giovedì 4 febbraio 2016

In arrivo altre sanzioni dall'Europa a causa dello stato dei nostri depuratori



Altra tranche di sanzioni per l’Italia da parte della Commissione Europea a causa della mancata applicazione della Direttiva “Acque”. Stavolta il conto di circa 500 milioni annui (da pagare a partire dal 2016 in corso) riguarda lo stato incompleto in cui versano i depuratori nel nostro Paese; situazione che permette lo sversamento di liquami in mare, nelle falde idriche sotterranee o sul suolo.

Tali “gravi ritardi nel rispetto della direttiva comunitaria che prevede da oltre dieci anni la messa a norma dei sistemi fognari e depurativi” riguardano più di un terzo della superficie italiana. La situazione attuale è figlia di una non curanza di perlomeno 25 anni di governo, essendo la prima direttiva europea sull’argomento del 1991.

Tuttavia, gli investimenti necessari a scongiurare le stesse sanzioni stentano a decollare ed occorreranno sia aumenti tariffari sia la completa attuazione della normativa sulla governance del settore idrico per evitare di disperdere risorse con interventi frammentati.

Le condanne europee riguardano Abruzzo, Calabria, Campania, Friuli Venezia-Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Valle d’Aosta e Veneto: quattordici regioni su venti. E 2500 Comuni su circa ottomila, tra cui capoluoghi come Trieste, Imperia, Napoli, Reggio Calabria, Agrigento, Messina e Ragusa e località turistiche come Capri, Ischia, Rapallo, Santa Margherita ligure, Porto Cesareo, Soverato, Cefalù e Giardini Naxos. Non rispettano le regole 175 Comuni in Sicilia, 130 in Calabria, 128 in Lombardia e 125 in Campania.

Fonte: http://www.gruppo183.org
 

Nessun commento: