lunedì 13 febbraio 2012

Schiuma bianca nell'Olona, scatta l'inchiesta della Procura

Il sindaco di Marnate Celestino Cerana: "Non si può andare avanti così, serve un tavolo di confronto per vedere che cosa concretamente si può fare"

Anche la Procura della Repubblica di Busto Arsizio si sta occupando della situazione del fiume Olona da un anno e mezzo a questa parte interessato più volte dalla presenza di schiume, prodotte da tensioattivi che sarebbero sversati nel corso d’acqua tra Fagnano Olona e Marnate.

Sul fenomeno che preoccupa sindaci e cittadini, le sentinelle che sempre hanno segnalato le schiume, è stato infatti aperto un fascicolo. Gli inquirenti sono al lavoro nel massimo riserbo per fare chiarezza sulla vicenda e individuare eventuali responsabili di azioni compiute non a norma di legge. «Ben venga l’inchiesta» – dicono i sindaci dell’asse dell’Olona che più volte hanno reclamato l’attenzione dei livelli istituzionali più alti per curare il grande malato. Un fiume che rappresenta la storia del territorio, che ha visto proprio grazie alla sua presenza la nascita di importanti industrie. Ormai da anni chiede più rispetto.

«Così non si può andare avanti – dice il sindaco di Marnate Celestino Cerana - serve un tavolo di confronto per vedere che cosa concretamente si può fare, se i soldi ci sono per gli interventi si facciano». Servono l’impegno delle istituzioni, locali e regionali, fondi e progetti, occorre dunque una strategia condivisa. Quello delle schiume è un fenomeno che si è ripetuto più volte nel 2011, e che ha suscitato viva preoccupazione.

Nel mirino scarichi industriali da individuare perché c’è ancora chi non rispetta le norme in materia. A ricordarlo è il sindaco di Olgiate Olona Giorgio Volpi che dice: «I furbi vanno puniti». Sempre il primo cittadino olgiatese sottolinea l’impegno dei sindaci per curare e salvare l’Olona, «proprio noi abbiamo voluto l’estate scorsa una riunione aperta agli enti e all’Arpa nella quale si è fatto il punto della situazione. I dati dell’Arpa sono noti: il fiume è molto malato. Da una parte servono investimenti per gli interventi necessari a salvarlo, dall’altra non si devono permettere deroghe agli scarichi. Nei paesi civili non è possibile scaricare nel fiume ciò che non è a norma. Quindi i furbi vanno puniti».

I sindaci dei comuni dell’Asse dell’Olona hanno già fatto moto negli ultimi anni per recuperare sotto il profilo ambientale la fascia di territorio che corre lungo il fiume, un intervento che con la creazione della pista ciclopedonale ha riportato la gente a frequentare la zona. Ora la sfida più importante è salvare l’Olona. Un obiettivo che da soli i sindaci non possono raggiungere: serve per questo l’impegno delle istituzioni, dalla Regione al Ministero per l’Ambiente. Sulla situazione dell’Olona è intervenuto anche Marco Reguzzoni, parlamentare della Lega Nord, che da ex presidente della Provincia di Varese conosce bene il problema. Reguzzoni ha infatti presentato un’interrogazione con la quale chiede che lo Stato “intervenga in modo diretto a tutela del nostro prezioso fiume”. Anche Legambiente fa sentire la sua voce con Flavio Castiglioni, presidente del circolo ambientalista della Valle Olona, “bisogna far pagare chi inquina”.

Fonte: Il Giorno - 12/02/2012 di Rosella Formenti

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