lunedì 20 febbraio 2017

ABOLIRE I COSTI DI ACCESSO ALLA GIUSTIZIA PER LE ASSOCIAZIONI

MILANO, 20 FEBBRAIO 2017                                                                               COMUNICATO STAMPA

Legambiente: “Così pregiudicato il nostro ruolo a tutela del territorio dalle minacce ambientali”

Il precedente: la Sentenza della Commissione Tributaria della Liguria ha stabilito che le associazioni ambientaliste non devono pagare l’imposta per il deposito degli atti giudiziari

Una giustizia più accessibile, per tutelare l’ambiente e il bene comune. È il monito di Legambiente Lombardia che sta facendo i conti, anche molto salati, con l’adempimento degli oneri imposti dal Fisco per accedere ai Tribunali. Un problema, quello dei costi della giustizia, che tocca tutte le realtà associative. Da qualche anno, Legambiente si batte, davanti alle Commissioni Tributarie per vedere riconosciuto il proprio diritto a non pagare il contributo unificato, cioè il bollo – molto oneroso- che dal 2002 deve versare allo stato chi vuole rivolgersi a un giudice.

“I costi di accesso agli iter giudiziari sono spesso un forte deterrente per le associazioni, i cittadini e le Onlus – spiega Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia –che, impossibilitati a sostenere le spese di avvio di una causa, sono costrette a rinunciare a ricorsi e vertenze. Negli ultimi 6 anni Legambiente Lombardia ha promosso più di 20 ricorsi, per i quali sono stati richiesti pagamenti per oltre 30 mila euro a titolo di contributo unificato. Si tratta di cifre consistenti per l’associazione, che di fronte a questi oneri rischia di non poter proseguire nel proprio compito di tutela del territorio dalle minacce ambientali”. L'esenzione dal pagamento del contributo unificato per i ricorsi giurisdizionali finalizzati alla difesa di interessi collettivi in materia ambientale, è doverosa, in ottemperanza alla legislazione europea: alla Convenzione di Aarhus, sull’accesso alla giustizia in tema ambientale, ed alla Direttiva 2003/4/CE. Normative spesso dimenticate in Italia. La legge, infatti, riconoscendo l’alto valore sociale delle organizzazioni non lucrative che perseguono finalità d’interesse generale di tutela di beni costituzionalmente rilevanti, ha introdotto nell’ordinamento italiano un regime di agevolazioni fiscali per le Onlus, come per esempio l’esenzione dal pagamento dell’imposta di bollo e di registro per gli atti costitutivi delle organizzazioni di volontariato.

In materia processuale, diverse sentenze delle Commissioni Tributarie hanno dichiarato il diritto all’esenzione, non ultima quella della Commissione Provinciale Lombarda dello scorso 15 dicembre. Altre invece sono favorevoli a un’interpretazione della norma molto restrittiva che rischia di generare enormi paradossi. Ad esempio, le associazioni, possono acquistare un immobile destinato a sede senza il pagamento dell’imposta mentre sono costrette a pagare il contributo unificato - con somme che possono variare dai 650 ad oltre 4.000 euro a seconda della materia - quando agiscono per la tutela di interessi collettivi, impugnando in sede giudiziaria un atto di pianificazione ambientale che ritiene contrario alla legge. La discrepanza tra il regime fiscale riservato agli “atti amministrativi” e quello riservato agli “atti processuali” appare assolutamente irragionevole posto che vengono trattate in modo difforme, situazioni pressoché identiche afferenti al medesimo soggetto: le Onlus.

Per questo Legambiente auspica al più presto un intervento chiarificatore da parte del Legislatore.

Ufficio stampa Legambiente Lombardia
Silvia Valenti
Cell. 3498172191
Tel. 02 87386480

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