Regione Lombardia, nell'ambito dei Contratti di Fiume Olona-Bozzente-Lura e Seveso, nei giorni scorsi ha siglato una serie di nuove convenzioni.
I Comuni firmatari coinvolti sono: Malnate, Cerro Maggiore, Cislago e Cesano Maderno.
Obiettivo delle convenzioni, la realizzazione di interventi pilota, per un totale di 1.115.000 € di contributo, per la de-impermeabilizzazione di aree pubbliche e la gestione sostenibile delle acque di pioggia.
Gli interventi sono previsti dai Programma di Azione dei Contratti di Fiume approvati lo scorso settembre.
Fonte: Sito Contratti di Fiume.it
"Sulla sua pelle scorreva acqua quasi a coprirlo come una veste intangibile e fresca".
giovedì 4 dicembre 2014
mercoledì 3 dicembre 2014
L'energia "verde" che fa male ai fiumi - Dossier CIRF (2014)
INTRODUZIONE
L’esigenza di scrivere questo documento nasce da una constatazione semplice: negli ultimi anni il
numero di domande per la realizzazione di nuove derivazioni e impianti idroelettrici (in genere di
taglia piccola o molto piccola) è cresciuto in modo esponenziale in molte regioni italiane, con
migliaia di richieste in fase di valutazione e migliaia di km di corsi d’acqua che potrebbero essere a
breve derivati. Questo “nuovo periodo” per l’idroelettrico è coinciso con uno dei passaggi più
complessi in termini di pianificazione relativa ai corsi d’acqua, con tutti i problemi connessi ai gravi
ritardi nell’implementazione della Direttiva 2000/60/CE e il conseguente rischio di procedimenti di
infrazione. Questa sovrapposizione anche temporale fra l’esigenza di incrementare la produzione
di energie rinnovabili per conseguire gli obiettivi della Direttiva 2009/28/CE e quella di tradurre in
pratica gli obblighi di classificazione, tutela e miglioramento dei corpi idrici imposto dalla Direttiva
Quadro Acque ha creato e sta creando molti conflitti e generando scelte alquanto contraddittorie,
che stanno producendo conseguenze ambientali gravi, ma in relazione alle quali non sembra che ci
sia ancora sufficiente consapevolezza.
Scarica l'intero dossier
L’esigenza di scrivere questo documento nasce da una constatazione semplice: negli ultimi anni il
numero di domande per la realizzazione di nuove derivazioni e impianti idroelettrici (in genere di
taglia piccola o molto piccola) è cresciuto in modo esponenziale in molte regioni italiane, con
migliaia di richieste in fase di valutazione e migliaia di km di corsi d’acqua che potrebbero essere a
breve derivati. Questo “nuovo periodo” per l’idroelettrico è coinciso con uno dei passaggi più
complessi in termini di pianificazione relativa ai corsi d’acqua, con tutti i problemi connessi ai gravi
ritardi nell’implementazione della Direttiva 2000/60/CE e il conseguente rischio di procedimenti di
infrazione. Questa sovrapposizione anche temporale fra l’esigenza di incrementare la produzione
di energie rinnovabili per conseguire gli obiettivi della Direttiva 2009/28/CE e quella di tradurre in
pratica gli obblighi di classificazione, tutela e miglioramento dei corpi idrici imposto dalla Direttiva
Quadro Acque ha creato e sta creando molti conflitti e generando scelte alquanto contraddittorie,
che stanno producendo conseguenze ambientali gravi, ma in relazione alle quali non sembra che ci
sia ancora sufficiente consapevolezza.
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PSA-Piano Straordinario Acque: i progetti nei Comuni firmatari dei Contratti di Fiume
Un lungo e proficuo confronto politico e istituzionale, ha portatoall'aggiornamento della normativa regionale in materia di acque, che va conformandosi con quella statale. Fra gli elementi cardine vi è la durata dell'affidamento della gestione dei servizi, che passa da 20 a 30 anni, in modo da facilitare l'accesso al credito da parte dei gestori, sostenendo di fatto gli investimenti di miglioramento infrastrutturale e ipotizzando anche un possibile risparmio sulla tariffa dell'acqua e, di conseguenza, sulla bolletta. Tutte le modifiche apportate non danno origine a nuove organizzazioni amministrative e quindi non implicano alcun nuovo onere a carico della finanza pubblica o dei cittadini.
In riferimento alla realizzazione di opere di
collettamento e impianti di depurazione delle acque reflue nei territori
che ne sono ancora sprovvisti, e al fine di accelerare i processi in
atto, l'Assessorato all'Ambiente regionale ha stanziato per il triennio 2014-2017 (PSA-Piano Straordinario Acque) poco più di 26 milioni di euro.
L’assessore all'Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile, Claudia Terzi, sottolinea che
"queste importanti risorse ci permetteranno di risolvere le sanzioni
sugli agglomerati provinciali condannati dall'Ue (Orzinuovi, Calco e
Valle San Martino, Melegnano, Olona Nord, Olona Sud, Robecco sul
Naviglio e Trezzano), oggetto della sentenza di condanna Ue del 10
aprile 2014 per il mancato rispetto delle disposizioni della direttiva
91/271/CE del 1991".
L'accordo sottoscritto lo scorso
ottobre tra Regione Lombardia, Dipartimento per lo Sviluppo e Coesione
economica e il Ministero dell'Ambiente porterà nelle casse
degli Enti Locali ulteriori 13.464.000 euro, che consentirà di arrivare
ad un totale di 26.473.000 euro. Di fatto, oltre ai 13.464.000 euro si
sommano i 4.127.000 euro di compartecipazione degli Enti Locali, più
8.882.000 euro delle risorse inserite nell'accordo quadro del 2002 e
autorizzate dal Ministero. L'intero importo sarà utilizzato nel
triennio 2014-2017 dagli Uffici d’Ambito territoriale su un totale di 31
interventi nelle province di: Lecco (6), Milano (16), Brescia (2) e
Monza e Brianza (7).
In allegato è disponibile l'elenco completo degli interventi e relativi importi all’indirizzo.
Riportiamo qui di seguito i progetti e i comuni firmatari dei Contratti di Fiume, interessati dal Piano Straordinario Acque:
- Melegnano (MI) - Impianto di depurazione di Melegnano - Potenziamento impianto - 1a fase.
- San Giuliano M.se (MI) - Collegamento rete fognaria della frazione Pedriano di San Giuliano M.se alla rete fognaria di Melegnano.
- Melegnano (MI) - Rifacimento collettore in sponda dx del fiume Lambro tra via Cavour e via Frisi con nuova stazione di sollevamento.
- Melegnano (MI) - Eliminazione scarichi fognari in roggia Spazzola nelle vie: Montegrappa, Piazza IV Novembre, Predabissi, Frassi, Dei Pini, Dei Giacinti, Dalie, e Giovani XXIII.
- San Giuliano M.se (MI) - Collegamento rete fognaria della frazione Mezzano di San Giuliano M.se alla rete fognaria di Melegnano.
- Melegnano (MI) - Eliminazione scarichi in roggia Spazzola in Via dei Pini, Via dei Giacinti, Via Dalie e Via Giovanni XXIII.
- Legnano (MI) - Ulteriori fognature a completamento delle zone urbanizzate - 1° lotto.
- Legnano (MI) - Ulteriori fognature a completamento delle zone urbanizzate - 2° lotto.
- Legnano (MI) - Ulteriori fognature a completamento delle zone urbanizzate.
- Cerro Maggiore, San Vittore Olona (MI) - Ulteriori fognature a completamento delle zone urbanizzate.
- Cerro Maggiore, Parabiago (MI) - Ulteriori fognature a completamento delle zone urbanizzate.
- Baranzate, Lainate, Pogliano Milanese, Pregnana Milanese, Rho, Senago (MI) - Ulteriori fognature a completamento delle zone urbanizzate.
- Ceriano Laghetto (MB) - Via Roncaccio, nuovo tratto di fognatura e dismissione di scarichi fognari in corpo d'acqua superficiale.
- Limbiate (MB) - Villaggio del Sole, nuovo tratto di fognatura e dismissione di scarichi fognari in corpo d'acqua superficiale.
- Limbiate (MB) - Via del Laghetto, nuovo tratto di fognatura per il collettamento di scarichi attualmente non allacciati alla rete.
- Limbiate (MB) - Via Verdi, nuovo tratto di fognatura per il collettamento di scarichi attualmente non allacciati alla rete.
- Lazzate (MB) - Via Delle Brughiere, nuovo tratto di fognatura per il collettamento di scarichi attualmente non allacciati alla rete.
- Misinto (MB) - Via Birago (traversa), nuovo tratto di fognatura per il collettamento di scarichi attualmente non allacciati alla rete.
Fonte: Sito Contrattidifiume.it
martedì 2 dicembre 2014
Apericena ambientalista
Vi aspettiamo per questo appuntamento che puo' servire a riscoprire un luogo ben rigenerato e condividere l'emozione del cibo con l'intrattenimento musicale e di voci del gruppo i " Ciapa No'. Saluti a tutti. Legambiente Circolo Parabiago Fb: Legambiente Parabiago
Livigno: lo Ski Business minaccia l'ultimo paesaggio del silenzio nella conca del Piccolo Tibet
Milano,
2 dicembre 2014
Comunicato stampa
“Difendiamo la Vallaccia”
Legambiente
dal giudice contro il nuovo impianto sciistico nel sito
protetto dalla UE
A rischio pascoli e prati nel regno della pernice bianca e dei grandi rapaci alpini
A rischio pascoli e prati nel regno della pernice bianca e dei grandi rapaci alpini
Decine
di ettari di sbancamenti, piloni e strade nella valle più
incontaminata tra
quelle che confluiscono nella conca di Livigno: la Vallaccia, che comincia a
Trepalle, il centro
abitato più alto d'Europa, è una spettacolare distesa di pascoli
e prati da
sfalcio, dove ancora oggi si pratica l'allevamento d'alpeggio,
ma in cui hanno
trovato casa alcune tra le specie di uccelli più spettacolari e
protetti
dell'arco alpino, come il piviere tortolino, il gallo forcello,
l’aquila reale,
il gipeto, fino alla sempre più minacciata pernice bianca. Una
valle conservata
grazie a secoli di attività d'alpeggio, ancora ben presente, in
cui gli unici
edifici del fondovalle sono una manciata di tee,
le tradizionali abitazioni rurali del Livignasco. Questo è
quanto rischia di
sparire per far posto a nuove piste da sci e impianti di
risalita. Le
ruspe sono pronte a mettersi al lavoro ma Legambiente non ci sta
e ha
presentato un ricorso per bloccare il progetto che devasterebbe
il Sito di
Interesse Comunitario “Vallaccia - Pizzo Filone”, interamente
nel territorio
amministrativo di Livigno. Tutto parte dal progetto presentato
dal gestore
degli impianti a fune del Monte della Neve, cresta montana che
sovrasta la
Vallaccia e la separa dalla valle di Livigno: la società
Mottolino s.p.a.
intende infatti realizzare di una nuova seggiovia a sei posti
che collegherebbe
proprio la località Vallaccia con Monte della Neve. Per ottenere
le
autorizzazioni necessarie però la società ha mascherato il
progetto del nuovo
impianto come un “adeguamento tecnologico e funzionale” della
vecchia seggiovia
Mottolino-Monte della Neve, ma consultando le mappe si comprende
facilmente che
qualcosa non torna: se infatti il punto di arrivo dei due
impianti sarebbe lo
stesso, le partenze invece disterebbero di ben 3 chilometri in
linea d’aria
l’una dall’altra, tale è infatti la distanza tra il Mottolino e
il fondovalle
della Vallaccia. Dopo aver ricevuto pareri negativi da tutte le
autorità
consultate, la società si è rivolta niente meno che al Consiglio
dei Ministri
per ottenere un via libera che però, per Legambiente, è
illegittimo.
“E’ un
escamotage scandaloso per ottenere
il via libera a una nuova colata di cemento – attacca Francesco
Borasi,
avvocato del Centro Azione Giuridica di Legambiente - definire
adeguamento di
un vecchio impianto sciistico la realizzazione, di fatto, di una
nuova
seggiovia che nulla c’entra con quella vecchia è il tentativo
sporco per
aggirare tutti i piani territoriali e comunali che vietano la
realizzazione di
nuove strutture per lo sci nel SIC della Vallaccia”.
Molte sono le
segnalazioni giunte a
Legambiente di cittadini dell'Alta Valtellina, affezionati alla
Vallaccia e
preoccupati, oltre che del danno gravissimo degli sbancamenti e
delle nuove
infrastrutture, anche del fatto che una nuova partenza della
funivia nel cuore
della Vallaccia avrebbe prima o poi scatenato anche appetiti
immobiliari,
facendo perdere per sempre un patrimonio naturale e culturale
che ha pochi
eguali nell'intero arco alpino. Per questo Legambiente
Lombardia ha
voluto vedere le carte e ha immediatamente depositato un ricorso
al TAR
chiedendo che il tribunale annulli la delibera del Governo che
spiana la strada
alla nuova seggiovia, imponendo invece il rispetto del drastico
parere negativo
della Soprintendenza che non aveva creduto alla favoletta
dell’adeguamento del vecchio
impianto, bocciando senza appello questo stravolgimento del
territorio montano.
“Livigno non è
zona affrancata dal
rispetto delle norme ambientali nazionali e comunitarie -
commenta Ruggero
Spada, coordinatore di Legambiente per la Provincia di
Sondrio - lo
sviluppo turistico del piccolo Tibet deve smettere di inseguire
modelli
aggressivi degli spazi montani e di utilizzare ogni forma di
elusione e di
aperta violazione delle norme che tutelano i paesaggi più
preziosi della
montagna lombarda. L'espansione del dominio sciistico nel cuore
di un sito
comunitario è una azione che, se non verrà bloccata, porterà ad
erodere
ulteriormente il patrimonio naturale su cui poggia ogni visione
di sviluppo
durevole di una località turistica ancora così prestigiosa”
Tanti anni di Befana sul Lambro.
Nel corso degli anni abbiamo potuto
constatare come l’evento “Befana sul Lambro” sia diventato una importante risorsa culturale per il territorio,
che attraverso una originale animazione-festa socio-ambientale costruita con
l’aiuto dei volontari, delle associazioni, delle istituzioni, ha avuto la forza
sufficiente per diventare un appuntamento sociale e un evento culturale capace
di incidere nell’immaginario collettivo.
La manifestazione “Befana sul Lambro” ha
superato il considerevole traguardo di venticinque anni di vita, arrivando alla
sua ventottesima edizione: un
percorso ricco di esperienze, saperi, conoscenze e partecipazione, un patrimonio culturale, progettuale,
creativo e di ricerca che non vorremmo venisse disperso, ma che, anzi,
vorremmo veder crescere.
I Comuni
del territorio, la Provincia
di Milano, la Provincia di Monza e della Brianza e la Regione Lombardia hanno mostrato negli anni un’attenzione per la prosecuzione
dell’esperienza del Laboratorio e della teatralizzazione sul fiume, ed hanno
affiancato enti, associazioni e privati
cittadini nel sostegno economico ed organizzativo alla Befana sul fiume
Lambro.
Anche molte associazioni, come ricordato, negli anni si sono aggiunte al
composito fronte che propone un modo diverso di fare animazione
socio-ambientale. Tra le tante ricordiamo il patrocinio di Emergency, della
Fondazione ABIO per il bambino in ospedale e dell’UNICEF.
Inoltre ci hanno dato e ci danno
un’importante sostegno la Protezione Civile
dei comuni di Carate Brianza e Verano Brianza, la Croce Bianca Brianza,
la marching-band di Besana Brianza,
il gruppo folk Muntanerada, l’associazione “La casa di Emma”, l’associazione
dei genitori dell’istituto comprensivo “G. Romagnosi” di Carate Brianza, i Gruppi
di acquisto solidale (G.A.S.) di zona e molti altri enti e associazioni.
In aiuto al Laboratorio si è anche radicata
una solida tradizione di volontariato,
che ha portato alla Befana sul Lambro centinaia di persone diverse, anche
provenienti da altre nazioni.
Ai volontari del territorio si sono
aggiunti, anno dopo anno, numerosi artisti
e performer che hanno contribuito con le loro arti, la loro creatività e il
loro specifico linguaggio a diffondere il messaggio della Befana sul fiume
Lambro.
Nel corso di tutti questi anni gli
operatori della C.C.A., nello spirito del Laboratorio, sono intervenuti con
presentazioni creative nelle scuole
elementari, nei centri di
aggregazione giovanile e nei centri
socio educativi. Qui abbiamo realizzato laboratori specifici per la
realizzazione e la decorazione di piccole strutture e oggetti scenici per la
festa finale.
Alcuni ospiti delle comunità terapeutiche del territorio, lavorando ai laboratori,
hanno potuto integrare il loro percorso con una esperienza di volontariato, che
è stata anche occasione di formazione e di reinserimento sociale.
lunedì 1 dicembre 2014
Contratti di Fiume, strumenti di Pianificazione di Distretto Idrografico nel Collegato Ambientale approvato dalla Camera
Nella seduta di alcuni giorni fa con l'approvazione alla Camera del
collegato ambientale, è stato inserito l'art 24 bis che, per la prima
volta nella normativa nazionale, prevede ed inquadra i Contratti di
Fiume nell'ambito della Pianificazione di distretto idrografico.
La proposta di legge, che ora attende il passaggio in Senato, recita cosi:”l'articolo 24-bis disciplina i contratti di fiume, che concorrono alla definizione e all'attuazione degli strumenti di pianificazione del distretto idrografico, quali strumenti volontari di programmazione strategica e negoziata che perseguono la tutela, la corretta gestione delle risorse idriche e la valorizzazione dei territori fluviali”.
La proposta di legge, che ora attende il passaggio in Senato, recita cosi:”l'articolo 24-bis disciplina i contratti di fiume, che concorrono alla definizione e all'attuazione degli strumenti di pianificazione del distretto idrografico, quali strumenti volontari di programmazione strategica e negoziata che perseguono la tutela, la corretta gestione delle risorse idriche e la valorizzazione dei territori fluviali”.
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SICCITA’: SCORTE IDRICHE AI MINIMI STORICI, MANCANO 2 MILIARDI DI METRI CUBI D’ACQUA
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