lunedì 10 luglio 2017

Sondrio - CAROVANA DELLE ALPI 2017



INVITO alla CONFERENZA STAMPA 


trent’anni dopo la catastrofe - un bilancio sugli interventi della “Legge Valtellina”

con Giovanni Bettini e Ruggero Spada di Legambiente Valtellina, curatori del rapporto di Legambiente 'trent'anni dopo la catastastrofe'

Damiano Di Simine, responsabile scientifico Legambiente Lombardia

A trent'anni dai tragici eventi alluvionali dell'estate 1987, un bilancio di un (troppo) lungo ciclo di economia post-catastrofe: un rapporto di Legambiente tra opere realizzate, aspettative sospese e nodi irrisolti della 'legge Valtellina' 

Martedì 11 luglio 2017 
alle ore 10.45 a SONDRIO, Palazzo Guicciardi, sede del BIM in Via Lungo Mallero Diaz, 18

l'Ufficio stampa di Legambiente Lombardia

domenica 9 luglio 2017

#NoRifiutinelWC, un piccolo gesto per salvare il mare e le spiagge



Con Goletta Verde e Goletta dei Laghi prende il via la nuova campagna di Legambiente, sviluppata da Ogilvy Change, per stimolare il cambiamento dei cittadini ed arginare un problema di portata globale come il beach litter

Ogni anno 8 milioni di tonnellate di rifiuti finiscono dritti nei fiumi, laghi, mari e negli oceani del mondo e di questi una percentuale tra l’80% e il 90% di questi rifiuti è plastica

Legambiente chiede la messa al bando dei cotton fioc in plastica

 Qui il video della campagna: https://goo.gl/caY1sD
In allegato una foto del flashmob #norifiutinelwc

Qual è la distanza tra il nostro wc e il mare? Molto più che breve di quello che si immagina. Il 10% dei rifiuti presenti sulle spiagge italiane, sia dei mari che dei laghi, proviene dagli scarichi dei nostri bagni. Rifiuti buttati nel wc che raggiungono il mare, anche a causa di sistemi di depurazione inefficienti, minacciando interi ecosistemi. Il 9% di questi rifiuti spiaggiati è costituito da bastoncini per la pulizia delle orecchie che vengono buttati nei Wc. In sole 46 spiagge lungo la penisola sono stati trovati quasi 7mila cotton fioc (monitorate da Legambiente tra il 2016 e il 2017 con l’indagine Beach Litter), in pratica due bastoncini per le orecchie ogni passo tra la sabbia.  Il problema, purtroppo, non sono solo i cotton fioc. Sulle nostre spiagge c’è di tutto: blister, tamponi e assorbenti, medicazioni, deodoranti per wc, contenitori per le lenti a contato: tutti rifiuti buttati nel WC. Prevenire è possibile e anche molto semplice: basterebbe usare il cestino!

Nasce per questo la campagna #NoRifiutinelWCsviluppata da Legambiente Ogilvy Change, la unit di Ogilvy & Mather che applica gli studi scientifici di economia comportamentale, psicologia cognitiva e psicologia sociale nella realizzazione di interventi finalizzati a orientare positivamente i comportamenti e le decisioni delle persone. Lo scopo della nuova campagna sociale è stimolare il cambiamento spontaneo e permanente di abitudini in un piccolo gesto quotidiano che, tuttavia, può contribuire ad arginare un problema di portata globale come il beach litter: si calcola, infatti, che ogni anno 8 milioni di tonnellate di rifiuti finiscono dritti nei fiumi, laghi, mari e negli oceani del mondo e di questi una percentuale tra l’80% e il 90% di questi rifiuti è plastica.

“Il problema del marine litter sta assumendo proporzioni sempre più allarmanti come ha dimostrato anche la Conferenza mondiale sugli Oceani organizzata dall’Onu lo scorso mese a cui abbiamo partecipato portando la nostra esperienza  – dichiara Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente. La quasi totalità dei rifiuti, in una percentuale che oscilla tra l’80% e il 90%, è composta da plastica, che persiste nell’ambiente per centinaia di anni e accumula sostanze tossiche. Si tratta di rifiuti che creano problemi economici, ambientali e alla fauna marina, ma possono anche finire sulle nostre tavole visto che le microplastiche (generate anche dalla frammentazione dei rifiuti più grandi), vengono facilmente ingerite dai pesci. Se poi i sistemi di depurazione non ci sono o sono inefficienti, come denunciamo da anni con Goletta Verde, tutto quello che buttiamo nel WC finisce in mare. Possiamo e dobbiamo invertire questo trend e per farlo bastano anche piccoli gesti come scegliere prodotti meno inquinanti, prevenire i rifiuti, differenziarli al meglio per riciclarli, ma anche evitare di usare i nostri WC come se fossero cestini della spazzatura. Per far fronte all’invasione di bastoncini – conclude Ciafani - bisogna affrontare il problema anche dal punto di vista normativo, mettendo al bando i bastoncini per le orecchie non compostabili, sull’esempio di quanto l’Italia ha fatto con il bando ai sacchetti di plastica e in linea con la messa al bando dei cotton fioc voluta dalla Francia a partire dal 2020”.

Il nostro Paese era già intervenuto legislativamente su questo aspetto. Infatti I bastoncini per la pulizia delle orecchie non biodegradabili erano stati banditi dall’art. 19 della legge 93/2001. Salvo essere poi riabilitati, in seguito ad una sentenza della Corte di giustizia europea del 2005 per motivazioni tecnico-normative. Siamo però convinti che oggi, alla luce dell’esperienza del bando sui sacchetti di plastica non compostabili vigente in Italia, e ora esteso anche in diversi Paesi europei e del Mediterraneo, e la maggiore conoscenza del problema ambientale causato dalla dispersione dei cotton fioc, specialmente nell’ambiente marino e costiero, non sia più rinviabile una disposizione normativa che tenga insieme la messa al bando dei cotton fioc di plastica non compostabili e al tempo stesso promuova l’obbligo di una migliore e più chiara informazione sullo smaltimento dei prodotti ad uso sanitario da apporre sulle confezioni stesse.

“Tutti sanno che gettare rifiuti nel Wc è sbagliato, ma in tanti ancora lo fanno perché si tratta di un comportamento così radicato nella routine di molti italiani da essere diventato purtroppo automatico, istintivo e quindi molto difficile da cambiare – spiega Guerino Delfino, Chairman & Chief Executive Officer, Ogilvy & Mather –. La campagna #NoRifiutinelWC si pone l’obiettivo di indurre piccoli comportamenti virtuosi e automatici nella quotidianità delle persone. Questo grazie all’approccio che Ogilvy Change ha nell’ideazione dei suoi progetti di comunicazione: l’utilizzo delle tecniche di Nudging e degli Economical Behaviour porta a soluzioni che non hanno soltanto l’intenzione di comunicare un concetto, ma soprattutto di stimolare un’azione, o meglio, una reazione”.

La campagna viaggerà anche sui canali social di Legambiente, con video, pillole informative, consigli e immagini delle conseguenze dei nostri comportamenti errati. Un ruolo fondamentale sarà quello degli stessi cittadini che potranno partecipare utilizzando l’hashtag#NoRifiutinelWC, postando foto di rifiuti trovati in spiaggia e in mare, ma comportamenti virtuosi assunti per risolvere il problema.

 Scopri la campagna su www.norifiutinelwc.it

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Ufficio stampa Goletta dei laghi:Silvia Valenti – 349/8172191 - golettadeilaghi@legambiente.it
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sabato 8 luglio 2017

Big Jump 2017


   Milano, 07 luglio 2017                                                                                   Comunicato stampa                                                                                                   

FIUMI PULITI: domenica 9 luglio il tuffo collettivo per il rispetto della direttiva europea
In Lombardia riflettori puntati su OLONA e TICINO
La denuncia: “In Lombardia, un depuratore su cinque è fuori legge e nel bacino di Lambro/Seveso/Olona uno su tre”

Appuntamenti per la stampa
Domenica, 9 luglio, alle ore 15.00, ai Molini di Gurone a Malnate (VA) e alle 16.00 sul Ticino al Ponte di Oleggio

In alegato la versione del comunicato con tabelle e schemi

Domenica decine di migliaia di persone si tufferanno simultaneamente nei fiumi e nei laghi di tutta Europa. Torna infatti il Big Jump, la campagna europea di European Rivers Network (ERN) ideata per reclamare la balneabilità di tutti i corsi d’acqua (www.rivernet.org/bigjump/). Attraverso un grande tuffo collettivo dunque verrà lanciato un messaggio simbolico alle istituzioni locali e internazionali affinché adottino tutte le politiche necessarie al ripristino del buono stato ecologico dei diversi ambienti acquatici. In Italia l’iniziativa è coordinata da Legambiente che come ogni anno organizzerà molti tuffi in tutta la Penisola. In Lombardia il Big Jump avverrà nelle acque dei fiumi Olona e Ticino.
“Entro il 2015, secondo la Direttiva Europea sulle Acque 2000/60, tutti i corsi d'acqua avrebbero dovuto raggiungere lo stato ecologico 'buono' – ricorda Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – Ma  l'Italia e la Lombardia, cronicamente in infrazione, non hanno programmato per tempo gli investimenti necessari al risanamento. In Lombardia meno di un terzo dei corpi idrici  raggiungerà il livello di qualità prescritto dalla UE, tanto che la Regione ha dovuto chiedere deroghe”.
Secondo i dati presentati nel Piano di Tutela ed Uso delle Acque da Regione Lombardia infatti, solo il 27% dei fiumi, il 53% dei laghi e il 17% dei corpi idrici sotterranei raggiungono attualmente l’obiettivo “buono” richiesto dalla Direttiva. Tutti gli altri sono rimandati al 2021 o al 2027.
Osservati speciali, quest’anno Olona e Ticino. Il primo, che rientra nel complesso bacino Lambro-Seveso-Olona, fa parte dei copri idrici più compromessi della regione. Ma, mentre nel passato la situazione di criticità era dettata da attività industriali che riversavano nel fiume i loro sottoprodotti di scarto, attualmente risulta sempre più evidente il carico inquinante residuo di origine civile. Mentre la quota attribuibile agli scarichi illegali è oramai sostanzialmente irrilevante, molto significativa è la pressione derivante dalle acque trattate dai depuratori. “Risulta necessaria e urgente” - dichiara Lorenzo Baio, settore acqua Legambiente Lombardia – “una revisione delle autorizzazioni allo scarico, che stabilisca i limiti non più basandosi su tabelle di legge uguali per tutti, ma in funzione della capacità del recettore stesso. La capacità autodepurativa, infatti, cambia a seconda delle portate di un corso d’acqua. Inoltre rimane fondamentale un lavoro sistematico di adeguamento dei depuratori di tutto il bacino. Troppi impianti, circa 1/3 di quelli del bacino Lambro-Seveso-Olona, presentano gravi non conformità negli scarichi rilasciati”.
Il Big Jump nei fiumi lombardi si svolgerà anche sul Ticino, al Ponte di Oleggio (VA) preceduto da una discesa in canoa da Somma Lombardo. L’appuntamento vuole ricordare in particolare due annosi problemi che coinvolgono il fiume azzurro. Il primo riguarda le acque scaricate dal depuratore Sant’Antonino a Lonate Pozzolo, nel Naviglio Industriale e nel Canale Marinone, ramo pregiato del Ticino. L’impianto, dal suo dissequestro nel 2009/2010 presenta prestazioni pessime e risulta, da dati ufficiali di ARPA, sempre “non conforme” ai limiti. E nonostante i lavori di adeguamento e potenziamento che da anni vanno avanti, i risultati non si vedono.
Il secondo ingente problema è legato al degrado ed ai rifiuti trasportati dal canale scolmatore di nord-ovest in comune di Abbiategrasso e l’urgente necessità di realizzare uno sgrigliatore a presidio del canale.

Il programma dei Big Jump in Lombardia:

Fiume Olona – Mulini di Gurone – Malnate (VA)
Un folto gruppo di volontari italiani si tufferanno nell’Olona alle ore 15.00, a seguire verrà offerta ai partecipanti una merenda al "Casello 10" con i prodotti dell'orto associativo.

Fiume Olona – Ponte di Piazza Olona – Nerviano (MI)
Dalle ore 15.00, contemporaneamente al tuffo europeo, Legambiente Nerviano insieme alla Protezione Civile eseguiranno il recupero dei rifiuti presenti nel letto del fiume Olona.

Fiume Ticino – Ponte di Oleggio – Oleggio (NO)

La giornata prevede, dalle 10.00 alle 15.30 la discesa in canoa dalle Dighe del Panperduto ad Oleggio e alle 16.00 il Big Jump nel Ticino. Ritrovo alle ore 10.00 al Bar Ristorante "Il Chiosco" al Ponte di Oleggio e trasferimento al punto di imbarco alla foce del torrente Strona (Somma Lombarda). 

venerdì 7 luglio 2017

GOLETTA DEI LAGHI DI LEGAMBIENTE 2017




 Presentati i risultati del monitoraggio scientifico sulla sponda lecchese del lago di Como:
 6 punti su 12 indagati risultano inquinati o fortemente inquinati 

Novità 2017 attività di citizen science sulle spiagge di Colico
Anche quest’anno campionato il Lario per l’analisi delle microplastiche in centro lago e lungo l’Adda

Il lago ancora una volta mostra diverse criticità per quanto riguarda gli scarichi non depurati che finiscono nelle acque lacustri: sotto accusa i sistemi di collettamento insufficienti e gli scarichi fognari non depurati

A questo link è disponibile video in HD dei monitoraggi e delle analisi: https://drive.google.com/open?id=0Bx7XdcFmH-iMaTROeHZJRXFLVUk
A questo link è disponibile una gallery fotografica dei campionamenti: https://drive.google.com/open?id=0Bx7XdcFmH-iMYzQyOVpyQm95TVU

In allegato i comunicati stampa con i risultati e le dichiarazioni dei presenti alle conferenza stampa a Lecco e Como.

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Perstorp, ricorso respinto: esulta... l'Olona

Ricorso respinto. Il TAR di Milano ha confermato la decisione della Provincia di Varese indirizzata a non confermare la deroga agli scarichi nell'Olona, concessa inizialmente alla Perstorp di Castellanza. Un atto, quello del TAR che fa gridare di gioia l'ambiente ambientalista del territorio, come si capisce dal comunicato diffuso sui social questa sera da Legambiente Valle Olona:
"Una buona notizia per l'Olona: in data 05 luglio 2017 il TAR di Milano sez. III si è pronunciato respingendo il ricorso numero r. g. 1047/2015 proposto da Perstorp S.p.a..L'Autorizzazione Integrata Ambientale emessa dalla Provincia di Varese che prevedeva il termine della deroga agli scarichi delle aldeidi è confermato! La Perstorp S.p.a. non potrà più scaricare 60 mg/l di aldeidi ma si dovrà adattare al limite di legge fissato a 2 mg/l. Questo è quindi l'atto che dovrebbe andare a risolvere le problematiche di molestie olfattive subite in questi anni dai cittadini di Marnate. Dopo anni di concessioni finalmente qualcosa sta cambiando anche grazie al lavoro svolto sul territorio dalle associazioni ambientaliste che hanno sensibilizzato l'opinione pubblica su un problema fino a quel momento trascurato. Legambiente Valle Olona".

martedì 4 luglio 2017

PRESENTATI OGGI A MILANO, CON ISPRA, I RAPPORTI SUL CONSUMO DI SUOLO: IL SUOLO RESTA SOTTO ATTACCO MENTRE LA LEGGE NAZIONALE E’ AL PALO

LEGAMBIENTE – ISTITUTO NAZIONALE DI URBANISTICA – POLITECNICO DI MILANO

Milano, 4 luglio 2017                                                                     COMUNICATO STAMPA

PRESENTATI OGGI A MILANO, CON ISPRA, I RAPPORTI SUL CONSUMO DI SUOLO: IL SUOLO RESTA SOTTO ATTACCO MENTRE LA LEGGE NAZIONALE E’ AL PALO
IN EUROPA PREVISTI ULTERIORI CONSUMI PER 3,2 MILIONI DI ETTARI AGRICOLI: CEMENTO SU UN’AREA VASTA QUANTO L’INTERA PIANURA PADANA
IN LOMBARDIA E NORD ITALIA LEGGI REGIONALI FUORVIANTI, MANCA UNA CHIARA DIRETTIVA EUROPEA! A QUESTO SERVONO LE FIRME DELLA PETIZIONE PEOPLE4SOIL

Oggi a Milano è SOIL DAY: il CRCS (Centro di Ricerche sul Consumo di Suolo di INU, Legambiente e Politecnico di Milano) e ISPRA presentano 3 rapporti che fotografano la situazione attuale del consumo di suolo a livello regionale, nazionale ed europeo: una presentazione congiunta che ha la sua ragion d’essere nel fatto che il problema non conosce confini amministrativi, ma opera sotto la spinta di dinamiche economiche e finanziarie presenti in tutte le regioni e i Paesi europei.

Nonostante la crisi delle costruzioni e lo stop alle grandi infrastrutture causato da evidenti difficoltà di finanziamento, in Lombardia, la regione italiana che ha consumato più suolo, il fenomeno procede, anche se rallentato: dal 2012 al 2015 sono infatti scomparsi quasi 1000 ettari di suolo regionale all’anno, coperti da urbanizzazioni e strade. Una perdita che danneggia in primo luogo l’agricoltura, che ha visto perdere ogni anno 2500 ettari per l’effetto combinato di urbanizzazione e abbandono . Se l’abbandono riguarda suoli marginali e poco fertili, le urbanizzazioni cancellano suoli di alto valore produttivo, colpendo al cuore il patrimonio agricolo lombardo. L’ultima revisione di DUSAF, il database di Regione Lombardia che misura i cambiamenti d’uso del suolo, colloca al 15% la quota di territorio regionale urbanizzato (era il 12,6% nel 1999), per oltre 349.000 ettari - come dire le province di Pavia e Lodi messe insieme- oggi coperti da edifici e infrastrutture[1]. Allo stesso tempo le terre agricole sono calate, dal 1999, dal 45% al 43% delle superfici regionali. Complessivamente il suolo continua a scomparire, anche se a ritmi contenuti: prima della crisi, dal 1999 al 2007, i dati indicavano infatti consumi di suolo annui più che tripli rispetto al dato attuale.

Agli approfondimenti e al confronto tra le singole regioni è dedicato quest’anno il rapporto di ISPRA, che mostra come il consumo di suolo, pur con diverse accentuazioni, sia un male comune a tutte le regioni italiane. Nel Nord Italia le regioni apparentemente corrono ai ripari: Lombardia, Toscana, Friuli V.G. e Veneto hanno promulgato leggi che perseguono la riduzione del consumo di suolo, l’Emilia Romagna sta facendo altrettanto. Ma scorrendo i contenuti di queste norme si verifica la loro inefficacia nel breve e medio periodo: esse non mettono in discussione le previsioni gonfiate dei piani urbanistici comunali, si limitano a prospettare riduzioni per i futuri piani. La Lombardia si è rivelata particolarmente creativa, avendo approvato una recente modifica per stabilire che non solo si conservano le previsioni urbanistiche ma che, ove queste non si realizzassero, si può anche decidere di ‘spostarne’ le facoltà edificatorie su nuove aree agricole più propizie ad investimenti immobiliari!

“Ciò che non funziona sono le definizioni di cosa debba essere il consumo di suolo: in assenza di norme di riferimento, ogni regione ha interpretato questo concetto a modo suo, e sempre dichiarando già ‘consumati’ suoli che allo stato non lo sono, perchè gravati da previsioni urbanistiche non realizzate – dichiara Andrea Arcidiacono, docente del Politecnico di Milano e vicepresidente di INU – insomma la sensazione è che le regioni, nel legiferare sul consumo di suolo, abbiano prestato eccessiva attenzione alle sollecitazioni di  grandi soggetti finanziari, preoccupati di perdere asset in termini di terreni solo virtualmente edificabili, ma su cui la crisi aveva svelato la mancanza di concrete possibilità attuative”
In sostanza, è la denuncia di Legambiente e INU, le leggi regionali nel centro-nord Italia hanno usato il pretesto del consumo di suolo per ‘cristallizzare’ diritti edificatori aleatori, ma patrimonializzati ‘sulla carta’, a prescindere dalla reale domanda di mercato: una bolla finanziaria e immobiliare mantenuta artificialmente in vita proprio dalle norme che dovrebbero contrastare gli attacchi speculativi al suolo.

E l’Italia? “Anche in Italia da oltre 400 giorni la legge sul suolo è parcheggiata al Senato: eppure è ormai chiaro che fermare il dilagare delle urbanizzazioni è indispensabile per far partire l’economia della rigenerazione del tanto patrimonio urbano già esistente ma sottoutilizzato e comunque bisognoso di rivitalizzazione. Con un suolo senza tutele, l’uscita dalla crisi produrrà inesorabilmente nuove alluvioni di cemento!” denuncia Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente.

Ma sbaglierebbe chi pensasse che consumo e degrado del suolo siano mali esclusivi della penisola italiana. E’ vero che l’Italia ne soffre più di altri, per la sua orografia e la densità di popolazione e infrastrutture nelle limitate aree di pianura e costiere, oltre che per le sue vocazioni agroalimentari e turistiche. Ma lo stato dei suoli è ragione di grandi preoccupazioni nella comunità scientifica e in organismi mondiali come le Nazioni Unite, sebbene il dibattito tardi a trasferirsi ai tavoli delle decisioni politiche, anche nell’Europa che è stata culla del diritto ambientale. Non solo in Europa manca una direttiva sui suoli, ma, come rileva il rapporto di CRCS,  anche in ciascuno degli Stati Membri le norme, se ci sono, risultano frammentarie ed incoerenti: ogni Stato fa da sé, o più spesso non fa nulla, mancando una cornice di richiamo vincolante alla tutela della più preziosa risorse naturale dell’UE.

Il paradosso è che l’UE spende quasi il 40% del suo budget sulla Politica Agricola Comunitaria ma lo fa senza preoccuparsi di preservare i suoli agricoli su cui quella politica ricade. Fino ad oggi il consumo di suoli ha divorato quasi 19 milioni di ettari in tutta Europa, come dire il doppio dell’Ungheria, raddoppiando in un cinquantennio le aree urbanizzate. E’ vero che l’UE ha definito con una road map un obiettivo ‘zero consumo di suolo’ entro il 2050, ma non ha sviluppato strumenti regolativi, tanto che le previsioni elaborate dal JRC (Centro comune di Ricerca della CE) pronosticano per quella data la cementificazione di altri 3,2 milioni di ettari (come la superficie agricola dell’intera Pianura Padana) con una perdita a carico prima di tutto dei seminativi, di cui si prevede un calo di ben 11 milioni di ettari. Una enormità, considerato che nei 100 milioni di ettari di campi europei si producono materie prime sufficienti a coprire solo il 50% del fabbisogno interno di commodity agroalimentari e mangimi: l’Europa dunque già oggi si nutre utilizzando terreni agricoli di altri continenti, in gran parte da Paesi più poveri (principalmente America Latina) che, presto o tardi, potrebbero legittimamente reclamarli per soddisfare i bisogni della propria popolazione. Il consumo di suolo è solo una – sicuramente la più grave e irreversibile – delle minacce e delle forme di degrado di cui soffrono i suoli europei. Esso si somma all’erosione, che rappresenta uno dei maggiori fattori di pressione nei paesi del Sud Europa, così come alla perdita di sostanza organica che, unita alle sempre più frequenti siccità, rappresenta l’anticamera della desertificazione che già affligge la penisola iberica e le grandi isole mediterranee, e alla contaminazione legata alla presenza, in tutta Europa, di ben 3 milioni di siti su cui si riscontrano concentrazioni allarmanti di sostanze chimiche nocive, oltre ai fenomeni di inquinamento diffuso legato in particolare all’impiego di sostanze chimiche in agricoltura.

Il rapporto 2017 del CRCS restituisce la fotografia delle minacce sui suoli europei, basata sull’analisi di elaborazioni della Commissione Europea, e l’immagine è quella di un continente che rischia di arrivare impreparato alle sfide imposte dal cambiamento climatico. Se da un lato è proprio lo sfruttamento eccessivo a costituire una fonte di emissioni climalteranti, le minacce che affliggono i suoli, impoverendoli o cancellandoli sotto il cemento rappresentano una grave insidia per la sicurezza dei cittadini europei: sia per la accresciuta vulnerabilità ai fenomeni meteorologici estremi, sia per la perdita di superfici dedicate alla produzione di cibo. In questo quadro preoccupante pesa la mancanza di una direttiva europea per il suolo.

“Sul suolo l’Europa rischia di pagare un conto molto salato alla propria inerzia – dichiara Damiano Di Simine, promotore della petizione europea People4soil – la mancanza di una direttiva impedisce di sviluppare strategie efficaci e vincolanti per gli Stati membri: in quasi tutti i Paesi manca infatti una disciplina per contenere il consumo e il degrado del suolo e, dove le leggi esistono, i criteri adottati sono discrezionali e non consentono di sviluppare efficaci sistemi di monitoraggio e controllo delle trasformazioni: per questo chiediamo ai cittadini di prendere l’iniziativa di sollecitare la politica europea, con la petizione europea People4soil che, in Italia, può essere firmata sul sito www.salvailsuolo.it


In allegato il comunicato con i dati (grafici e tabelle)
Ufficio stampa Legambiente Lombardia
Silvia Valenti
Cell. 3498172191
Tel. 02 87386480

lunedì 3 luglio 2017

CONFERENZA STAMPA PER ILLUSTRARE L'ITER CHE HA PORTATO DAL RICORSO ALL'ACCORDO CON CONAD

LEGAMBIENTE

invita a

CONFERENZA STAMPA PER ILLUSTRARE L'ITER CHE HA PORTATO 
DAL RICORSO ALL'ACCORDO CON CONAD

Nell'ambito della Goletta dei Laghi 2017 
 

LUNEDì 3 LUGLIO 2017 ORE 14.30
ISEO (BS), COOPERATIVA LA MANICA, VICOLO LA MANICA ANGOLO VIA MIROLTE

Saranno presenti alla conferenza stampa:
Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia
- Dario Balotta, presidente del circolo Legambiente Basso Sebino
Simone Nuglio, responsabile campagna Goletta dei Laghi

Durante la conferenza stampa saranno illustrati i punti di campionamento, il protocollo scientifico seguito per la raccolta e l'analisi nel laboratorio mobile allestito a Castro (Bg) e i risultati ottenuti per quanto riguarda la presenza di inquinamento da batteri fecali nelle acque. Sarà spiegata anche l'attività di monitoraggio delle microplastiche, svolta dai tecnici dell'equipaggio di Goletta e i cui risultati saranno disponibili in autunno dopo l'analisi di laboratorio condotto a Roma da Enea - Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l'Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile.

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Goletta dei laghi è una campagna di LegambienteMain partner: CONOU - Partner tecnici: Novamont - Media partner: La Nuova Ecologia

SICCITA’: SCORTE IDRICHE AI MINIMI STORICI, MANCANO 2 MILIARDI DI METRI CUBI D’ACQUA

SICCITA’: SCORTE IDRICHE AI MINIMI STORICI, MANCANO 2 MILIARDI DI METRI CUBI D’ACQUA DOSSIER - ACQUA E AGRICOLTURA Occorre ridurre i fabbiso...