mercoledì 10 settembre 2014

Bonifiche: bene lo stanziamento ministeriale per il polo chimico di Mantova e la Caffaro di Brescia ma i gruppi industriali devono fare la loro parte

Milano, 9 settembre 2014                                                                               Comunicato stampa


Prioritario il principio: “Chi inquina, bonifica”

Il risanamento dei siti deve far parte delle politiche industriali del nostro paese

A Mantova due giorni di convention nazionale del popolo inquinato


Legambiente saluta con favore la notizia dello stanziamento deliberato dal Ministero dell'Ambiente per l'avvio di interventi di bonifica dei SIN (siti di interesse nazionale) di Brescia e Mantova. “Bene che, in un clima di stretta sui conti, si trovino risorse per le grandi bonifiche: risorse largamente insufficienti per questi grandi siti industriali, ma preziose per avviare interventi attesi da decenni - dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia - certo, nel caso della Caffaro a Brescia, le risorse necessarie sono molte di più di quelle deliberate oggi, e siccome soldi non ce n'è, occorre fare delle scelte: il Governo deve decidere se vuole spendere il denaro pubblico per risanare il territorio o per ripianare il piano finanziario di Brebemi. Mai come oggi, è questione di priorità”.

Quello della Caffaro, ricordano gli ambientalisti, non può però essere la regola: se a Brescia non c'è alternativa all'intervento del pubblico per risanare i danni causati dai privati, il tema del recupero dei siti inquinati non deve più essere un costo collettivo. Le regole nella nostra legislazione e nel diritto internazionale sono chiare: chi è responsabile dell'inquinamento deve essere anche l'artefice del risanamento del sito. In un Paese come il nostro, pieno di siti industriali dismessi, quello della bonifica non può più essere gestito come una voragine di spesa pubblica, ma come un pilastro delle politiche industriali, un presidio affinché il territorio continui ad accogliere attività produttive. “Non si fanno politiche industriali deresponsabilizzando le imprese, ma stabilendo regole chiare per evitare che quelli produttivi diventino siti usa e getta, in cui insediarsi, produrre e poi andarsene lasciando ad altri gli oneri di risanamento. Le imprese sono chiamate a essere custodi del proprio sedime industriale, affinché possa continuare ad accogliere attività produttive: l'intervento dei poteri pubblici deve servire a presidiare queste regole, non a coprire le manchevolezze dei privati con oneri a carico di tutti i cittadini. Questo è fondamentale proprio per il sito di Mantova, che deve poter continuare ad essere un sito industriale, ma in condizione di sicurezza e salubrità per i cittadini, i lavoratori e l'ambiente”.

Proprio a Mantova Legambiente è promotrice della convention nazionale della rete SIN, insieme a numerose altre sigle tra cui la rete dei comuni SIN, i medici di ISDE e il coordinamento nazionale dei comitati dei siti inquinati. Un appuntamento che per la prima volta metterà insieme i diversi fronti dell'attenzione ai gravi guasti legati alla storia industriale di numerosi territori: le istituzioni locali, le associazioni e i comitati di cittadini, i medici e i tecnici. La convention si svolgerà i prossimi 19 e 20 settembre a Mantova, presso il Seminario Vescovile.

L’Ufficio stampa Legambiente Lombardia 0287386480

Nessun commento: