoluzioni.

Il primo appuntamento della tournée è mercoledì 25 settembre 2019 alle ore 20.45 a Cormano al Teatro Bì in via Gianni Rodari 3 con il patrocinio del Comune di Cormano. Lo spettacolo sarà replicato il 10 ottobre alle 20.45 nella sala Teatro della Biblioteca Civica di Parabiago (MI) in via Brisa 1, con il patrocinio del Comune di Parabiago, il 14 novembre all’Auditorium Falcone e Borsellino in via Fleming 6 a Paullo (MI) e il 7 febbraio a Milano.

Il progetto Life Metro Adapt, che ha preso il via nella fase preparatoria a settembre 2018 e durerà fino al 2021, è finanziato dal Programme for the Environment and Climate Action (LIFE) della Commissione Europea ed è caratterizzato da una forte multidisciplinarietà, grazie ad un partenariato che vede la collaborazione di Città Metropolitana di Milano, che ne è il capofila, ALDA Association Européenne pour la Démocratie Locale, Ambiente Italia Srl, CAP Holding Spa, e-Geos S.p.A. e Legambiente Lombardia. Il progetto prevede lo sviluppo di strumenti integrati per sostenere i pianificatori urbani e i responsabili delle politiche nella definizione delle priorità delle attività di risposta agli effetti dei cambiamenti climatici e nell'attuazione di infrastrutture verdi, come i tetti verdi, l'acqua piovana sistemi di raccolta, pavimentazione permeabile, infiltrazione, detenzione e tecniche di trattamento naturale. Le attività mirano a promuovere la creazione di una governance comune tra le autorità locali e a produrre strumenti che consentano di implementare strategie e politiche di adattamento ai cambiamenti climatici convenienti al contesto locale, consentendo una replicabilità in altri territori dell’Unione Europea con simili caratteristiche e problematiche da affrontare.


Ufficio stampa Legambiente Lombardia
Silvia Valenti
Mob. 3498172191

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