giovedì 6 maggio 2021

CITTADINI DI MILANO AL PRIMO POSTO IN EUROPA

 

 

CITTADINI DI MILANO AL PRIMO POSTO IN EUROPA 

PER RICHIESTA DI ARIA PULITA, MOBILITÀ SOSTENIBILE E PIÙ SPAZI VERDI: 

I RISULTATI DEL SONDAGGIO DEL MOVIMENTO EUROPEO CLEAN CITIES

 

Flashmob di Legambiente per il lancio della petizione per una mobilità a zero emissioni: “Bloccare le auto più inquinanti e dal 2030 stop alle vendite delle auto a combustione”

 

 


Milano, 6 Maggio 2021 - Mesi di restrizioni dovute alla pandemia hanno innescato un notevole cambiamento nelle aspettative riguardo allo spazio urbano e alla mobilità. Gli abitanti di Milano chiedono una città più green e una più equa ripartizione dello spazio pubblico tra auto, ciclisti, pedoni e il trasporto pubblico. È quanto emerge in sintesi dai dati italiani del recente sondaggio europeo YouGov che ha preso come campione per il nostro Paese le città di Roma e Milano. L’indagine è stata commissionata dal movimento europeo Clean Cities, di cui Legambiente e Kyoto Club fanno parte insieme ad un cartello di altre associazioni - e che si pone come obiettivo quello di incoraggiare le città a passare al trasporto a emissioni zero entro il 2030. In base al sondaggio, gli abitanti dei due capoluoghi italiani hanno dimostrato di avere una visione più progressista e ambiziosa rispetto agli abitanti delle altre città oggetto d’indagine, confermando una volontà di cambiamento senza precedenti.

 

Quasi tutti i residenti (87%) vorrebbero delle città con più spazi verdi. Questo è il desiderio emerso più chiaramente da un'indagine su oltre 1.500 intervistati, con l’obbiettivo di definire l’opinione pubblica sulla mobilità in città post Covid. Tra le richieste seguono il desiderio di più spazio per il trasporto pubblico (81%) e per poter camminare in città (76%). Sempre secondo il sondaggio online, l’82% dei residenti italiani - più che in qualsiasi altra città europea intervistata, dove la media è del 68% - vorrebbe che le autorità locali si concentrassero nel promuovere l’uso del trasporto pubblico, pilastro essenziale per la mobilità, stravolta pesantemente durante la pandemia. Dati importanti e interessanti che arrivano proprio mentre i governi si preparano a spendere quasi 700 miliardi di euro in fondi europei per la ripresa post-Covid, di cui il 37% è destinato a misure legate al clima, compresa la mobilità urbana sostenibile.

 

«I risultati del sondaggio – dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – confermano che i cittadini italiani ed europei chiedono una svolta sulla mobilità. Nel Recovery Plan italiano si doveva mettere le città al centro molto di più di quanto previsto dal Governo, ma ora è il momento di attuare quanto previsto e soprattutto di affiancarvi scelte ambiziose per puntare a città a emissioni zero. Non esiste più alcuna ragione per rinviare cambiamenti che sono di interesse generale e che permetterebbero alle famiglie di muoversi meglio e vivere in città più sostenibili e sicure». 

 

L'inquinamento atmosferico nelle città, di cui il trasporto su strada è una delle principali fonti di emissioni, è anche la prima causa di morte prematura per fattori ambientali. Dal sondaggio nazionale l’84% degli intervistati ha dichiarato di volere che le autorità facciano di più per proteggerli dall'inquinamento atmosferico. Inoltre, quattro su cinque (l’80%, più che in ogni altra città europea oggetto d’indagine, dove la media è 69%) vorrebbero che le amministrazioni locali si impegnassero nel proteggere i bambini dall’inquinamento dell’aria. Ancora, più di chiunque altro coinvolto nel sondaggio, gli italiani (76%) vorrebbero una ripartizione più equa dello spazio pubblico tra auto, mezzi pubblici, ciclisti e pedoni. Gli intervistati hanno espresso un chiaro indirizzo anche rispetto alle auto. Infatti, i due terzi del campione (71%) ha affermato che, dopo il 2030, solo le auto a emissioni zero dovrebbero essere autorizzate a circolare nelle nostre città. Poco meno di due terzi (il 65%, sempre la percentuale più alta a livello europeo) sostengono l’importanza della chiusura delle strade nei pressi delle scuole ai veicoli inquinanti. A questo link è possibile scaricare il sondaggio completo.

 

«Da tempo la volontà dei cittadini è poter scegliere di usare mezzi leggeri di trasporto, come la bicicletta, e questo si traduce in una richiesta ai sindaci di avere strade più sicure per ciclisti e pedoni. È necessario ridistribuire in modo più equo, democratico e inclusivo lo spazio pubblico, sempre più prezioso in tempi di pandemia e non lasciarlo al monopolio dell’auto privata. – sottolinea Federico del Prete, responsabile mobilità di Legambiente Lombardia – In tutto questo anche la regione Lombardia deve fare la sua parte, avendo l’opportunità di dare un segno deciso nel fissare una data di stop alla circolazione delle auto più inquinanti».

 

Legambiente Lombardia con un flashmob oggi a Milano durante il quale sono stati posizionati dei cartelli “Stop alle auto diesel e benzina entro il 2030”, ha lanciato la petizione promossa dalla campagna europea Clean Cities con la quale tutte le associazioni ambientaliste europee chiedono a Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, di porre fine alla vendita di nuove auto a diesel, benzina e gas, compresi i veicoli ibridi. È possibile firmare la petizione online a questo link.

  

A livello internazionale, si sta affermando un trend di iniziative legislative volte a stabilire con chiarezza i tempi per la graduale eliminazione delle vendite di nuove auto con motore a combustione interna (ICE, internal combustion engine) o per consentire nuove vendite solo di veicoli elettrici. Alcuni Paesi hanno addirittura ampliato la portata della loro eliminazione graduale ad ulteriori segmenti di veicoli, come ad esempio i veicoli commerciali leggeri. Dalla mappa redatta dall’ ICCT (International Council for Clean Transportation), emergono appena 17 Paesi che hanno già fissato una data per il cosiddetto phase out. Tra questi non compare l’Italia. Dal 2017 Legambiente chiede che l’Italia indichi il 2030 come data candidata al “phase out” per la vendita di auto e furgoni con motori a combustione (benzina, gasolio o gas). Allora sembrava una posizione velleitaria, ma oggi sono sempre più numerose le prese di posizioni o le decisioni degli stati nel mondo. In Europa, ad esempio, si va dal 2025 fissato della Norvegia al 2040 di Francia e Spagna, passando per il 2030 della Gran Bretagna (in UK dal 2035 anche ibride plugin), Olanda, Danimarca, Svezia, Slovenia, Islanda e 2032 della Scozia. 

 

 

 


Ufficio stampa Legambiente Lombardia 

Silvia Valenti

ufficiostampa@legambientelombardia.it

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giovedì 29 aprile 2021

Il Parlamento europeo approva la risoluzione sulla protezione del suolo

  Roma, 29 aprile 2021                                                                                   Comunicato stampa


Plauso di Legambiente: “La risoluzione serve a colmare un grave vuoto del diritto ambientale della Ue; finalmente la richiesta alla Commissione europea di una proposta legislativa per la protezione e l’uso sostenibile del suolo”


È arrivata nella serata di ieri la comunicazione ufficiale dell’esito del voto che approva la risoluzione del Parlamento europeo sulla Protezione del suolo, dopo una tre giorni di dibattito che ha visto diversi tentativi di modifica del testo, finalizzati a renderlo molto meno incisivo, tuttavia respinti a larga maggioranza. Un risultato atteso per una risoluzione approdata al Parlamento su iniziativa di sei parlamentari di altrettanti Eurogruppi, in rappresentanza della larga maggioranza dell’assemblea.

“Siamo entusiasti dell'esito della votazione, la risoluzione approvata ieri, infatti, serve a colmare un gravissimo vuoto del diritto ambientale della UE, ovvero la mancanza di una direttiva sul suolo:  contiene la richiesta esplicita, alla Commissione europea, di redigere una proposta legislativa per la protezione e l’uso sostenibile del suolo - dichiara Stefano Ciafani, presidente di Legambiente - dopo 15 anni di promesse e di battaglie, questa risoluzione accende la luce verde a un percorso legislativo che ora deve ripartire, con il vento favorevole del Green Deal”.

La risoluzione è un documento complesso e denso di contenuti nei suoi 69 paragrafi, a partire dal primo che segnala la gravità del fenomeno del degrado del suolo, e riportando la cifra astronomica di 50 miliardi di euro l’anno: a tanto ammonterebbero i costi attuali dell'inazione sul fronte del degrado del suolo in tutta Europa. Al contrario, i suoli sani vengono identificati come un presupposto irrinunciabile per conseguire gli obiettivi del Green Deal: dalla lotta al cambiamento climatico alla conservazione e ripristino della biodiversità, dall'ambizione 'zero inquinamento' alla sostenibilità del sistema alimentare. Tra le richieste del Parlamento Europeo, anche l’esplicito richiamo alla necessità di metodi di contabilizzazione dei danni al suolo nei procedimenti di valutazione ambientale, la mappatura dei siti contaminati e delle aree dismesse, lo sviluppo di meccanismi di finanziamento europeo per la bonifica dei cosiddetti 'siti orfani', ovvero quelle aree inquinate per le quali non è più possibile imputare i costi di bonifica al responsabile dell'inquinamento, e l'introduzione di misure per la limitazione e la prevenzione del consumo di suolo dovuto a edifici e infrastrutture che devono invece privilegiare il recupero di siti dismessi.

Di una direttiva sul suolo si dibatte da tempo: risale al 2006 la prima proposta di direttiva europea sul suolo, affossata dall’opposizione di alcuni Stati membri tra cui il Regno Unito e ritirata per questo dalla Commissione Europea, definitivamente, nel 2014. A seguito di questa grave sconfitta, Legambiente si è mobilitata, lanciando una piattaforma europea che ha coalizzato oltre 500 associazioni di 26 Paesi membri e che ha promosso una petizione europea, People4Soil, che nel 2017 ha raccolto 216.000 firme, di cui 83.000 solo in Italia, ma la mobilitazione dei cittadini non fu sufficiente.

“Ora il vento è cambiato a Bruxelles, ma sappiamo che esistono ancora forti resistenze alla protezione del suolo da parte di diversi Paesi membri, su cui bisognerà lavorare, nei prossimi mesi, per evitare che la storia si ripeta: gli obiettivi climatici, di sostenibilità e di sicurezza alimentare ci mettono di fronte a sfide per le quali non si può prescindere dalla protezione di un bene che, come scrive la risoluzione approvata ieri, è una risorsa comune da cui dipende il benessere dell'intera comunità europea” dichiara Damiano Di Simine, responsabile suolo di Legambiente.

Per affrontare gli ostacoli e le diffidenze opposte dagli Stati membri a una normativa sul suolo, Legambiente nei prossimi mesi sarà impegnata nell’attività di advocacy, nei confronti del nostro Governo ma anche in relazioni con le organizzazioni della società civile di altri Paesi europei, anche attraverso l’ampio partenariato internazionale del progetto europeo SOIL4LIFE di cui Legambiente è capofila (www.soil4life.eu).

 

L’ufficio stampa Legambiente

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mercoledì 21 aprile 2021

NESPRESSO E LEGAMBIENTE INSIEME PER UN’ITALIA SEMPRE PIÙ VERDE. IL COMUNE DI ASSAGO TRA “LE CITTÀ CHE RESPIRANO”

 

Inaugurato l’intervento di forestazione nel Comune lombardo: oltre 500 mq e più di 100 alberi piantumati per incrementare la biodiversità e mitigare le emissioni di CO2

 

Progetto di riforestazione in Lombardia: oltre 10.500mq nei territori di Assago e Monza


Assago (MI), 21 Aprile 2021 - L’iniziativa “Le città che respirano” di Nespresso approda ad Assago, in provincia di Milano, dopo l’annuncio e l’avvio dei lavori nel 2020, per concretizzare e inaugurare gli interventi previsti a sostegno delle aree verdi italiane insieme a Legambiente e in occasione del 22 Aprile, Giornata Mondiale della Terra

 

In Lombardia si inaugura oggi l’intervento di forestazione di una superficie di 550mq con la messa a dimora di oltre 100 alberi nel comune di Assago, lungo la pista ciclabile nel quartiere Bazzana Inferiore, una zona di recente costruzione.

 

Scopo del progetto è quello di migliorare l’aspetto naturalistico e la fruibilità di questo tratto di pista ciclabile grazie alla messa a dimora di nuovi alberi, contribuendo, allo stesso tempo, all’incremento della biodiversità della zona e alla riduzione delle emissioni di COin atmosfera. “Le città che respirano” permetterà, ad Assago, di mitigare gli effetti dell’inquinamento acustico e ambientale e di arricchire la superficie verde pubblica a disposizione della cittadinanza. I benefici dell’intervento sul territorio saranno molteplici, incrementando la superficie boscata si favorisce infatti la mitigazione delle alte temperature estive e gli effetti delle isole di calore. Inoltre, è importante evidenziare che in questo difficile momento che stiamo vivendo il valore restituito non è solo ambientale, ma è anche sociale. Creando infatti aree ombreggiate lungo il percorso ciclabile si migliora uno spazio comune della collettività fornendo la possibilità di viverlo al meglio aumentando così la socialità della comunità locale. Particolare cura è stata posta anche nella scelta della tipologia di albero individuata nella specie della noce.

 

“Le città che respirano”, lanciato nel 2020 da Nespresso, rientra nella Campagna “Mosaico Verde”, un grande progetto nazionale di forestazione ideato e promosso da AzzeroCO2 e Legambiente, nato con lo scopo di facilitare l’incontro tra le necessità degli enti locali di recuperare aree verdi e la volontà delle aziende di investire risorse nella creazione o tutela di boschi permanenti, come misura di Responsabilità sociale d’impresa. In particolare, l’intervento di Nespresso sta consentendo in totale la riforestazione in Lombardia di oltre 10.500mq, nei territori di Assago e Monza, e proseguirà anche nel 2022 con ulteriori interventi di tutela sul territorio nazionale, a partire da quelli di riqualificazione di oltre 15.000mq nel 2021.

 

All’evento sono intervenuti Lara Carano, Sindaco del Comune di Assago, Stefano Goglio, Direttore Generale di Nespresso Italiana, Barbara Meggetto, Presidente Legambiente Lombardia, e Alessandro Martella, Responsabile commerciale di AzzeroCO2.

 

«Nel 2020 abbiamo aderito con grande piacere al progetto "Le città che respirano". L'Amministrazione Comunale di Assago è orgogliosa di comunicare, inoltre, che già dal lontano 1993 ha attuato ininterrottamente la Legge n.113/1992, che prevede la messa a dimora di un albero per ogni neonato. Nel 2020, grazie alla collaborazione con Nespresso, AzzeroCO2 e Legambiente, abbiamo piantumato 120 alberi di noce dedicati ai bimbi nati ad Assago nell'anno 2019. Gli eventi legati alla pandemia ci hanno impedito di organizzare la consueta giornata con le famiglie dei nuovi nati, durante la quale viene posata, su ogni albero piantato, la targa con il nome di ciascun bimbo. Superata l'emergenza in corso, riprenderemo certamente a organizzare l'iniziativa, che ha contribuito a rafforzare il senso di comunità e a sensibilizzare i cittadini alla tutela e al rispetto dell'ambiente. Oggi inauguriamo questo intervento di forestazione, mettendo a dimora quattro alberi di noce: un gesto simbolico, ma che al tempo stesso ci ricorda che domani, 22 aprile 2021, ricorre la 51.ma "Giornata Mondiale della Terra". Una giornata che assume quest'anno un valore particolare, e che ci spinge a una riflessione comune su quanto sia fondamentale salvaguardare il nostro patrimonio ambientale. Ringrazio Nespresso - la cui sede italiana è ubicata da anni ad Assago – AzzeroCO2 e Legambiente, per aver scelto il nostro territorio come sede di questo importante progetto di forestazione. Al tempo stesso mi auguro che questo sodalizio prosegua anche nei prossimi anni, contribuendo così a creare nuove occasioni volte a tutelare e a migliorare l'ambiente che ci circonda» dichiara Lara Carano, Sindaco di Assago.

 

Un intervento, quello realizzato, che assume un valore ulteriore in occasione della celebrazione della Giornata Mondiale della Terra la cui edizione 2021, “Restore Our Earth”, chiama a porre attenzione non solo sul ridurre quanto prima l’impatto ambientale delle nostre azioni quotidiane, ma anche sull’impegnarci seriamente a riparare i danni causati negli ultimi decenni all’ecosistema del pianeta.

 

Nemmeno la pandemia è riuscita infatti a limitare in maniera significativa l’inquinamento e le emissioni climalteranti in Italia. Tra i luoghi che scontano più di tutti le conseguenze dell’elevato impatto ambientale del nostro stile di vita ci sono infatti le città. Secondo il report di Legambiente “Mal’Aria di città 2021”, nel 2020 sono stati ben 35 i capoluoghi di provincia - su 96 analizzati - fuori legge per polveri sottili. Andando ad analizzare i livelli dei parametri individuati dall’OMS, sono ben 60 le città del Belpaese che hanno registrato una media annua di Pm 10 superiore ai limiti indicati a tutela della salute dei cittadini. Nel pensare globalmente e agire localmente tra le misure più utili di mitigazione dei cambiamenti climatici e di assorbimento degli inquinanti nelle città, vi è sicuramente la messa a dimora di alberi che hanno un ruolo chiave per la riduzione delle emissioni di CO2 e delle polveri sottili.

 

“Le città che respirano” - attraverso cui è stato reso possibile l’intervento di Assago - è l’iniziativa con la quale Nespresso si impegna a tutelare il patrimonio naturalistico del Paese con l’obiettivo di rendere l’Italia sempre più verde, aumentarne la biodiversità e dare a tutti la possibilità di vivere attivamente il proprio territorio riscoprendone la sua bellezza. Un progetto che rientra nel più ampio programma “Nespresso per l’Italia” che vede l’azienda impegnata in prima linea in diverse iniziative a sostegno del territorio italiano, tra cui il progetto di economia circolare “Da Chicco a Chicco” e la collaborazione con il FAI – Fondo Ambiente Italiano in favore del patrimonio naturale, umano e artistico che rende unico il nostro territorio.

 

«Alta qualità, sostenibilità e innovazione sono i valori che ispirano Nespresso da sempre, partendo dal nostro impegno globale a raggiungere la piena neutralità in termini di emissioni di carbonio entro il 2022. Per far questo ci impegniamo anche in Italia con una serie di progetti sul territorio e in favore delle comunità locali. Oggi siamo molto orgogliosi di inaugurare questo intervento di forestazione ad Assago, che per noi è doppiamente significativo. Da una parte, ad Assago ci lega una storia iniziata anni fa, quando decidemmo di stabilire qui la nostra sede in Italia. Dall’altra, proseguiamo un percorso che abbiamo iniziato a intraprendere l’anno scorso al fianco di Legambiente e AzzeroCO2 con il progetto “Le città che respirano”, per rendere l’Italia un paese più verde e per supportare la tutela dell’ambiente, così come il sostegno del patrimonio ambientale e paesaggistico italiano» dichiara Stefano Goglio, Direttore Generale di Nespresso Italiana.

 

«I progetti volti  alla rigenerazione e riqualificazione del verde urbano sono fondamentali per contrastare la crisi climatica in atto e arginare la perdita di biodiversità - dichiara Barbara Meggetto Presidente Legambiente Lombardia - L’intervento nel comune di Assago è un esempio concreto di come si possa e si debba ridisegnare i territori pensando in maniera sinergica: aumentare il verde urbano è fondamentale, farlo migliorando un tratto di ciclabile diviene ancor più funzionale nell’attuazione di città a misura di persone e di ambiente».

 

«Con la Campagna Nazionale Mosaico Verde noi di AzzeroCO2 insieme a Legambiente portiamo avanti progetti volti ad incrementare le aree verdi urbane con l’obiettivo di mitigare gli effetti dell’inquinamento e aumentare il benessere delle comunità locali - dichiara Sandro Scollato, Amministratore Delegato di AzzeroCO2- - La collaborazione con Nespresso ci ha permesso di realizzare  un intervento di forestazione funzionale anche a una migliore fruibilità della pista ciclabile situata nel quartiere Bazzana Inferiore di Assago, un progetto per noi importante perché aiuta a dare valore ad un luogo di condivisione. Sono questi i contesti che vogliamo ricreare per restituire pregio ai nostri territori, certi che siano tasselli fondamentali per costruire nei nostri centri urbani, efficaci percorsi di sostenibilità».

 

‍Nella foto: Barbara Meggetto, Alessandro Martella, Lara Carano, Stefano Goglio


Ufficio stampa Legambiente Lombardia 

Silvia Valenti

ufficiostampa@legambientelombardia.it

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martedì 20 aprile 2021

ANCORA INQUINAMENTI DOVUTI AI REFLUI ZOOTECNICI: QUESTA VOLTA È TOCCATA AL FIUME OGLIO

 

Oggi al Ministero dell'Agricoltura si avvia il dibattito sulla nuova PAC: Legambiente chiede a Regione di intraprendere un Green Deal per la sua politica agricola, perseguendo la sostenibilità dell'allevamento, riducendone l'intensità e qualificando le produzioni.

All'assessore Rolfi: “Per ridurre l'inquinamento sugli allevamenti intensivi della Lombardia è urgente un cambiamento”

 


Milano, 19 Aprile 2021 – La Lombardia è una delle prime regioni zootecniche d'Europa, al terzo posto per produzioni di latte (dopo Bretagna e Irlanda del Sud), e al primo posto in Italia per allevamento di suini, con oltre il 51% del patrimonio suinicolo nazionale concentrato tra le province di Brescia, Bergamo, Cremona e Mantova. La regione non ha abbastanza territorio per produrre i mangimi necessari ai milioni di capi allevati, li deve importare, e soprattutto non ha abbastanza terre per gestire le enormi masse di liquami degli allevamenti, che ormai sono diventate di gran lunga la maggior fonte di inquinamento per le acque e per l'aria di vaste aree del territorio regionale.
Sono ormai nella cronaca quotidiana le notizie relative a sversamenti e inquinamenti di corsi d'acqua. L'ultimo grave episodio ha riguardato il fiume Oglio che, negli scorsi giorni, è stato inquinato dagli scoli causati dalle piogge abbattutesi su campi della zona di Orzinuovi, interessati da spandimenti di liquami. E i controlli dell'ARPA provinciale confermano un disarmante quadro di sistematiche irregolarità.

 

Dati eloquenti sono anche quelli riferiti alle emissioni climalteranti: la quantità eccessiva di nutrienti che arriva al suolo attraverso i liquami animali è molta di più di quella che può essere assimilata dalle piante che vi vengono coltivate, e ciò dà luogo, oltre all'inquinamento delle acque, alla trasformazione dei composti dell'azoto che viene trasformato in protossido d'azoto, un gas serra 350 volte più potente della CO2 e che, insieme al metano prodotto dalla digestione dei bovini, fa sì che la Lombardia, da sola, produca oltre un quarto delle emissioni climalteranti di origine agricola di tutta Italia: circa 8 milioni di tonnellate di CO2eq, secondo i dati di ISPRA. Grazie a ciò, province come quella di Cremona vedono l'agricoltura come prima fonte di emissioni climalteranti, mentre in aree più industriali, come la provincia di Brescia, le emissioni di fonte agrozootecnica seguono a breve distanza quelle da combustioni industriali e da trasporti stradali, e sono molto superiori a quelle dovute al riscaldamento di case e uffici (vd. tabella).

 

"Chiediamo all'assessore regionale Rolfi un drastico cambiamento nelle politiche che investono il settore agrozootecnico. In Lombardia occorre includere la zootecnia nelle politiche necessarie a perseguire gli obiettivi del Green Deal, riducendo fortemente l'intensità di allevamento e, contestualmente, puntando alla qualificazione delle produzioni animali, con obiettivi di aumento delle certificazioni biologiche e di miglioramento progressivo del benessere animale: il tavolo nazionale di partenariato che si apre oggi al MIPAAF per l'attuazione della nuova politica agricola comunitaria è la sede in cui portare la pressante esigenza di ristrutturare e risanare le filiere zootecniche lombarde" dichiara Damiano Di Simine, coordinatore scientifico di Legambiente Lombardia.

 

Emissioni climalteranti della provincia di Brescia, elaborazione su dati INEMAR 2020 riferite all'anno 2017

Fonte

CO2 eq, Kt/anno

Combustioni nell'industria

2961

Trasporto su strada

2800

Agricoltura e zootecnia

2289

riscaldamento edifici

1919

Altre fonti emissive

2083


 


Ufficio stampa Legambiente Lombardia 

Silvia Valenti

ufficiostampa@legambientelombardia.it

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CITTADINI DI MILANO AL PRIMO POSTO IN EUROPA

    CITTADINI DI  MILANO AL PRIMO POSTO  IN EUROPA  PER RICHIESTA DI ARIA PULITA, MOBILITÀ SOSTENIBILE E PIÙ SPAZI VERDI:  I RISULTATI DE...