"Sulla sua pelle scorreva acqua quasi a coprirlo come una veste intangibile e fresca".
giovedì 27 aprile 2017
venerdì 21 aprile 2017
mercoledì 19 aprile 2017
Dossier Suolo minacciato, ancora cemento oltre la crisi 1200 ETTARI DI SUOLO FERTILE ASFALTATO DA OPERE SUPERFLUE IN LOMBARDIA
MILANO, 19 APRILE
2017
COMUNICATO STAMPA
Legambiente: "Regione Lombardia continua ad approvare colate di cemento sul territorio e salvare il carrozzone Pedemontana sembra la sua unica preoccupazione"
Lombardia soffocata dalle infrastrutture, superflue. È quanto emerge dal dossier Suolo minacciato, ancora cemento oltre la crisi redatto da Legambiente che, in vista della Giornata Mondiale della Terra, racconta venti storie emblematiche su tutto il territorio italiano per descrivere l’entità del consumo di suolo nel nostro Paese.
«La Lombardia per decenni è stata la regione dove si sono costruiti e soffocati ettari di territorio senza tregua. Oggi si rende necessario non solo uno stop al consumo di suolo, ma una decisa inversione di marcia per recuperare terreno agricolo e suolo fertile. – spiega Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – Eppure questa priorità non sembra essere nell’agenda di Regione Lombardia che, anzi, continua ad approvare colate di cemento per lo più inutili. Opere favorite da una legge regionale del 2001 che, quando ancora non si erano registrati gli effetti della crisi, prefigurava le grandi autostrade come infrastrutture utili per far proliferare capannoni e centri commerciali, e quindi autofinanziabili: ora i fallimenti di quel progetto dovrebbero indurre ad un deciso cambiamento, che punti sulla manutenzione dell'esistente, invece che sulle nuove grandi opere».
La dimostrazione sono Pedemontana, un’autostrada da investimenti record che non solo ha distrutto un territorio fatto di boschi e aree agricole, ma che rimane incompiuta ed economicamente insostenibile; la superstrada Vigevano-Malpensa, che minaccia di asfaltare i campi agricoli del Parco del Ticino; le autostrade da Broni a Mortara e da Cremona a Mantova, che inutilmente replicano collegamenti già serviti da infrastrutture stradali ordinarie
Pedemontana: 800 ettari di asfalto per quale traffico?
Pedemontana: 800 ettari di asfalto per quale traffico?
Un’autostrada da record, la Pedemontana Lombarda: 86 km, oltre 5 miliardi di investimento complessivo per un costo, quindi, di quasi 60 milioni a km; 761 ettari di superficie coperta di asfalto e opere, senza contare i cantieri e le cave di prestito per l’estrazione di materiali e gli interventi accessori. Un bilancio di quasi 200 ettari di boschi rasi al suolo: se venisse completata, considerando che al momento ne sono stati realizzati i primi due lotti per una ventina di km, più le tangenziali di Como e Varese, sarebbe la più grande deforestazione mai compiuta in Lombardia dalla fine della seconda guerra mondiale. Eppure, nonostante lo stato di grave congestione della rete stradale, i tratti finora aperti al traffico della nuova autostrada sono sostanzialmente deserti nell’arco dell’intera giornata a causa di un pedaggio tra i più cari d’Italia (22 centesimi/km). «L’opera avrebbe dovuto essere pagata al 75% dai pedaggi. Il suo fallimento è sotto gli occhi di tutti – dichiara Dario Balotta, responsabile trasporti di Legambiente Lombardia – Basta con questa farsa, si abbandoni il progetto originale. Altro che project financing, questa autostrada è già dello Stato».
Vigevano-Malpensa: una superstrada nei parchi
420 milioni di euro per un’infrastruttura che asfalta alcuni tra i migliori suoli agricoli lombardi: quelli delle campagne milanesi dell’Abbiatense, tra Parco Agricolo Sud Milano e Parco del Ticino, con i loro reticoli di navigli, canali e rogge. La battaglia contro questa arteria si trascina ormai da oltre vent’anni: contestata, mimetizzata con un ancora più mostruoso progetto di tangenziale ovest esterna, rifiutata ma poi puntualmente ripresentata. Adesso, nel segno dell’impegno assunto dall’ex premier Renzi con il presidente Maroni, parrebbe proprio che le risorse pubbliche promesse diventino realtà.
Da Mortara a Broni e da Cremona a Mantova: la promessa di un’autostrada verso l’Adriatico
Il primo progetto risale al 2003 e prevedeva un’autostrada tra Broni e Mortara e poi Stroppiana (in Piemonte, per l’innesto sulla A26) per uno sviluppo di 70 km. L’autostrada, secondo lo studio di fattibilità, dovrebbe veder transitare 44.000 veicoli/giorno, con notevole aggravio ambientale per il territorio agricolo di Lomellina e Oltrepò, senza farsi carico dei crescenti problemi di manutenzione e adeguamento della viabilità ordinaria, che soffre di connessioni inadeguate per l’attraversamento del Po. L’idea di un nuovo corridoio autostradale, posto a metà strada tra la A4 e la A1 e in concorrenza con il progetto emiliano di una autostrada cispadana, si rianima con il progetto “Autostrada regionale integrazione del sistema transpadano: direttrice Cremona-Mantova”. Complessivamente questo secondo progetto cola asfalto lungo 59 km di pianura agricola, per un costo complessivo di 1.100 milioni, di cui 109 a carico di Regione Lombardia, e il resto a carico della società Stradivaria spa (concessionaria della A21 Piacenza-Brescia), per un totale di 300 ettari di suolo perso.
«Le tempistiche di realizzazione prevedono la consegna nel 2032. Si tratta dunque di un’opera che non pare né indispensabile, né urgente: tra i due capoluoghi infatti esiste già una adeguata dotazione stradale, che richiederebbe solo modesti interventi di evitamento dei centri urbani. È palese che questa autostrada serve solo a chi la costruisce» conclude Balotta.
A questo link è disponibile il dossier nazionale completo: https://www.legambiente.it/sites/default/files/docs/dossier_casi_consumo_suolo.pdf
Ufficio stampa Legambiente Lombardia
Silvia Valenti
Cell. 3498172191
Tel. 02 87386480
martedì 18 aprile 2017
giovedì 13 aprile 2017
POLICLINICO SAN DONATO E HUMANITAS DI ROZZANO: ECCELLENZE SANITARIE E MEDIOCRITÀ AMBIENTALE
MILANO, 13
APRILE COMUNICATO STAMPA
Legambiente: “I due ospedali si espandono inutilmente nel Parco Sud. I
Comuni sono d’accordo e l’Ente Parco non dice nulla”
Due strutture
sanitarie di riconosciuta qualità in ambito sanitario rischiano uno scivolone
in termini di sostenibilità ambientale. È l’analisi che fa Legambiente
Lombardia sui progetti di espansione nel Parco Agricolo Sud Milano di alcune
funzioni degli Ospedali San Donato e Humanitas di Rozzano: per la prima realtà
l’espansione nel Parco è solo sulla carta, mentre per l’altra sta già
avvenendo.
Il
caso del Policlinico San Donato,
ospedale privato del Gruppo Ospedaliero San Donato, il più grande in Italia, è
legato alla proposta di costruire un
nuovo parcheggio interrato, per 700/800 macchine, su un ettaro di pregiato
terreno agricolo, che potrebbe essere risparmiato se fosse costruito sotto l’attuale
parcheggio, per altro anch’esso all’interno del Parco.
Nel
secondo caso, l’Humanitas di Rozzano,
ospedale privato del gruppo Humanitas a sua volta parte del gruppo industriale
Techint, sta costruendo una nuova
piattaforma di atterraggio elicotteri nel
Parco del Fontanile, spazio pubblico che era stato realizzato alcuni anni
fa a titolo di compensazione ambientale per la realizzazione di un parcheggio
della struttura sempre all’interno del Parco Agricolo Sud Milano. Una parte del
Parco del Fontanile verrà risparmiato dalla piattaforma, ma due semafori installati
sulla pista cliclabile fermeranno i ciclisti durante l’atterraggio degli
elicotteri.
«Ciò che sta avvenendo ci lascia basiti
- dichiara Barbara Meggetto, presidente
di Legambiente Lombardia - Da una
parte due strutture ospedaliere così prestigiose sottovalutano l’importanza che
l’ambiente attorno agli ospedali ha sui pazienti, cementificando porzioni di
terreni agricoli fertili, dall’altra una serie di coincidenze autorizza gli
stessi a compiere gli scempi annunciati. Ci aspetteremmo dal Parco Agricolo Sud
Milano una maggiore attenzione alla tutela del suo territorio, revocando
l’autorizzazione per la piattaforma elicotteri autorizzata dal Parco grazie ad
un “errore” nel procedimento nel 2014. Ma, a quasi due mesi dalla segnalazione
fatta dagli ambientalisti, ancora non è stato preso alcun provvedimento».
È certo
che la soluzione di parcheggio sotterraneo dell’Ospedale San Donato avrebbe
costi un poco più alti che non quelli del progetto proposto ma, in attesa della
risposta ufficiale dell’Ente Parco Sud, Legambiente ricorda che lo stesso
Policlinico, forse con il beneplacito del Comune, da alcuni anni ha occupato circa 3.000 mq di Parco per fare
spazio ad un parcheggio lungo via Pascoli, operazione che ad oggi pare
essere priva di qualsiasi autorizzazione.
Humanitas
non è nuova ad imprese poco sostenibili per l’ambiente: uno dei primi parcheggi esterni alla struttura fu costruito indebitamente
senza autorizzazione e successivamente sanato pagando un’ammenda. Legambiente
si chiede perché la nuova pista per gli elicotteri non possa essere costruita
sul tetto di uno dei padiglioni, magari proprio quello che sarà costruito nel
quartiere ospedaliero dove sorge l'attuale piattaforma degli elicotteri.
Purtroppo, la nuova piattaforma è stata autorizzata dal Parco grazie ad un
“errore” nel procedimento che risale al 2014: ora non resterebbe che revocare
tale autorizzazione e fermare i lavori. Sulla questione l’Ente Parco tace e, a
quasi due mesi dalla segnalazione, non fa nulla.
Ufficio stampa Legambiente Lombardia
Silvia Valenti
Cell. 3498172191
MONITORARE LA PERFORMANCE DEI PROCESSI DI GOVERNANCE FLUVIALE
SAVE THE DATE 10
MAGGIO 2017
SEMINARIO NAZIONALE
IN PREPARAZIONE ALL'XI TAVOLO NAZIONALE DEI
CONTRATTI DI FIUME
MILANO - PALAZZO
PIRELLI - SALA PIRELLI - 9.30-13.00
Gentilissime/i,
la
Direzione Generale Ambiente
Energia e Sviluppo Sostenibile
di Regione Lombardia con il Team
Tecnico dei Contratti di Fiume
ha il piacere di invitarvi, il
prossimo mercoledì 10 maggio
2017, al seminario
nazionale
"Monitorare
la performance dei processi di
governance fluviale" - evento
in preparazione all'XI Tavolo
Nazionale dei Contratti di
Fiume.
A breve
riceverete il programma
dettagliato delle attività e le
istruzioni per la registrazione
al seminario, che si terrà a
Milano presso Palazzo Pirelli.
Ringraziandovi
per l'attenzione,
ci scusiamo per eventuali
doppi invii e cogliamo
l'occasione per augurare buona
Pasqua.
Team Tecnico dei Contratti di Fiume di Regione Lombardia
ERSAF
via Pola 12
20124 Milano
0039 02 67404217
cdf@ersaf.lombardia.it
lunedì 10 aprile 2017
SICCITA’: IL LIVELLO DELLE RISORSE IDRICHE E’ IL PIU’ BASSO NEGLI ULTIMI 10 ANNI
MILANO, 7 APRILE 2017
COMUNICATO STAMPA
Legambiente: “Poca neve, invasi idroelettrici vuoti e laghi in
sofferenza, a rischio le colture e gli ecosistemi dei bacini dell’Adda e
dell’Oglio"
È ancora una volta un saldo in negativo quello delle riserve
idriche in Lombardia. Una situazione sempre più preoccupante, se si considera
che le condizioni metereologiche non preannunciano piogge significative nel
breve periodo. Lo spettro della siccità,
dunque, mette in allarme ambientalisti e agricoltori.
Secondo il bollettino pubblicato oggi da Arpa Lombardia (vd.
tabella 1), gli invasi idroelettrici del segmento alpino centrale sono quasi a
secco, mentre il livello dei laghi prealpini è mantenuto solo dal disgelo
fortemente anticipato, il che pone serie preoccupazioni per i prossimi mesi,
visto che la quantità di neve rimasta in
montagna è ben poca. Complessivamente la riserva idrica disponibile è ai
minimi degli ultimi 10 anni, al di sotto anche del livello registrato nell'annata
peggiore del decennio, il 2007 (vd. schema 2).
La massima preoccupazione è quella relativa ai bacini di
Adda e Oglio, dove il totale della riserva idrica, che comprende laghi,
innevamento e bacini idroelettrici, è meno di metà di quella disponibile in
media in questo periodo dell'anno. Nel bacino dell'Adda e del Lago di Como sono
disponibili 511 milioni di metri cubi d'acqua, a fronte di una media del
decennio pari a 1009 milioni di metri cubi; mentre in quello dell'Oglio e del
Lago di Iseo le riserve ammontano a 127 milioni di metri cubi, rispetto ad una media
di 300 milioni di metri cubi. Il calo è continuo dall'inizio dell'anno. Se la
situazione metereologica non dovesse cambiare, con precipitazioni consistenti
in grado di portare sollievo ai bacini svuotati, il timore è che nelle prossime settimane si debba tornare a scegliere
tra mantenere l'acqua nei fiumi oppure irrigare i campi.
«La carenza di risorse
idriche, in particolare per gli usi irrigui, si fa sempre più pressante, con il
rischio di un ulteriore aumento dei periodi siccitosi nei prossimi decenni – sottolinea Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – È sempre più chiaro che occorre una
accelerazione nelle strategie di adattamento al cambiamento climatico, che
richiede prima di tutto una modifica nel modello agricolo, che oggi punta su
colture molto esigenti di risorse idriche e mirando all’impiego di tecniche irrigue
molto più efficienti. È quanto mai urgente un nuovo patto tra agricoltura e
ambiente, per evitare che il soddisfacimento dei fabbisogni irrigui pesi sullo
stato di salute dei corsi d'acqua e delle falde»
Tabella
Fonte: Bollettino Arpa
Lombardia 7/04/2017
Schema 2
Fonte: Bollettino Arpa Lombardia 7/04/2017
Ufficio stampa Legambiente Lombardia
Silvia Valenti
Cell. 3498172191
Tel. 02 87386480
giovedì 6 aprile 2017
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