Ritrovi: Parabiago ore 10 - Piazza del Comune (P.zza Vittoria) Nerviano ore 10 - Parco del Comune ( Via Marzorati ) percorso circa 25 Km - pranzo libero Arrivati ad Expo c'è la possibilità d'ingresso con 10 €. E' programmato l'evento di presentazione progettuale: Ciclovia Olona Lura alla cascina Triulza. Le biciclette si potranno lasciare presso un deposito custodito fino alle h.20. L'invito è di iscriversi gratuitamente on-line sul sito: http://cicloviaolonalura.org/biciclettata/ Perchè una biciclettata? L’iniziativa della biciclettata nasce dal progetto “Ciclovia Olona Lura”, attivo nel territorio dei due fiumi Olona e Lura per la fruizione ciclabile sostenibile del paesaggio, ambientale ed urbano.La biciclettata vuole diffondere l’idea del progetto coinvolgendo e pedalando insieme ai cittadini,alle associazioni ed agli amministratori all’interno di quella che potrebbe essere una futura infrastruttura ciclabile in grado di connettere Varese, Como e Milano. Dal lago di Como lungo il Lura e dalla Valle Olona, saliremo in sella alle due ruote alla volta di Expo per scoprire le potenzialità del territorio e dimostrare l’interesse dei suoi abitanti nei confronti della Ciclovia. L’idea di una Ciclovia lungo i bacini dell’Olona e del Lura è nata nel 2014 dall’associazione Economia e Sostenibilità (EStà). In pochi mesi quest’idea ha iniziato a pedalare e si sta ora concretizzando all’interno di uno Studio di Fattibilità realizzato da EStà insieme a Comuni,Enti Parco e Associazioni, diffusi nel territorio della ciclovia. Questo gruppo multidisciplinare sta analizzando il percorso individuando il tracciato ed i punti critici, valutando gli elementi dell’attrattività ed immaginando come finanziare la sua realizzazione.Uno studio ampio ed articolato per trasformare l’idea in un’infrastruttura leggera di oltre 130 km alservizio del territorio e dei cicloturisti italiani e stranieri,in grado di attivare economie locali sostenibili. Per maggiori informazioni www.cicloviaolonalura.org Per entrare in contatto con lo staff di progetto info@cicloviaolonalura.org
"Sulla sua pelle scorreva acqua quasi a coprirlo come una veste intangibile e fresca".
mercoledì 30 settembre 2015
Domenica 4 Ottobre: Biciclettata Olona Lura verso Expo
lunedì 28 settembre 2015
Come è andato Puliamo il mondo su Olona e Lambro?
Pulito il passaggio a sud est tra
Via Pregnana e il cimitero di Lucernate. Il progetto "Olona entra in
città" lavora per un nuovo percorso rurale
Sabato 26 settembre un nutrito gruppo di cittadini capeggiati da rappresentanti dei comuni di Rho e di Pregnana, Legambiente Lombardia, dell'associazione il Prisma e del Liceo Majorana di Rho si sono dati appuntamento al cimitero di Lucernate per pulire quello che diventerà presto, speriamo, un nuovo percorso di fruizione, ma soprattutto un biocorridoio.
Oltre ottanta i partecipanti che hanno condiviso una mattinata intensa di impegno civico, ripulendo l'asta di un fontanile, da troppi anni dimenticata e riempita di tantissimi tipi di rifiuti: pneumatici, bidoni di vernice e olii, frigoriferi, lavatrici, mattoni e piastrelle. Alla fine della mattinata sono stati raccolte oltre 4 tonnellate di rifiuti nascosti da rovi e alberi.
"E' stata davvero una giornata impegnativa - dichiarano i rappresentanti delle amministrazioni e delle associazioni- ma grazie all'aiuto dei cittadini e dei ragazzi del Liceo Majorana accorsi in massa, si è compiuta una grande opera di pulizia. Seppure non siano stati portati via ancora tutti i rifiuti, ora sì che vediamo sempre più vicina la realizzazione di un nuovo percorso rurale tra Rho, Pregnana e il Parco del Basso Olona che sia però anche una via di transito per la fauna locale."
L'evento si inserisce nel progetto "Olona entra in città: ricostruzione del corridoio ecologico nel tessuto metropolitano denso" finanziato da Fondazione Cariplo
Sabato 26 settembre un nutrito gruppo di cittadini capeggiati da rappresentanti dei comuni di Rho e di Pregnana, Legambiente Lombardia, dell'associazione il Prisma e del Liceo Majorana di Rho si sono dati appuntamento al cimitero di Lucernate per pulire quello che diventerà presto, speriamo, un nuovo percorso di fruizione, ma soprattutto un biocorridoio.
Oltre ottanta i partecipanti che hanno condiviso una mattinata intensa di impegno civico, ripulendo l'asta di un fontanile, da troppi anni dimenticata e riempita di tantissimi tipi di rifiuti: pneumatici, bidoni di vernice e olii, frigoriferi, lavatrici, mattoni e piastrelle. Alla fine della mattinata sono stati raccolte oltre 4 tonnellate di rifiuti nascosti da rovi e alberi.
"E' stata davvero una giornata impegnativa - dichiarano i rappresentanti delle amministrazioni e delle associazioni- ma grazie all'aiuto dei cittadini e dei ragazzi del Liceo Majorana accorsi in massa, si è compiuta una grande opera di pulizia. Seppure non siano stati portati via ancora tutti i rifiuti, ora sì che vediamo sempre più vicina la realizzazione di un nuovo percorso rurale tra Rho, Pregnana e il Parco del Basso Olona che sia però anche una via di transito per la fauna locale."
L'evento si inserisce nel progetto "Olona entra in città: ricostruzione del corridoio ecologico nel tessuto metropolitano denso" finanziato da Fondazione Cariplo
Olona:
Lambro San Giuliano:
http://www.contrattidifiume.it/it-it/home/progetto_Volare
Lambro San Donato e Melegnano:
guarda le foto
Lambro San Donato e Melegnano:
guarda le foto
ACLI ANNI VERDI – FAI LOMBARDIA - ASSOCIAZIONE PARCO SUD - ITALIA NOSTRA - LEGAMBIENTE LOMBARDIA - LIPU - WWF LOMBARDIA
Milano, 28
settembre 2015 Comunicato
stampa
Per un grande parco di cintura metropolitana: l'appello degli ambientalisti al Consiglio Regionale lombardo
Le associazioni al Consiglio Regionale e all'Assessore Terzi: “Non si sprechi una opportunità per dare alla metropoli il suo parco”
Domani 29 settembre il Consiglio Regionale approverà la legge che regola le funzioni della Città Metropolitana di Milano. La legge contiene un articolo che impone l’unificazione immediata del Parco Nord con l'Agricolo Sud Milano in un unico parco metropolitano. Ma questa norma, se non venisse radicalmente modificata dal Consiglio Regionale, rischia di diventare una grande occasione sprecata: anziché realizzare il parco di cintura, verrebbe scattata un'istantanea della situazione esistente di territori già tutelati da parchi regionali e si aprirebbe un conflitto istituzionale difficilmente governabile, che potrebbe annichilire per anni l'operatività del futuro ente. Infatti i due parchi sono realtà tra loro enormemente differenti, per estensione, tipologia di area protetta (il primo è un parco urbano, il secondo una vasta area agricola), per forma di governo, che prevede modalità di partecipazione molto differenti per i comuni. I comuni infatti sono consorziati nell'ente gestore del parco Nord, mentre sono chiamati in assemblea, senza partecipare ai costi, nel caso del parco Sud, i cui uffici amministrativi rientrano nell'organigramma della città metropolitana.
“Non è questa l'idea di parco di cintura che immaginiamo per la città metropolitana – dichiarano le associazioni -. Chiediamo invece che le aree protette esistenti (e non solo i parchi regionali, ma anche i parchi sovracomunali che si trovano nell'attuale perimetro della città metropolitana) dispongano di un ente gestore unitario, con le necessarie risorse umane e tecniche. E che queste aree vengano finalmente connesse tra loro, formando una vera rete agro-ecologica, un tessuto connettivo verde per tutta la città metropolitana. Sappiamo che in Aula verranno discusse proposte emendative della norma relativa ai parchi metropolitani, e che tra queste modifiche ve ne sono di interessanti e utili, che definiscono non da subito un nuovo ente, ma una road map per pervenire, in tempi certi, alla riorganizzazione istituzionale del sistema dei parchi metropolitani”.
Ma è importante
che se, come speriamo, la
norma verrà modificata in aula, in essa siano contenuti alcuni
capisaldi
irrinunciabili:
·
Un
nuovo Parco Metropolitano e Agricolo di Cintura deve essere
istituito con una
nuova e specifica legge istitutiva, una legge che recuperi tutti
i contenuti
dell’attuale legge istitutiva del Parco Sud: dalle finalità del
parco alla sua governance
“partecipata”;
·
il
nuovo Parco Regionale deve raggruppare, oltre che Parco Sud e
Parco Nord, anche
tutti i parchi locali oggi esistenti, ma non solo: ci sono altre
numerose
piccole aree, parte della Rete Ecologica provinciale, che devono
essere
integrate nella grande cintura verde di Milano;
·
i
costi del nuovo parco non possono essere a carico dei soli
comuni coinvolti, ma
dovranno essere ripartiti sui bilanci di tutti i Comuni della
Città
Metropolitana oltre che sul bilancio della Città Metropolitana
stessa e sul
bilancio della Regione. Ciò al fine di coinvolgere anche i
Comuni che, pur non
essendo coinvolti fisicamente con il nuovo parco, ne godranno di
benefici.
Se questi
suggerimenti venissero accolti,
il Consiglio Regionale avrà posto le giuste basi per rilanciare
la rete delle
aree protette di cui tutti i cittadini della metropoli potranno
beneficiare in futuro.
Le associazioni firmatarie si dichiarano sin d'ora disponibili a
dare il
proprio contributo propositivo alla stesura della nuova legge
istitutiva del
parco di cintura metropolitana verde e agricolo.
venerdì 25 settembre 2015
Vallaccia di Livigno: il giudice blocca le ruspe
Milano, 25
settembre 2015 Comunicato
stampa
Il TAR ordina la sospensione per i lavori che stanno
devastando il fianco della
valle più incontaminata del livignasco
Legambiente: “La seggiovia nel sito Natura 2000 non si deve fare”
Legambiente: “La seggiovia nel sito Natura 2000 non si deve fare”
La società degli impianti da sci di Livigno, la Mottolino Spa, le aveva tentate tutte pur di ottenere le necessarie autorizzazioni all'avviamento dell'impianto a fune più lungo di tutto il comprensorio livignasco: si tratta della seggiovia a sei posti che, dai 2000 metri del fondovalle, sale fin quasi alla vetta del Monte della Neve, a 2718 m. Secondo i proponenti, sarebbe la sostituzione di un impianto già esistente e giunto a fine vita: una definizione che proprio non va giù a Legambiente, visto che la stazione di partenza si trova a ben tre chilometri da quella del precedente impianto, e che pertanto la seggiovia si sviluppa tutto al di fuori dell'area sciistica, e all'interno di un Sito di Interesse Comunitario, quello della Vallaccia, dove risiede una delle più importanti popolazioni di pernice bianca delle Alpi lombarde. La Vallaccia è poi un sito di rigorosa tutela paesaggistica, ed ha tutti i requisiti per esserlo: si tratta infatti di un'ampia valle ancora coperta da pascoli e prati falciati, dunque un vero gioiello che si snoda dall'abitato di Trepalle fino ai 3100 m del Pizzo Filone.
Ed in effetti
l'autorizzazione per
l'impianto, dopo la valutazione negativa d'incidenza della
Provincia e i
giudizi di incompatibilità urbanistica che avrebbero scoraggiato
qualsiasi
imprenditore, è arrivata alla fine ad utilizzare una procedura
assolutamente
insolita, scomodando perfino il Consiglio dei Ministri pur di
farsi dire che,
nonostante tutte le valutazioni negative e i rischi di incappare
in una
infrazione comunitaria, l'impianto si sarebbe potuto fare
trattandosi di opera “di
imperativo interesse pubblico”. Ed è proprio contro questo
provvedimento del
Governo che Legambiente si è appellata al TAR: il giudice
amministrativo, in
prima istanza, ha ritenuto che le ragioni di Legambiente siano
consistenti, ed
ha quindi rilasciato proprio oggi l'ordinanza sospensiva, che
sospende ogni
lavoro in Vallaccia, fino alla sentenza definitiva attesa per
novembre.
L'accusa di
Legambiente, sostenuta in
aula dall'avvocato Francesco Borasi,
ha così ottenuto un primo fondamentale risultato. “Per noi è una
vittoria -
esulta Damiano Di
Simine,
presidente di Legambiente Lombardia, associazione firmataria del
ricorso -
perchè la società, senza neanche aspettare un parere dalla
Commissione Europea,
sta già muovendo le sue ruspe sui delicatissimi versanti d'alta
quota, e la
sentenza avrebbe rischiato di arrivare ad impianto già finito e
con danni
ambientali non più sanabili. Ma ora puntiamo ad ottenere
vittoria anche nel
giudizio definitivo, perchè riteniamo gravissimo che
un'istituzione centrale,
come il Consiglio dei Ministri, si presti a concedere
lasciapassare per
qualsiasi opera, anche quando confligga con le norme
fondamentali di tutela del
paesaggio o con le direttive comunitarie: ci vuole una gran
faccia tosta per
affermare che una seggiovia sciistica sia un'infrastruttura di
imperativo
interesse pubblico”.
giovedì 24 settembre 2015
Il 25, 26 e 27 settembre in tutta la Lombardia la grande iniziativa di volontariato ambientale targata Legambiente
Milano, 23 settembre 2015
Comunicato stampa
Puliamo il
Mondo 2015
“Vieni anche
tu e porta un amico”:
socialità e senso civico chiavi del successo dell’iniziativa.
Prendiamoci
cura delle nostre città: è il
messaggio di Legambiente in Lombardia
L’edizione 2015 di Puliamo
il Mondo si
aprirà con il motto: “Chi porta un amico porta un tesoro”, perché
viviamo
in città straordinarie, ricche di bellezza, storia, tradizioni, e
liberarle dai
rifiuti è un piccolo gesto che, se fatto da molti, può avere un
grande peso e
farci anche apprezzare con maggiore consapevolezza il tesoro di
cui siamo
custodi. Le “grandi
pulizie” si
svolgeranno dal 25 al 27 settembre quando i volontari libereranno
dai
rifiuti e dall'indifferenza i centri storici e le periferie delle
nostre città.
Puliamo il Mondo, edizione italiana di Clean
up the world, è il più grande appuntamento internazionale di
volontariato
ambientale, nato a Sydney nel 1989, e coinvolge ogni anno oltre 35
milioni di
persone in circa 120 Paesi. Dal 1993 Legambiente ha assunto il
ruolo di
comitato organizzatore in Italia. Puliamo il Mondo 2015 ha il
patrocinio del Ministero
dell’Ambiente, della Tutela del
territorio e del Mare, del Ministero
dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, di UPI e di ANCI.
“Puliamo
il
Mondo è come sempre un atto di cura e di testimonianza, ma prima
di tutto di
cittadinanza responsabile – dichiara Barbara Meggetto, direttrice
Legambiente
Lombardia – per questo puntiamo molto sulla partecipazione delle
scuole che,
con l'entusiasmo dei più piccoli, ogni anno impartiscono agli
adulti una grande
lezione di educazione civica. Ma noi quest'anno vogliamo puntare i
riflettori
sulle città che, dopo molti anni di fuga da traffico e cemento,
vogliamo
tornino ad essere protagoniste ed accoglienti: vorremmo che
Puliamo il Mondo
diventasse un inno alla bellezza e alla convivenza, a partire
dagli spazi verdi
e dai luoghi pubblici che accolgono il tempo libero di migliaia di
persone”.
In Lombardia e a Milano saranno come sempre
tantissimi gli
appuntamenti: dalle scuole ai cortili e dalle strade ai fiumi la
tre giorni di
volontariato come sempre riempirà sacchi di rifiuti che invadono
ogni giorno il
nostro ambiente. Si parte
venerdì 25 con
le scuole. Solo a
Milano hanno
aderito 5000 studenti, più di 200 classi e 25 scuole. Nel
capoluogo
lombardo riflettori accesi sull’Istituto Comprensivo “Iqbal Masih”
con i plessi
di via delle Forze Armate, via Valdagno e via Viterbo, e di via
Bianca Milesi,
che effettueranno la pulizia del Parco delle Cave con gli
insegnanti e con i
genitori e volontari. La scuola “Thoaur Gonzaga” di via Vigevano
parteciperà a
Puliamo il Mondo con 3 classi. Ad aiutare i ragazzi arriverà anche
una
delegazione della scuola secondaria di primo grado “Gramsci” di
via Tosi come
deciso nel Consiglio di Zona dei Ragazzi e delle Ragazze. Le due scuole puliranno
insieme il Parco
Baden Powell. Il Circolo
di Legambiente
Zanna Bianca pulirà, con le classi dell’I.C. “Marcello Candia” di
via Polesine,
il piazzale Gabrio Rosa e il giardino delle scuola. Ma sono
moltissimi gli
spazi che verranno animati dalle ramazze di bambini e ragazzi tra
venerdì e sabato.
Sabato
e
domenica sarà il turno per gli adulti di darsi da fare. A Milano
l’evento
principale si svolgerà domenica 27, a partire dal quartier
generale di Cascina
Nascosta nel Parco Sempione, la struttura di recente presa in
gestione da
Legambiente insieme ad altre associazioni, da dove i volontari
partiranno alla
volta degli spazi presi d'assalto dalla movida. Alle ore 9.30
verrà illustrato
il progetto per la gestione della Cascina che aprirà con le
proprie iniziative
nei prossimi mesi. Dalle 10 i volontari puliranno le strade e le
aiuole intorno
al parco e al termine dei lavori verrà offerto un piccolo
rinfresco. Sempre a
Milano, nel Parco Forlanini, le associazioni APS Cascinet e Grande
parco
Forlanini insieme a Legambiente organizzano la pulizia di 10 mila
metri
quadrati di territorio. Al termine dei lavori ci sarà un grande
pranzo sociale
condiviso.
Tornano poi le attività di
pulizia lungo i
nostri corsi d’acqua con Puliamo i Fiumi. Il 26 settembre
alle ore 9.00
appuntamento con i volontari lungo il Canale Scolmatore tra Rho
e Pregnana
Milanese (MI) nell'ambito del progetto "Olona entra in città",
per
pulire il "passaggio a sud-ovest" destinato a diventare il
corridoio
ecologico tra Parco Agricolo Sud Milano e Valle dell'Olona. Il
27 settembre
alle ore 9.30 ritrovo lungo la roggia Vettabbia, affluente del
Lambro, per il
progetto “VOLARE”. Qui i volontari puliranno le sponde della
roggia nell'area
industriale di San Giuliano M.se - località Civesio (MI)
Ma Puliamo il Mondo si svolgerà in tutta la Lombardia
con tanti
appuntamenti di pulizia. Come Ad esempio a Sannazzaro de'
Burgondi (PV)
dove venerdì 25 il circolo locale di Legambiente organizza la
pulizia della
golena del Po nella frazione Savasini.
In provincia di Bergamo invece il circolo Valcavallina,
domenica 27,
pulirà il torrente Malmera dentro il parco di Zandobbio, al
termine verrà
offerto un piccolo rinfresco. Il Circolo Legambiente Valle Intelvi
"Laura
Scotti" organizza per il 27 settembre un intervento sulle trincee
della
Linea Cadorna che partono dalla
Vetta
Sighignola in provincia di Como.
Tutti gli appuntamenti di Puliamo il Mondo sono su www.puliamoilmondo.it
mercoledì 23 settembre 2015
Puliamo il Mondo a Parabiago
Legambiente Parabiago in collaborazione con CAI sezione Parabiago, Ecomuseo del Paesaggio Parabiago e Parco dei Mulini, Invitano: Sabato 26 settembre 2015 (in caso di maltempo si rimanda a Sabato 3 ottobre) Ritrovo ore 14.00 Piazza maggiolini (possibilmente in bicicletta) Le persone in auto si possono trovare direttamente in Via Unione 1 (parcheggio di fronte ex-Mep) Parco "Oasi di Pace e Bellezza" nel parco dei Mulini Le attività prevedono la pulizia dell'area e le aree adiacenti, l'istallazione di cartelli per favorire la conoscenza e fruizione, interventi per migliorare i sentieri, l'installazione di porta rifiuti, la pulizia e bagnatura delle piante aromatiche... C'è bisogno anche del tuo aiuto, oppure vieni semplicemente a scoprire l'Oasi! Prepareremo una guida illustrata per approfondire le conoscenze dell'Oasi e delle sue caratteristiche. Al termine delle attività aperitivo in allegria.. Alleghiamo il programma dell'evento. Saluti. Legambiente Circolo Parabiago
martedì 22 settembre 2015
lunedì 21 settembre 2015
Vigevano-Malpensa Per Legambiente la nuova superstrada nei parchi è un progetto che spreca risorse pubbliche e danneggia il territorio rurale
Milano, 21 settembre 2015
Comunicato stampa
L'associazione all'attacco del Presidente del Parco del Ticino "Beltrami non è in grado di rappresentare l'ente, per questo chiediamo le sue dimissioni"
L'associazione all'attacco del Presidente del Parco del Ticino "Beltrami non è in grado di rappresentare l'ente, per questo chiediamo le sue dimissioni"
Sulla superstrada Vigevano-Malpensa, approvata dal CIPE la scorsa estate nell'ambito del contratto ANAS, scende in campo Legambiente promettendo battaglia contro l'ecomostro: "Si tratta di un progetto che sacrifica inutilmente suoli agricoli tra i più pregiati, compromettendo le connessioni ecologiche tra Parco del Ticino e Parco Sud, per conseguire una prestazione viabilistica che potrebbe essere ottenuta con interventi sulla viabilità già esistente, spendendo molto meno e riducendo i danni imposti al territorio - afferma Marzio Marzorati, responsabile parchi di Legambiente Lombardia - per noi la superstrada era e resta inaccettabile e la contrasteremo con tutte le nostre energie. Nell'anno di Expo questa colata di cemento sulle aree agricole è una contraddizione palese di quale dovrebbe essere lo sviluppo territoriale ed economico della nostra regione".
Legambiente non è tenera neanche con le esternazioni del presidente del Parco del Ticino, il quale, pur a fronte di una decisione chiara, assunta a unanimità dal Consiglio di Gestione dell'ente da lui presieduto, continua nelle sue esternazioni a tenere la porta spalancata all'ecomostro. "Beltrami dimostra di non essere in grado di rappresentare gli interessi del Parco e del territorio e quindi è inadeguato a ricoprire questo ruolo. Per il bene del Parco del Ticino chiediamo un presidente che abbia le adeguate competenze e attitudini per difendere l'area protetta più importante e prestigiosa della Lombardia".
L'ufficio stampa Legambiente Lombardia 02 87386480
venerdì 18 settembre 2015
giovedì 17 settembre 2015
Arriva Puliamo il Mondo!
Tanti gli appuntamenti anche quest'anno dedicati al volontariato di pulizia della nostra bella Italia che potete trovare sul sito
www.puliamoilmondo.it
In particolare vi segnaliamo quelli sui fiumi:
Scolmatore Olona
Vettabbia - Lambro
Fiume Lambro
E quelli milanesi:
trova quello più vicino
lunedì 14 settembre 2015
Con una lettera aperta al Consiglio Regionale Legambiente chiede una legge istitutiva per il grande parco di cintura
Milano, 14 settembre
2015
Comunicato stampa
Sì al parco metropolitano, ma senza 'buchi' alla tutela del Parco Agricolo Sud Milano
Sì al parco metropolitano, ma senza 'buchi' alla tutela del Parco Agricolo Sud Milano
Il consiglio regionale lombardo sta affrontando le fasi finali della discussione della legge di riordino delle competenze per l'area metropolitana. Nelle pieghe di questa importante norma ci sono anche i parchi: la norma infatti prevede l'accorpamento in un unico ente delle due aree protette regionali più strategiche per la cintura verde metropolitana: il piccolo Parco Nord e il grande Parco Agricolo Sud Milano, o almeno quello che ne resta dopo l'alluvione di cemento della TEEM e della Brebemi.
"Si tratta di una razionalizzazione che va nella direzione giusta, puntando ad una maggior efficacia delle risorse e del personale impegnati in questi due enti, ma che sconta un enorme rischio se si parte col piede sbagliato", dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia che stamane ha inviato ai Consiglieri regionali una lettera chiedendo un diverso percorso per arrivare ad un risultato anche migliore in termini di razionalizzazione, tenendo anche conto dei 18 parchi sovracomunali presenti nell'area metropolitana, che attualmente sono fortemente sottodotati e che invece potrebbero tutti insieme formare altrettanti tasselli del parco di cintura, sotto un'unica regia istituzionale e organizzativa . "Non vogliamo che un obiettivo così alto quale è la formazione della cintura verde dell'area metropolitana venga affrontato con un deficit di progettazione dei passaggi istituzionali, necessari anche ad acquisire il consenso di tutti i comuni interessati e a non calare la decisione dall'alto. A preoccuparci in particolare è il fatto che la legge prevede l'immediata abrogazione delle leggi istitutive che definiscono non solo i perimetri, ma anche le finalità dei due parchi, senza sostituirle con un atto di pari efficacia: il rischio è che si crei un vuoto normativo che potrebbe esporre in particolare il Parco Sud ad appetiti speculativi, che fino ad oggi sono stati sventati proprio in forza degli attributi che la legge istitutiva del parco conferisce al suo ente gestore".
La richiesta di Legambiente è di soprassedere per ora alla riorganizzazione degli enti gestori, fissando però una serrata road map per pervenire, in pochi mesi, ad una legge specifica che si faccia carico di tutti gli enti gestori dei parchi presenti nell'area metropolitana, e che sia a tutti gli effetti la legge regionale istitutiva del parco della cintura verde di Milano.
L'Ufficio stampa Legambiente Lombardia 0287386480
giovedì 10 settembre 2015
Dal Parco Sud un segnale positivo per il futuro
Milano, 10 settembre 2015
"Un ente pubblico che tiene la schiena dritta rispetto alle pressioni dei potenti è un ottimo auspicio
per un Paese in cui la certezza del diritto è troppo spesso solo un'opinione"
"Un ente pubblico che tiene la schiena dritta rispetto alle pressioni dei potenti è un ottimo auspicio
per un Paese in cui la certezza del diritto è troppo spesso solo un'opinione"
Legambiente esprime il suo apprezzamento e plauso per l'operato del Parco Agricolo Sud Milano che ieri, nel suo consiglio direttivo, ha ribadito il proprio no alla richiesta di MAPEI, azienda del patron di Confindustria Giorgio Squinzi, che aveva richiesto con insistenza (dopo il primo no incassato a luglio) la trasformazione di 14 ettari di terreno agricolo del parco in un nuovo insediamento produttivo, con un progetto firmato dall'archistar Mario Botta, sebbene la richiesta contrastasse con tutte le pianificazioni, da quella del parco a quella della provincia metropolitana di Milano. "Per noi è una buona notizia, che dà fiducia sul futuro del Paese molto più degli indicatori economici della crescita - dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia - e questo non solo perchè 14 ettari continueranno ad essere un'area agricola produttiva e protetta, ma soprattutto perchè affermano la certezza del diritto in un Paese dove è opinione diffusa che le norme, specialmente in materia di governo del territorio, valgono solo per chi non gode di sufficienti influenze per condizionare la politica. Forse è solo una goccia sottratta all'alluvione di cemento che ogni giorno incrosta i nostri suoli migliori nella compiacenza di molti amministratori pubblici, ma indubbiamente è un segnale importante, anche perchè viene da un ente, un parco regionale, che si fa carico di una grande responsabilità togliendo le castagne dal fuoco agli altri attori istituzionali coinvolti nel processo decisionale: Regione, Comune di Mediglia e Area Metropolitana".
L'ufficio stampa Legambiente Lombardia 02 87386480
giovedì 3 settembre 2015
Il Parco Sud si riprende i 52mila mq "concessi" alla Schattdecor di Rosate

La decisione di Schattdecor, risalente allo scorso marzo, ha consentito al Parco di riacquisire i 44.494 mq in aree agricole del territorio protetto, sui 52mila mq complessivi previsti per l'ampliamento dell'azienda.
Così, a distanza di tre anni dalla delibera del Consiglio provinciale che adottava la variante parziale del perimetro del Parco, lo scorso 22 luglio, il direttivo dell'Ente Parco ne ha decretato l'annullamento: ora le aree ritorneranno ad essere vincolate come agricole. Per approfondimenti clicca qui
Fonte: Associazione per il Parco Sud
mercoledì 2 settembre 2015
Ora anche Milano avrà il suo fiume!
Con l'adesione di Milano e Monza un grande passo avanti verso il grande Parco fluviale del Lambro
Dopo anni di attesa oggi Monza e Milano hanno sancito definitivamente la loro entrata nel Parco della Media Valle del Lambro, nato vent'anni fa con un accordo fra i comuni di Sesto San Giovanni, Brugherio e Cologno Monzese. Ma oggi finalmente il parco diventa una realtà di oltre 6 milioni di metri quadrati che si confronta con la nuova Area Metropolitana. Elemento strategico per preservare natura, paesaggio e fruizione, ma soprattutto il fiume. In una delle aree più densamente urbanizzate d'Europa sta finalmente per nascere un nuovo parco fluviale. E' grande la soddisfazione che esprime Legambiente per questo evento atteso da anni, perchè si possa mettere finalmente sotto tutela un territorio in grado di esprimere grandi valenze naturalistiche: il nuovo parco si colloca infatti sul tratto di fiume più delicato e compromesso, quello che collega il centro della città di Monza con il Parco agricolo Sud Milano, e che ha visto impegnata l'associazione in progetti per la riconnessione ecologica che hanno ottenuto importanti riconoscimenti e sostegni da Fondazione Cariplo. Ma le aree di ampliamento del PLIS sono anche luoghi di battaglie ambientali difficili e vinte, a partire da quella per impedire l'urbanizzazione della Cascinazza di Monza e da quella per ripristinare l'area dell'ex-ecomostro di Pontelambro.
“Vogliamo ringraziare il presidente Luca Ceccattini - commenta Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia - che ha lavorato in un contesto difficile, arrivando a definire e consolidare una realtà di tutela capace di preservare il fiume Lambro e il territorio circostante. Ma vogliamo anche riconoscere il grande investimento dell'ex assessore Lucia De Cesaris che ha creduto fin dal primo giorno del suo mandato alla possibilità di recuperare natura e paesaggio in un fiume che altri hanno considerato semplicemente inguardabile. Ci aspettiamo ora che i due capoluoghi sappiano sviluppare politiche urbane che rendano questo collegamento vitale e visibile anche sotto il profilo della qualità ambientale, governando con sapienza anche i progetti per la sicurezza idraulica in modo che diventino occasioni di ripristino paesaggistico e non nuovi irrigidimenti e cementificazione delle sponde fluviali."
Fonte:
Ufficio stampa Legambiente Lombardia
Domenica 6 settembre 2015 LODI - PERCORSO NATURALISTICO E STORICO
Ritrovo con la bici: ore 7.15 stazione F/s Parabiago Treni h.7,27 e h. 7,57 fino a Cassano D'Adda (sarà necessario dividerci in due gruppi alla partenza) Percorso circa 40 km - Pranzo a Lodi al Bar Letterario costo 10€ (possibilità di menù vegetariano) Si consiglia di utilizzare la bicicletta adatta a circolare su fondo sterrato essendo il 60% del percorso, di verificarla accuratamente prima del viaggio, di dotarsi di una camera d'aria di scorta e di essere accessoriati di luci e giubbino riflettente necessari al ritorno a Parabiago...e nell'eventualità di pioggia un indumento protettivo... Gli orari di ritorno da Lodi saranno intervallati di mezz'ora e l'arrivo a Parabiago sarà h.20,02 e h.20,32. Utilizzeremo il percorso sulla ciclabile del canale Muzza per 2/3 dell'itinerario, dove dominano gli aspetti ambientali e agricoli della fertile pianura lombarda. Per la visita del Centro Storico e alla Chiesa dell'Incoronata a Lodi ci accompagneranno gli amici Paolo e figlio che incontreremo all'arrivo. Utilizzando i link sotto si possono avere altre informazioni: http://www.lombardia.movimentolento.it/it/resource/track/mu01 http://www.vivicassano.it/Conosci_Cassano/Il_canale_Muzza/ilcanalemuzza.html L'invito è ad essere puntali al ritrovo e nel caso ci fossero dei cambiamenti informare i responsabili dei Circoli Claudio e Albino. Buona cicloescursione. Legambiente Fb: Legambiente Parabiago Fb: Legambiente Nerviano
Un parco extralarge (tra cinque Comuni) sul corso del Lambro
Oggi l’atto di nascita del corridoio verde Milano offre 300 ettari alla periferia Est
Si firma mercoledì l’atto di nascita di un nuovo grande parco metropolitano. Ha da tempo un nome: Parco della Media Valle del Lambro. I primi passi per realizzarlo sono stati fatti vent’anni fa, quando i comuni di Sesto San Giovanni, Brugherio, Cologno Monzese e Monza siglarono un patto, definendone i confini e mettendo nel tempo in cantiere opere per sei milioni di euro. Ma la svolta è arrivata ora, con l’ingresso di Milano che porta una dote di ettari (300) di terra da restituire alla natura tali da raddoppiarlo. Un tassello fondamentale, perché con il nuovo polmone verde, come in un puzzle, si completi un vasto sistema di parchi metropolitani, dal Parco Nord al parco Agricolo Sud al parco di Monza.
Fonte: Corriere della Sera - Articolo di Paola D'Amico del 2-9-2015
Si firma mercoledì l’atto di nascita di un nuovo grande parco metropolitano. Ha da tempo un nome: Parco della Media Valle del Lambro. I primi passi per realizzarlo sono stati fatti vent’anni fa, quando i comuni di Sesto San Giovanni, Brugherio, Cologno Monzese e Monza siglarono un patto, definendone i confini e mettendo nel tempo in cantiere opere per sei milioni di euro. Ma la svolta è arrivata ora, con l’ingresso di Milano che porta una dote di ettari (300) di terra da restituire alla natura tali da raddoppiarlo. Un tassello fondamentale, perché con il nuovo polmone verde, come in un puzzle, si completi un vasto sistema di parchi metropolitani, dal Parco Nord al parco Agricolo Sud al parco di Monza.
Fiume bistrattato
S’apre però anche una nuova pagina di storia per uno dei fiumi più
bistrattati e sfruttati d’Europa, il Lambro. La convenzione tra i cinque
Comuni vuole dare il «la» al riscatto di tante periferie attraversate
dal corso d’acqua, che fu per lungo tempo l’asse della
proto-industrializzazione della Brianza, l’unico dei tre fiumi milanesi
che scorre in città a cielo aperto, attraversando Cascina Gobba,
Cimiano, Parco Lambro, Lambrate - dove c’era lo stabilimento meccanico
della Innocenti che nel dopoguerra lanciò lo scooter con il marchio
Lambretta ispirato al fiume - , Ortica, parco Forlanini, Ponte Lambro,
Monluè. E che ancora oggi riceve i reflui dei depuratori delle grandi
città.
Due snodi
Il polmone verde si snoda lungo il corso del fiume. E con l’ingresso di
Milano e l’ampliamento dei confini conquista due snodi fondamentali. Lo
spiega bene l’architetto Luca Ceccattini, che fino ad oggi è stato il
presidente del parco. «Il primo snodo è all’incrocio con il canale
Martesana e i suoi itinerari ciclo-pedonali, il secondo con
l’ampliamento a Monza all’incrocio con il canale Villoresi, che compie
il tragitto dall’Adda al Ticino. I due snodi permettono al Parco di
aprirsi su un sistema vastissimo di aree fruibili e su luoghi storici».
La periferia
L’operazione mette in connessione parchi prestigiosi - parco Lambro e Forlanini - nuove acquisizioni - Adriano, Maserati - e le aree agricole attorno a Cascina Gobba e Rubattino, includendo antiche cascine, da San Gregorio a Biblioteca, fino alla Cascinazza di Monza, strappata a progetti di speculazione edilizia. Nel 2010 i sostenitori organizzarono gli stati generali del parco. Allora arrivò l’adesione formale di Milano. Ma Ceccattini spiega: «La svolta c’è stata con il nuovo Pgt. Determinante è stato il lavoro dell’ex vicesindaco Ada Lucia De Cesaris. Milano ha fatto un lavoro poderoso, ha finalmente segnato i confini e introdotta la tutela inserendo il parco nel Pgt». Il parco oggi si amplia a 6,6 milioni di metri quadrati lungo gli 11 chilometri che vanno dal centro di Monza al Forlanini. Una delle aree più compromesse della Città metropolitana, nella quale convivono problemi legati alla questione «ambientale» per la presenza di impianti tecnologici, demolitori, cave, vecchie discariche, infrastrutture viabilistiche, complessi produttivi, aree libere da riqualificare. Ma anche denso di storia, con i suoi ex forni siderurgici grandi come cattedrali, bacini d’acqua per gli idrovolanti, ville di pregio. E per la prima volta, conclude Ceccattini, «un progetto ha come epicentro non luogo centrale città ma della periferia, e ha un’anima sociale oltre a quella ambientalista».Fonte: Corriere della Sera - Articolo di Paola D'Amico del 2-9-2015
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