martedì 30 giugno 2015

1^conferenza di valutazione e forum pubblico del Piano di Tutela delle Acque

Con DGR. n. 3539 dell' 8 maggio 2015 la Direzione Ambiente, Energia e Sviluppo Sostenibile U.O. Risorse Idriche e Programmazione Ambientale ha avviato il processo di revisione del Piano di Tutela delle Acque (PTA), strumento regionale, ai sensi della l.r. 26/2003, per la pianificazione qualitativa e quantitativa della risorsa idrica, e il relativo processo di Valutazione Ambientale Strategica (VAS).
Con la presente siete invitati a partecipare alla 1^conferenza di valutazione e forum pubblico del Piano di Tutela delle Acque, che


si terrà:


mercoledì 8 luglio 2015 dalle ore 9:30 
presso Palazzo Lombardia - Auditorium Testori Piazza Città di Lombardia 1


La partecipazione all'incontro è libera; per ragioni organizzative è comunque necessaria l'iscrizione preventiva su:

http://piano-tutela-acque.eventbrite.it

Il documento di scoping e l'atto d'indirizzi del Piano di Tutela sono consultabili su SIVAS all'indirizzo:
http://www.cartografia.regione.lombardia.it/sivas/jsp/procedimenti/schedaProcedimento.jsf?idPiano=75360&idTipoProcedimento=1
All'interno del processo di VAS, al fine di agevolare la consultazione da parte dei soggetti interessati,  è stata inoltre impostata una scheda-questionario, disponibile al link http://goo.gl/forms/EyGGJm1ICp, con la quale si intende richiedere  al pubblico interessato un contributo alla fase di scoping del Piano. Tale strumento è da intendersi a corredo di eventuali istanze specifiche in forma libera. In ogni caso le eventuali osservazioni, in questa fase, dovranno pervenire entro il 19 luglio.

Ulteriori informazioni circa il processo del Piano sono disponibili sul sito regionale:

http://www.reti.regione.lombardia.it/cs/Satellite?c=Page&childpagename=DG_Reti%2FDGLayout&cid=1213422387490&p=1213422387490&pagename=DG_RSSWrapper


Cordiali saluti
Segreteria Tecnica PTA

Big jump 2015

Domenica 12 luglio decine di migliaia di persone si tufferanno simultaneamente nei fiumi e nei laghi di tutta Europa. Il Big Jump, campagna europea di European Rivers Network (ERN) per rivendicare la balneabilità di tutti i corsi d’acqua, coordinata in Italia da Legambiente, lancia anche quest’anno un messaggio forte alle istituzioni locali ed internazionali affinché adottino tutte le politiche necessarie al ripristino, entro il 2015, del buono stato ecologico dei diversi ambienti acquatici. Il Big Jump è una campagna europea di European Rivers Network (ERN) e dei suoi partners, coordinata in Italia da Legambiente.



Dove
Quando
Chi
Referente
Cosa
Bagni di Masino (SO)
12/07/2015
Legambiente Lombardia
Oriana Oliva
Oriana.oliva@legambientelombardia.it
Ore 14.45 Ritrovo presso il centro informazioni Bagni di Masino
Ore 15.00 Tuffo nel torrente Masino
Sorico (CO)
11/07/2015
Circolo Legambiente Vivi Con Stile
Ida La Camera
Ida.lacamera@legambiente.org
Ore 11.00 risalita del fiume Mera da Gera Lario a Sorico (e ritorno)
Banchetto informativo di Legambiente dalle 10.00 alle 12.30
Fagnano Olona (VA)       
12/07/2015
Circolo Legambiente Varese
Circolo Legambiente Valle Olona
Associazione Calimali
Valentina Minazzi
Flavio Castiglioni
flacast5@gmail.com
Big jump sull’Olona
Ore 14.30 ritrovo approdo Associazione Calimali a Fagnano Olona
Ore 15.00 tuffo simbolico nell’Olona

Ponte di Oleggio – diga della Paladella – Lonate Pozzolo (VA)
12/07/2015
Coordinamento Salviamo il Ticino
COORDINAMENTO SALVIAMO IL TICINO salviamoilticino@libero.it - cell. 335.6825354

Ore  10.30 partenza regata da Somma Lombardo
Ore 12.30 rinfresco presso centro parco Cascina Casone Pombia
Ore  14,45 Raduno presso la diga sponda lombarda
Ore  15,00 BIG JUMP
Melegnano (MI)
12/07/2015
Circolo Legambiente Melegnano
INU
WWF Sud Milano
Il Bradipo
Comune di San Giuliano M.se
Comune di Melegnano
Comune di San Donato M.se
Lorenzo Baio
Giuliana Piccolo
Lorenzo.baio@legambientelombardia.it
Ore 9.30 - 10.30 laboratorio di fiume e raccolta dei "sogni" per il fiume Lambro
Ore 11.00 - Big Jump: tuffo simbolico nel Lambro e appuntamento stampa
Ore 12.30 - il progetto VOLARE si presenta
 

Per maggiori informazioni sul Big Jump in Italia:Legambiente Piemonte

Per maggiori informazioni sul Big Jump in Lombardia:Legambiente Lombardia

Scarica i volantini
Lambro
Mera
Masino 
Ticino
Olona

Rapporto Ecomafia 2015

Milano, 30 giugno 2015                                                                                          Comunicato stampa


Lombardia prima regione per corruzione ambientale e seconda per arresti

Grazie alla legge sugli ecoreati, il 2015 anno della svolta, ma ancora molto resta da fare per contrastare gli illeciti contro l’ambiente


La Lombardia è la prima regione italiana per numero di inchieste sulla corruzione nel settore ambientale e la seconda per numero di persone arrestate. Questi sono alcuni dei dati che emergono dal Rapporto Ecomafia 2015 di Legambiente, presentato questa mattina a Roma, a conferma che la nostra regione continua ad essere il luogo privilegiato dove si organizzano grandi azioni criminali che traggono profitti dall'aggressione agli ecosistemi e al territorio.

“Il 2015 deve diventare l'anno della svolta – dichiara Sergio Cannavò, responsabile Ambiente e legalità di Legambiente Lombardia – d'ora in avanti chi inquinerà dovrà pagare, grazie alla recente introduzione dei delitti contro l'ambiente nel nostro codice penale. Ma per completare la riforma e contrastare gli eco-criminali mancano ancora alcuni tasselli, come il nuovo sistema dei controlli e delle agenzie per l'ambiente, la riforma della prescrizione e il riordino delle forze di polizia. Infatti in Lombardia molte polizie provinciali hanno svolto in questi anni un ruolo fondamentale nell'accertamento degli illeciti ambientali, sviluppando capacità e competenze di alto profilo. Il loro trasferimento alle polizie municipali, previsto dall'ultimo decreto legge del Governo sugli enti locali, rischia di disperdere questo grande patrimonio professionale e indebolire anziché rafforzare la tutela dell'ambiente”. Su scala nazionale potrebbe accadere che circa il 20% di coloro oggi controllano il territorio extraurbano  - ovvero il personale di tutte le polizie provinciali - venga sottratto ai propri compiti per essere invece assegnato a incarichi completamente diversi. “Se non vi sarà quindi un ripensamento in sede di conversione del decreto - conclude Cannavò - si rischia l'approvazione di un provvedimento che potrebbe vanificare, almeno in parte, le speranze suscitate dalle tanto attese modifiche al codice penale”.

Ufficio stampa Legambiente Lombardia 0287386480

lunedì 29 giugno 2015

Lura in secca, Legambiente: “Pronti a far crescere la mobilitazione”

SARONNO – “Siamo convinti che il problema del Lura non sia completamente ambientale e naturale ma che ci siano delle concause. Siamo convinti che sia necessario capire cosa sta succedendo ed intervenire. Se questo non avverrà non esiteremo a far crescere la mobilitazione e a chiedere un intervento con mezzi più forti”.
Ambiente Saronno, circolo di Legambiente, è in prima linea nel cercare di capire cosa sta succedendo al corso d’acqua che attraversa la città. Da qualche settimana, infatti, il Lura è completamente a secco: “In passato la situazione non era mai stata tanto grave e questo aspetto unito al fatto che a monte l’acqua non manca fa pensare che il fenomeno non sia completamente naturale come ci è stato risposto in questi giorni. Le precipitazioni in questo periodo non sono state particolarmente scarse anzi nel Comasco, dove nasce il Lura, non sono certo mancate”.
Da queste considerazioni è partita la mobilitazione con una biciclettata che domenica mattina ha richiamato una trentina di persone che sono partite da piazza Libertà e sono arrivati fino oltre il cantiere della Pedemontana seguendo il corso d’acqua e notando come questa sparisca man mano che ci si avvicini a Saronno.
Nel pomeriggio una seconda mobilitazione per le migliaia di pesciolini che stava morendo poco dopo il ponticello di via Tommaseo dove era rimasta solo una pozza d’acqua. Si è mobilitato il sindaco Alessandro Fagioli, i vigili del fuoco e la polizia locale e posizionando una manichetta collegata all’idrante è stata aumentata l’acqua dando sollievo ai pesci.
Il primo cittadino che si è presentato sul posto ha garantito l’impegno dell’Amministrazione: “Chiederemo agli enti predisposti di fare chiarezza su quanto sta accadendo e ovviamente di risolvere il problema al più presto”.
“Noi saremo in prima linea – conclude il circolo di Legambiente – controllando che si chiarisca e si intervenga”

giovedì 25 giugno 2015

EXPO presenta: l’Area C al contrario

Milano, 25 giugno 2015                                                                                         Comunicato stampa


“Vieni in Expo, se inquini è gratis”: è questa l’incredibile promozione di un evento in cui la sostenibilità è una sventura
La risposta di Legambiente: “Con il treno o con il tram, la città di sera è molto meglio del drive-in di Expo”

Siamo al paradosso: a Milano c’è l'Area C dove se vuoi entrare in auto paghi. All'Expo, invece, se arrivi con il mezzo pubblico paghi, mentre usare la propria auto assicura l'ingresso gratuito. Da sempre i grandi eventi mettono in scena il campionario dello spreco e dell'insostenibilità ambientale: quello di Milano sembrava aver trovato, senza neanche troppo cercarla, la soluzione vincente, mostrando un servizio di mobilità pubblica insolitamente efficace ad intercettare la quasi totalità dei visitatori. Ma quello che agli occhi dei più dovrebbe essere un successo da vantare su una platea internazionale, per gli organizzatori di Expo è apparso un’autentica sventura. Ma come, dopo aver speso miliardi per realizzare autostrade, raccordi, parcheggi per assicurare ogni forma di accessibilità automobilistica da tutta la Galassia, adesso tutte queste infrastrutture si svelano per quello che sono davvero, opere inutili realizzate per compiacere qualche lobby infrastrutturale?  Lo dimostrano i parcheggi che per ora stanno rimanendo vuoti perché solo il 12% dei visitatori decide di usare la propria auto mentre la gran parte si reca al sito di Rho usando, comodamente, i mezzi pubblici. Anche la sera dove, tutto sommato, potersi permettere un bicchiere di troppo senza il pensiero della guida al volante è davvero un plus.

“La promozione commerciale di Expo per riempire i propri parcheggi è una proposta indecente e scandalosa, chiediamo ai cittadini di non cascarci e di continuare ad usare la comodità del treno, del tram o della metropolitana - dichiara Luca Petitto, presidente del circolo di Legambiente Milano ‘ReteAmbiente’ - se Sala ha fatto male i conti, pensando che Expo potesse assomigliare a un drive-in, adesso li riveda e smantelli i parcheggi in eccesso. Da parte nostra ci uniamo agli esercenti milanesi, suggerendo agli avventori serali di Expo di ritornare alla Milano notturna, che nei suoi locali offre qualità, prezzi e tempi d'attesa decisamente migliori, sempre a due passi da una fermata del mezzo pubblico”.

L’Ufficio stampa Legambiente Lombardia 0287386480

FIAB Milano Ciclobby, Genitori Antismog e Legambiente Lombardia presentano le osservazioni al Piano urbano della mobilità sostenibile



Forte regolamentazione della sosta e lotta all'abusivismo, limitazioni a moto e motorini
e revisione dell’approccio alla ciclabilità, le richieste delle associazioni
e inoltre
Pedonalizzazione di Corso Buenos Aires e Corso Vercelli e la trasformazione in giardini pensili del cavalcavia Serra-Monteceneri e Corvetto

Milano, 25 giugno 2015 – FIAB Milano Ciclobby, Genitori Antismog e Legambiente Lombardia scendono in campo in merito al PUMS, il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile di Milano: ovvero, la strategia che l'amministrazione cittadina dovrebbe approvare, a breve, per definire azioni di governo e priorità infrastrutturali in materia di mobilità pubblica e privata dei milanesi e di tutti coloro che utilizzano lo spazio urbano per i loro spostamenti.
Le osservazioni, che ciascuna associazione ha già presentato indipendentemente all'amministrazione comunale nell'ambito della procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS), muovono da angolature differenti - FIAB Ciclobby maggiormente incentrata sulla mobilità e la ciclabilità, Genitori Antismog con focus sull'inquinamento dell'aria e la qualità della vita, Legambiente Lombardia sui trasporti e la dimensione metropolitana - ma guardano, come sottolineato anche dai tre presidenti – Eugenio Galli, Marco Ferrari e Damiano Di Simine - tutte nella stessa direzione, giudicando positivamente il PUMS, ma chiedendo che sia più coraggioso e determinato.
In particolare, in relazione alle indicazioni del Piano sulla politica della sosta, le associazioni chiedono all'amministrazione di eliminare l'uso gratuito dello spazio pubblico per la sosta su tutto il territorio urbano, eliminando quindi anche il privilegio dei residenti, e limitando gli spazi di sosta su strada, ai fini di un più razionale utilizzo dei parcheggi in struttura, oggi molto sottoutilizzati soprattutto per quanto riguarda i posti auto a rotazione. Inoltre, i marciapiedi, i parterre dei viali alberati e tutte quelle situazioni dove oggi la sosta è abusiva ma “tollerata” vanno restituiti alle persone e alla città «Tali misure possono conseguire effetti anche più importanti – sottolinea il presidente di Legambiente Lombardia Damiano Di Simine oltre che maggiormente distribuiti, in termini di riduzione del traffico, rispetto alla sola estensione di Area C, ma occorre da subito una chiara volontà da parte della politica ed una profonda azione di modifica di abitudini ormai consolidate a ritenere il suolo pubblico come un territorio semplicemente a disposizione per la sosta veicolare, anche con un forte irrigidimento di controlli e sanzioni».
Un altro tabù che il PUMS deve affrontare in modo più incisivo è quello relativo alle moto e ai motorini. I Genitori Antismog hanno presentato diversi studi che evidenziano come, a parità di chilometri percorsi, moto e motorini possono risultare più inquinanti rispetto alle auto. Non si ravvede quindi l’esigenza di incentivare questa forma modale di trasporto, anche in misura maggiore rispetto alle biciclette. «Chiediamo che moto e motorini vengano equiparati alle automobili – interviene Marco Ferrari, presidente dei Genitori Antismog – quindi prevedendo forme di tariffazione per l'accesso ad Area C, il divieto di transito sulle corsie preferenziali e l'eliminazione degli stalli sui marciapiedi riconvertendoli in rastrelliere per bici».
Sul tema della ciclabilità il PUMS delude sia sul piano quantitativo, sia su quello qualitativo. Negli obiettivi numerici, il Piano prevede una crescita modesta in 10 anni (dal 5,7% al 7,1%); inoltre, esso ripete con insistenza l’enfasi sulle soluzioni “infrastrutturate” (le piste ciclabili in sede protetta) come strumento prioritario per lo sviluppo della ciclabilità, pur affermando che queste portano implicitamente alla frammentazione dei percorsi a causa di “attività commerciali e consegne di merci, domanda di sosta, flussi pedonali e linee del trasporto pubblico locale” – e così dimenticando che la prima e più importante questione che le azioni per la difesa e diffusione della mobilità ciclistica urbana devono saper affrontare è quella della costruzione di un contesto generale "amico" della bicicletta. Grande rilevanza, ai fini della sicurezza delle utenze vulnerabili, e quindi anche per favorire lo sviluppo della Mobilità Nuova, riveste in tal senso il tema della velocità del traffico.
«A maggior ragione in una situazione di risorse scarse e con la complessità di una città come Milano, una simile insistenza sulle soluzioni infrastrutturate ci sembra riduttiva e pericolosa. Se il capitolo sulla ciclabilità non viene profondamente rivisto, il PUMS rischia di essere un'occasione persa per affrontare finalmente in modo organico il tema della mobilità ciclabile – afferma Eugenio Galli, presidente di FIAB Ciclobby – mancando anche ciò che chiediamo ormai dal 2006: un vero biciplan che avvicini Milano alle esperienze più virtuose di città italiane ed europee in cui oltre un terzo degli spostamenti urbani avviene in sella a una bici».

Genitori Antismog e Legambiente chiedono infine che il PUMS preveda dei progetti di pedonalizzazione che siano anche delle avanguardie della trasformazione urbana in atto: far diventare i corsi Buenos Aires e Vercelli centri commerciali naturali, chiudendoli al traffico, e trasformare i cavalcavia Serra-Monteceneri e Corvetto in giardini pensili «A significare l'inizio di un percorso culturale che ci porterebbe, nei prossimi decenni, ad archiviare il periodo storico della città ostaggio dell'automobile, conservando tali cavalcavia come testimonianze di un'epoca che ha fatto parte della storia di Milano, ma – come ogni periodo storico – si è conclusa ed è stata superata dalle evoluzioni avvenute nelle tecnologie, nei servizi e nei comportamenti dei cittadini».

Per approfondimenti sugli ulteriori temi affrontati dalle osservazioni al PUMS si rimanda ai testi completi presentati dalle singole associazioni
Contatti
FIAB Milano Ciclobby – Eugenio Galli, presidente – cell. 335.7783257 – presidente@ciclobby.it
Genitori Antismog - Marco Ferrari, presidente – cell. 328.0752499 – marco.ferrari@tiscali.it
Legambiente Lombardia – Damiano Di Simine, presidente – cell. 392.9516320 presidente@legambientelombardia.it

Approfondimenti
Genitori Antismog

L'Ufficio stampa Legambiente Lombardia 3939283998

SICCITA’: SCORTE IDRICHE AI MINIMI STORICI, MANCANO 2 MILIARDI DI METRI CUBI D’ACQUA

SICCITA’: SCORTE IDRICHE AI MINIMI STORICI, MANCANO 2 MILIARDI DI METRI CUBI D’ACQUA DOSSIER - ACQUA E AGRICOLTURA Occorre ridurre i fabbiso...