venerdì 18 novembre 2016

PRIMA LA LEGGE 31 “TRUFFA” E ORA I REGOLAMENTI ATTUATIVI: LA LOMBARDIA SUL CONSUMO DI SUOLO GIOCA A CONFONDERE LE CARTE

MILANO, 18 NOVEMBRE 2016                                                COMUNICATO STAMPA

 
 “Basta con gli imbrogli. Sullo stop al consumo di suolo serve una direttiva europea” a richiederlo sono oltre 400 organizzazioni in tutta Europa. Si può già firmare la petizione su www.salvailsuolo.it

Strade, autostrade, parcheggi e altre infrastrutture di trasporto rappresentano, secondo ISPRA, ben il 55% del suolo consumato in Italia. Secondo Regione Lombardia, però, tutte queste opere, che sono anche le più impattanti sugli ecosistemi e sull'inquinamento atmosferico, non devono essere computate come consumo di suolo e quindi la loro realizzazione non deve essere soggetta ad alcuna valutazione o limitazione conseguente agli effetti che determinano sul territorio. "Maroni ci spieghi, allora, che cos'è il consumo di suolo?" domanda Legambiente Lombardia. L'associazione, attraverso un apposito centro di ricerca sviluppato insieme all'Istituto Nazionale di Urbanistica e il Politecnico di Milano, da quasi un decennio pubblica un periodico Rapporto sul consumo di suolo.

"Partita con la promessa ambiziosa di sviluppare un corpo di norme per fermare il consumo di suolo, l'amministrazione Maroni ha prodotto una legge-truffa, la n.31 del 2014, in virtù della quale la Regione è arrivata a commissariare i comuni che non si sbrigavano a rilasciare titoli abilitativi per le nuove urbanizzazioni. Adesso rincara la dose con una delibera di criteri che contiene un interminabile elenco di opere pubbliche o d’interesse pubblico, la cui realizzazione non dà luogo a consumo di suolo – dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – Ormai non ci stupiamo più di nulla. Il nostro giudizio su questa operazione è secco e chiaro, ma è anche evidente che sul consumo di suolo ognuno può scrivere tutto quello che gli pare, e nessuno può appellarsi a parametri precisi, in quanto ad oggi, purtroppo, non ne esistono nelle norme di livello nazionale ed europeo".

A differenza di molte altre norme ambientali, il consumo di suolo non ha riferimenti nel diritto europeo, in quanto l’Unione Europea non ha mai promulgato una direttiva in materia. Anche a livello nazionale, in Italia e nella maggior parte dei Paesi UE, manca una legge di riferimento. Una situazione insostenibile, considerato che il suolo è soggetto a crescenti livelli di pressione e degrado. “L'esigenza di una disciplina europea che tuteli il suolo è ormai indifferibile, ma per questo occorre una decisiva presa di coscienza da parte della politica: per questo chiediamo a tutti i cittadini di firmare la petizione europea per il suolo: ora è possibile farlo anche on line, sul sito www.salvailsuolo.it” conclude Barbara Meggetto.


Ufficio stampa Legambiente LombardiaSilvia Valenti
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Tel.
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