domenica 20 luglio 2014

Condannati i dirigenti della Tamoil per disastro ambientale e omessa bonifica

Milano, 18 luglio 2014                                                                           Comunicato stampa

 
Grande soddisfazione di Legambiente che si era costituita parte civile nel processo

“Risultato storico: rispettato il principio del chi inquina paga

Grande soddisfazione in casa Legambiente per la notizia delle condanne che vanno dai 2 anni fino alla pena massima di 6 anni e sei mesi per 4 dei 5 imputati della dirigenza della Tamoil di Cremona, ritenuti colpevoli di disastro ambientale e omessa bonifica per aver inquinato i terreni nei pressi della raffineria. Un risultato che l’associazione ambientalista non fatica a definire storico perché premia l’impegno di chi da sempre combatte contro i nemici dell’ambiente.

“Da molto tempo attendevamo questa sentenza – dichiara l'avvocato Sergio Cannavò, del Centro di Azione Giuridica di Legambiente Lombardia – e finalmente si sono stabilite le responsabilità nei confronti di chi per anni ha inquinato i terreni di Cremona, mettendo in pericolo la salute dei cittadini, e che ora dovrà risarcire la popolazione dei danni causati dalla propria condotta. Nonostante le tante difficoltà, derivanti da un quadro normativo non particolarmente efficace in materia ambientale e dalle lungaggini per la messa in sicurezza e bonifica dell'area, oggi è stato rispettato il principio del chi inquina paga”.

A processo erano finiti nel 2010 alcuni dei dirigenti che si sono susseguiti ai vertici dell'azienda tra il 2001 e il 2008, a cui la Procura della Repubblica di Cremona ha contestato i reati di avvelenamento delle acque pubbliche, disastro ambientale, omessa bonifica e superamento dei limiti previsti dalla legge per gli scarichi industriali. La vicenda giudiziaria si è concentrata sulle condotte aziendali a partire dal 2001, quando fu accertato l'inquinamento da idrocarburi pesanti nel terreno. Successivamente si era rivelata una contaminazione estesa anche nella falda acquifera. La società petrolifera per anni ha cercato di scaricare le proprie responsabilità addebitando le cause dell’inquinamento ai precedenti proprietari della raffineria.

In questo processo Legambiente Lombardia si è costituita parte civile insieme al “Dopolavoro Ferroviario”, ad alcuni soci delle società canottieri “Bissolati” e “Flora” e al cittadino di Cremona Gino Ruggeri, che è intervenuto in sostituzione dell'amministrazione comunale. “Dal processo sono emerse alcune importanti verità – prosegue Cannavò - come ad esempio lo stato di totale degrado del sistema fognario della raffineria che si è protratto fino al 2009 o la poca incisività con cui gli enti di controllo hanno partecipato al procedimento amministrativo volto alla messa in sicurezza e alla bonifica dell'area. Prendiamo atto di questo risultato positivo, ma continuiamo a chiedere quelle riforme necessarie per realizzare una piena tutela penale contro le più gravi forme di inquinamento: l'introduzione dei delitti contro l'ambiente nel nostro ordinamento, la drastica riduzione dei tempi della giustizia penale e la revisione dell'istituto della prescrizione”.

L’ufficio stampa Legambiente Lombardia 0287386480

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