mercoledì 16 dicembre 2015

La Regione blocca i provvedimenti antismog nei giorni dello sciopero del trasporto pubblico

Milano, 15 dicembre 2015                                                                                      Comunicato stampa


Legambiente: “Inaccettabile, le fasce di garanzia ci sono, non capiamo il motivo di questo provvedimento”

Se la regione non pensa ai nostri polmoni lo facciano i cittadini: lasciamo a casa l’auto

“E’ inaccettabile, sono oltre 10 giorni che i livelli di PM10 sono fuori dai limiti e i nostri polmoni respirano solo smog, e la Regione cosa fa? Sospende per ben due giorni, per i comuni di fascia 1 e 2 (quindi oltre 500 campanili), i blocchi della circolazione per le auto più inquinanti”. Così Legambiente in merito alla circolare della Regione Lombardia che motiva la decisione con l’avvicendarsi di due scioperi indetti per il trasporto pubblico. “Ricordiamo alla Regione che durate gli scioperi sono assicurate le fasce di garanzia con treni garantiti per i pendolari che devono recarsi a lavoro o all’università, e in particolare lo sciopero di mercoledì sarà solo di 4 ore e giovedì saranno garantiti i treni dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21. Non c’è proprio nessuno bisogno quindi di sospendere prevedimenti assolutamente necessari in casi di emergenza da smog come quello che stiamo vivendo in questi giorni, solo ieri a Milano i livelli di PM10 hanno toccato i 90 microgrammi per metro cubo (il limite è 50). E chi deve fare shopping per Natale? "Per due giorni di sciopero crediamo nessuno correrà il rischio di rimanere senza regalo sotto l’albero di Natale”. Dichiara Barbara Meggetto, presidente Legambiente Lombardia".

“Invece di dare soldi per la gratuità di Pedemontana, la Regione proponga sconti per i treni per invogliare i cittadini ad utilizzare di più il trasporto pubblico locale durante giorni di forte inquinamento. Ancora una volta da Palazzo Lombardia ci si dimostra non attenti ai problemi legati allo smog e alla salute dei cittadini. Se il provvedimento non verrà bloccato chiediamo agli automobilisti di mandare un forte segnale di responsabilità che evidentemente manca ai nostri amministratori regionali: lasciate a casa l’auto perché ai nostri polmoni ci teniamo”.

L’ufficio stampa Legambiente Lombardia 0287386480

venerdì 11 dicembre 2015

Al via oggi il X Congresso Nazionale di Legambiente a Milano

Milano, 11 dicembre 2015                                                                                      Comunicato stampa



Il Cigno Verde riunisce tutto il mondo ambientalista per 3 giorni nello spazio ex Ansaldo

Si parte subito con un blitz
Oltre 300 piantine, 175 metri quadrati di nuove aiuole e 20 metri cubi di terra,
contro il parcheggio selvaggio a Milano

Oltre 300 piantine contro il parcheggio selvaggio e abusivo a Milano. E’ stato questo l’evento forte che stamattina ha dato inizio al X Congresso Nazionale di Legambiente, che da oggi fino a domenica colorerrà di giallo ambientalista il capoluogo lombardo. Il blitz è stato realizzato proprio davanti all’ex Ansaldo, la struttura che ospita il congresso di Legambiente, tra via Bergognone e via Tortona. Un centinaio di volontari, delegati e ragazzi del servizio civile hanno piantumato cespugli di lantana, spiree, viburni, corniolo e spino cervino tra gli alberi già presenti nelle piazzole. Legambiente ha regalato così alla città nuovo suolo e piante, per un totale di 175 metri quadrati di aiuole e 20 metri cubi di terra trasportata.

In quella che era un’aera di fabbriche oggi sta nascendo una fabbrica di idee. Accanto al Museo delle culture e ai laboratori di prova del Teatro della Scala, il Cigno Verde ha deciso di dare il suo contributo donando un po’ di bellezza al capoluogo lombardo. Dove prima c’era una piazzola adibita a parcheggio, in parte cementificata e in parte coperta di terra morta, sono state create delle nuove aiuole che verranno prese in adozione da Legambiente Lombardia, la quale si accerterà che il lavoro di oggi non verrà perso. Un evento in linea anche con la campagna di tesseramento 2016di Legambiente dal titolo “Naturalmente dirompente”, il cui scopo principale è la vittoria della natura contro il cemento.

Il link del video del blitz di questa mattina: https://www.youtube.com/watch?v=xFGkjvZFkmw&feature=youtu.be

Tutti gli aggiornamenti e i contenuti del Congresso possono essere
seguiti sul sito congresso.legambiente.it, in streaming su
www.lanuovaecologia.tv, sui social network con l'hashtag
#legambienteX e scaricando la app "Legambiente 10.0 Congresso nazionale
2015" per iOS e Android.


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Milena Dominici 349 0597187 - Alice Scialoja 339 3945428 - Luisa Calderaro 349 6546593

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venerdì 4 dicembre 2015

“NO ai negozi spreconi” Chiudete quella porta, e abbassate il riscaldamento

Milano, 4 dicembre 2015                                                                                        Comunicato stampa



Blitz di Legambiente nelle vie dello shopping di Milano
Il 78% dei milanesi ha troppo caldo nei negozi e l’80% dice no alle porte sempre spalancate

Emergenza smog: ieri a Milano il PM10 superava del doppio il limite consentito


Secondo il 78% dei milanesi intervistati la temperatura nei negozi in inverno è troppo alta, si potrebbero benissimo abbassare i riscaldamenti di diversi gradi. Ad essere più sensibili le donne che evidenziano come lo sbalzo di temperatura tra dentro e fuori esponga maggiormente al rischio di ammalarsi. L’80% dei cittadini ha poi risposto che non sono le porte aperte degli shop ad invogliare le persone ad entrare a fare acquisti. E’ questo l’esito del questionario che i volontari di Legambiente hanno realizzato ieri nelle vie dello shopping di Milano. Gli ambientalisti hanno intervistato oltre 200 milanesi proprio all’inizio del periodo dei tradizionali acquisti natalizi e durante la Cop21, la conferenza che vede coinvolti i potenti del Mondo a discutere di cambiamenti climatici. Le domande erano semplici: la temperatura nei negozi di Milano è troppo alta? E ancora: entri nei negozi più volentieri perché c’è la porta sempre aperta? Dai risultati, quindi, appare evidente che i clienti sarebbero felici di fare acquisti anche a temperature più basse all’interno dei negozi, per non essere costretti ogni volta alla pratica dello svestirsi e rivestirsi, e ancora che le porte dei negozi lasciate sempre spalancate non determinano una maggiore affluenza di persone nei negozi.

“In questi giorni di grande smog e sforamenti, l’aiuto di tutti i cittadini, anche di chi ha un negozio a Milano, diventa fondamentale – dichiara Barbara Meggetto, presidente Legambiente Lombardia -. Abbassare i riscaldamenti, tenuti inutilmente a temperature troppo elevate, e chiudere le porte per risparmiare energia contribuirebbe di molto a diminuire l’emergenza smog che ogni anno in questo periodo arriva a intossicare i nostri polmoni”.

Ieri le centraline dell’Arpa hanno registrato valori di PM10 ben al di sopra del limite consentito: 98 microgrammi per metrocubo (la soglia da non superare è di 50). Ma il giorno peggiore di questa settimana è stato mercoledì quando siamo arrivati fino a 116 microgrammi per metrocubo registrati dalla centralina di via Pascal a Milano, in zona Città Studi. Ma anche in pieno centro l’aria era carica di polveri sottili: a due passi dal Duomo si sono toccati i 105 microgrammi per metrocubo.

“Chiediamo ai negozianti di fare la loro parte per l’aria di Milano e i nostri polmoni: l’emergenza smog è iniziata, abbassate i riscaldamenti e chiudete le porte dei vostri esercizi commerciali, perché non serve ad avere più clienti. Si facciano inoltre maggiori controlli sugli esercenti spreconi – insiste Meggetto -. Ma chiediamo anche a tutti i cittadini di fare gli acquisti natalizi evitando di usare l’auto privata: regaliamoci un Natale diverso per noi stessi e per l’aria che respiriamo. Abbassare il riscaldamento delle nostre abitazioni e spostarci con i mezzi pubblici non eliminerà completamente il problema dell’inquinamento ma darà un grande contributo ad abbassare le concentrazioni di polveri sottili”.

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giovedì 3 dicembre 2015

Il consumo di suolo in Italia e le nuove sfide europee: presentato a Milano il 5° rapporto del Centro di Ricerca sui Consumi di Suolo



LEGAMBIENTE      INU      DASTU Politecnico di Milano                            2015 -  Anno Internazionale dei Suoli

“Il suolo è un alleato nella sfida globale contro il cambiamento climatico, grazie ai servizi che esso è in grado di erogare se tutelato e ben gestito”

Parte da Milano PEOPLE4SOIL, campagna europea per il suolo bene comune

Il suolo è il principale 'serbatoio' per lo stoccaggio di carbonio: nel sottile strato di suoli fertili del pianeta è infatti custodita, in forma di sostanza organica, l'immensità di 1500 miliardi di tonnellate di carbonio, equivalente a 5500 miliardi di tonnellate di CO2, circa il doppio di quella contenuta nell'atmosfera terrestre. Una quantità di carbonio che viene accumulata oppure dispersa, migliorando o peggiorando il bilancio delle emissioni climalteranti: dipende anche da come vengono gestiti e conservati i suoli. Non solo il consumo di suolo, ma anche l'agricoltura intensiva può ridurre il contenuto di sostanza organica dei suoli, mentre le foreste, il pascolo estensivo e le tecniche di agricoltura sostenibile sono in grado di conservare ed aumentare il carbonio nei suoli, sottraendolo all'atmosfera. E' questo solo uno degli esempi di 'servizi ecosistemici' del suolo: per avere un'idea degli effetti della cattiva gestione dei suoli, il rilascio dello 0,1% del carbonio contenuto nei suoli europei equivale alle emissioni annuali prodotte da ben 100 milioni di auto. “In un momento di attenzione internazionale verso la sfida climatica, ci pare essenziale richiamare il ruolo chiave del suolo, sia per neutralizzare una parte delle emissioni di gas climalteranti, sia per le funzioni fondamentali per l'adattamento delle città e del territorio ai mutati equilibri climatici, come la prevenzione dei danni legati a eventi alluvionali o a siccità” è quanto ha dichiarato Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia
Il tema dei servizi ecosistemici del suolo costituisce il perno della 5a edizione del Rapporto sul Consumo di Suolo, che anche quest'anno viene pubblicato grazie alla collaborazione tra Istituto Nazionale di Urbanistica, Legambiente e Politecnico di Milano, presentato oggi a Milano alla vigilia delle celebrazioni per l'annuale Giornata Mondiale dei Suoli del 5 dicembre. Al centro delle attenzioni dei curatori del rapporto, che raccoglie contributi di oltre 70 ricercatori di tutta Italia, c'è come sempre il tema delle espansioni urbane che determinano consumo di suolo. Ma nel 2015 - Anno internazionale dei Suoli, proclamato dalle Nazioni Unite - si è prestata attenzione anche ai fenomeni che contribuiscono al degrado e alla compromissione delle funzioni del suolo, a partire dall'erosione che vede nell'Italia il Paese Europeo che maggiormente ne soffre. Uno studio recente della CE ha infatti stimato che in tutta Europa ogni anno i campi coltivati perdano 970 milioni di tonnellate di suolo, dilavato dalla pioggia e dagli agenti atmosferici soprattutto a causa di pratiche agricole non appropriate. Ma per l'Italia l'erosione di suoli avviene con velocità 4 volte superiori rispetto alla media europea, e 7 volte superiori alla velocità con cui i processi naturali generano nuovo suolo. Un bilancio negativo che fa sì che 'scompaiano' letteralmente dai campi coltivati 200 milioni di tonnellate di suolo all'anno: è come se ogni anno questo suolo venisse caricato da una colonna di TIR lunga oltre 100.000 km. Un danno irreversibile per la fertilità dei campi coltivati, che richiede una revisione delle tecniche agricole, specie nei territori collinari.
“L'analisi dei servizi ecosistemici legati alle variazioni d'uso del suolo indica chiaramente che il depauperamento del suolo implica esponenziali riduzioni delle funzioni ecologiche di supporto, mantenimento ed approvvigionamento di materie prime, prima di tutto alimentari” spiegano Silvia Ronchi e Stefano Salata, ricercatori del Centro di Ricerca sui Consumi di Suolo presso i Politecnici di Milano e Torino. “Per fermare il consumo di suolo servono politiche integrate alle diverse scale, dal livello locale a quello nazionale e comunitario, che partano dalla consapevolezza che il suolo è una risorsa limitata e non riproducibile, da cui la nostra società non può prescindere”.
I dati elaborati su base nazionale da ISPRA informano che ogni giorno vengono 'consumati' da urbanizzazioni e infrastrutture 55 ettari di suolo. Si tratta soprattutto dei suoli delle pianure e delle aree costiere, con una perdita secca non solo di paesaggi, ma anche di potenzialità produttive agricole. Le forme assunte dal consumo di suolo portano inoltre a riduzione e frammentazione degli ambienti naturali più rari e preziosi, quali quelli delle foreste planiziali, delle zone umide, delle pertinenze di corpi idrici terrestri e costieri. La cementificazione di quei suoli determina la perdita di capacità depurativa di acqua e aria, di accumulo e drenaggio di acque piovane, di trattamento e filtrazione delle sostanze tossiche, di regolazione climatica nelle città dove sempre più preoccupano fenomeni come quello delle cosiddette 'isole di calore urbane' accompagnate a severe condizioni di malessere.
“I dati raccolti dal rapporto ci ricordano che la tutela e la protezione del suolo dai processi di antropizzazione è ancora una sfida aperta – commenta Andrea Arcidiacono, esponente INU e docente del Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano - Il fenomeno del consumo di suolo non rallenta e l'assenza di norme efficaci nel governo sostenibile della risorsa non facilita il compito di limitare, mitigare e compensare i consumi di suolo. Certamente il tema del suolo è entrato nell'agenda di Stato e Regioni, ma è ancora lontana la diffusione di un sistema strutturato della conoscenza che aiuti a governare gli usi del suolo alla scala locale.”
A fronte di una rincorsa di proposte legislative che dimostrano forti incongruenze, permane un allarme circa le previsioni di trasformazione contenute negli strumenti urbanistici locali, nella cui 'pancia' giacciono potenzialità edificatorie addirittura superiori a quelle avvenute negli ultimi anni, e destinate ad incidere su aree libere ad elevata qualità ambientale. E' un problema nazionale, di cui come sempre la Lombardia rappresenta la punta dell'iceberg: nonostante la crisi immobiliare, infatti, dal 2007 al 2012 l'emorragia di suoli lombardi coperti di cemento e asfalto è continuata al ritmo di 3000 ettari l'anno, ma il dato più allarmante è nelle previsioni dei piani di governo del territorio, che contemplano potenzialità edificatorie per 54.000 ettari di suoli, soprattutto agricoli: molto più di quanto perso nel decennio trascorso.
Proprio la mancanza di una direttiva europea sul suolo è l'aspetto su cui sempre più osservatori puntano la loro attenzione: ed infatti l'iniziativa odierna ha anche informato circa l'imminente lancio di una campagna europea, PEOPLE 4 SOIL, partita da Milano con il sostegno di Fondazione Cariplo, ma che già accoglie l'adesione di 140 organizzazioni di quasi tutti i Paesi, finalizzata a chiedere ai leader europei una direttiva quadro sui suoli, che diventi strumento giuridicamente vincolante per preservare il suolo e i suoi servizi ecologici, e che stabilisca un riconoscimento del suolo come bene comune: “l'Unione Europea deve dotarsi di un approccio solido e basato su principi condivisi di protezione dei suoli, sviluppando regole comuni e vincolanti per tutti gli Stati Membri, analogamente a quanto già fatto per la tutela delle acque, della qualità dell'aria e della biodiversità. Diversamente sarà difficile arginare la perdita e il degrado della risorsa naturale più preziosa del continente” dichiara Damiano Di Simine, coordinatore italiano della campagna.
L'ufficio stampa di Legambiente Lombardia, 02 87386480

mercoledì 2 dicembre 2015

Nuove sfide per il Suolo Presentazione del Rapporto 2016 del Centro di Ricerca sui Consumi di Suolo, dati e funzioni del suolo nell’era dei cambiamenti climatici

Milano, 2 dicembre 2015                                                                                                  Invito stampa



Parte da Milano la campagna europea PEOPLE 4 SOIL: “Chiediamo regole europee comuni per impedire la perdita di funzioni ecologiche che solo il suolo può fornire”

Appuntamento per la stampa
Domani, giovedì 3 dicembre 2015, dalle 9.30, sala Stecca degli Artigiani,
 via De Castillia, 26 – Milano (MM Gioia)

Il Rapporto CRCS 2016 raccoglie i contributi scientifici articolati secondo quattro campi tematici attualmente rilevanti nel dibattito sul suolo: il primo è quello dei “servizi ecosistemici” e delle relazioni con la pianificazione territoriale, in cui si restituiscono alcune prime esperienze di applicazione di metodologie di valutazione della qualità dei suoli e dei relativi servizi ecosistemi a supporto dei processi decisionali di governo del territorio. Il secondo campo tematico affronta le questioni delle misure e dei metodi per il monitoraggio del consumo di suolo attraverso studi sulle morfologie, quantità e interpretazioni qualitative dei processi di variazione degli usi del suolo. Il terzo fornisce una breve rassegna delle ricerche e dei progetti finalizzati ad un uso sostenibile della risorsa suolo evidenziando le possibili strategie per limitare e contenere il consumo di suolo. Il quarto propone infine alcune riflessioni su criticità ed elementi di interesse nelle recenti leggi regionali approvate e nelle proposte in corso finalizzate alla riduzione del consumo di suolo. Nell'ambito della presentazione verrà inoltre lanciata la campagna europea PEOPLE 4 SOIL, con la quale una vasta rete di organizzazioni si mobiliterà per chiedere che l'Europa si doti di un quadro di regole per tutelare il suolo come risorsa dell'intera comunità europea.

Intervengono:
Gabriele Pasqui, direttore DAStU, Politecnico di Milano
Barbara Meggetto, presidente Legambiente Lombardia
Federico Oliva, DAStU, Politecnico di Milano | INU | CRCS
Michele Munafò, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA)
Alessandra Ferrara, Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT)
Silvia Ronchi, DAStU, Politecnico di Milano | CRCS
Stefano Salata, DIST, Politecnico di Torino | CRCS
Carlo Rega, European Commission JRC, IES
Andrea Arcidiacono, DAStU, Politecnico di Milano | INU | CRCS
Damiano Di Simine, Legambiente Lombardia | CRCS
Silvia Viviani, presidente nazionale  INU

martedì 1 dicembre 2015

Materiali Tavolo Nazionale dei Contratti di Fiume 2015

Gentilissimi,
augurandoci di fare cosa gradita segnaliamo che alla pagina http://www.contrattidifiume.it/2272,News.html del sito dei Contratti di Fiume di Regione Lombardia sono disponibili i materiali e la rassegna stampa del X Tavolo Nazionale dei Contratti di Fiume, che si è tenuto il 15 e 16 ottobre scorsi a Milano. Con l'occasione, vi segnaliamo che, alla pagina soprammenzionata, è stata creata una sezione 'Dibattito e contributi spontanei', dove sono stati pubblicati alcuni interventi che ci sono stati inviati. Vi invitiamo quindi a volerci spedire i vostri contributi, sia relativamente agli esiti e alle riflessioni emerse dalla partecipazione al X Tavolo, sia riguardanti le iniziative legate ai 'vostri' Contratti di Fiume.

Coloro che durante le giornate del X Tavolo si sono registrati alla newsletter dei CdF hanno ricevuto in questi giorni una mail con l'invito ad attivare il servizio. Altri eventualmente interessati potranno registrarsi direttamente sul sito dei Contratti di Fiume compilando il form all'indirizzo http://www.contrattidifiume.it/it-it/home/newsletter

Cordiali saluti
Il gruppo di lavoro dei Contratti di Fiume di Regione Lombardia

Dialoghi in cascina


SICCITA’: SCORTE IDRICHE AI MINIMI STORICI, MANCANO 2 MILIARDI DI METRI CUBI D’ACQUA

SICCITA’: SCORTE IDRICHE AI MINIMI STORICI, MANCANO 2 MILIARDI DI METRI CUBI D’ACQUA DOSSIER - ACQUA E AGRICOLTURA Occorre ridurre i fabbiso...