lunedì 14 settembre 2015

Con una lettera aperta al Consiglio Regionale Legambiente chiede una legge istitutiva per il grande parco di cintura

Milano, 14 settembre 2015                                                    Comunicato stampa


Sì al parco metropolitano, ma senza 'buchi' alla tutela del Parco Agricolo Sud Milano

Il consiglio regionale lombardo sta affrontando le fasi finali della discussione della legge di riordino delle competenze per l'area metropolitana. Nelle pieghe di questa importante norma ci sono anche i parchi: la norma infatti prevede l'accorpamento in un unico ente delle due aree protette regionali più strategiche per la cintura verde metropolitana: il piccolo Parco Nord e il grande Parco Agricolo Sud Milano, o almeno quello che ne resta dopo l'alluvione di cemento della TEEM e della Brebemi.

"Si tratta di una razionalizzazione che va nella direzione giusta, puntando ad una maggior efficacia delle risorse e del personale impegnati in questi due enti, ma che sconta un enorme rischio se si parte col piede sbagliato", dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia che stamane ha inviato ai Consiglieri regionali una lettera chiedendo un diverso percorso per arrivare ad un risultato anche migliore in termini di razionalizzazione, tenendo anche conto dei 18 parchi sovracomunali presenti nell'area metropolitana, che attualmente sono fortemente sottodotati e che invece potrebbero tutti insieme formare altrettanti tasselli del parco di cintura, sotto un'unica regia istituzionale e organizzativa . "Non vogliamo che un obiettivo così alto quale è la formazione della cintura verde dell'area metropolitana venga affrontato con un deficit di progettazione dei passaggi istituzionali, necessari anche ad acquisire il consenso di tutti i comuni interessati e a non calare la decisione dall'alto. A preoccuparci in particolare è il fatto che la legge prevede l'immediata abrogazione delle leggi istitutive che definiscono non solo i perimetri, ma anche le finalità dei due parchi, senza sostituirle con un atto di pari efficacia: il rischio è che si crei un vuoto normativo che potrebbe esporre in particolare il Parco Sud ad appetiti speculativi, che fino ad oggi sono stati sventati proprio in forza degli attributi che la legge istitutiva del parco conferisce al suo ente gestore".

La richiesta di Legambiente è di soprassedere per ora alla riorganizzazione degli enti gestori, fissando però una serrata road map per pervenire, in pochi mesi, ad una legge specifica che si faccia carico di tutti gli enti gestori dei parchi presenti nell'area metropolitana, e che sia a tutti gli effetti la legge regionale istitutiva del parco della cintura verde di Milano.

L'Ufficio stampa Legambiente Lombardia 0287386480

giovedì 10 settembre 2015

Settimana europea della mobilità


Dal Parco Sud un segnale positivo per il futuro

Milano, 10 settembre 2015                                                                                                     

"Un ente pubblico che tiene la schiena dritta rispetto alle pressioni dei potenti è un ottimo auspicio
per un Paese in cui la certezza del diritto è troppo spesso solo un'opinione"


Legambiente esprime il suo apprezzamento e plauso per l'operato del Parco Agricolo Sud Milano che ieri, nel suo consiglio direttivo, ha ribadito il proprio no alla richiesta di MAPEI,  azienda del patron di Confindustria Giorgio Squinzi, che aveva richiesto con insistenza (dopo il primo no incassato a luglio) la trasformazione di 14 ettari di terreno agricolo del parco in un nuovo insediamento produttivo, con un progetto firmato dall'archistar Mario Botta, sebbene la richiesta contrastasse con tutte le pianificazioni, da quella del parco a quella della provincia metropolitana di Milano. "Per noi è una buona notizia, che dà fiducia sul futuro del Paese molto più degli indicatori economici della crescita - dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia - e questo non solo perchè 14 ettari continueranno ad essere un'area agricola produttiva e protetta, ma soprattutto perchè affermano la certezza del diritto in un Paese dove è opinione diffusa che le norme, specialmente in materia di governo del territorio, valgono solo per chi non gode di sufficienti influenze per condizionare la politica. Forse è solo una goccia sottratta all'alluvione di cemento che ogni giorno incrosta i nostri suoli migliori nella compiacenza di molti amministratori pubblici, ma indubbiamente è un segnale importante, anche perchè viene da un ente, un parco regionale, che si fa carico di una grande responsabilità togliendo le castagne dal fuoco agli altri attori istituzionali coinvolti nel processo decisionale: Regione, Comune di Mediglia e Area Metropolitana".

L'ufficio stampa Legambiente Lombardia 02 87386480

giovedì 3 settembre 2015

Il Parco Sud si riprende i 52mila mq "concessi" alla Schattdecor di Rosate


La società tedesca "perseguirà soluzioni di sviluppo alternative a quelle previste nell'Accordo di Programma" e non si espanderà nei territori del Parco Agricolo Sud Milano.
La decisione di Schattdecor, risalente allo scorso marzo, ha consentito al Parco di riacquisire i 44.494 mq in aree agricole del territorio protetto, sui 52mila mq complessivi previsti per l'ampliamento dell'azienda.
Così, a distanza di tre anni dalla delibera del Consiglio provinciale che adottava la variante parziale del perimetro del Parco, lo scorso 22 luglio, il direttivo dell'Ente Parco ne ha decretato l'annullamento: ora le aree ritorneranno ad essere vincolate come agricole. Per approfondimenti clicca qui

Fonte: Associazione per il Parco Sud

mercoledì 2 settembre 2015

Ora anche Milano avrà il suo fiume!


Con l'adesione di Milano e Monza un grande passo avanti verso il grande Parco fluviale del Lambro

Dopo anni di attesa oggi Monza e Milano hanno sancito definitivamente la loro entrata nel Parco della Media Valle del Lambro, nato vent'anni fa con un accordo fra i comuni di Sesto San Giovanni, Brugherio e Cologno Monzese. Ma oggi finalmente il parco diventa una realtà di oltre 6 milioni di metri quadrati che si confronta con la nuova Area Metropolitana. Elemento strategico per preservare natura, paesaggio e fruizione, ma soprattutto il fiume. In una delle aree più densamente urbanizzate d'Europa sta finalmente per nascere un nuovo parco fluviale. E' grande la soddisfazione che esprime Legambiente per questo evento atteso da anni, perchè si possa mettere finalmente sotto tutela un territorio in grado di esprimere grandi valenze naturalistiche: il nuovo parco si colloca infatti sul tratto di fiume più delicato e compromesso, quello che collega il centro della città di Monza con il Parco agricolo Sud Milano, e che ha visto impegnata l'associazione in progetti per la riconnessione ecologica che hanno ottenuto importanti riconoscimenti e sostegni da Fondazione Cariplo. Ma le aree di ampliamento del PLIS sono anche luoghi di battaglie ambientali difficili e vinte, a partire da quella per impedire l'urbanizzazione della Cascinazza di Monza e da quella per ripristinare l'area dell'ex-ecomostro di Pontelambro.

“Vogliamo ringraziare il presidente Luca Ceccattini - commenta Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia - che ha lavorato in un contesto difficile, arrivando a definire e consolidare una realtà di tutela capace di preservare il fiume Lambro e il territorio circostante. Ma vogliamo anche riconoscere il grande investimento dell'ex assessore Lucia De Cesaris che ha creduto fin dal primo giorno del suo mandato alla possibilità di recuperare natura e paesaggio in un fiume che altri hanno considerato semplicemente inguardabile. Ci aspettiamo ora che i due capoluoghi sappiano sviluppare politiche urbane che rendano questo collegamento vitale e visibile anche sotto il profilo della qualità ambientale, governando con sapienza anche i progetti per la sicurezza idraulica in modo che diventino occasioni di ripristino paesaggistico e non nuovi irrigidimenti e cementificazione delle sponde fluviali."




Fonte:

Ufficio stampa Legambiente Lombardia

Domenica 6 settembre 2015 LODI - PERCORSO NATURALISTICO E STORICO

           Ritrovo con la bici: ore 7.15 stazione F/s Parabiago
               Treni h.7,27 e h. 7,57 fino a Cassano D'Adda
          (sarà necessario dividerci in due gruppi alla partenza)
       Percorso circa 40 km - Pranzo a Lodi al Bar Letterario costo 10€
                    (possibilità di menù vegetariano)

Si consiglia di utilizzare la bicicletta adatta a circolare su fondo
sterrato essendo il 60% del percorso, di verificarla accuratamente prima
del viaggio, di dotarsi di una camera d'aria di scorta e di essere
accessoriati di luci e giubbino riflettente necessari al ritorno a
Parabiago...e nell'eventualità di pioggia un indumento protettivo...
Gli orari di ritorno da Lodi saranno intervallati di mezz'ora e l'arrivo a
Parabiago sarà h.20,02 e h.20,32.

Utilizzeremo il percorso sulla ciclabile del canale Muzza per 2/3
dell'itinerario, dove dominano gli aspetti ambientali e agricoli della
fertile pianura lombarda.

Per la visita del Centro Storico e alla Chiesa dell'Incoronata a Lodi ci
accompagneranno gli amici Paolo e figlio che incontreremo all'arrivo.

Utilizzando i link sotto si possono avere altre informazioni:

http://www.lombardia.movimentolento.it/it/resource/track/mu01

http://www.vivicassano.it/Conosci_Cassano/Il_canale_Muzza/ilcanalemuzza.html

L'invito è ad essere puntali al ritrovo e nel caso ci fossero dei
cambiamenti informare i responsabili dei Circoli Claudio e Albino.

Buona cicloescursione.

Legambiente
Fb: Legambiente Parabiago
Fb: Legambiente Nerviano



Un parco extralarge (tra cinque Comuni) sul corso del Lambro

 Oggi l’atto di nascita del corridoio verde Milano offre 300 ettari alla periferia Est

Si firma mercoledì l’atto di nascita di un nuovo grande parco metropolitano. Ha da tempo un nome: Parco della Media Valle del Lambro. I primi passi per realizzarlo sono stati fatti vent’anni fa, quando i comuni di Sesto San Giovanni, Brugherio, Cologno Monzese e Monza siglarono un patto, definendone i confini e mettendo nel tempo in cantiere opere per sei milioni di euro. Ma la svolta è arrivata ora, con l’ingresso di Milano che porta una dote di ettari (300) di terra da restituire alla natura tali da raddoppiarlo. Un tassello fondamentale, perché con il nuovo polmone verde, come in un puzzle, si completi un vasto sistema di parchi metropolitani, dal Parco Nord al parco Agricolo Sud al parco di Monza.
Fiume bistrattato
S’apre però anche una nuova pagina di storia per uno dei fiumi più bistrattati e sfruttati d’Europa, il Lambro. La convenzione tra i cinque Comuni vuole dare il «la» al riscatto di tante periferie attraversate dal corso d’acqua, che fu per lungo tempo l’asse della proto-industrializzazione della Brianza, l’unico dei tre fiumi milanesi che scorre in città a cielo aperto, attraversando Cascina Gobba, Cimiano, Parco Lambro, Lambrate - dove c’era lo stabilimento meccanico della Innocenti che nel dopoguerra lanciò lo scooter con il marchio Lambretta ispirato al fiume - , Ortica, parco Forlanini, Ponte Lambro, Monluè. E che ancora oggi riceve i reflui dei depuratori delle grandi città.
Due snodi
Il polmone verde si snoda lungo il corso del fiume. E con l’ingresso di Milano e l’ampliamento dei confini conquista due snodi fondamentali. Lo spiega bene l’architetto Luca Ceccattini, che fino ad oggi è stato il presidente del parco. «Il primo snodo è all’incrocio con il canale Martesana e i suoi itinerari ciclo-pedonali, il secondo con l’ampliamento a Monza all’incrocio con il canale Villoresi, che compie il tragitto dall’Adda al Ticino. I due snodi permettono al Parco di aprirsi su un sistema vastissimo di aree fruibili e su luoghi storici».
La periferia
L’operazione mette in connessione parchi prestigiosi - parco Lambro e Forlanini - nuove acquisizioni - Adriano, Maserati - e le aree agricole attorno a Cascina Gobba e Rubattino, includendo antiche cascine, da San Gregorio a Biblioteca, fino alla Cascinazza di Monza, strappata a progetti di speculazione edilizia. Nel 2010 i sostenitori organizzarono gli stati generali del parco. Allora arrivò l’adesione formale di Milano. Ma Ceccattini spiega: «La svolta c’è stata con il nuovo Pgt. Determinante è stato il lavoro dell’ex vicesindaco Ada Lucia De Cesaris. Milano ha fatto un lavoro poderoso, ha finalmente segnato i confini e introdotta la tutela inserendo il parco nel Pgt». Il parco oggi si amplia a 6,6 milioni di metri quadrati lungo gli 11 chilometri che vanno dal centro di Monza al Forlanini. Una delle aree più compromesse della Città metropolitana, nella quale convivono problemi legati alla questione «ambientale» per la presenza di impianti tecnologici, demolitori, cave, vecchie discariche, infrastrutture viabilistiche, complessi produttivi, aree libere da riqualificare. Ma anche denso di storia, con i suoi ex forni siderurgici grandi come cattedrali, bacini d’acqua per gli idrovolanti, ville di pregio. E per la prima volta, conclude Ceccattini, «un progetto ha come epicentro non luogo centrale città ma della periferia, e ha un’anima sociale oltre a quella ambientalista».

Fonte: Corriere della Sera - Articolo di Paola D'Amico del 2-9-2015

SICCITA’: SCORTE IDRICHE AI MINIMI STORICI, MANCANO 2 MILIARDI DI METRI CUBI D’ACQUA

SICCITA’: SCORTE IDRICHE AI MINIMI STORICI, MANCANO 2 MILIARDI DI METRI CUBI D’ACQUA DOSSIER - ACQUA E AGRICOLTURA Occorre ridurre i fabbiso...