martedì 28 dicembre 2010

La carcassa di un delfino sulla spiaggia autopsia per capire come è morto

L'animale forse ucciso da un sacchetto di plastica: la bestia sembrava in buona salute. Nei giorni scorsi, per le mareggiate, spiaggiate anche alcune tartarughe di mare
Sulla spiaggia, a cinquecento metri dalla foce del Bevano, nel Ravennate, è stata trovata la carcassa di un delfino. E' stato un cittadino che passeggiava sull'arenile ad avvertire gli agenti del Corpo forestale dello Stato.

Il delfino risultava in piena salute e senza evidenti ferite. Le cause del decesso verranno chiarite dall'autopsia che verrà eseguita nei prossimi giorni dalla fondazione Cetacei di Riccione. Anche se come per le tartarughe, ha spiegato la Forestale, la morte, se non dovuta a ferite da elica, è spesso causata da ingestione di sacchetti di plastica.

Le mareggiate dei giorni scorsi, ha aggiunto la Forestale, hanno inoltre portato sul litorale ravennate allo spiaggiamento di alcuni esemplari di tartaruga di mare (Caretta caretta), oltre che di legno e plastica.

Fonte: La Repubblica - 27 dicembre 2010

venerdì 17 dicembre 2010

Olona, Belotti firma accordo per studio idraulico

(Ln - Varese) L'assessore regionale al Territorio e Urbanistica Daniele Belotti ha firmato a Varese l'accordo di collaborazione tra Regione Lombardia, i Comuni di Varese, Induno Olona e Malnate, l'Autorità di Bacino del fiume Po, l'Agenzia Interregionale per il fiume Po (Aipo) e la Provincia di Varese per la redazione dello studio di fattibilità della sistemazione idraulica del fiume Olona, nel tratto compreso tra le sorgenti e il bacino di laminazione di Ponte Gurone.

L'accordo garantisce una risposta concreta alle richieste di un territorio colpito da periodiche e frequenti esondazioni, che coinvolgono spesso e inevitabilmente anche le aree urbanizzate e che evidenziano la vulnerabilità idrogeologica di quest'area.

"Lo studio di fattibilità - ha commentato Belotti - per il quale Regione Lombardia mette a disposizione 150.000 euro, consentirà di aggiornare gli studi a suo tempo realizzati dall'Autorità di Bacino del fiume Po per la parte alta del bacino dell'Olona e di individuare così, a livello puntuale e in base a un determinato ordine di priorità, gli interventi strutturali necessari per la mitigazione del rischio idrogeologico, in un'ottica di bacino idrografico".

Il Comune di Varese farà da capofila per l'attivazione, il coordinamento e lo sviluppo delle attività relative allo studio, raccordandosi sul territorio con gli altri soggetti. L'attuazione dell'accordo avverrà tramite un tavolo tecnico tra i soggetti sottoscrittori attraverso il quale verranno definite le specifiche tecniche dello studio e il programma delle attività e sarà monitorato lo sviluppo.

Il 4 novembre scorso il presidente Roberto Formigoni ha firmato l'Accordo di Programma con il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare per la programmazione e il finanziamento di interventi urgenti e prioritari per la mitigazione del rischio idrogeologico; in base a tale accordo è stato previsto uno stanziamento di 5.400.000 euro per la realizzazione di opere di sistemazione dell'Olona nelle zone colpite nel luglio 2009 dal violento nubifragio, che aveva causato gravi danni a infrastrutture pubbliche e private. I risultati dello studio di fattibilità - ha concluso l'assessore Belotti - consentiranno di utilizzare al meglio queste risorse, realizzando gli interventi individuati attraverso un percorso partecipato e condiviso.

Fonte: Lombardia Notizie - 30 novembre 2010

Incontro pubblico "Acqua controcorrente" a Montichiari

martedì 14 dicembre 2010

Convegno: Tra fiume e città. Progettare sull'acqua

17.12.2010, Saronno dalle ore 09.30

Tra Fiume e Città. Progettare sull’acqua. Riflessioni ed esperienze a confronto - Saronno e il Lura” è il tema dell’importante dibattito organizzato dal Consorzio Parco del Lura in collaborazione con i Contratti di Fiume, la città di Saronno, il Politecnico di Milano – Dipartimento di Progettazione dell’Architettura - e l’Ordine degli Architetti di Varese. Sostengono l’iniziativa, Regione Lombardia e Fondazione Cariplo.

Sede dell’incontro, venerdì 17 dicembre 2010 presso Villa Gianetti in via Roma al 22 a Saronno, a partire dalle 09.30.
Il convegno si inserisce in un più ampio progetto pilota promosso tra le attività dei Contratti di Fiume di Regione Lombardia e tra le attività promosse per la riqualificazione del sottobacino del Torrente Lura, attraverso una serie di azioni mirate sia alla salvaguardia delle sorgenti che al recupero della continuità fluviale in corrispondenza dei principali nodi urbani attraversati, dove cioè il parco fluviale risulta inevitabilmente più compromesso nei suoi aspetti naturalistici.

E’ il caso di Saronno, comune attraversato dal Lura, in cui le modificazioni dello spazio pubblico urbano nel loro continuo divenire hanno negato o ostacolato un qualunque rapporto con l’acqua, fisico o visivo, giungendo in alcuni tratti a tombinare completamente il fiume per la costruzione di strade e di altri spazi pubblici.

La sessione mattutina ha inizio con i saluti, nell’ordine, di Luciano Porro sindaco di Saronno, Raffaele Cattaneo Assessore alle Infrastrutture di Regione Lombardia e l’Assessore ai Sistemi Verdi Alessandro Colucci. Conclude i saluti Luca Marsico, Assessore Tutela Ambientale, Energia e Ecologia della Provincia di Varese.

Tra i relatori intervengono, nella sessione mattutina, Giuseppe Campilongo del Comune di Saronno e Michele Ugolini del Politecnico di Milano. Apre la sessione pomeridiana lo studio West8 di Rotterdam, Andreas Kipar, Land Milano, Michela De Poli e Adriana Marangon, Studio MADE associati e Carlo Ducci di LINDA Foster. A seguire, dopo una breve pausa, gli interventi di Roberto Rizzi del Politecnico di Milano, Carlo Moretti del Comune di Legnano e per concludere Simone Bizzi del Cirf.

Per informazioni è possibile contattare lo 0332/812601 o scrivere a infovarese@awn.it

Indirizzo

Villa Gianetti, via Roma 22 a Saronno

lunedì 13 dicembre 2010

Ancora schiuma nel Lambro Ma c'è una traccia Coltre bianca in centro come il giorno prima, sversamento pure a Briosco.

Come 24 ore prima. L’ondata di schiuma bianca è tornata nel Lambro con una puntualità allarmante. Martedì, ore 13.30 circa: come il giorno prima, il Lambro si riempie di una sospetta coltre bianca particolarmente evidente in corrispondenza del tratto di fiume compreso fra Ponte dei Leoni e Ponte di San Gerardino. Decine di passanti, ma anche di residenti e commercianti che lavorano in zona, si precipitano ancora una volta a osservare il fenomeno sconsolati.

La memoria torna agli scempi di cui il Lambro è stato vittima nei mesi scorsi, quando, a partire dal disastro di idrocarburi usciti dalla Lombarda Petroli, i casi di sversamento sono stati addirittura cinque. «Sono dei barboni, bisognerebbe trovarli e punirli» si lascia sfuggire, con espressione tutta brianzola, un anziano mentre fotografa l’ultimo scempio, per fortuna destinato a dissolversi nel giro di poche ore. Stavolta però sembra esserci una traccia che potrebbe condurre ai responsabili, un bandolo che i tecnici di Brianzacque promettono di seguire da domani mattina, a Ponte dell’Immacolata finito. Spiega Angelo Pirovano, responsabile provinciale dell’Arpa: «La schiuma proviene da una fognatura di Villasanta».

E sembra esserci anche un’idea abbastanza precisa sulla sostanza che ha provocato tanto sconcerto: «tensioattivi», vale a dire detersivi. «A Villasanta la schiuma c’era - precisa Pirovano -, per poi scomparire all’altezza del Parco e rifarsi vedere nel centro di Monza, probabilmente per il “salto” in prossimità del Ponte di San Gerardino».

Ed è stata una brutta giornata per il Lambro anche a Briosco, dove alle 14.30 circa sono comparse chiazze scure nei pressi di via Peregallo in frazione Fornaci. Sul posto sono intervenuti Polizia Provinciale, Arpa, Nucleo sommozzatori della Protezione civile, Vigili del Fuoco di Carate, Polizia locale di Briosco. Secondo una prima ricostruzione, l’episodio sarebbe stato causato dal maltempo e dalle condotte fognarie, che corrono lungo il fiume, troppo piene d’acqua. Gli scolmatori dell’impianto fognario, cui fanno riferimento diverse tintorie della zona, in alcuni punti sono collegati direttamente col fiume, dove convogliano i liquami fognari in caso di necessità.

Intanto dal presidente della Provincia, Dario Allevi, arriva un appello: «Gravissimo il ripetersi di questi episodi ignobili. Il Lambro non è la pattumiera della Brianza, ma una risorsa del territorio. È necessaria una maggiore responsabilità e coscienza ambientale da parte di tutti per lavorare seriamente alla sua riqualificazione. I continui episodi degli ultimi mesi sono da condannare quali veri e propri attentati al patrimonio naturale della Brianza». «Ancora una volta cercheremo i colpevoli di questo ennesimo ignobile episodio – assicura Luca Talice, assessore provinciale alla Sicurezza – mentre continua il presidio capillare del territorio per evitare nuovi allarmi».

Fonte: Il Giorno di Monza e Brianza - Monza, 8 dicembre 2010 - articolo di Dario Crippa

sabato 11 dicembre 2010

ACQUE MINERALI, OK AD AUMENTO CANONI CONCESSIONE

IL CONTRIBUTO, FERMO DAL 2002, PASSA DA 0,516 A 1,20 EURO


(Ln - Milano, 01 dic) La Giunta regionale, acquisito il parere favorevole dell'ottava commissione consiliare, su proposta dell'assessore all'Ambiente, Energia e Reti Marcello Raimondi ha approvato una delibera che porta all'adeguamento del contributo indennitario proporzionale alla quantità di acqua imbottigliata. In pratica, i concessionari dovranno versare (dal primo semestre del 2011) 1,20 euro al metro cubo (ogni 1.000 litri) per l'acqua imbottigliata in contenitori di plastica e 0,90 euro al metro cubo per l'acqua imbottigliata in contenitori di vetro. Il contributo, previsto da una legge regionale del 1980, non aveva più subito adeguamenti dal 2002, quando si era attestato su 0,516 euro a metro cubo sempre ogni 1.000 litri imbottigliati. "Soddisfazione" è stata espressa da Raimondi, secondo il quale un atto del genere "riconosce il giusto contributo che deve essere garantito da chi sfrutta l'oro blu lombardo". "Abbiamo anche voluto differenziare l'entità del contributo a seconda del materiale utilizzato per l'imbottigliamento - aggiunge Raimondi- per disincentivare l'uso della plastica al fine di ridurre la produzione di rifiuti". L'introito è in favore delle Province a cui la Regione ha delegato la materia delle acque minerali e termali. Sono loro infatti a rilasciare la concessione e a incassarne la relativa indennità.

L'ACQUA IMBOTTIGLIATA - Annualmente in Lombardia si imbottigliano 2.906.000 metri cubi di acqua per un introito complessivo di 1.499.768 euro. Negli ultimi anni la quantità di acqua imbottigliata è rimasta pressoché costante. Attualmente le province in cui sono attive concessioni per l'imbottigliamento di acqua minerale sono Bergamo, Brescia, Como, Lecco e Sondrio. "I nuovi introiti - conclude Raimondi - dovranno essere utilizzati per progetti di difesa attiva dei bacini idrominerali e per interventi di compensazione ambientale nelle zone interessate dalle attività produttive dipendenti dalle concessioni. Nei prossimi mesi poi ridiscuteremo approfonditamente le procedure e le modalità di rilascio e gestione delle concessioni". (Ln)

Fonte: Agenzia di stampa della Giunta Regionale

giovedì 9 dicembre 2010

L' analisi gratuita dell' acqua? Ci pensa la scuola

GALLARATE (Varese) - Le analisi ufficiali per fortuna danno quasi sempre tutto ok, ma nella pratica la gente si chiede spesso se l' acqua del rubinetto sia buona e bevibile. Se qualcuno si volesse togliere uno sfizio in più, da oggi può andare a Gallarate, dove gratuitamente i professori di laboratorio dell' Isis Ponti analizzeranno i campioni per verificare che siano entro i limiti di legge. Basterà chiedere di tre professori: Mario De Carlo, Mauro Sabella, Lucia Mairani. E portare in via Stelvio 35 almeno un litro di acqua in una bottiglia risciacquata più volte, dopo aver tenuto aperto il rubinetto di casa per almeno un minuto. L' Isis ha una sezione Ipsia, in cui è stato progettato da anni un corso di chimica e biologia, materia quest' ultima sacrificata dall' ultima riforma scolastica, tanto che la scuola ha deciso di inventarsi un «ufficio prelievi» anche per rimarcare l' utilità di questi insegnamenti. A chi critica l' iniziativa dicendo che una scuola non può sostituirsi alla Arpa o all' Asl, i professori replicano così: «Non vogliamo certo fare concorrenza all' Arpa - spiega De Carlo - noi non certifichiamo nulla, ma possiamo fare analisi molto precise. Abbiamo anche un macchinario donatoci da una azienda americana che misura l' assorbimento atomico. Il nostro è un discorso civico - sottolinea il docente - il territorio ci potrebbe usare come delle sentinelle che segnalano il problema alle autorità competenti. In fondo, pur senza associare le due cose, è lo stesso concetto delle ronde».

Fonte: Corriere della Sera - 7 dicembre 2010 - articolo di Rotondo Roberto

SICCITA’: SCORTE IDRICHE AI MINIMI STORICI, MANCANO 2 MILIARDI DI METRI CUBI D’ACQUA

SICCITA’: SCORTE IDRICHE AI MINIMI STORICI, MANCANO 2 MILIARDI DI METRI CUBI D’ACQUA DOSSIER - ACQUA E AGRICOLTURA Occorre ridurre i fabbiso...